LAirspeed AS.6 Envoy era un aereo di linea bimotore monoplano ad ala bassa, realizzato dalla britannica Airspeed Ltd, che compì il primo volo il 26 giugno 1934.
Storia del progetto Nei primi anni trenta i progettisti Nevil Shute Norway e Arthur Hessell Tiltman svilupparono un velivolo bimotore basato sul precedente AS.5 Courier. Il progetto prevedeva le superfici portanti e la fusoliera costituite da una struttura in legno con rivestimento in tela ed il carrello retrattile, uno dei primi aerei britannici a disporre di tale dispositivo.
Il prototipo del AS.6 Envoy, marche G-ACMT, venne portato in volo per la prima volta il 26 giugno 1934 ed il luglio successivo venne presentato al pubblico in un'esibizione dalla Society of British Aircraft Constructors (SBAC) alla base aerea RAF Hendon.
I motori di cui fu munito l'AS.6 Envoy includono i Wolseley AR.9, Scorpio I ed Aries II, gli Armstrong Siddeley Lynx IVC e Cheetah IX, i Wright Whirlwind ed i Walter Castor II.
La giapponese Mitsubishi ne produsse un certo numero su licenza.
Impiego operativo Una cinquantina di esemplari furono prodotti da Airspeed per operatori civili britannici, giapponesi, cecoslovacchi, cinesi e sudafricani. Un limitato numero di apparecchi furono impiegati dalla RAF e dalla SAAF per trasportare bombe, dotati di mitragliatrici nella parte anteriore e su una torretta posta sul dorso della fusoliera.
Nel 1936 il Ministero della Difesa britannico ordinò 136 AS.6 Envoy per l'addestramento di equipaggi. Questa commessa diede l'avvio allo sviluppo dell'Airspeed AS.10 Oxford.
Versioni AS.6 Envoy versione equipaggiata con una coppia di motori Wolseley AR.9 da 200 hp (149 kW), prodotta in 5 esemplari; primo volo 1934. AS.6A Envoy Serie I, versione equipaggiata con una coppia di motori Armstrong Siddeley Lynx IVC da 240 hp (179 kW), prodotta in 5 esemplari; primo volo 1934. AS.6B Envoy versione idrovolante derivata dal AS.6, rimasta allo stadio progettuale. AS.6C Envoy versione idrovolante derivata dal AS.6A, rimasta allo stadio progettuale. AS.6D Envoy Serie II, versione caratterizzata dalla modifica ai flap e superfici dell'impennaggio maggiorate, equipaggiata con una coppia di motori Wright Whirlwind da 350 hp (261 kW); primo volo Serie II 1935. AS.6E Envoy Serie II, versione equipaggiata con una coppia di motori Walter Castor II da 340 hp (254 kW), prodotta in 5 esemplari. Serie III, versione caratterizzata dalla modifica ai flap, superficie alare in compensato e superfici dell'impennaggio maggiorate e motorizzazione come la precedente; primo volo Serie III 1936. AS.6F Envoy Serie II, versione prevista equipaggiata con fotocamere per la rilevazione fotografica aerea, non avviata alla produzione. AS.6G Envoy Serie II, versione equipaggiata con una coppia di motori Wolseley Scorpio I da 250 hp (186 kW). AS.6H Envoy Serie III, versione caratterizzata dalla modifica ai flap, superficie alare in compensato e superfici dell'impennaggio maggiorate, equipaggiata con una coppia di motori Wolseley Aries III da 225 hp (168 kW), realizzata in un unico esemplare. AS.6J Envoy Serie III, versione caratterizzata dalla cabina passeggeri a 7 posti ed equipaggiata con una coppia di motori Armstrong Siddeley Cheetah IX da 350 hp (261 kW), prodotta in 27 esemplari. AS.6JC Envoy Serie III, versione convertibile per uso militare equipaggiata con una coppia di motori Armstrong Siddeley Cheetah IX da 350 hp (261 kW), prodotta in 4 esemplari. AS.6JM Envoy Serie III, versione civile dell'AS.6JC equipaggiata con una coppia di motori Armstrong Siddeley Cheetah IX da 350 hp (261 kW), prodotta in 3 esemplari.
Varianti AS.8 Viceroy versione modificata prodotta in un unico esemplare per concorrere alla gara di aerei MacRobertson Trophy Race dall'Inghilterra all'Australia del 1934.
Produzione su licenza Mitsubishi Hina-Zuru Prodotti in 10 esemplari in Giappone su licenza.
Utilizzatori Civili
Ansett Airlines
ČSA
Japan Air Transport
Manchukuo National Airways
North Eastern Airways Olley Air Service Private Charter Ltd
Líneas Aéreas Postales Españolas
South African Airways
Militari
Kroatische Luftwaffen Legion
Suomen ilmavoimat
Luftwaffe operò con un ridotto numero di esemplari. Ketley, Barry, and Rolfe, Mark. Luftwaffe Fledglings 1935-1945: Luftwaffe Training Units and their Aircraft (Aldershot, GB: Hikoki Publications, 1996), p.11.
Royal Air Force
Sudafrica Air Force
Note
Bibliografia
Periodici
Altri progetti
Collegamenti esterni
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