L'appellativo "Isaurico" allude alla sua regione di provenienza (l'informazione è peraltro controversa, come esposto in prosieguo).

Biografia Ascesa al potere Teofane Confessore lo chiamó Isaurico, ma Leone nacque a Germanicea, che si trovava in Siria, per cui altri scrittori lo considerano piuttosto di origini siriache. Proveniente da una famiglia di ceto umile, sotto il primo regno di Giustiniano II fu costretto, per via della politica colonizzatrice di quel basileus, a trasferirsi in Tracia con la sua famigliaTeofane, AM 6209... Quando, dopo essere stato deposto una prima volta nel 695, Giustiniano II provò a riprendersi il trono (705), Leone decise di appoggiarlo, contribuendo alla sua restaurazione. L'Imperatore, riconoscente, lo nominò spathariosTeofane, AM 6209, sostiene che, come omaggio per la sua ascesa al trono, Leone regalò a Giustiniano II 500 pecore.. Dopo aver dimostrato le sue capacità sia militari che diplomatiche in una spedizione nel Caucaso, venne nominato strategos del thema anatolico da Anastasio II.

Leone decise di approfittare del grande potere raggiunto (il tema anatolico era uno dei più grandi) per rivoltarsi contro l'Imperatore legittimo (Teodosio III) e, dopo averlo deposto, diventare imperatore. Per aver più probabilità di riuscire in questa impresa, si alleò con lo stratego del tema armenico, Artavasde: se lo avesse appoggiato, si sarebbe sposato con la figlia di Leone e sarebbe stato nominato Curopalate. Dopo aver concluso questa alleanza, Leone invase il tema di Opsikion e prese Nicomedia, dove fece prigioniero il figlio di Teodosio III. Giunto presso Crisopoli, ivi avviò le trattative con Teodosio III, il quale accettò di abdicare cedendo il trono a Leone e di ritirarsi in un monastero a Efeso..

Entrato a Costantinopoli il 25 marzo 717, Leone III si recò nella Chiesa di Santa Sofia, dove venne incoronato basileus.

Regno Assedio di Costantinopoli

Appena eletto Imperatore, dovette affrontare la minaccia dei musulmani, intenzionati come più non mai a impossessarsi della capitale dell'Impero. Nell'agosto del 717 l'esercito e la flotta araba (composta da 120.000 uomini e 1.800 navi) era già presso le mura di Costantinopoli, condotti da Maslama, il fratello del califfo Sulayman ibn Abd al-Malik.. L'Imperatore decise allora di stringere un'alleanza con i Bulgari, che, resisi conto della grossa minaccia che avrebbero potuto costituire i musulmani per il loro stato, accettarono.

Grazie al fuoco greco, la flotta araba subì pesanti perdite, venendo costretta a ritirarsi, mentre le imponenti mura teodosiane resistettero senza problemi ai continui assalti arabi. Il ritiro della flotta araba permise alla capitale di essere rifornita regolarmente di viveri, mentre l'inverno del 717, straordinariamente rigido, mieté molte vittime tra i musulmani, non abituati a quelle temperatureNiceforo, 54. e già indeboliti da una carestia e dagli attacchi dei Bulgari, venuti in soccorso dei Bizantini..

Il califfo provò a inviare rinforzi e viveri, ordinando a navi dell'Egitto e del Nord Africa piene di vettovaglie di raggiungere Costantinopoli. Tuttavia l'equipaggio cristiano della flotta tradì gli Arabi, passando dalla parte di Bisanzio, mentre l'esercito di rinforzo, proveniente dalla Siria, venne sconfitto dai Bizantini.. In breve i musulmani dovettero levare l'assedio (15 agosto 718).Niceforo, 56. La sconfitta fu assai pesante dal momento che, alle perdite subite durante il fallimentare assedio, si aggiunsero, nel viaggio di ritorno, quelle cagionate da una tempesta e da un'eruzione vulcanica.

