La ferrovia a scartamento ridotto Canicattì-Caltagirone (o più precisamente Canicattì-San Michele di Ganzaria) era una ferrovia della Sicilia centrale in parte già costruita ma non attivata (tra Canicattì e Riesi) e in parte solo progettata (tra Riesi e San Michele di Ganzaria). Il tratto tra San Michele di Ganzaria e Caltagirone (aperto nel 1930) sarebbe dovuto risultare in comune con la linea Dittaino-Caltagirone.. Per non essere mai entrata in esercizio è nota localmente come la «ferrovia mai nata»; dal 2020 la sede ferroviaria compresa tra Sommatino e Riesi è oggetto di un progetto di recupero come percorso ciclo-pedonale, denominato "greenway delle Zolfare".
Storia
Anche questa ferrovia venne concepita in funzione delle esigenze dell'industria mineraria dello zolfo e per permettere lo spostamento dei minatori pendolari che dalle varie località si dovevano recare al lavoro nelle tante miniere di zolfo nel territorio dei comuni circostanti. In particolare la linea attraversava l'area su cui sorgeva uno dei bacini più importanti e redditizi del nisseno, la miniera Trabia-Tallarita, ma come tante altre linee secondarie della Sicilia fu costruita con grande ritardo rispetto alle necessità, divenendo inutile allo scopo iniziale anche se, realizzata, avrebbe costituito un itinerario diretto e più breve tra Catania ed Agrigento, via Caltagirone e CanicattìG. Barone, Le vie del Mezzogiorno, p. 134.Il Politecnico – Industria zolfifera in Sicilia, volume 1, p. 51, 1869.; caldeggiata assieme alla pletorica quantità di linee finanziabili in seguito alla legge Baccarini del 1879, venne tuttavia costruita molto tempo appresso.
Il maggiore tra i bacini attraversati era il complesso minerario Trabia-Tallarita, che si estende tra i comuni di Sommatino e Riesi; si tratta di un vasto giacimento, attraversato dal fiume Salso, che affiora alla superficie nelle località di Rocca Messana, Maracchella, la Montagna, Olivella, Solfarella, Solfara Grande, Tallarita, Palladio, Rocca d'Amo e Pizzo di Conte Bosco.Fonte: Azienda Autonoma Provinciale per l'Incremento Turistico di Caltanissetta. Nel 1904, allo scopo di aumentare la quantità di minerale trasportato agli imbarchi portuali, fu costruita una teleferica della lunghezza di 10 km tra i piazzali di raccolta della miniera Trabia-Tallarita e la stazione di Campobello di Licata, posta sulla linea ferroviaria Canicattì-Licata-Siracusa, allo scopo di caricare lo zolfo sui carri ferroviari per portarlo ai porti di Licata, Terranova (Gela) e Siracusa. Tuttavia, data l'importanza crescente delle raffinerie della città di Catania, nella quale operavano le più grandi società del settore zolfifero, e del Porto di Catania, si rese sempre più necessaria la costruzione della ferrovia che, attraversando direttamente l'area mineraria e congiungendosi alla Caltagirone-Catania, già attiva dal 31 ottobre 1892, abbreviasse il percorso per quest'ultima località, riducendo consistentemente i costi di commercializzazione.
Con l'avvento dell'amministrazione FS, nel 1906 vennero ripresi tutti i progetti che erano rimasti inevasi e tra il 1911 e il 1914 un certo numero di linee siciliane vide la luce. Tuttavia l'iter della Canicattì-Caltagirone procedette a rilento fino allo scoppio della prima guerra mondiale, che bloccò del tutto ogni lavoro pubblico. Dopo la fine della guerra vennero finalmente iniziati i lavori tra Canicattì e Delia; la relazione finanziaria del Ministero delle Comunicazioni-Direzione Generale delle Ferrovie dello Stato, pubblicata nel 1922, indicava come in avanzato stato di progettazione i tronchi Delia-Sommatino e Sommatino-Riesi. In corso d'opera si venne ad evidenziare il fatto che la linea, se realizzata a scartamento normale, avrebbe anche ridotto consistentemente il tempo necessario ai treni viaggiatori tra Catania e Agrigento/Licata; così la tratta Sommatino-Riesi venne realizzata con sagoma adatta allo scartamento ordinario della già esistente linea per Catania.. La previsione del progetto era di allacciare l'ulteriore tratta da Riesi a San Michele di Ganzaria, sulla Piazza Armerina-Caltagirone, risparmiando sulle spese di tracciato; quest'ultima tratta venne aperta nel 1930 a scartamento ridotto e molto rimaneggiata nell'esecuzione, forse perché si prevedeva di doverla riarmare a doppio scartamento.
