Teramo (, Tèrm in abruzzese) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Abruzzo. La città ha origini molto antiche, riconducibili ai Piceni e ai Pretuzi, che dominavano fino al III secolo a.C. l'area di Aprutium, da cui il termine "Abruzzo", prima del dominio romano.
Nel nucleo antico di Teramo, di forma regolare, vi sono importanti resti del periodo preromano, romano e medievale. Rimasta racchiusa all'interno del pianoro di confluenza fluviale fino all'inizio del XIX secolo, la città avviò successivamente un programma di riorganizzazione urbanistica che la portò a espandersi, in particolare a seguito della costruzione dei ponti sul Tordino e sul Vezzola.
Geografia fisica Territorio
Teramo è situata nella parte settentrionale dell'Abruzzo, nella Val Tordino, in una zona collinare sotto le pendici del Gran Sasso, che digrada verso la costa con una ricca vegetazione di vigneti e oliveti.
La città sorge alla confluenza del fiume Tordino con il torrente Vezzola che cingono il suo centro storico.
Il territorio di Teramo confina a nord con Campli e Bellante, a est con Canzano, a sud con Cermignano, Penna Sant'Andrea, Basciano e Montorio al Vomano e ad ovest con Cortino e Torricella Sicura.
Nella classificazione sismica della protezione civile è identificato come Zona 2, cioè zona a sismicità media, mentre nella classificazione climatica è contrassegnato come Zona D.
Clima
Essendo adagiata in una profonda conca, il clima è di tipo temperato semicontinentale, di transizione tra quello mediterraneo-collinare, tipico della costa della provincia nonché della zona pescarese e chietina, e quello puramente continentale montano, tipico dell'Aquila e della sua provincia. Pertanto, le temperature nel mese più freddo, gennaio, si aggirano attorno ai , mentre in quello più caldo, luglio, attorno ai , con un'escursione di quasi . Le precipitazioni si aggirano attorno agli annui e sono concentrate soprattutto nel primo autunno (settembre-ottobre).
In inverno la neve può cadere abbondante, come testimoniato sia dal gennaio 2005 sia, soprattutto, dai successivi episodi del febbraio 2012 e del gennaio 2017. Data la sua posizione nel cuore di una bassa vallata, in estate non sono rari gli episodi di caldo intenso e afa stagnante.
Origini del nome
Ebbe probabilmente dai Fenici il nome di Petrut, con il significato di "luogo elevato circondato dalle acque". Dalla latinizzazione di Petrut in Praetut derivò poi Praetutium e Ager Praetutianus per indicare il territorio.
I Romani la chiamarono Interamnia Urbs ("città tra i due fiumi", con riferimento al Tordino e al Vezzola), e fu detta Praetutium, o Praetutiorum o semplicemente Praetutia per distinguerla da Interamna Nahars (Terni) e Interamna Lirenas (l’attuale Pignataro Interamna). Nella divisione amministrativa del territorio promossa da Augusto imperatore, Interamnia fu ricompresa nella “V Regio”, il Piceno.
In epoca medievale, da Praetutium derivò Aprutium che fece la sua comparsa in documenti del VI secolo e che per qualche tempo, fino al secolo XII circa, avrebbe designato sia la città, il Castrum aprutiense, che il territorio circostante per estendersi quindi all'intero Abruzzo.
Il nome Interamnia si trasformò invece in Interamne, Teramne e Interamnium, Teramnium per giungere infine, all'inizio del II secolo d.C., alla forma Teramum.
È quindi fondata ipotesi di numerosi storici che il nome della regione Abruzzo derivi proprio da Aprutium, anche per l'importanza che la contea omonima ebbe, attestata soprattutto nel Catalogus Baronum per l'estensione e il numero dei suffeudatari armati al servizio dei Conti de Aprutio durante il periodo normanno.
Non ha trovato credito, invece, la teoria secondo la quale il nome Teramo sarebbe derivato da Thermae, con relazione quindi alla pur accertata presenza di importanti terme in varie zone della città, e che faceva riferimento sia all'aspirazione "Theramum" riscontrabile in alcuni codici sia all'uso del dialetto locale che contrae in "Terme" la pronuncia del nome di Teramo.
