La televisione (parola completamente entrata in uso in Italia, in luogo del precedente "radiovisione", dopo la seconda guerra mondiale, il termine venne coniato dall'ingegnere russo Konstatin Perskij durante il primo congresso internazionale dell'elettrico tenutesi a Parigi il 25 agosto 1900. Television e dal prefisso greco tele, "a distanza", e dal latino video, "vedo". Televisione: Definizione e significato di Televisione – Dizionario italiano – Corriere.itIl termine "televisione" venne stabilito il 10 marzo 1947 durante la conferenza mondiale delle radiocomunicazioni di Atlantic City dai delegati di 60 nazioni che, altresì, stabilirono di adottare come abbreviazione la sigla "TV")), abbreviata in TV, è un servizio di diffusione corrente di contenuti audio-video, tipicamente sotto forma di programmi televisivi diffusi da emittenti televisive, fruibili in diretta, in differita o con un breve ritardo, a utenti situati in aree geografiche servite da apposite reti di telecomunicazione (telediffusione) e dotati di specifici apparecchi elettronici detti televisori, o di altri impianti di telecomunicazioni per la ricezione del segnale.
Da un punto di vista sociologico, la televisione è uno tra i mezzi di comunicazione di massa più diffusi, utilizzati e apprezzati al mondo e naturalmente anche tra i più discussi. Dal punto di vista del pubblico, la semplicità d'uso e l'attuale basso costo l'hanno portata ad affiancare sempre più efficacemente la stampa e la radio come fonte di informazione, e anche di svago grazie agli innumerevoli spettacoli.
Storia
La storia della televisione è lunga e complessa, coprendo decenni di evoluzioni tecnologiche, culturali e sociali.
Le origini: le basi scientifiche La televisione si basa su una serie di scoperte e invenzioni che hanno avuto luogo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Nel 1884 il tedesco Paul Nipkow inventò un dispositivo meccanico che scansionava le immagini suddividendole in linee, detto appunto disco di Nipkow, considerato uno dei primi concetti per la trasmissione visiva. Nel 1925 il britannico John Logie Baird riuscì a trasmettere immagini televisive in movimento usando un sistema elettromeccanico. Due anni più tardi lo statunitense Philo Farnsworth trasmise la prima immagine elettronica completa, basata su un tubo a raggi catodici.
Gli anni '30: le prime trasmissioni Negli anni '30, la televisione comincia a diventare una realtà concreta, anche se limitata in termini di diffusione e qualità: Nel 1936 la BBC inizia regolari trasmissioni televisive nel Regno Unito, uno dei primi servizi di televisione pubblica al mondo. Contemporaneamente negli Stati Uniti, reti come la NBC cominciarono a trasmettere sporadicamente.
In Italia, dopo un periodo di trasmissioni sperimentali, a partire dal 1939 si avranno le prime trasmissioni regolari giornaliere con un palinsesto, trasmesse in presa diretta dall'Eiar, dalle stazioni di Roma e Milano.
Il dopoguerra e l'espansione degli anni '50 Il grande boom della televisione arriva dopo la seconda guerra mondiale. I progressi tecnologici e la riduzione dei costi rendono la televisione accessibile a una popolazione più ampia. Negli anni cinquanta la televisione diventa infatti un fenomeno di massa negli Stati Uniti e in Europa, con un numero crescente di famiglie che acquista un televisore.
In Italia la ripresa delle trasmissioni avviene, dopo l'interruzione dovuta alla seconda guerra mondiale, nel 1954 ad opera della "Rai" Radiotelevisione Italiana. I grandi show televisivi, come sitcom e varietà, cominciano a dominare il palinsesto, con programmi come I Love Lucy negli Stati Uniti o Lascia o raddoppia? e Il Musichiere in Italia. Si moltiplicano i telegiornali televisivi, che iniziano a competere con la radio come fonte principale di informazione.
