Limmigrazione in Italia cominciò a raggiungere dimensioni significative all'incirca dagli anni 1970, per poi diventare un fenomeno caratterizzante della demografia italiana nei primi anni del terzo millennio.

Secondo Eurostat, al 1º gennaio 2017 l'Italia era il quarto Paese dell'UE per popolazione immigrata, ovvero nata all'estero, con 6,1 milioni di immigrati, dopo Germania (12,1 milioni), Regno Unito (9,3 milioni) e Francia (8,2 milioni), davanti alla Spagna (6,0 milioni). Per numero di stranieri (inclusi gli apolidi) in percentuale rispetto al totale della popolazione residente, l'Italia si classificava al quattordicesimo posto (su 28) nell'Unione europea (con l'8,3% di immigrati sul totale della popolazione).

Storia

L'Italia, per gran parte della sua storia dall'unità in poi, è stata un paese di emigrazione e si stima che tra il 1876 e il 1976 partirono oltre 24 milioni di persone (con una punta massima nel 1913 di oltre 870.000 partenze), al punto che oggi si parla di grande emigrazione o emigrazione italiana.

Per tutto questo periodo, il fenomeno dell'immigrazione era stato invece pressoché inesistente, dove si eccettuino le migrazioni dovute alle conseguenze della seconda guerra mondiale, come l'esodo istriano o il rientro degli italiani dalle ex-colonie d'Africa. Tali fenomeni tuttavia avevano un carattere episodico e non presentavano sostanziali problemi d'integrazione dal punto di vista sociale o culturale. L'Italia rimase tendenzialmente un paese dal saldo migratorio negativo; il fenomeno dell'emigrazione cominciò ad affievolirsi decisamente solo a partire dagli anni sessanta, dopo gli anni del miracolo economicoStefano Baldi, op cit..

In particolare, nel 1973, l'Italia ebbe per la prima volta un leggerissimo saldo migratorio positivo (101 ingressi ogni 100 espatri), caratteristica che sarebbe diventata costante, amplificandosi negli anni a venire. È da notare tuttavia che in tale periodo gli ingressi erano ancora in gran parte costituiti da emigranti italiani che rientravano nel Paese, piuttosto che da stranieri. Il flusso di stranieri cominciò a prendere consistenza solo verso la fine degli anni settanta, sia per la "politica delle porte aperte" praticata dall'Italia, sia per politiche più restrittive adottate da altri paesi. Nel 1981, il primo censimento Istat degli stranieri in Italia calcolava la presenza di 321.000 stranieri, di cui circa un terzo "stabili" e il rimanente "temporanei". Un anno dopo, nel 1982 veniva proposto un primo programma di regolarizzazione degli immigrati privi di documenti, mentre nel 1986 fu varata la prima legge in materia (legge 30 dicembre 1986, n. 943) con cui ci si poneva l'obiettivo di garantire ai lavoratori extracomunitari gli stessi diritti dei lavoratori italiani. Nel 1991 il numero di stranieri residenti era di fatto raddoppiato, passando a 625.000 individui.

Negli anni novanta il saldo migratorio ha continuato a crescere e, dal 1993 (anno in cui per la prima volta il saldo naturale è diventato negativo), è diventato il solo responsabile della crescita della popolazione italiana.

Nel 1990 veniva emanata la cosiddetta legge Martelli, che cercava per la prima volta di introdurre una programmazione dei flussi d'ingresso, oltre a costituire una sanatoria per quelli che si trovavano già nel territorio italiano: allo scadere dei sei mesi previsti vennero regolarizzati circa 200.000 stranieri, provenienti principalmente dal Nordafrica.

Nel 1991 l'Italia dovette anche confrontarsi con la prima "immigrazione di massa", dall'Albania (originata dal crollo del blocco orientale), risolta con accordi bilaterali. Negli anni seguenti ulteriori accordi bilaterali verranno stipulati con altri Paesi, principalmente dell'area mediterranea. Secondo dati stimati dalla Caritas, nel 1996 erano presenti in Italia 924.500 stranieri.

È del 1998 la legge Turco-Napolitano, che cercava di regolamentare ulteriormente i flussi in ingresso, cercando tra l'altro di scoraggiare l'immigrazione clandestina e istituendo, per la prima volta in Italia, i centri di permanenza temporanea per quegli stranieri "sottoposti a provvedimenti di espulsione". La materia sarà tuttavia regolamentata nuovamente nel 2002, con la cosiddetta legge Bossi-Fini, che prevede, tra l'altro, anche la possibilità dell'espulsione immediata dei clandestini da parte della forza pubblica.

