Insieme a Paul Delvaux è considerato il maggior pittore del surrealismo in Belgio. Dopo iniziali vicinanze al cubismo e al futurismo, il suo stile s'incentrò su una tecnica raffigurativa accuratissima basata sul trompe l'oeil, alla pari di Salvador Dalí e di Delvaux, ma senza il ricorso alla simbologia di tipo paranoide del primo o di tipo erotico-anticheggiante del secondo.
Ma René Magritte, detto anche le saboteur tranquille, cioè il disturbatore silenzioso, per la sua capacità d'insinuare dubbi sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso, non avvicina il reale per interpretarlo, né per ritrarlo, ma per mostrarne il mistero indefinibile. Intenzione del suo lavoro è alludere al tutto come mistero e non definirlo.
Biografia Nato a Lessines il 21 novembre 1898, il padre Léopold Magritte era un sarto. Da giovane si trasferisce più volte con la famiglia: nel 1910 si stabiliscono a Châtelet, dove sua madre Régina Bertinchamps, due anni dopo, nel 1912, morirà gettandosi nel fiume Sambre..Marcel Paquet; pag. 90. Secondo una versione ricorrente, di cui non è chiara la veridicità, venne ritrovata annegata con la testa avvolta dalla camicia da notte; questo fatto sarebbe rimasto particolarmente impresso in alcuni dipinti di Magritte, come L'histoire centrale, Les amants e Le fantasticherie del passeggiatore solitario.
Con il padre e i due fratelli si trasferisce nuovamente, questa volta a Charleroi, per allontanare il dolore della tragedia. Dopo gli studi classici, René volge i suoi interessi alla pittura. Nel 1916 si iscrive all'Accademia reale di belle arti di Bruxelles, città dove la famiglia si trasferisce nel 1918. Segue i corsi di Van Damme, Ghisbert, Combaz e Montald e incontra il pittore Victor Servranckx. Nel 1922 si sposa con Georgette Berger, che aveva conosciuto nel 1913, quando aveva quindici anni. Nel 1923 comincia a lavorare come grafico, principalmente nel design di carta da parati.
I suoi inizi di pittore si muovono nell'ambito delle avanguardie del Novecento, assimilando influenze dal cubismo e dal futurismo. Secondo quanto affermato da lui stesso, la svolta surrealista avviene con la scoperta dell'opera di Giorgio de Chirico, in particolare dalla visione del quadro Canto d'amore, nel quale compaiono, sul fianco di un edificio, un calco della testa dell'Apollo del Belvedere, un gigantesco guanto in lattice da chirurgo e una palla. Profondamente colpito dal dipinto, lo descrive come un'opera ”che rappresentava un taglio netto con le abitudini mentali di artisti prigionieri del talento, dei virtuosi e di tutti i piccoli estetismi consolidati: un nuovo modo di vedere."
Fu proprio questo ideale, dell'artista intento a dipingere semplicemente ciò che vede, che lo portò sempre più verso la sperimentazione, e nel 1925 all'adesione al gruppo surrealista di Bruxelles, composto da Camille Goemans, Marcel Lecomte e Paul Nougé, e a dipingere il suo primo quadro surrealista, Le Jockey perdu (Il fantino perduto), mentre lavora a diversi disegni pubblicitari. Magritte si cimenta nell'impiego tipico delle accademie, accorgendosi però che quello che dipinge non è la realtà bensì ne sta creando una nuova, come avviene nei sogni; cerca così di creare qualcosa più reale della stessa realtà.
Nel 1926 prende contatto con André Breton, leader del movimento surrealista, che lo colpì al punto di affermare "I miei occhi hanno visto il pensiero per la prima volta","Magritte: la natura e il mistero", di Melisa Garzonio, pubbl. su "Il Secolo XIX", 5 dicembre 2008, pag. 19. e l'anno successivo si tiene la sua prima mostra personale, presso la galleria Le Centaure di Bruxelles, nella quale Magritte espone ben sessanta opere; nel 1927 si trasferisce con la moglie a Le Perreux-sur-Marne, nei pressi di Parigi.
