La via Postumia era una via consolare romana ultimata nel 148 a.C. per volontà del console Postumio Albino nei territori della Gallia Cisalpina, coincidente con l'odierna Pianura Padana, per scopi prevalentemente militari e in seguito anche commerciali. Congiungeva per via di terra i due principali porti d’età preromana e romana dell’Italia settentrionale: Genova, avamposto verso la Gallia e le Alpi Occidentali, e Aquileia, grande centro nevralgico di scambi economici.
Aquileia era sede di un grosso scalo fluviale accessibile dal Mare Adriatico e costituiva la via di accesso da un lato all’Istria e all’area balcanica, dall’altro verso le regioni a Nord delle Alpi (tra cui la «Via dell’Ambra»).
Per incontrare i successivi porti più importanti si doveva scendere fino a Ostia dal lato tirrenico e a Ravenna dal lato adriatico.
La strada toccava solo i centri maggiori, in modo da favorire un percorso più rapido e, almeno in un primo momento, non funse da direttrice del traffico locale.
Storia
L’epoca in cui l’arteria fu tracciata costituiva un momento particolare per la storia di Roma repubblicana, che consolidava così il suo dominio sulle regioni a nord del Po, nel momento in cui stava avviandosi la sfida definitiva con Cartagine per l’egemonia sul Mediterraneo. Vinte le tribù celtiche o di altra origine, avviata la centuriazione dei diversi territori, una strada come la Postumia serviva per il movimento rapido delle truppe in caso di ostilità a est con i popoli della sponda adriatica balcanica e ad ovest con i Galli e Liguri dell’attuale costa provenzale (nell’anno 150 a.C. c’era stata una spedizione contro di loro).
Il massimo utilizzo della Postumia, nel suo intero tracciato, durò fino alla dissoluzione dell’Impero romano d’Occidente, ma la sua funzione non venne mai meno, almeno per ampi tratti: l’Itinerarium Burdigalense, relativo a un pellegrino che da Bordeaux raggiunse Gerusalemme nel 333-334 d.C., mostra un percorso sulla Postumia nella Pianura Padana, imboccando poi la Via Annia per raggiungere Concordia e Aquileia. Nella Tabula Peuntingeriana, di poco successiva, la via sembra arrestarsi a Oderzo, tuttavia all’imbocco dell’attuale Friuli i segni perdurarono e in parte sono giunti fino ai nostri giorniSartin, Althoff 2014; Prontera 2003..
Percorso Lasciata Genova, l’arteria percorreva la Val Polcevera fino a Pontedecimo (da Pons ad decimum lapidem), quindi saliva sul crinale attraverso Cesino e Pietralavezzara e valicava l'Appennino al Pian di Reste, nei pressi dell'odierno Passo della Bocchetta. La strada seguiva poi il tracciato di precedenti percorsi liguri, snodandosi per i crinali anziché per i fondovalle. Pertanto dal Pian di Reste si dirigeva verso l'odierno Fraconalto (Flaconum nelle attestazioni medievali, Fiaccone fino al 1927, sorto probabilmente attorno ai secoli IX-X); scendeva quindi per il valico presso l'attuale Passo della Castagnola, frazione di Fraconalto, risaliva per il Monte Porale e infine scendeva verso la pianura passando per la fiorente Libarna, antico oppidum ligure e poi importante centro commerciale (nell’attuale comune di Serravalle Scrivia). La meta finale di questo primo settore dell'Oltregiogo era Dertona, l’odierna città di TortonaPavoni, Podestà 2008; Traverso, Cagnana, Chella et alii 2014-2015; Canazza, Cirnigliaro, Pedemonte 2015; Pedemonte 2018..