Alla data del censimento della popolazione del 2001 risultavano presenti in Italia 1.334.889 stranieri, mentre le comunità maggiormente rappresentate erano quella marocchina (180.103 persone) e albanese (173.064); tale valore, nel 2005 era giunto a 1.990.159, mentre le comunità albanese e marocchina contavano, rispettivamente 316.000 e 294.000 personeRapporto ISTAT - Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2004 per sesso e cittadinanza..

Il cosiddetto codice dell'immigrazione, dell'asilo e della cittadinanza è formato da un insieme di direttive dell'Unione europea, leggi e decreti di recepimento, a partire dal decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251, dal d. lgs. 28 gennaio 2008, n. 25Emanati rispettivamente in attuazione della direttiva europea 2004/83/CE e della 2005/85/CE, seguiti dal d.lgs. 16 luglio 2012, n. 109. In tema di diritto d'asilo le principali innovazioni derivano dalle Direttive 13 dicembre 2011 - n. 2011/95/UE (recepita in Italia con il d.lgs. 21 febbraio 2014, n. 18), e dalla Direttiva 26 luglio 2013 - n. 2013/32/UE. Cfr. , e anche dalla legge 15 luglio 2009, n. 94 in merito al reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, la quale amplia la fattispecie alla promozione, direzione, organizzazione, finanziamento e trasporto, ma senza risolvere il "problema del quando", vale a dire della determinazione dell'inizio dell'attività penalmente perseguibile.

Residenti per paese di nascita 1960-2000 Paese 1960 1970 1980 1990 2000 9.169 14.158 8.767 160.780 286.498 12.606 11.306 12.096 42.821 275.300 3.917 3.733 3.886 38.031 119.123 674 9.067 8.558 61.744 85.891 e Montenegro 26.299 13.032 14.240 29.707 78.462 2.368 3.656 43.954 67.184 75.808 905 4.177 1.517 30.469 75.109 57.978 100.320 79.772 93.119 55.821 583 893 3.888 42.592 49.590 309 1.872 118 12.672 46.851 39.400 82.797 122.819 65.596 46.629 4.320 7.417 6.904 16.850 44.657 384 589 15.770 37.994 43.477 10.827 10.580 10.908 23.465 43.300 639 1.206 1.370 8.198 43.249 643 2.599 1.027 18.916 42.113 313 479 2.257 23.764 34.481 34.425 63.925 60.481 57.722 31.746 8.072 4.851 5.109 11.050 29.209 603 11.423 8.478 27.195 28.977 8.596 4.472 4.838 10.193 26.927 214 328 1.576 11.231 26.868 2.756 133.755 115.807 60.379 26.837 647 978 1.419 6.447 24.846 161 703 252 5.134 23.376 56.994 79.497 91.874 43.287 22.202 823 4.952 315 1.345 21.819 458 17.211 16.981 34.358 20.311 29.680 29.109 29.971 25.830 19.609 202 3.662 548 9.575 17.851 7.365 11.372 5.306 5.870 15.861 669 4.095 256 10.234 15.042 1.702 1.545 1.639 5.742 14.864 817 739 785 5.298 13.755 212 324 1.410 2.273 12.381 224 4.166 621 1.131 11.697 176 269 1.176 9.086 10.572 1.179 1.065 1.132 2.263 10.434 9.571 34.886 20.999 15.730 10.13114.936 14.590 33.731 19.366 10.06910.389 16.565 17.598 16.529 9.86322.000 5.103 49.183 7.174 9.6499.062 16.449 37.283 14.125 9.1211.176 4.504 21.054 18.084 9.00010.389 16.565 17.598 16.529 8.776463 1.746 1.001 12.481 7.154204 312 2.682 10.761 6.864403 8.265 18.602 9.649 6.30132.154 31.526 32.463 7.167 5.262241 14.982 92 7.632 5.2433.406 3.325 68.693 5.264 2.61832 48 17.771 323 213

Statistiche Provenienza Analizzando i Paesi di provenienza dei cittadini stranieri regolarmente residenti, si nota come negli ultimi anni ci sia stato un deciso incremento dei flussi provenienti dall'Europa orientale, che hanno superato quelli relativi ai Paesi del Nordafrica, molto forti fino agli anni novanta. Ciò è dovuto soprattutto al rapido incremento della comunità rumena in Italia, che, in particolare nel 2007, è all'incirca raddoppiata, passando da 342.000 a 625.000 persone e rappresentando quindi la principale comunità straniera in Italia. Ciò è dipeso, verosimilmente, dall'ingresso della Romania nell'Unione europea, che ha facilitato i flussi, e dall'affinità linguistica.

Un discorso a parte merita la comunità Romaní sul territorio italiano, ripartita tra Rom (più diffusa al Centro-Sud e con maggiore propensione alla sedentarizzazione) e in minor misura Sinti (soprattutto al Nord, ma con forte tendenza al nomadismo). Stime approssimative riportano 120.000 unità, di cui circa 70.000 di cittadinanza italiana.

