Pagliate (in novarese Pajaa) è una frazione di 43 abitanti del comune di Novara. Situata nelle campagne a sud della città, a poca distanza dall'abitato di Lumellogno, forma con esso e le altre frazioni di Gionzana e Casalgiate la circoscrizione comunale Lumellogno. Il paese si sviluppa accanto alla tenuta di Pagliate Nord, di proprietà dei baroni Andreis Degregorio, che ancora oggi la abitano, e adibita alla coltivazione delle risaie circostanti.

Storia Evo antico La località è situata in un territorio abitato fin dalla tarda età del bronzo e poi del ferro (cultura di Golasecca), come attestano i ritrovamenti archeologici di frammenti ceramici nel cosiddetto Campo della Madonna conservati al Museo di antichità di TorinoGarzoli e Gambari (a cura di), op. cit., consultabile anche sul web: e . La presenza romana è documentata da una necropoli di epoca imperiale (databile fra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.) rinvenuta nel 1972 fra Lumellogno e Pagliate e i cui reperti (ceramica, anfore, lucerne, monete ecc.) sono depositati presso le raccolte dei Musei civici di NovaraGarzoli e Gambari (a cura di), op. cit., consultabile anche sul web: ..

Medioevo In epoca alto medievale compaiono poi le prime testimonianze scritte, a partire da un documento dell'840 con cui il vescovo sant'Adalgiso donava ai canonici di Santa Maria di Novara le terre di alcune pievi, fra cui Numenonium (Lumellogno) con Paliate, e le relative decime"Castello Di Lumellogno", sul sito Novara: i 100 castelli .. Una donazione analoga, almeno per certi aspetti, avvenne all'inizio del X secolo da parte del vescovo DagibertoFrancesco Panero, op. cit., p. 113., mentre in un contratto del dicembre 982 compare l'indicazione di un confine segnato da una via da PaliateRegia Deputazione sopra gli studi di Storia Patria, op. cit., col. 268 (n. CLVI). Da ultimo, fra le copiose donazioni di beni elargiti nel 985 dal vescovo Aupaldo ai canonici di Santa Maria di Novara, figura anche la chiesa di San Pietro di Pagliate («omnia dotalia basilicae Sancti Petri loci Palliate cum appendiciis»)Giuseppe Garone, I reggitori di Novara. Memorie, Novara, Merati, 1865, p. 26..

Nella prima metà del secolo successivo una serie di contratti di compravendita, conservati nella Biblioteca della Società storica subalpina e relativi all'importante patrimonio fondiario posseduto dalla famiglia Restonni o Restoni «in loco et fundo Paliade» o «in vico Paliate», ne seguono le vicende per oltre un trentennio dal 1016 al 1049, confermandovi nel contempo l'esistenza di un insediamento abitativo insieme con le sue vigne, prati, pascoli e terreni coltivati.Un accenno si trova in François Bougard, "Dots et douaires en Italie centro-septentrionale, VIIIe-XIe siècle. Un parcours documentaire", in François Bougard, Laurent Feller e Régine Le Jan (a cura di), Dots et douaires dans le haut Moyen Âge (atti della tavola rotonda tenuta a Lille e Valenciennes il 2-4 marzo 2000), Roma, École française, 2002, p. 76. ISBN 2-7283-0657-5. Più dettagliato è l'articolo di Antonio Olivieri, "Per la storia della circolazione monetaria nell'Italia nord-occidentale tra l'XI e la prima metà del XII secolo. La testimonianza delle fonti documentarie", in Reti Medievali, n. 1, 2011, pp. 69-70 e 74. Un altro contratto del giugno 1035 è riportato in Regia Deputazione sopra gli studi di Storia Patria, op. cit., col. 509 (n. CCXCVII). Nel XII secolo è la famiglia novarese dei Gorrici a detenere il dominatus (signoria) sugli abitanti (rustici) di Pagliate, come attesta una controversia di natura giurisdizionale del 1149 fra i canonici di Santa Maria e i "signori" Alberto e Ardizzo GorriciOltre a Francesco Panero, op. cit., p. 163, si può consultare anche la preziosa raccolta Le carte dello archivio capitolare di Santa Maria di Novara diretta da Ferdinando Gabotto, in particolare il 2º volume a cura di Oreste Scarzello, Giovan Battista Morandi e Alfonso Leone, relativo al "1134-1172", Torino, Cattaneo, 1924, pp. 256-257 (n. CCCLVI)..