Proseguendo nel suo cammino, la via Postumia congiungeva Dertona con Placentia (Piacenza), passando per tutto l'Oltrepò Pavese e per i centri di Clastidium (Casteggio) e Camillomagus (Broni) inserendosi nel sistema viario costituito dalla Via Emilia che proveniva da Rimini (Ariminum) già dal 187 a.C., da dove si sarebbe collegata a Roma, a partire dal 220 a.C., attraverso la via Flaminia. Il tratto Placentia-Dertona della via Postumia divenne in seguito parte della Via Julia Augusta, costruita nel 13 a.C. per volere dell'imperatore Augusto al fine di completare il collegamento stradale tra Roma e la costa meridionale della Gallia: raggiungeva Arles (Arelate, Arelatum) costeggiando il Trophaeum Alpium (Trofeo delle Alpi o Trofeo di Augusto) a La Turbie, nei pressi dell’attuale Principato di Monaco.
La via Postumia da Placentia continuava fino a Cremona, dove attraversava il fiume PoCera 2000.; da qui, proseguendo verso est, raggiungeva Bedriacum, l'odierna Calvatone (Cremona), città sorta alla confluenza tra i fiumi Oglio e Chiese. Da Bedriacum si diramava un tratto che raggiungeva Mantua (Mantova), mentre il percorso principale procedeva verso Verona, dove attraversava il fiume Adige. Da Verona, prima di raggiungere Aquileia sul mare Adriatico, portando a termine il collegamento con il mare Tirreno da cui partiva, la via Postumia passava per Vicenza e l’attuale Cittadella, giungendo ai guadi del Piave tra gli attuali Varago (comune di Maserada sul Piave) e Roncadelle (comune di Ormelle)Bosio 1991; Grilli 2003..
Da Opitergium (l’odierna Oderzo), importante centro commerciale e amministrativo prima venetico e in seguito romano, proseguiva in linea retta verso il fiume Livenza, entrando nel territorio di competenza aquileiese e in seguito concordiese, tra le attuali località di Fossabiuba (Mansuè) e Traffe (Pasiano di Pordenone, primo comune dell’attuale Friuli). Passando per gli odierni territori di Pasiano, Azzano Decimo, Fiume Veneto, Zoppola, Casarsa della Delizia e Valvasone (località Casamatta), attraversava il guado del Tagliamento sbucando nei pressi di Quadruvium (Codroipo, UD), snodo stradale tra le direttrici Nord-Sud e Ovest-Est, seguendo poi una direttrice nella bassa pianura fino ad Aquileia. In seguito l’arteria fu prolungata verso Emona (Lubiana) da un lato, Tergeste (Trieste) e l’Istria dall’altroCencigh, Franceschin, Buora 2004.. La ricostruzione grafica del percorso si può leggere in un saggio di Diego CencighCencigh 2018, pag.25..
Il dibattito sul percorso orientale
Se il percorso da Genova a Oderzo non ha presentato in genere problemi di identificazione, quello più orientale ha sollevato molte questioni e dibattiti. La Tavola Peutingeriana (il cui originale risale alla metà del IV secolo d.C.) ci dà un percorso ben leggibile proprio fino a Oderzo, dove la via sembra terminare; il proseguimento da qui ad Aquileia non è ben chiaro e nemmeno tra gli studiosi c’è stato accordo, in passato, sul tratto terminaleFraccaro 1957; Quarina 1970; Bosio 1964-1965; Brusin 1966.. Secondo alcuni, la meta della Postumia era proprio Oderzo e il collegamento con Aquileia era assicurato da altri percorsi: a smentire questa affermazione c’è fra l’altro l’iscrizione della fine del II secolo a.C. che ricorda una deviazione proprio della via Postumia alle porte di Aquileia, per raggiungere il forum pequarium («mercato degli ovini»)Bandelli 1984, pag. 190-192.. Un secondo gruppo di storici e archeologi ha individuato un tracciato nell’alta pianura: da Oderzo sarebbe risalito fino al passaggio del fiume Livenza a Cavolano nei pressi di Sacile (un ponte è qui menzionato in età longobarda), per poi continuare per l’attuale area di Pordenone, Quadrivium (Codroipo) e quindi Aquileia. Avrebbe insomma seguito grossomodo l’andamento dell’attuale Pontebbana e della Stradalta o Napoleonica da Codroipo a Palmanova. A questo proposito, Luciano Bosio e altri parlano della Stradalta come di una variante interna ovvero di una sistemazione più tarda, mentre la Postumia avrebbe seguito la costa, toccando Concordia e Cervignano del Friuli e in pratica sovrapponendosi alla Via Annia.