+Residenti stranieri per paese di cittadinanza (C) e paese di nascita (PdN) > 10.000 persone nel corso degli anni Paese ISTAT 1991/ONU 1990ONU 1995ISTAT 2001/ONU 2000 ISTAT 2005 ISTAT 2010 ISTAT 2015 ISTAT 2020 ISTAT 2025Altre fontiStudenti universitari 24/25Acquisizioni di cittadinanza 2008-2024 Aree con più residenti C9.446 74.885 352.992 726.151 1.131.839 1.145.718 1.053.042 1.137.728 (2021) 1.100.000 (2022)

880.402 (2024)1.634140.329 Nord Italia e LazioPdN31.588 52.946 85.677 356.574 746.557 932.244 979.057 886.930 C10.594 173.064 273.748 441.182 490.483 421.591 414.622 542.638 (2024) 360.965 (2025)2.713363.316 Nord Italia e Centro ItaliaPdN60.088 94.077 141.643 250.454 378.877 408.072 478.267 578.402 C39.911 180.103 254.288 388.406 449.058 414.249 412.457 472.734 (2024) 377.554 (2025)3.264339.213 Nord ItaliaPdN59.902 92.931 138.432 224.064 336.019 388.572 442.430 509.753C 35.905 67.267 115.301 138.895 213.622400.000 (2017) 195.523 (2025)

179.289 (2024)1.15466.288LazioPdN4.433 7.499 12.140 32.328 59.688 90.702 129.527 214.173C8.647 73.991 150.527 226.060 228.560 287.187396.128 (2024) 392.389 (2025)1.09044.046Lombardia, Emilia-Romagna e CampaniaPdN4.692 7.821 12.653 75.811 164.472 206.392 238.705 315.672C3.028 29.452 49.074 80.455 109.668 91.662 116.169388.382 (2025) 127.352 (2024) 106.409 (2025)89252.826LombardiaPdN10.777 18.025 29.163 53.061 85.908 104.314 112.019 150.499C16.695 47.656 61.244 80.538 96.012 93.350 123.828370.000 (2023) 270.000 (2025) 117.917 (2024)

112.486 (2025)4.10656.007Lombardia, Emilia-Romagna e SiciliaPdN34.201 44.490 55.575 70.217 88.509 96.028 105.711 144.758 C7.585 46.887 93.653 168.048 265.820 288.923 311.250 288.661 (2025) 240.895 (2024)7.16017.495 Lombardia e ToscanaPdN13.193 22.172 35.885 77.458 135.592 185.850 222.408 238.044C4.199 47.819 99.867 147.388 118.516 94.141300.000 (2021) 218.594 (2024) 89.693 (2025)49956.272Veneto ed Emilia-RomagnaPdN2.207 3.687 5.965 50.217 117.637 153.699 193.809 219.445C 10.866 9.567 9.053 9.117 18.104250.000 (2026) 88.572 (2024)

12.103 (2025)67944.120Nord Ovest, Lazio, Calabria e SiciliaPdN36.435 43.178 49.381 56.737 66.173 66.974 74.383 111.722C22.672 35.091 33.524 35.681 36.749 35.316 36.427194.597 (2024) 35.000 (2024)1.6622.506Lombardia, Trentino-Alto Adige, Sud Italia e SiciliaPdN176.936 188.142 193.106 198.088 205.817 202.843 204.692 205.965C4.137 27.188 54.706 97.246 147.815 153.209 171.429206.503 186.967 (2024) 159.618 (2025)4.37784.604LombardiaPdN9.590 16.142 26.127 54.749 94.528 124.949 160.568 200.100C 44.701 58.587 103.713 128.095 174.141175.236 (2025) 157.018 (2024)2.38650.719LombardiaPdN13.307 20.806 31.202 51.034 73.124 99.711 127.485 188.371C 11.420 9.013 7.507 7.703 8.036181.622 (2024) 52.569 (2024)1.4732.048Lombardia e Sud ItaliaPdN188.489 194.711 193.699 193.522 193.274 190.036 190.096 188.487 C 34.379 57.808 96.207 121.609 171.179 159.680 (2025) 158.436 (2024)3.46757.481 LombardiaPdN4.805 8.124 13.154 31.426 55.916 80.200 121.499 178.196C 24.275 34.505 42.587 51.790 54.338159.000 (2023) 137.935 (2024) 47.324 (2025)2.04090.429LombardiaPdN18.831 27.527 38.936 56.923 82.246 94.853 140.711 149.383 C15.371 53.994 77.304 112.642 168.238 157.665 153.455 147.183 (2024) 145.694 (2025)20633.354 Lombardia e LazioPdN18.884 29.114 43.433 68.359 99.010 128.315 141.644 147.480C 19.513 35.818 56.576 56.645 47.465150.000 (2025)