Con l'espressione Leggi penali irlandesi (in gaelico: Na Péindlíthe) si intende una serie di norme giuridiche imposte al popolo irlandese durante il dominio inglese, con lo scopo di discriminare i cattolici e altre confessioni protestanti dissidenti (ad esempio i presbiteriani) rispetto coloro che aderivano od avrebbero aderito alla ex novo istituita confessione religiosa ufficiale, la Chiesa d'Irlanda.T. A. Jackson, Ireland Her Own, Lawerence & Wishart, London, ISBN 0-85315-735-9 Esse non furono emesse in blocco in un solo breve periodo ma furono approvate in diverse occasioni e subirono numerose variazioni ed aggiustamenti nel secolo XVII e nel XVIII.
Antefatti
Il primo intervento diretto inglese in Irlanda avvenne nel 1171 ad opera di Enrico II d'Inghilterra (1133 – 1189), il cui diritto alla sovranità fu fatto risalire all'aiuto richiestogli dal sovrano irlandese di Leinster, Diarmuid Mac Murchadha Caomhánach (in inglese Diarmuid MacMorrough), che fu costretto all'esilio dall'High King, Ruaidri mac Tairrdelbach Ua Conchobair. Diarmait era fuggito in Aquitania ed aveva ottenuto da Enrico II l'aiuto dei Normanni per la riconquista del suo regno. Il grosso delle forze normanne era sbarcato sull'isola nel 1169 e in poco tempo furono riconquistati il Leinster e il controllo di Waterford e Dublino. Tuttavia Enrico II, preoccupato che, grazie alla nomina del normanno Riccardo di Clare quale erede di Diarmait, si creasse in Irlanda un regno normanno a lui rivale, sbarcò a Waterford e occupò le terre irlandesi divenendo il primo sovrano d'Inghilterra a mettere piede in Irlanda. Egli definì l'Irlanda una signoria (Lordship) del Regno d'Inghilterra. Nel 1172 la bolla papale Laudabiliter, emessa da Papa Adriano IV, avallò la presa di potere, Enrico assegnò i territori al figlio Giovanni nominandolo Dominus Hiberniae (Lord of Ireland) ma quando Giovanni, in maniera inattesa, succedette al fratello e divenne sovrano, la Lordship d'Irlanda divenne direttamente dipendente dalla corona britannica.
I tentativi inglesi di governare l'Irlanda sono marcati da numerose norme adottate per assicurare il controllo del paese da parte inglese. Nel 1367 fu emesso lo Statuto di Kilkenny, una serie di trentacinque articoli emanati a Kilkenny con l'intento di frenare l'allarmante declino della dominazione Hiberno-Normanna sull'Irlanda.Molti Hiberno-Normanni avevano adottato leggi, costumi e lingua, al punto di essere tacciati di essere diventati "più Irlandesi degli Irlandesi stessi". Gli Statuti cercarono di bloccare ogni futura diffusione fra gli inglesi residenti in Irlanda della cultura gaelica e la cosiddetta Poynings' LawLa Poynings' Law fu una legge del Parlamento d'Irlanda su iniziativa di Sir Edward Poynings che, nella sua qualità di viceré d'Irlanda e Lord Deputato, riunì nel 1494 il Parlamento a Drogheda ed ottenne il 1º dicembre di quell'anno una dichiarazione dell'Assemblea che poneva il Parlamento d'Irlanda sotto l'autorità del Parlamento d'Inghilterra del 1494 rese il Parlamento d'Irlanda subordinato all'autorità del Parlamento d'Inghilterra, provvedimento che fu approvato dalla Santa Sede.Nel 1394 e 1395 Riccardo II invase l'isola per imporre la legislazione inglese ma prese anche misure di riconciliazione fra i nobili irlandesi di origine e fedeltà inglese e quelli di origine locale gaelica.Kenneth O. Morgan, History of Britain - c55 B.C. – 1485, Oxford University Press, 1985, ISBN 0-7221-6602-8, pag. 215