I lavori comunque procedettero molto a rilento, anche perché la crisi del 1929 aveva colpito abbondantemente anche il commercio dello zolfo, già contratto a causa della concorrenza americana. La sfortunata ferrovia tuttavia non fu mai inaugurata perché con l'entrata in guerra dell'Italia i binari e le attrezzature in ferro vennero distolti per l'uso nell'industria bellicaMichele Curcuruto, I signori dello zolfo, pp. 59-60, Caltanissetta, Lussografica, 2002.. Nel dopoguerra i lavori, allora affidati al Ministero dei lavori pubblici, vennero ripresi, frammentariamente e con esasperante lentezza, insieme a quelli della tratta Caltagirone-Gela; il 21 aprile 1950 il senatore nisseno Angelo Di Rocco ne sollecitò in aula la ripresa, ma in questo caso non vennero completati e furono definitivamente abbandonati, con totale sperpero del denaro pubblico, nei primi anni cinquanta. Della tratta Canicattì-Riesi di 34,25 km, nonostante fosse già stata completata la sede, si decise di interrompere la costruzione prima della posa delle rotaie e della messa in condizioni di operatività; per questa erano già state realizzate anche le stazioni, ma venne definitivamente dismessa con decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.
Il complesso minerario rimase attivo sino al 1975.
Caratteristiche
Secondo il progetto iniziale la ferrovia avrebbe ricevuto i binari a scartamento ridotto da 950 mm. Il secondo tratto venne tuttavia costruito già con sagoma delle gallerie e della sede adatti allo scartamento normale.
Il tracciato della ferrovia aveva inizio dal piazzale a sud-ovest della Stazione di Canicattì e all'uscita della stazione scavalcava con un ponte ad una arcata la linea a scartamento normale per Licata e Siracusa curvando decisamente ad est in direzione di Delia, dove incontrava il primo gruppo di miniere Falzirotta-Failla lungo la vallata del fiume Gibbesi, percorrendo la quale si dirigeva verso il cuore dell'area mineraria raggiungendo Sommatino, che veniva contornato proseguendo verso la vallata del fiume Salso. Qui era infatti situato, a cavallo del fiume che veniva attraversato con imponente viadotto, il grande complesso minerario Trabia-Tallarita. Lasciata la valle dopo un'altra miniera, la Portella di pietra (tra Sommatino e Riesi), si inerpicava poi verso Riesi con un ardito percorso elicoidale, parte allo scoperto e parte in galleria. Il successivo percorso, se realizzato, avrebbe raggiunto Mazzarino e l'altra miniera di Gallitano, poi San Cono e San Michele di Ganzaria. Qui la stazione sarebbe divenuta di diramazione (anziché di transito) e la linea si sarebbe innestata sulla preesistente Ferrovia Dittaino-Piazza Armerina-Caltagirone.
L'opera si segnala per l'impegno costruttivo imposto dal notevole dislivello altimetrico tra la valle del Salso e gli altopiani di Sommatino e Riesi: nei soli 21 km tra le due località il tracciato attraversa 15 gallerie e 11 viadotti, scavalca 6 valloni e il fiume Salso, descrive una spirale su sé stesso mediante una galleria elicoidale di 1 091 metri e supera un dislivello complessivo di quasi 500 metri. Le stazioni realizzate lungo la linea erano quelle di Canicattì, Corrice, Delia, Marcato Bianco, Sommatino, Trabia Miniera e Riesi.
Percorso Il percorso costruito in attesa di essere armato fu quello tra Canicattì e Riesi; il restante tratto era in parte in corso di costruzione fino agli anni cinquanta.
La greenway delle Zolfare
Dopo decenni di abbandono che hanno provocato il cedimento di alcuni viadotti e il crollo di alcune gallerie, e di atti vandalici, la sede ferroviaria è stata oggetto di un progetto di valorizzazione come greenway turistica, ossia come «via verde» ai sensi della legge 11 gennaio 2018, n. 2Art. 2 della legge 11 gennaio 2018, n. 2, Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica.. Alla fine del 2019 è stata costituita a tale scopo l'associazione «Greenway delle Zolfare»; il percorso ciclo-pedonale è stato successivamente inserito nella Rete dei camminamenti lenti del Primo parco mondiale dello stile di vita mediterraneo.
Il tratto interessato è quello tra Sommatino e Riesi, che supera un dislivello di circa 480 metri. Il percorso attraversa un territorio a bassissima antropizzazione, dedito alla sola cerealicoltura estensiva, lungo il quale si incontrano sorgenti sulfuree, i resti dell'attività estrattiva della Trabia-Tallarita e un'avifauna di rilievo naturalistico, che comprende rapaci stanziali come il gheppio (Falco tinnunculus) e la poiana (Buteo buteo) e, lungo il Salso, ardeidi quali l'airone cenerino (Ardea cinerea) e la garzetta (Egretta garzetta).
Note
Bibliografia
Voci correlate Cicloturismo Ferrovia Caltanissetta Xirbi-Agrigento Ferrovia Catania-Caltagirone-Gela Ferrovia Dittaino-Piazza Armerina-Caltagirone Rete ferroviaria della Sicilia Greenway Rete FS a scartamento ridotto della Sicilia Zolfo di Sicilia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Canicattì-San Michele di Ganzeria Canicattì-San Michele di Ganzeria Categoria:Sentieri della Sicilia Categoria:Calatino Categoria:Trasporti nel libero consorzio comunale di Agrigento Categoria:Trasporti nel libero consorzio comunale di Caltanissetta