Biografia Nascita e formazione

Eugenia nacque a Granada, in Spagna, il 5 maggio 1826, alle ore 12, in calle GraciaGeneviève Chauvel, Inoubliable Eugénie, ed. Pygmalion, 1998, p. 17 et S. (fr). Era la figlia minore del conte e della contessa di Teba.

Suo padre, don Cipriano de Palafox y Portocarrero (1784-1839), conte di Teba, fratello minore del conte di Montijo - da cui prenderà il titolo - si era alleato con la Francia durante il Primo Impero. Ufficiale d'artiglieria, alla testa degli studenti della Scuola politecnica partecipò alla battaglia di Parigi nel 1814 e fu fatto Grande di Spagna nel 1834.

Agli occhi del popolo spagnolo era un afrancesado, ovvero uno che, durante la Guerra d'indipendenza spagnola, aveva preso le parti della Francia bonapartista, così che sua figlia fu educata nel culto napoleonico.

Sua madre, María Manuela Kirkpatrick (1794-1879), un'aristocratica metà scozzese e metà spagnola, era la figlia dello scozzese William Kirkpatrick, che fu console degli Stati Uniti a Málaga, e della nipote del conte Mathieu de Lesseps. La famiglia Kirkpatrick fu ammessa nell'aristocrazia spagnola e apparteneva alla nobiltà scozzese di Closeburn.

Intuendo lo scoppio delle guerre carliste, sua madre, la contessa di Montijo, portò nel 1834 le sue due figlie in Francia, soggiornando a lungo nella località balneare di Biarritz, dove la futura imperatrice trascorrerà le sue villeggiature dopo avervi soggiornato due mesi nel 1854 e Napoleone III le costruirà un castello.

Eugenia, contessa di Teba, fu educata a Parigi all'Istituto del Sacro Cuore, dove ricevette la formazione tradizionale dell'aristocrazia cattolica dell'epoca. Sua madre, divenuta vedova nel 1839, affidò l'istruzione delle due giovani figlie, Paca ed Eugenia, a Stendhal, che insegnò loro la storia, essenzialmente aneddoti sul regno di Napoleone, che aveva conosciuto, e al suo grande amico Mérimée, che s'incaricò dell'insegnamento della lingua francese(fr) Pierre Pellissier, «Stendhal et Mérimée», 3 febbraio 2010 e che resterà per tutta la vita amico intimo di Eugenia.

La sorella maggiore dell'imperatrice, María Francisca de Sales, conosciuta con il soprannome di Paca, erede del titolo Montijo e di altri titoli familiari, sposò nel 1849 il XV duca d'Alba Jacobo FitzJames Stuart, proprietario di immensi beni, fra i quali il palazzo di Liria a Madrid, dove l'ex-imperatrice morì sessant'anni dopo la sorella.

Relazione con Luigi Napoleone Bonaparte

Nel 1849 Eugenia conobbe Luigi Napoleone Bonaparte, presidente della Repubblica francese nellhôtel di Matilde Bonaparte, poi all'Eliseo.

Dal loro primo incontro, colui che era allora solo il "principe-presidente", ne fu sedotto. L'assedio sentimentale di Luigi Napoleone ad Eugenia durò due anni; la sua corte assidua, dopo il soggiorno al castello di Compiègne, fu all'origine dell'episodio del trifoglio di CompiègneLes "Séries" à Compiègne (fr). I familiari dell'imperatore furono assai divisi all'inizio riguardo alla contessa spagnola; alcuni sostenevano che l'imperatore dovesse legarsi ad una famiglia regnante, come aveva fatto Napoleone Bonaparte con Maria Luisa.

Tuttavia i sovrani europei, anche se imparentati con il nuovo imperatore, erano poco inclini a dare una delle loro figlie in matrimonio ad un sovrano dal trono incerto, che loro guardavano come un nuovo ricco ed un avventuriero.

Matrimonio

Il 12 gennaio 1853, un incidente dopo un ballo alle Tuileries, dove la giovane Eugenia si fece trattare da avventuriera da Madame Hippolyte Fortoul, moglie del ministro dell'educazione, fece precipitare la decisione di Napoleone III di chiedere Eugenia in matrimonio, dopo aver posto termine alla sua relazione con Miss Howard..