Recentemente è emersa una diversa valutazione, già intravista da Tagliaferri nel 1986Tagliaferri 1986 (= 1988), I, pag. 19-31, 169-181.; suffragata da numerose prove (storiografiche, documentarie, archeologiche e fotografiche)D’Agnolo, Ceolin, Dusso 2004; Magnani 2007; Corazza 2016., identifica la Postumia con il decumano massimo della centuriazione di Iulia Concordia, riscoperto da Bosio dopo lunghe ricerche negli anni ’60 del secolo scorsoBosio 1965-1966.. Scrive Maurizio Buora a proposito della più antica individuazione del percorso della strada, effettuata dal sanvitese Girolamo Cesarini (XVI secolo): «Il testo del Cesarini fu soppesato nel Settecento da Federico Altan e da Gian Domenico Bertoli, i quali peraltro non ne compresero il valore. Come non lo comprese Luciano Bosio che vide il decumano massimo della centuriazione concordiese passare tra i due Orcenico, di Sopra e di Sotto, ma non comprese che esso era un tratto della via Postumia, qui assunto come decumano della centuriazione, circa un secolo dopo la sua realizzazione»Buora 2011, pag. 36-37..
La strada attraversava il fiume Livenza a Traffe (probabile origine dal latino ad trabes), nei pressi di un insediamento testimoniato nel Medioevo significativamente chiamato Villaviera («villaggio antico»); a poche miglia superava il fiume, mediante un ponte, i cui resti sono oggetto di studio, su iniziativa del locale Gruppo Archeologico «Acilius» (sezione occidentale della Società Friulana di Archeologia) e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. Da qui e fino al guado del Tagliamento il tracciato non incontrava più consistenti impedimenti idrici, oltrepassando a Nord le sorgenti del fiume Sile; la successiva centuriazione seguiva l’andamento dei fiumi e del deflusso delle acque nel bacino liventino.
La via Postumia e le centuriazioni
Il percorso rettilineo della via Postumia, tracciando impronte importanti sul territorio, è poi servito come base per avviare su quel tracciato le linee geometriche delle sistemazioni fondiarie romane, le centuriazioni. Gli agrimensori si appoggiarono spesso all’arteria, adattandola alla funzione di decumano massimo e anche lo teorizzarono nei loro scritti o lo fecero autori classici che ne descrivevano il lavoroRosada 2010..
Gli studiosi lo hanno messo in evidenza per varie campagne, a cominciare dalle aree tra Piacenza e CremonaPassi Pitcher 1998; Mete 2014, pag.366.. Analogamente è avvenuto nella centuriazione all’imbocco della Val d’Illasi tra Verona e Vicenza e in quelle di Patavium (Padova) e di Acelum (Asolo), come già aveva osservato Plinio Fraccaro nel 1940Fraccaro 1940; Bosio 1986; Bonetto 1998; Rosada 2010., e anche in quella delle pianure di Aquileia e di Iulia Concordia (Concordia Sagittaria) la via Postumia fu assunta come asse portante della suddivisione rurale: in particolare, nell’agro concordiese divenne, con andamento Sud-Ovest/Nord-Est, il decumano massimo, che si congiunse con l’altro asse Sud-Est/Nord-Ovest (cardine massimo) che saliva dalla periferia di Concordia passando per Cinto ed Azzano. La sua realizzazione iniziò nella seconda metà del I secolo a.C. e durante il Medioevo le griglie della parcellizzazione agraria divennero spesso linee di demarcazione tra proprietà e aree di influenza politica e amministrativa. Lo stesso decumano massimo/via Postumia segnò per esempio il limite tra possedimenti vescovili e possedimenti patriarcali tra gli attuali comuni di Pasiano e di Meduna di Livenza e ancora oggi ne determina per qualche tratto il confineContelli 1976, pag. 16-17..
Ulteriori sviluppi