Nel 1930, dopo l'esperienza parigina, Magritte decide di tornare a Bruxelles insieme con Georgette. I due si stabiliscono al 135 della rue Esseghem di Jette (nel Nord di Bruxelles), in cui Magritte vivrà il suo periodo più prospero per 24 anni, creando circa la metà di tutte le sue opere (800 in totale tra tele e disegni). Inoltre è qui che si sviluppano i più importanti momenti del surrealismo belga, poiché l'appartamento di Magritte funge da punto d'incontro del gruppo surrealista bruxellese ed è anche teatro di numerosi eventi (feste in maschera). Paul Nougé, Louis Scutenaire, Irène Hamoir, Marcel Mariën, André Souris e altri si riuniscono qui ogni sabato sera. Dal 1999 questo appartamento è stato trasformato nella casa museo dedicata al celebre artista belga.
Nel 1940, per timore dell'occupazione tedesca, si trasferisce con la moglie nel Sud della Francia, a Carcassonne. In questi anni sperimenta un nuovo stile pittorico, detto alla Renoir o solare, che porta avanti sino al 1947. Dalla fine dello stesso anno ha inizio il periodo vache, tuttavia l'esperienza dura pochi mesi.Marcel Paquet, pag. 46. Dopo un ultimo lungo viaggio fra Cannes, Montecatini e Milano, avvenuto nel 1966, Magritte muore nel suo letto il 15 agosto 1967 a Bruxelles, poco dopo la comparsa di un improvviso cancro del pancreas. Viene sepolto nel cimitero di Schaerbeek.
Stile e tecnica
Il suo stile è definito illusionismo onirico. Egli illustra, ad esempio, oggetti e brani di realtà assurdi: un paio di scarpe che si tramutano nelle dita di un piede o un paesaggio simultaneamente notturno nella parte inferiore e diurno in quella superiore, ricorrendo a tonalità fredde, ambigue, antisentimentali quali quelle del sogno. Scopo dei suoi enigmatici quadri è di creare nell'osservatore un "cortocircuito" visivo.
Magritte è l'artista surrealista che gioca con spostamenti del senso utilizzando sia accostamenti inconsueti sia deformazioni irreali. Del tutto estraneo al suo metodo è l'automatismo psichico: la sua pittura non vuole far emergere l'inconscio dell'uomo, bensì valorizzare oggetti usuali i quali decontestualizzati (ovvero sottratti al loro contesto naturale) appaiono inusuali, estranei all'esperienza. Questo il tema attraverso il quale lo stile svela tratti affini alla metafisica (intesa come movimento artistico e non in campo filosofico): il suo periodo surrealista ha inizio con la scoperta delle opere di Giorgio de Chirico Da qui il bisogno di creare universi fantastici e misteriosi e pitture sulla natura basate su contenuti apparentemente indecifrabili ed enigmatici.
I suoi quadri suggeriscono uno stile da illustratore (da giovane lavorò come disegnatore di carta da parati, esperienza che gli servì probabilmente a maturare un tratto freddo e impersonale), di connotazione quasi infantile. Essi conservano volutamente un aspetto pittorico, senza alcuna ricerca di illusionismo fotografico. In questo si ravvisa una delle costanti poetiche di Magritte: tradurre in immagine l'insanabile distanza che separa la realtà dalla rappresentazione. Il surrealismo scaturisce a volte esattamente dal cortocircuito che egli opera tra i due termini. In altri quadri invece il rapporto tra immagine naturalistica e realtà si svolge in soluzioni pittoriche dove il quadro nel quadro ha identico aspetto della realtà che rappresenta, al punto da confondersi in essa.
Nel 1928 dipinge Il tradimento delle immagini (Questa non è una pipa), simbolo dell'enigmatico modo di intendere l'arte, due dipinti di pipe di diverse dimensioni unite in una traccia di insieme misteriosa. Di notevole suggestione poetica i suoi "accostamenti" o le sue "metamorfosi" in cui combina, nel medesimo quadro, cieli diurni e paesaggi notturni; accosta, sospesi nel cielo, una nuvola e un enorme masso di pietra; trasforma gli animali in foglie o in pietra.
Uno dei suoi quadri icona è il grande occhio spalancato nel cielo, o al contrario il cielo che si specchia nell'occhio, intitolato Il falso specchio, piaciuto talmente tanto a Luis Buñuel da riprenderlo come scena madre nel suo film Un chien andalou. Il suo surrealismo è dunque uno sguardo molto lucido e sveglio sulla realtà che lo circonda, dove non trovano spazio né il sogno né le pulsioni inconsce. Unico desiderio quello di "sentire il silenzio del mondo", come egli stesso scrisse. Il surrealismo di Magritte si colloca agli antipodi di quello di Dalí mancandovi qualsiasi esasperazione onirica o egocentrica.