Alle Tuileries, nel suo comunicatoLettere e memorie del XXI comunicato relativo al matrimonio dell'Imperatore. (fr) del 22 gennaio 1853 davanti al Senato, al Corpo legislativo e al Consiglio di Stato, l'imperatore dichiarò che avrebbe sposato Eugenia, dichiarando tutte le sue numerose virtù e la sua scelta di sposare una donna che amava invece di una sconosciuta, le cui alleanze che avesse determinato avrebbero tuttavia comportato evidenti sacrifici.

L'atto di matrimonio civile fu registrato al Palazzo delle Tuileries, nella Sala dei Marescialli, il 29 gennaio 1853 alle 20. Il matrimonio religioso si svolse a Notre Dame de Paris il 30 gennaio 1853. Per questa occasione, l'imperatore firmò 3.000 ordini di grazia e fece sapere che tutte le spese del matrimonio sarebbero state pagate sul budget della sua lista civile, dopo che Eugenia aveva rifiutato una parure di diamanti, offerta dalla città di Parigi, e chiesto che la somma corrispondente fosse dedicata alla costruzione di un orfanotrofio., che sarà poi edificato sul luogo di un antico mercato dei foraggi di Faubourg Saint-Antoine, nel XII arrondissement di Parigi. L'architetto Jacques Hittorff fu incaricato della progettazione, cui diede la forma di una collana; la scuola, inaugurata il 28 dicembre 1856, prese il nome di Maison Eugène-Napoléon in onore del giovane Luigi Napoleone Bonaparte (1856-1879), nato nel 1856.

La luna di miele ebbe luogo al parco di Villeneuve-l'Étang, a Marnes-la-Coquette, nel cuore del Dominio nazionale di Saint-Cloud, terreno acquistato dal futuro imperatore; qualche settimana dopo l'imperatrice rimase incinta, ma perse il bambino a causa di una caduta da cavallo.

Una nuova gravidanza arrivò neanche due anni dopo, all'inizio dell'estate 1855. Luigi Napoleone, unico figlio di Napoleone III e di Eugenia, nacque il 16 marzo 1856Il suo dottore era Herni Conneau.. L'evento fu ancora l'occasione per Napoleone III di annunciare una nuova amnistia per i fuorilegge del 2 dicembre, dopo che abitanti di Parigi (un pParigino su due) si unirono per offrire un regalo all'imperatrice.. Il mattino del 17, cento colpi di cannone annunciarono questo grande evento al paese. L'imperatore aveva deciso che sarebbe stato il padrino e l'imperatrice madrina di tutti i figli legittimi nati in Francia nella giornata del 16 marzo, che erano .

Con la sua bellezza, il suo fascino e la sua eleganza Eugenia contribuì al successo del regime imperiale. Ebbe un'amicizia stretta con la principessa Pauline von Metternich, moglie dell'ambasciatore austriaco a Parigi, che giocò un ruolo importante nella vita culturale e sociale della corte.

Eugenia, come Maria Antonietta nel secolo precedente, influenzò la moda: quando nel 1855 iniziò ad indossare le crinoline, tutta l'Europa seguì il suo esempio e, quando alla fine degli anni sessanta le abbandonò, su consiglio del suo stilista Charles Worth, le donne la seguirono nuovamente. L'aristocratica eleganza di Eugenia, lo splendore dei suoi vestiti e la ricchezza dei suoi gioielli sono ben documentati in innumerevoli dipinti, soprattutto realizzati dal suo ritrattista personale, Franz Xaver Winterhalter. L'interesse di Eugenia per la vita di Maria Antonietta ebbe conseguenze sulle mode e sull'arte del tempo: l'imperatrice, infatti, oltre a indossare abiti ispirati al XVIII secolo, prediligeva arredamento e mobilio in stile neoclassico, caratteristico del regno di Luigi XVI.