Lo scisma anglicano Lo scisma anglicano del 1533-38, ad opera di Enrico VIII, comportò un'ulteriore divisione nelle relazioni fra irlandesi ed inglesi, così come avvenne con altre confessioni protestanti. Suo figlio Edoardo era un convinto protestante ma la sua politica fu resa pubblica solo poco prima della sua morte. La regina Maria I d'Inghilterra impose nuovamente il cattolicesimo nel periodo 1553 / 1558.Durante il suo regno fu siglata la Pace di Augusta (25 settembre 1555) che stabilì per i prìncipi tedeschi il criterio del Cuius regio, eius religio. Ella istituì al centro dell'Irlanda le cosiddette Contea del Re e Contea della Regina
Il regno di Elisabetta I La confusione in materia di fedeltà alla religione continuò in Inghilterra ed Irlanda anche nei primi anni di regno di Elisabetta I (regnante dal 1558 al 1603). Dopo dodici anni di regno papa Pio V con la bolla Regnans in Excelsis, pubblicata il 25 febbraio 1570 scomunicò Elisabetta I quale eretica. La bolla dichiarava l'illegittimità di Elisabetta a salire al trono come regina e quindi la sua incapacità ad ereditare la corona reale. Veniva perciò dichiarata deposta e proibito ai fedeli cattolici di tutto il mondo di obbedire a lei od alle persone da lei nominate. Naturalmente tutto ciò determinò un forte sentimento di ostilità fra lei ed i sudditi irlandesi che erano cattolici praticanti. Decenni di tensioni e di conflitti armati si susseguirono fino alla sua morte. Il suo principale avversario, Filippo II di Spagna, incoraggiò le rivolte che ebbero luogo in Irlanda nei decenni del 1570 e del 1580 e nel 1595 gli fu offerta la corona irlandese da alcune eminenti autorità gaeliche, che egli, per altro, rifiutò. Ogniqualvolta tuttavia gli irlandesi cercarono sostegno a Roma, fu loro di ostacolo il fatto che nessuna importante famiglia cattolica irlandese (di origine gaelica od inglese) annoverasse fra i suoi membri od antenati un cardinale od un papa.
Un numero di complotti, da quello di Ridolfi del 1570 a quello detto “delle polveri” del 1605, fallirono lo scopo di eliminare fisicamente Elisabetta ed il suo successore re Giacomo I. Essi tuttavia crearono un'atmosfera di psicosi anticattolica sia in Inghilterra che in Irlanda.
In Irlanda furono emesse nuove leggi a partire da fine Cinquecento con lo scopo di imporre agli irlandesi il governo e la cultura inglesi. (vedi Riconquista Tudor dell'Irlanda). La colonizzazione dell'Irlanda ebbe luogo nel XVII secolo e proseguì nel XVIII e fu costituita da una legislazione anticattolica che produsse i suoi effetti per oltre due secoli, da confische di terre di proprietà di clan gaelici o dinastie anglo-irlandesi, prevalentemente nelle province di Munster e dell'Ulster. Le terre furono assegnate ai coloni (the planters) dalla corona inglese. Questo processo ebbe inizio durante il regno di Enrico VIII e proseguì sotto Maria I ed Elisabetta I, subendo poi un'accelerazione con Giacomo I, con Carlo I e quindi sotto Oliver Cromwell.
Il risultato finale nel 1728 fu di aver riportato a livello servile la parte più benestante della popolazione irlandese, che nonostante tutto era rimasta in gran maggioranza cattolica, e molti coloni scozzesi di fede presbiteriana, a vantaggio dei fedeli della molto meno diffusa Chiesa d'Irlanda.
Sebbene la legge colpisse anche i fedeli della Chiesa Presbiteriana d'Irlanda, concentrati prevalentemente nell'Ulster, le sue principali vittime furono i membri benestanti della Chiesa Cattolica, i cui correligionari comprendevano i tre quarti della popolazione irlandese. Non vi erano norme che vietassero la conversione dal cattolicesimo alla religione anglicana di stato, ma pochi lo fecero. Molto modesti furono poi i tentativi di convertire le classi più povere.