Al 5 gennaio 1237 risale l'istituzione del libero comune di Lumellogno, di cui Pagliate era parte integrante, che successivamente passò sotto il dominio dei Visconti (1361) e degli Sforza (1450). Dopo la morte del duca Francesco Sforza, il 13 ottobre 1466 i canonici del Duomo di Novara acquistarono dalla sua vedova Bianca Maria Visconti il feudo di Lumellogno e Pagliate, subaffittandolo poi a Bartolomeo BordelloCarlo Migliavacca, La "Torre dei Canonici", sul sito della Città di Novara.. All'epoca Pagliate dava nome a una "baraggia"Pietro Azario, "Liber gestorum in Lombardia" (a cura di Francesco Cognasso), in Ludovico Antonio Muratori, Rerum Italicarum Scriptores (edizione carducciana), Bologna, Zanichelli, 1949, vol. 16º, parte 4ª, p. 257.

Evo moderno Seguirono quindi le alterne occupazioni di francesi, milanesi, spagnoli e savoiardi finché il 1734 (durante la guerra di successione polacca e con un battaglione di francesi acquartierato proprio a Pagliate) Charles Pierre Victor Pajol, "1715-1739", vol. 1º di Les guerres sous Louis XV, Parigi, Firmin-Didot, 1881, p. 386. segnò il passaggio definitivo del Novarese al Regno di Sardegna. Nella seconda metà del Settecento, in seguito alla revisione demaniale voluta dal cosiddetto "Editto di riunione" di Vittorio Amedeo II di Savoia, il feudo di Lumellogno con Pagliate fu appannaggio del conte Luigi Maria ZelliniAntonio Manno, "Dizionario feudale degli antichi stati continentali della monarchia di Savoia", in Il patriziato subalpino. Notizie di fatto storiche, genealogiche, feudali ed araldiche desunte da documenti, Firenze, Civelli, 1895..

Nel 1800 la Tenuta di Pagliate e tutte le risaie vennero acquistate dal cavaliere Agostino Molino, deputato del Regno di Sardegna originario di Mollia, dal marchese Tornielli.

Sotto la dominazione napoleonica, l'11 marzo 1808 cessò l'indipendenza amministrativa di Lumellogno con Pagliate che, come gli altri piccoli comuni limitrofi, fu unito a Novara, anche se inizialmente il piccolo borgo di Pagliate fu aggregato al comune di Granozzo con MonticelloStoria di Granozzo con Monticello - '800 e '900, sul sito del Comune di Granozzo con Monticello . URL consultato in data 6 ottobre 2012..

Evo contemporaneo Dopo il ritorno in Piemonte dei Savoia con la Restaurazione, l'unione al capoluogo fu confermata nel 1818 da Vittorio Emanuele I su richiesta di Novara e nonostante l'opposizione e le proteste degli abitanti dei due centri minoriBreve storia di Lumellogno, sul sito della Città di Novara.. Nel 1849, durante la prima guerra d'indipendenza, Pagliate subì il saccheggio di case e cantine da parte delle truppe austriache che vi diffusero anche un'epidemia di vaiolo. L'occupazione si ripeté dieci anni dopo con la seconda guerra d'indipendenza, ma questa volta gli austriaci furono sostituiti rapidamente dai franco-piemontesi dei generali Enrico Cialdini ed Élie Frédéric Forey.

La documentazione archivistica di quegli anni e dei successivi fino all'inizio del Novecento è generalmente riferita all'utilizzo o alla creazione di piccole canalizzazioni a scopo irriguo, particolarmente necessarie per la coltivazione del riso, a partire dal cavo di Trevi o cavo di PagliateSi veda, a titolo esemplificativo, l'inventario (a cura di Anna Lucia Brunetti) degli atti relativi ai possedimenti novaresi dei Crivelli Giulini nell', pp. 172, 174 e 186. e dalla roggia Biraghetta, che si cava dalla roggia Biraga nel territorio di Pagliate, espropriata con regio decreto (n. 4288 del 5 marzo 1868) per una migliore distribuzione delle acque del canale CavourCfr. la Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia , n. 87, del 28 marzo 1868, p. 826..

Oggi la Tenuta di Pagliate è di proprietà dei baroni Andreis Degregorio, eredi del cavaliere Agostino Molino.

Punti di interesse

Nel centro della frazione si trova la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, considerata il santuario del ciclismo piemontese, dove sono custodite in miniatura tutte le maglie sociali delle società ciclistiche piemontesi, oltre che cimeli e fotografie dei soci deceduti.

Note

Bibliografia

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Categoria:Quartieri e frazioni di Novara