La strana morte del signor Benson (The Benson Murder Case) è un romanzo dello scrittore statunitense S.S. Van Dine. Il romanzo fu pubblicato la prima volta nel 1926. Il libro si compone di 25 capitoli tutti intitolati, datati e con l'ora, è praticamente un diario. In alcune traduzioni italiane di questo romanzo sono presenti note a fondo pagina di rimandi vari scritti dall'autore a completamento del "diario", in altre versioni queste note e l'introduzione non sono presenti.

Tradotto in italiano nel 1929, è stato il primo della collana di gialli pubblicata da Arnoldo Mondadori Editore.

Nel 1974 il romanzo è stato ridotto per la televisione all'interno della miniserie televisiva Rai Philo Vance, con Giorgio Albertazzi.

Introduzione Il romanzo inizia facendo un elogio al procuratore distrettuale della contea di New York. Da quando John F. X. Markham ricopre tale carica i crimini irrisolti risultano nettamente inferiori che sotto qualunque altro procuratore. Tale incredibile successo è dovuto alla incomparabile bravura di Philo Vance. Questo è il primo caso risolto da Vance. In realtà Philo Vance non è il nome vero, ma quello che il suo biografo, S.S. Van Dine usa per riferirsi a lui. Nel raccontare questo caso straordinario S.S. Van Dine non ha avuto il permesso di divulgare il suo vero nome.

Trama New York, Venerdì 14 giugno del 19.. (dopo la prima guerra mondiale e prima della seconda guerra mondiale).

S.S. Van Dine frequenta la casa di Philo Vance. È il consulente legale e curatore finanziario dell'immenso patrimonio di Vance. Per il suo amico compra quadri e partecipa alle aste nelle varie gallerie. Vance ha una collezione molto vasta, un vero e proprio museo privato, con pezzi alquanto rari. Possiede le più disparate opere d'arte, di epoche differenti, tra cui quadri, stampe, arazzi, ceramiche, anfore, cristalli, bronzi, ecc., sia europei che orientali ed africani. È un intenditore talmente esperto da scoprire che un quadro, attribuito originariamente a Tiziano, era invece opera del Giorgione.

La mattina del 14 giugno, preceduto dal domestico Currie, il procuratore distrettuale Markham irrompe in casa di Vance, dichiarando che è stato trovato morto Alvin Benson, noto agente di cambio. È la signora Anna Platz, governante di Benson, ad aver chiamato la polizia quando l'ha trovato morto. Markham aveva promesso a Vance che, appena ci fosse stato un caso interessante, lo avrebbe fatto partecipe delle indagini poliziesche. Secondo il procuratore distrettuale questo caso ora è arrivato, per cui Markham chiede a Vance di seguirlo sulla scena del delitto. Una volta arrivati a casa di Alvin Benson, trovano sul posto tutta la polizia che si dà un gran daffare, al comando del sergente Heath. Il corpo di Benson è ancora seduto sulla poltrona, in posizione naturale. Ha un foro di proiettile all'altezza della fronte. Il proiettile, dopo avergli trapassato la testa, si è fermato in un pannello in fondo alla stanza. Le finestre dell'appartamento hanno delle inferriate, ancora integre, per cui l'assassino deve essere entrato dalla porta d'ingresso.

Markham chiede a Dinwiddie di accompagnare a fare un giro a S. S. Van Dine e a Philo Vance per illustrare loro come la polizia lavora in un caso di omicidio. Nel frattempo Markham parla con Heath, incaricandolo di mettersi a capo delle indagini con tutti gli oneri ed eventualmente con tutti gli onori. Markham è stato coinvolto in questo caso solo perché conosce da molti anni il fratello della vittima, Anthony Benson. Sul posto è stato rinvenuto il bossolo di una Colt automatica calibro 45. Soltanto un'arma così potente poteva uccidere Alvin Benson e far conficcare la pallottola dove è stata rinvenuta.

Il dottor Doremus, intervenuto sul luogo del delitto, fissa l'ora della morte a circa mezzanotte e mezzo. Su una mensola, sopra al caminetto, vengono rinvenuti una borsetta e un paio di guanti da donna. Un agente di pattuglia, che nella notte effettuava la ronda in quel quartiere, asserisce che, verso la mezzanotte, ha notato una grande Cadillac grigia ferma davanti al portone. Si ricorda di questo particolare perché ha visto sporgere, dal bagagliaio dell'auto, dell'attrezzatura da pesca. Secondo l'agente di pattuglia l'auto è rimasta ferma per circa mezz'ora, poiché al suo successivo giro egli non l'ha più notata.