Leone III, approfittando del successo, contrattaccò impossessandosi di alcune zone di confine nel Caucaso ma nel 720 questi territori vennero di nuovo riconquistati dagli Arabi. Nel frattempo, però, venuto a conoscenza dell'assedio arabo di Costantinopoli, Sergio, protospatario e stratego di Sicilia, aveva organizzato una rivolta per staccare la Sicilia dall'Impero, eleggendo imperatore Basilio, nativo di Costantinopoli, ribattezzato TiberioTeofane, AM 6210.Niceforo, 55.. L'usurpazione non durò a lungo: infatti, finito l'assedio, Leone inviò in Sicilia il cartulario Paolo, che aveva promosso patrizio e stratego di Sicilia, e quando questi entrò a Siracusa, Sergio, non avendo forze per resistergli, cercò rifugio presso i Longobardi, mentre la popolazione consegnava l'usurpatore Basilio e i dignitari che lo avevano appoggiato. In seguito molti sostenitori dell'usurpatore furono decapitati o esiliati; quanto a Sergio, dietro promessa che non sarebbe stato punito, ritornò in Sicilia.

L'anno successivo nacque l'erede al trono, il futuro imperatore Costantino V, soprannominato spregiativamente "Copronimo" ("nome di sterco") dai suoi nemici religiosi, perché si dice avesse defecato sul fonte nel corso del suo battesimo.

Politica interna e religiosa Riorganizzazione dei temi Dopo la vittoria militare si dedicò alle riforme interne dello stato, ormai precipitato in una specie di anarchia. Nel frattempo si verificò un tentativo di riprendere il trono da parte dell'ex imperatore Artemio/Anastasio II, esiliato a Tessalonica, che cercò e ottenne l'appoggio sia dei Bulgari, sia del comandante dell'Opsikion e di ufficiali di spicco della capitale, tra cui il Comandante delle Mura, che gli avrebbero dovuto aprire le porteNiceforo, 57.. Le lettere furono però svelate all'Imperatore, che punì molto severamente i coinvolti nella congiura, decapitandoli o confiscando le loro proprietà ed esiliandoli. L'Imperatore scrisse poi ai Bulgari, riuscendo, grazie alla sua azione diplomatica, a spingerli ad abbandonare l'usurpatore e a consegnarlo, insieme ai suoi seguaci (tra cui l'arcivescovo di Tessalonica), all'Imperatore, che ordinò la loro decapitazione.

Rendendosi conto che l'eccessiva grandezza dei temi rendeva facile agli strateghi rivoltarsi e usurpare il trono, decise di frammentarli in temi più piccoli. Suddivise il tema anatolico in due, scorporando da esso la parte occidentale, che ricevette il nome di tema dei Trachesi. Invece mantenne il tema opsiciano intatto, commettendo un grave errore: infatti alla sua morte, il suo stratego Artavasde tenterà di usurpare il trono a Costantino V. Fu lui (o forse Anastasio II) a dividere inoltre in due il tema marittimo dei Carabisiani..

Provvide a rappacificarsi con i popoli slavi e riorganizzò le forze armate. Grazie a tutto questo poté con maggior facilità respingere i successivi tentativi da parte dei Saraceni di invadere l'impero nel 726 e nel 739.

Attività legislativa Durante il periodo di regno introdusse numerose riforme fiscali, trasformò i servi della gleba in una classe di piccoli proprietari terrieri e introdusse nuove norme di diritto della navigazione e di famiglia, non senza sollevare molte critiche da parte dei nobili e dell'alto clero. Proibì il culto delle immagini sacre, con due editti distinti nel 726 e 730, e nel 726 promulgò un codice di leggi, l'Ecloga, una selezione delle più importanti norme di diritto privato e penale vigenti.