Gli anni '60: la televisione a colori Negli anni sessanta la tecnologia della televisione a colori si diffonde ampiamente, ma in Italia questo avverrà negli anni '70. Negli Stati Uniti, la CBS aveva trasmesso il primo programma a colori nel 1951, ma la diffusione su larga scala si realizza solo nel decennio successivo. Eventi storici come l'allunaggio nel 1969 durante la missione spaziale Apollo 11 vengono seguiti da milioni di persone in tutto il mondo.
Gli anni '70 e '80: crescita delle reti e dei contenuti Gli anni '70 e '80 vedono la rinuncia della Rai al monopolio e si assiste alla nascita di nuove reti televisive e all'espansione dei palinsesti, con canali specializzati e contenuti più diversificati. In Italia, il 1976 segna la liberalizzazione delle emittenti locali, che porta alla nascita di nuove reti private come Canale 5, Italia 1 e Rete 4, parte del gruppo Mediaset di Silvio Berlusconi. Nel 1977, dopo anni di sperimentazioni, avviene ufficialmente il passaggio dalle trasmissioni in bianco e nero a quelle a colori.
Nel 1980 negli USA nasce CNN, il primo canale solo di notizie, in inglese "all-news", che rivoluziona il modo di fare informazione con le sue coperture in tempo reale, come nel caso della guerra del Golfo.
Gli anni '90 e 2000: la televisione digitale Negli anni '90 e nel decennio successivo, la tecnologia digitale inizia a prendere piede. Il passaggio dalla televisione analogica a quella digitale migliora la qualità del segnale e introduce nuovi servizi, come la TV satellitare e il pay-per-view. Nei primi anni '90 le emittenti "Tele+" e "Stream TV" seguite da "Sky Group", segnano un'evoluzione nei servizi a pagamento con una vasta offerta di canali tematici. Anche la TV via cavo si espande, soprattutto negli Stati Uniti, con una varietà sempre più ampia di canali e programmi.
L'era contemporanea: lo streaming e la convergenza digitale Negli ultimi decenni, l’avvento di internet ha radicalmente trasformato il panorama televisivo.
Nel 2007 nasce Netflix, inizialmente come servizio di noleggio DVD online, per poi diventare un gigante dello streaming globale. I servizi di streaming on-demand come Amazon Prime Video, Disney+, e HBO Max stanno sostituendo in parte le emittenti tradizionali, offrendo una modalità di visione non lineare, personalizzata e globale. La smart TV e i dispositivi come Chromecast e Fire Stick permettono agli spettatori di accedere facilmente ai contenuti streaming direttamente sul proprio televisore.
La televisione continua a evolversi, con un futuro che vede l'integrazione tra trasmissioni tradizionali e digitali, l'intelligenza artificiale per suggerimenti di visione, e l'aumento dell'interattività con gli spettatori.
Sviluppo e funzionamento Considerata concettualmente un'evoluzione della radio, la quale è limitata alla sola diffusione di contenuti sonori, la televisione fu parallelamente sviluppata da diversi gruppi di lavoro in diversi paesi (è quindi arduo individuare una reale primogenitura), anche per finalità militari (come spesso accade per molte invenzioni) e fu resa disponibile al pubblico subito dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Mentre per l'audio si poteva agevolmente usare la tecnologia della radio, per la ripresa, la trasmissione e la ricezione delle immagini dovevano studiarsi nuove forme tecniche da affiancare. Partendo dal concetto della persistenza delle immagini sulla retina umana, il cui principale utilizzo comunicativo era il cinema, allora con il marcato consolidamento, e con il calcolo delle proporzioni di definizione per le quali l'occhio umano non avrebbe potuto distinguere le differenze di dimensione infinitesima, si pensò di rendere su uno schermo idoneo (televisore) un'immagine elettronica scandita altrove da una telecamera e trasmessa via radio.