Per la sua educazione e per la sua intelligenza, spesso il marito la consultava sulle importanti questioni di Stato ed ebbe la reggenza durante le assenze di Napoleone, nel 1859, 1865 e 1870. Da cattolica e conservatrice, l'influente imperatrice contrastava tutte le tendenze liberali della politica di Napoleone III.

Osteggiò, per devozione al papa, la politica filo-italiana di Napoleone III, tanto più che la prima fase dell'alleanza francese con i piemontesi era nata sotto l'egida della relazione dell'imperatore con la Contessa di Castiglione.

Il 14 gennaio 1858, alle 8 e mezza di sera, in rue Lepelletier, nei pressi del teatro dell'Opéra national de Paris, fu coinvolta nell'attentato ordito dal patriota italiano Felice Orsini contro il marito. Tre bombe, lanciate da Orsini, Giovanni Andrea Pieri e Carlo Di Rudio contro il corteo imperiale, lasciarono illesi Napoleone III e l'imperatrice Eugenia, ma causarono otto morti e ben 156 feriti tra la folla assiepata ai bordi della strada.

Le idee conservatrici le causarono l'astio di molti e fu violentemente attaccata da un'intensa attività anti-propagandistica, proprio com'era accaduto alla medesima Maria Antonietta.

Esilio Vita a Camden Place

Quando il Secondo Impero francese crollò a seguito della sconfitta subita dalla Francia nella Guerra franco-prussiana (1870-1871), l'imperatrice e suo marito trovarono rifugio in Inghilterra e si stabilirono a Chislehurst, nel Kent. L'ultima sovrana di Francia, con l'aiuto del suo dentista americano, il dottor Thomas Wiltberger Evans, fuggì da Parigi prima che fosse proclamata la repubblica o si verificasse qualsiasi tentativo rivoluzionario, memore di quello che era accaduto a Maria Antonietta meno di cento anni prima. Infatti, come all'epoca, nelle strade di Parigi si urlava "a morte l'austriaca", in quei giorni i francesi presero a gridare "a morte la spagnola".

L'imperatrice Eugenia sbarcò in Inghilterra l'8 settembre e a Hastings si ricongiunse col figlio. Da quel momento iniziò una fitta corrispondenza col marito, prigioniero politico nel castello di Wilhelmshöhe, a Kassel, e con gli altri sovrani d'Europa, cercando inutilmente appoggio in prospettiva di una pace favorevole alla Francia.Kurtz, p. 339. Lo stesso Bismarck si mise in contatto con l'imperatrice, da lui riconosciuta come unica detentrice del potere politico francese, per avviare trattative di pace favorevoli alla dinastia, ma non alla Francia. Eugenia rifiutò di farsi coinvolgere in qualsiasi iniziativa che potesse pregiudicare la libertà d'azione del governo repubblicano di difesa nazionale.Kurtz, p. 340.

Tuttavia, consapevole che la Prussia avrebbe preteso cessioni territoriali, si appellò direttamente a Guglielmo I, che le rispose in merito: «La Germania deve avere la certezza che la prossima guerra la troverà ben pronta a respingere l'attacco che possiamo aspettarci non appena la Francia si sarà ripresa o avrà trovato degli alleati. È unicamente questa triste considerazione - e non il desiderio di ingrandire il mio paese il cui territorio è già abbastanza vasto - che mi costringe a insistere su cessioni territoriali che non hanno altro scopo che quello di far arretrare il punto di partenza degli eserciti francesi che, in futuro, verranno ad attaccarci».Kurtz, pp. 340-341. Questa lettera sarebbe stata in seguito importantissima per i trattati di pace della Prima guerra mondiale.

Dopo la capitolazione di Metz (27 ottobre 1870), l'imperatrice si recò in visita dal marito a Wilhelmshöhe, rimanendovi quattro giorni. Il 28 gennaio 1871 fu proclamato l'armistizio che pose fine all'assedio di Parigi e si formò il nuovo governo ufficiale, presieduto da Adolphe Thiers, con cui Bismarck accettò di trattare. La pace fu firmata il 10 maggio a Francoforte sul Meno e, come previsto, ci furono ingenti cessioni territoriali: l'Alsazia e la Lorena divennero tedesche.