L'Ecloga, pur rifacendosi al diritto romano e in particolare al Codice di Giustiniano, apportò alcune modifiche sostanziali quali un ampliamento dei diritti delle donne e dei bambini, la disincentivazione del divorzio e la proibizione dell'aborto e l'introduzione di mutilazioni corporali (taglio del naso, delle mani ecc.) come pene. Fu pensato per aggiornare il diritto bizantino alla situazione dell'epoca, che era cambiata rispetto a Giustiniano, ma anche per rendere le leggi più accessibili dato che i libri di Giustiniano erano troppo vasti e difficilmente consultabili.

Politica religiosa: l'iconoclastia

Secondo le fonti iconodule, Leone III iniziò a chiedersi se le calamità che affliggevano l'Impero non fossero dovute alla collera divina e cercò di conseguenza di ingraziarsi il Signore, imponendo il battesimo a Ebrei e a Montanisti (722)Teofane, AM 6214.. È probabile che l'imperatore fosse sinceramente ispirato da un sentimento religioso che lo spingeva a tentare di ricomporre l'unità spirituale dell'impero, ma uno dei maggiori ostacoli alla realizzazione di quel progetto era il fatto che il cristianesimo ammetteva il culto delle immagini, che era invece escluso per gli ebrei. Constatando che queste prime leggi non erano bastate ad arrestare le calamità (tra cui un'eruzione nel mar Egeo), l'Imperatore iniziò a credere che il Signore fosse in collera con i Bizantini perché adoravano (in realtà veneravano) le icone religiose, cosa contraria alla Legge di Mosè.Niceforo, 60.. L'opposizione alle immagini religiose era già diventata piuttosto diffusa nelle regioni orientali, influenzate dalla vicinanza con i musulmani, che vietavano la venerazione delle icone.. Secondo Teofane l'Imperatore fu convinto ad adottare la sua politica iconoclastica (distruzione delle icone) da un tal Bezér, un cristiano che, fatto schiavo dai musulmani, rinnegò la fede cristiana per passare a quella dei suoi padroni, e che, una volta liberato e trasferitosi a Bisanzio, riuscì a indurre nell'eresia l'ImperatoreTeofane Confessore, Cronaca, AM 6215 (723)..

Nel 726, su pressione dei vescovi iconoclasti dell'Asia Minore e in seguito a un maremoto che lo convinse ancora di più della correttezza della sua teoria dell'ira divina, Leone III iniziò a battersi contro le immagini religiose, ritenendo che una simile iniziativa avrebbe risolto il principale problema della conversione degli ebrei, ma senza valutare la portata dei gravi tumulti che una tale decisione provocò presso la popolazione cristiana.

Inizialmente tentò di predicare alla gente la necessità di distruggere le immagini, successivamente decise di distruggere un'icona religiosa raffigurante Cristo dalla porta del palazzo, scatenando una rivolta sia nella capitale che nel tema Ellade.. L'esercito dell'Ellade mandò una flotta a Costantinopoli per deporre Leone e porre sul trono l'usurpatore da loro scelto, un tal CosmaTeofane, anno 726/7.. Tuttavia, durante una battaglia con la flotta imperiale (avvenuta il 18 aprile 727), la flotta ribelle venne distrutta dal fuoco greco e l'usurpatore, catturato, venne condannato alla decapitazione. Nel frattempo in Asia Minore gli Arabi assediarono Nicea ma non riuscirono ad espugnarla, a dire di Teofane, per aiuto del Signore. Gli Arabi si ritirarono quindi con ricco bottinoSempre Teofane narra che Costantino, scudiero dello stratego dell'Armeniakon, distrusse una statua della madonna in occasione dell'assedio. Allora gli apparve la Madonna che gli disse «Sai quale valorosa azione hai compiuto contro di me? In realtà l'hai compiuta contro la tua stessa testa». Infatti, il giorno dopo, Costantino morì perché una pietra scagliata da una macchina gli spaccò la testa. Cfr. Teofane, anno 726/727..