Storia
Storia antica
Come capitale del Pretutium, venne inserita nella V regio da Augusto: il Picenum.Vedi il passo nella wikisource latina Sotto il dominio imperiale conobbe un periodo di grande prosperità, testimoniato dalla costruzione, sotto Adriano, di templi, terme e teatri.
Storia medioevale
Durante il dominio angioino Teramo conobbe un periodo di splendore; i signori della diocesi aprutina, i vescovi Rainaldo Acquaviva, Niccolò degli Arcioni (1317), Stefano da Teramo (1335) e Pietro di Valle (1366), ricostruirono la città, che acquisì castelli, villaggi e, soprattutto, grandi privilegi concessi dai sovrani, con i quali si costruirono chiese, conventi e palazzi; è in quest'epoca che il risveglio edilizio teramano si accentuò in maggiore misura. Più che alle abitazioni private, le mire dei magistrati e dei cittadini furono rivolte agli edifici pubblici di carattere civico e religioso, tanto nell'ambito della terra vecchia che in quello della terra nuova; Del 1309 è la costruzione della torre campanaria di S. Antonio a Teramo; Sin dal 1323 un benemerito cittadino, Bartolomeo di Zalfone, ricostruiva e ampliava l'Ospedale che si disse di Sant'Antonio abate.
Nel 1362 iniziò la costruzione del Palazzo Melatino per l'affermazione al potere della famiglia omonima. A partire dal 1395 subì il dominio del ducato di Atri, da quando il conte di S. Flaviano, Antonio Acquaviva, si nominò Duca d'Atri e signore di Teramo. Tuttavia, una serie di eventi negativi, culminati nel terremoto del 1380, le lotte intestine fra la famiglia dei Melatini e quella dei De Valle e il brigantaggio condussero la città a un profondo declino, dal quale non si risollevò né sotto la dominazione dei signori d'Altavilla né sotto quelle successive di Francesi e Spagnoli.
Nel secolo successivo il forte terremoto del 1456 danneggiò la città, come riferisce lo storico Muzio MuziiMuzio de Mutji, Della Storia di Teramo dialoghi sette, con note di Giacinto Pannella, Teramo, 1893, p. 149.
Storia moderna
Nel 1504 entrò in possesso assieme ad Atri del dominio della regina Giovanna di Napoli. Alla sua morte passò a Carlo V d'Asburgo. Presto la rivalità accesa tra Teramani e Atriani esplose e il 17 novembre 1521 gli Acquaviva presero d'assedio la città. In questo secolo Teramo iniziò a vivere un nuovo periodo di sviluppo culturale, grazie soprattutto allo storico Muzio Muzii, che nei suoi Dialoghi, scriverà della terribile peste teramana della metà del Cinquecento. Nel 1589 i fratelli Facij impiantano a Teramo la prima tipografia e pubblicano il trattato Descrittione del sacro monte di Varale di val di Sesia. Sopra il quale si vede, come in vna noua Gerusalem, il sepolchro del n.s. Giesu Christo, & molti altri luoghi pij, ad imitatione di Terra Santa, con infinite figure, statue, & pitture bellissime. Con li misterij fatti da poco tempo in qua, & vn'ordine e somma, che contiene insieme quello ancora che si gli ha da fare.
Il 1703 e i successivi fino al 1706 furono molto duri per la città.M. Baratta, I terremoti d'Italia, Torino, Fratelli Bocca editrice, 1901 Infatti il tremendo terremoto dell'Aquila del 1703 creò danni anche a Teramo, aggravati dalla povertà e da una nuova ondata d'epidemia, stavolta di colera. Così scrive Niccola Palma nella sua Storia di Teramo:Tale usanza durò fino al secolo XIX.
Durante la conquista italiana di Napoleone Bonaparte nel 1798, L'Aquila e Teramo furono crudelmente saccheggiate. I francesi non risparmiarono nemmeno le campane del Duomo, fondendole per i cannoni e sfregiandole con le scariche di baionetta. Il 28 luglio del 1799 ci furono nuove scosse di terremoto, e il fatto che la cittadinanza di San Berardo avesse supplicato in cattedrale l'arresto di nuove scosse e queste non siano successivamente avvenute, fu riportato nell'opera storica da Angelo De Iacobis, storico della città.