Opere (elenco parziale)
Il fantino perduto (1926) - Collezione Privata, New York L'età della pietra (1926) - Museum Würth, Künzelsau, Germania L'assassino minacciato (1926) - Museum of Modern Art, New York La Posa incantata (1927)Invenduto, del quadro (114x162 cm) si persero le tracce dal 1932: rappresenta due nudi femminili identici. Magritte tagliò la tela in 4 per riutilizzarla. La prima parte, in alto a sinistra, fu ritrovata nel 2013 dietro "Il Ritratto"; la parte superiore destra, scoperta nel 2017, si trova dietro "Dio non è un Santo", dipinto a olio realizzato fra il 1935-36; la parte in basso a sinistra è dietro "Le Model Rouge"; la parte inferiore a destra è dietro "La condizione umana" Il doppio segreto (1927) - Centre Georges Pompidou, Parigi Il dormiente temerario (1927) Falso specchio (1928) olio su tela - Museum of Modern Art, New York Gli amanti (1928) - Richard Zeisler Collection, New York Il tradimento delle immagini (Questa non è una pipa) (1928-29) olio su tela - Collezione privata, New York La voce dei venti (1931) olio su tela - Collezione Peggy Guggenheim, Venezia La condizione umana (1933) olio su tela - National Gallery of Art, Washington Affinità elettive (1933) olio su tela - collezione privata La condizione umana II (1935) La Clairvoyance (1936) La magia nera (1936) - Galerie Brusberg Berlin, Berlino La chiave dei campi (1936) Il modello rosso II (1937) olio su tela - Edward James Foundation, Chichester, Sussex Il tempo pugnalato (1938) olio su tela - Art Institute, Chicago La bella prigioniera (1947) olio su tela - Collezione privata, New York La Confidence capitale (1950) - Pinacoteca Civica, Savona Golconda (1953) olio su tela L'impero delle luci (1954) - Collezione Peggy Guggenheim, Venezia I misteri dell'orizzonte (1955) Souvenir de voyage, (1955) - MOMA, New York Le passeggiate d'Euclide (1955) olio su tela - Minneapolis Institute of Arts Le vacanze di Hegel (1958) La chiave di ghiaccio (1959) olio su tela - The Menil Collection, Houston, Texas Il castello dei Pirenei (1959) olio su tela - Israel Museum, Gerusalemme La battaglia delle Argonne (1959) olio su tela - Collezione privata, New York Il dominio di Arnheim (1962) Le grazie naturali (1963) La grande famille (1963) olio su tela L'uomo con la bombetta (1964) - S. Whiters Swan Collection, New York Il figlio dell'uomo (1964) - Collezione privata Il paese dei miracoli (1964) La firma in bianco (1965) - National Gallery of Art, Washington, D.C. Il sorriso del diavolo (1966) Scritti, 2 voll., a cura di André Blavier, trad. di Libero Sosio, Abscondita, Milano (2005).
Corti e documentari Documentario - Magritte ou La leçon de choses di Luc de Heusch (1960) Cortometraggio - Magritte: The False Mirror di David Sylvester (1970) Documentario - Monsieur René Magritte di Adrian Maben (1978) Cortometraggio - Hérésie pour Magritte di Gérard Courant (1979) Documentario - Magritte , padre del realismo magico , Cinehollywood (2006) Cortometraggio - Tradimento delle immagini di Andrea Giancarli (2011)
Note
Bibliografia
"Magritte", Bestiario. Rivista di psicoanalisi e arte, n. 1, 1980. Magritte e il surrealismo in Belgio, cat. di mostra, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma 1982. Cacciavillani, Giovanni, "La palelogica di Magritte", Aut Aut, n. 225, maggio-giugno 1988. Calligaris, Contardo, Il quadro e la cornice. Courbet, Manet, Degas, Kagrite, Duchamp. Per una critica della rappresentazione., Dedalo, Bari 1975. Cortenova, Giorgio, "Magritte", inserto redazionale allegato a Art e Dossier, n. 59, luglio-agosto 1991, Giunti, Firenze.