Le norme degli Stuart e di Cromwell Inizialmente i regnanti inglesi furono molto cauti nell'applicare le Leggi penali irlandesi poiché avevano necessità dell'aiuto delle classi agiate cattoliche per sedare la rivolta gaelico-irlandese durante la guerra dei nove anni (1594-1603). Inoltre una significativa parte dell'aristocrazia cattolica proveniva dai primi colonizzatori inglesi (Old English) ed era perciò tradizionalmente fedele alle leggi inglesi in Irlanda. In ogni caso, l'ascesa di Giacomo I ai troni d'Inghilterra ed Irlanda nel 1603 e la vittoria conclusiva inglese nella guerra dei nove anni vide l'entrata in vigore di una serie di nuove norme. Nel 1605 La cosiddetta quello detto “delle polveri”, volta ad assassinare il re Giacomo I, fornì un ulteriore pretesto per intensificare le norme restrittive nei confronti dei cattolici in Irlanda, Scozia e nella stessa Inghilterra.
Dal 1607 ai cattolici fu vietato ricoprire cariche pubbliche e prestare servizio nell'esercito. Ciò significava che da allora il Consiglio Privato Irlandese ed i giudici, che con il Lord Deputy of IrelandIl Lord Deputy of Ireland era il rappresentante del re ed il capo dell'esecutivo durante il Regno d'Irlanda costituivano il governo del paese, sarebbero stati protestanti.
Nel 1613 le circoscrizioni elettorali della Camera Irlandese dei Comuni furono modificate in modo tale che i coloni protestanti potessero essere in maggioranza. Inoltre ai cattolici fu imposto il pagamento di ammende (recusant fines) per il rifiuto di partecipare alle funzioni religiose anglicane. Il culto cattolico fu tuttavia tacitamente tollerato purché celebrato in privato. Anche i sacerdoti cattolici furono tollerati mentre i vescovi, normalmente istruiti nel continente, dovevano celare la loro presenza. Nel 1634 fu proposta la riforma delle norme in favore dei cattolici: una forte tassa in favore di Carlo I Stuart (1600 – 1649), la cui consorte Enrichetta Maria (1609 – 1669) era cattolica, fu approvata dai proprietari terrieri cattolici irlandesi nel presupposto che tale riforma sarebbe stata portata a compimento, ma dopo che l'imposizione fiscale fu approvata il viceré di Carlo I respinse due dei 51 articoli della riforma e quindi la legge di riforma fu respinta dalla maggioranza cattolica nella Camera Irlandese dei Lord.
Il risentimento cattolico fu il fattore scatenante della rivolta irlandese del 1641 e della conseguente istituzione, sostenuta dal Papa (Urbano VIII), della Confederazione Irlandese dal 1642, che fu però definitivamente sciolta con le armi a seguito della conquista dell'Irlanda da parte di Cromwell (1649 – 1653). Con la Legge di assestamento dell'Irlanda del 1652, ai cattolici fu vietata la partecipazione al Parlamento Irlandese, i più ricchi di loro si videro confiscate la maggior parte delle terre (Adventurers' Act)L'Adventurers' Act fu una legge del Parlamento Inglese definita ufficialmente: "An Act for the speedy and effectual reducing of the rebels in His Majesty's Kingdom of Ireland" (Legge per accelerare l'effettivo ridimensionamento dei ribelli nel Regno di Sua Maestà di Irlanda) e fu anche proibito loro, per un breve periodo, di risiedere in città. Per i seguaci di Cromwell i cattolici erano eretici ed al clero cattolico fu comminata l'espulsione dal paese e prevista, in caso di rientro, l'esecuzione capitale immediata.
Molti dovevano assistere alla Messa in luoghi isolati presso le cosiddette Pietre da Messa (Mass rock). Diciassette martiri cattolici di quel periodo furono beatificati nel 1992 da Papa Giovanni Paolo II.
1660-1693 Gran parte di questa legislazione fu abrogata dopo la Restaurazione inglese da Carlo II (1660-1685), con la Dichiarazione di Breda del 1690, in termini di culto e diritto di proprietà, ma anche il Test Act divenne legge dal 1673. Nel 1685 il re di Francia Luigi XIV diede un impulso alla psicosi dei protestanti nei confronti del cattolicesimo in Europa quando emise l'editto di Fontainebleau con il quale espelleva gli ugonotti dalla Francia. A seguito della fuga di Giacomo II, causata dalla cosiddetta Gloriosa rivoluzione del 1688, le decisioni della maggioranza cattolica nel Parlamento irlandese del 1688-89 in Dublino compresero anche la totale abolizione delle assegnazioni degli anni 1650.