La telecamera, ricalcata per le ottiche sulla cinepresa, analizzava elettronicamente brandelli infinitesimali dell'immagine inquadrata, usando un pennello elettronico di lettura che scandiva l'immagine per righe, da sinistra a destra, componeva un pacchetto di dati del tipo "luce/buio" (analogo all'acceso/spento e poi allo 0/1 del sistema binario) e lo trasmetteva ordinatamente via radio.
Dall'altro lato, il ricevitore decodificava questi dati attraverso un altro pennello elettronico (di scrittura) che percorreva da dietro, sempre per righe alterne, lo schermo: questo fascio di elettroni accendeva dei fosfori che una volta "eccitati" emettevano luce, lasciando inerti quelli dove occorreva buio. Il fascio di elettroni veniva "guidato" da un campo elettromagnetico creato da bobine poste sul collo del tubo catodico. I tempi ridottissimi di scansione (25 fotogrammi al secondo) consentivano poi di rendere le immagini in sequenza a ritmi superiori a quelli del cinema, consentendo un'ottimale resa del movimento.
Per la trasmissione furono scelte gamme di frequenza che consentissero un'ampia portata di dati: le migliori risultarono infine quelle delle VHF (Very High Frequencies, frequenze da 30 a ) e UHF (Ultra High Frequencies, frequenze da a ). Per la ricezione si rese necessario dotare gli apparati riceventi di antenne complesse, capaci di raccogliere con sufficiente amplificazione le vari componenti del segnale. La banda che ogni canale occupa è di per trasmissioni in VHF, per trasmissioni in UHF.
Dotazioni per l'utente
Per ricevere la televisione è necessario un televisore, un apparecchio elettronico che visualizza i contenuti visivi, riproduce i contenuti sonori, ed eventualmente gestisce i servizi interattivi della televisione. Molto sommariamente è composto dalle seguenti parti: lo schermo (dispositivo di visualizzazione dei contenuti visivi), uno o più altoparlanti (dispositivi per la riproduzione dei contenuti sonori), l'elettronica per il funzionamento di questi due dispositivi, e il ricevitore. Il ricevitore è l'insieme dei circuiti elettronici per la compatibilità con gli standard televisivi.
In alternativa al televisore si può usare un monitor. Il monitor è l'apparecchio elettronico che riproduce contenuti visivi di tipo televisivo e/o di altro tipo, come ad esempio quelli di un computer, è necessario quindi che sia predisposto per visualizzare i contenuti visivi di tipo televisivo. Può non essere predisposto per la riproduzione di contenuti sonori, in questo caso è necessario provvedere con un impianto di riproduzione sonora esterno. Inoltre il monitor è sempre sprovvisto del ricevitore, sono però disponibili ricevitori esterni.
Il ricevitore esterno per la televisione analogica è anche chiamato sintonizzatore o set-top box (set-top box è la denominazione per un generico apparecchio elettronico che aggiunge funzionalità televisive a un televisore, a un monitor, o a un videoproiettore), per la televisione digitale invece è anche chiamato decoder (decoder è una semplificazione di Integrated Receiver and Decoder, in sigla IRD, termine però che non si è mai diffuso nell'uso comune) o set-top box. In particolare se il decoder è per la televisione digitale terrestre è detto decoder terrestre, se è per la televisione digitale satellitare è detto decoder satellitare.
Tutti i moderni televisori sono dotati di connettori per collegare, al pari dei monitor e dei videoproiettori (fatta eccezione eventualmente per il sonoro), eventuali set-top box. Se il televisore non è compatibile con gli standard televisivi che si vuole ricevere, è quindi possibile dotarsi della compatibilità con tali standard attraverso l'appropriato set-top box usato ad esempio da Samsung, Philips, LG, ecc. Inoltre è anche possibile collegare al televisore altri tipi di apparecchi come videocamere, videoregistratori, lettori DVD, ecc. Una seconda alternativa al televisore è il videoproiettore. Il videoproiettore è un apparecchio elettronico che proietta contenuti visivi di tipo televisivo e/o di altro tipo su appositi teli. Per il videoproiettore vale tutto quanto già detto per il monitor.