Viene ritrovato nell'appartamento anche un mozzicone di sigaretta che Vance semi-distrugge non ritenendolo un elemento di prova. Dopo il sopralluogo, Vance, Van Dine e Markham lasciano il luogo del delitto. Secondo Markham si tratta di un caso molto complesso, mentre Vance ritiene sia estremamente chiaro e semplice.

Sabato 15 giugno. Le indagini proseguono e, grazie al contenuto della borsetta, viene rintracciata la sua proprietaria, Muriel St. Clair, che viene invitata a presentarsi nell'ufficio del procuratore Markham, dove si trovano già Van Dine e Vance. Dopo averla interrogata e non aver ottenuto risposte soddisfacenti, su consiglio di Vance, la signorina Clair non viene arrestata. Le viene intimato, comunque, di non lasciare la città.

Dopo questo episodio segue un ennesimo ed acceso scambio di vedute tra Markham e Vance. Markham chiede delle spiegazioni sul motivo per cui Vance ritiene questo caso molto semplice. Un po' a sorpresa, Vance accetta questa "sfida" anche se non è di suo gradimento. Per prima cosa Vance, Markham e Van Dine tornano sul luogo del delitto. Con poche e semplici misurazioni, Vance riesce a dimostrare che l'assassino deve essere alto circa 1,75 m., per cui la signorina Muriel St. Clair, che è alta circa 1,64 m., non può essere l'assassina. Il primo indiziato di questo omicidio, la signorina St. Clair, deve essere immediatamente scagionata, nonostante le moltissime prove indiziarie. Neanche il suo fidanzato, il capitano Philip Leacock, può essere l'assassino, poiché è alto 1,80 m. Anche il secondo indiziato va scagionato.

Nella stessa occasione viene interrogata la domestica di Benson, la signora Platz. Prima nega tutto e poi, dopo che Vance le fa capire di sapere tutto, confessa che la signorina St. Clair è stata in quella casa, in visita al suo padrone, il giorno precedente alla sua morte. Ora si capisce da dove sono venuti i mozziconi di sigaretta. Per la borsetta e i guanti, Vance sospetta che sia stato l'assassino a portarli in casa di Alvin Benson, con l'intento di sviare le indagini. Vance ha appena appurato che Muriel St. Clair ha discusso con Benson nella mattinata, ma sia la borsetta che i guanti di Muriel sono da sera. Questo è un altro particolare che non torna e che la fa scagionare.

Domenica 16 giugno. Vengono raccolte delle informazioni sulla vita privata di Alvin Benson, ed un suo amico, Leander Pfyfe, dichiara che aveva una cotta per la bella signorina St. Clair, fidanzata al capitano Leacock. Viene appurato che la Colt che ha ucciso Benson è in dotazione all'esercito. Il capitano Leacock è appunto un ufficiale dell'esercito.

Lunedì 17 giugno. Philip Leacock, quando viene interrogato, dichiara di aver perduto la sua pistola in Francia. Nonostante l'interrogatorio sia molto incisivo, le risposte sono molto evasive, come se Leacock proteggesse qualcuno. Almeno è questo che sospettano Vance e Markham. Le indagini proseguono, viene trovata la Cadillac grigia e il suo proprietario è Leander Pfyfe, amico intimo della vittima.

Martedì 18 giugno. Grazie al pedinamento di un poliziotto, Markham e Vance vengono a sapere che il capitano Leacock si è disfatto, gettandolo nel fiume, di un pacchetto delle dimensioni di una Colt calibro 45. Le informazioni raccolte su Leander Pfyfe dicono che Pfyfe ha abusato della fiducia del suo amico Benson, visto che aveva emesso un assegno a suo nome per la fantastica cifra di 10.000 dollari. Sembra che Benson abbia scoperto tutto e, la sera prima della sua morte, si sia incontrato ed abbia litigato con il suo amico Pfyfe. Visti i nuovi sviluppi dell'indagine, Markham sposta i sospetti su Pfyfe e lo convoca immediatamente per poterlo interrogare.