Nel 1799 ci fu la presa del potere da parte dei fratelli Fontana. La vicenda dei fratelli Fontana è narrata sia dallo storico Niccola Palma che dal sacerdote contemporaneo Carlo Januarii. Partiti da Penne alla volta di Teramo, giunsero avendo al seguito centinaia di rivoltosi alle porte del capoluogo, dove il figlio Carlo sfidò il De Donatis puntandogli contro un cannone posto in corso San Giorgio e, dopo che questi aveva abbandonato la città, governando la stessa fino all'arrivo del generale RodioL'episodio è citato, tra gli altri, anche dallo storico Niccola Palma nella sua opera sulla diocesi di Teramo Storia ecclesiastica e civile della regione più settentrionale del Regno di Napoli: detta dagli antichi praetutium, ne' bassi tempi Aprutium oggi città di Teramo e diocesi Aprutina. Che contiene gli avvenimenti dal 1530 al 1830 (volume 3, ed. Angeletti, 1833). Il figlio Giuseppe non viene qui chiamato per nome, ma solo col soprannome L'Occupante, in contrapposizione al Generale dei Colli che era invece il De Donatis. Lo Januarii invece riporta nomi e cognomi dei fratelli Fontana; una ricerca più approfondita viene effettuata dallo scrittore Luigi Coppa-Zuccari nella sua opera L'invasione francese negli Abruzzi (1798-1815) (Roma, Tipografia Consorzio Nazionale, 1939)..
Storia contemporanea Nel 1806, a seguito della divisione della Provincia di Abruzzo Ultra, Teramo divenne capoluogo della neoistituita provincia di Abruzzo Ultra I, mentre L'Aquila rimase capoluogo della provincia di Abruzzo Ultra II. Teramo continuò ad essere capoluogo di provincia anche dopo che, nel 1816, il regno di Napoli (a seguito del Congresso di Vienna), assunse il nome di regno delle Due Sicilie. Di quest'ultimo Stato seguì le sorti fino al 1860, anno in cui le truppe piemontesi-sabaude, attraversato il confine del fiume Tronto, penetrarono, senza dichiarazione di guerra, nel territorio del Regno e sconfissero l'esercito borbonico. Tale rivolta fu annientata con l'assedio di Civitella del Tronto il 20 marzo 1861. Successivamente, sempre nel 1861, fu proclamata l'Unità d'Italia.
Nel 1832 ci fu la visita di re Ferdinando II di Napoli. La fine del secolo fu segnata da diverse scosse di terremoto tra l'Abruzzo e le Marche, senza danni gravi. Nell'800 la città al livello culturale ebbe gli storici e saggisti Melchiorre Delfico e Francesco Savini, che si impegnarono molto per la conservazione dell'immenso patrimonio culturale della città e dei dintorni.
Nel 1927 il governo Mussolini creò la provincia, suddividendo il territorio dell'ex ducato di Atri (incluso nella provincia), e la fascia di terra dell'ex Distretto di Penne, passato alla fiorente città di Pescara. Questa ottenne anche il borgo allora minuscolo di Montesilvano, mentre Silvi Alta fu ceduta a Teramo, che detenne l'amministrazione territoriale fino ai confini di Valle Castellana, Martinsicuro e Campotosto. Nel 1963, con la formazione della regione Abruzzo, Teramo sarà uno dei 4 capoluoghi di provincia.
Nel 1993 è nata l'Università degli Studi di Teramo, con la separazione delle facoltà teramane, attive dal 1965, dall'Università "G. d'Annunzio".
Simboli
Con il DPR 11 settembre 2001, con cui è stato concesso alla Città di Teramo un gonfalone, è stato altresì concesso, con esaustiva blasonatura, lo stemma già riconosciuto con decreto del capo del governo del 24 giugno 1941.Di rosso, alla banda d'argento, caricata dalle lettere alfabetiche capitali di nero della parola "Teramum", accompagnata da due croci trifogliate del secondo. Capo del Littorio (DCG del 24 giugno 1941). Vedi Bozzetto dello stemma del Comune di Teramo Stemma
Gonfalone
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse
Il centro storico di Teramo si divise in quattro rioni storici: San Giorgio: parte detta di Terranova, a occidente, accessibile dal corso omonimo da piazza Garibaldi, che attraversa il quartiere fino a piazza Martiri della Libertà, dove si trovano i due palazzi porticati e la facciata minore del duomo