Leander Pfyfe ammette di aver compiuto una scorrettezza ai danni del suo amico, ma non l'ha ucciso. Altre informazioni su Pfyfe dicono che ha preso in prestito dei soldi dal suocero senza il suo permesso, investendoli in un affare andato molto male. Per poter rendere i soldi al suocero, Pfyfe ha emesso un assegno a nome Alvin Benson.

Poco dopo avviene un colpo di scena, quando la segretaria dei due fratelli Benson fa una confessione a Markham e Vance. Nella cassaforte di Benson, prima della sua morte, era presente un pacchetto, che la sera dell'omicidio la vittima ha portato a casa. Confessa pure che tra i due fratelli non c'era molta sintonia, anzi si spiavano a vicenda.

Mercoledì 19 giugno. Intanto viene scoperto che la signorina Paula Banning ha dato i suoi gioielli a Leander Pfyfe per poterli utilizzare come garanzia per coprire il debito contratto con Alvin Benson. Nel pomeriggio Philip Leacock si reca nell'ufficio di Markham e firma una confessione dove dichiara di essere stato lui ad uccidere Benson. Markham è contento perché ora il caso è chiuso, ma Vance gli fa notare che ci sono molte cose che non tornano, tanto che ritiene che la confessione serva a coprire un'altra persona.

Molte fatti circostanziali avvalorano la confessione di Philip Leacock. Vance non è convinto e chiede di controinterrogare Leacock. Dal controinterrogatorio risulta chiaro che è innocente, visto che è caduto in tantissime contraddizioni anche piuttosto grossolane e palesi. Gli interrogatori proseguono serrati: la signorina Muriel St. Clair spiega il motivo per cui i suoi guanti e la sua borsetta sono stati ritrovati presso l'abitazione di Alvin Benson. Poco dopo anche la signora Anna Platz viene interrogata e confessa di essere la madre di Elsie Hoffman. Dagli indizi raccolti, il procuratore Markham sposta i suoi sospetti su Leander Pfyfe, ma anche in questo caso Vance gli dice che è sulla strada sbagliata. Vance gli comunicherà il colpevole solo il giorno dopo, poiché deve recarsi a un concerto e non ha tempo per dare le dovute spiegazioni.

Giovedì 20 giugno. Alle 9:00 il procuratore Markham si presenta da Vance, il quale ha promesso di rivelargli il nome dell'assassino di Alvin Benson. Markham ha portato con sé i rapporti degli alibi di tutti i possibili colpevoli. Dopo aver ipotizzato che altri due personaggi siano i colpevoli, Markham, Vance e Van Dine vanno a casa di un sospettato ed effettuano una perquisizione. Trovano la pistola che ha ucciso Benson e i gioielli che Paula Banning ha prestato a Leander Pfyfe come assicurazione per coprire un suo debito contratto con Benson. Riescono a capire come il colpevole si sia potuto procurare un alibi, apparentemente di ferro, ma che a un esame più approfondito sia risultato falso. Il procuratore distrettuale convoca l'assassino nel suo ufficio con la scusa di rivelargli chi ha ucciso Alvin Benson e, in quell'occasione, lo arresta. Il colpevole viene condannato. Vance, che aveva capito sin dal primo momento chi era l'assassino, spiega a Markham come è giunto a smascherarlo e il motivo per cui hanno indagato anche sugli altri indiziati.

Personaggi principali Philo Vance: investigatore dilettante S.S. Van Dine: amico e biografo di Philo Vance Currie: maggiordomo di casa Vance John F. X. Markham: procuratore distrettuale della contea di New York Ernest Heath: sergente di polizia Alvin Benson: agente di cambio Maggiore Anthony Benson: fratello e socio in affari di Alvin Anna Platz: governante di Alvin Benson Muriel St. Clair: cantante Philip Leacock: capitano dell'esercito e fidanzato di Muriel St. Clair Leander Pfyfe: amico di Alvin Benson Colonnello Ostrander: amico di Alvin Benson Paula Banning: amica di Leander Pfyfe Elsie Hoffman: segretaria dei fratelli Benson William M. Moran: ispettore a capo dell'ufficio investigativo Dinwiddie: sostituto procuratore Dottor Emanuel Doremus: medico legale

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