Il libertarismo (dal francese: libertaire, "libertario"; dal latino: libertas, "libertà") è un insieme di orientamenti politici, in cui la libertà è vista come il più alto fine politico.

Le posizioni dei libertari variano a seconda delle loro considerazioni sul diritto di proprietà e sulla natura delle persone e, sulle considerazioni delle funzioni legittime e del potere dello Stato o delle entità private, spesso chiedendo la limitazione o la dissoluzione delle istituzioni sociali considerate coercitive. Gli studiosi distinguono i punti di vista libertari in libertarismo di sinistra e libertarismo di destra, sull'asse politico socialismo–capitalismo (rispettivamente sinistra–destra). Questa distinzione implica che i libertari provengono da contesti culturali e ideologici diversi, che possono anche essere in contrasto tra loro.

Storia Origine del termine Il primo uso documentato del termine "libertario" risale al 1789, quando lo storico inglese William Belsham lo utilizzò nel contesto della metafisica. Gli anarchici di tradizione socialista adottarono il termine "libertario" per descrivere se stessi e le loro idee sin dal 1858 quando il rivoluzionario comunista anarchico Joseph Déjacque pubblicò "Le Libertaire, Journal du Mouvement sociale" (Il Libertario: Giornale del Movimento Sociale) a New York. Le Libertaire è stata la prima rivista comunista libertaria negli Stati Uniti e la prima a utilizzare il termine "libertarian" (ossia "libertario" in inglese) in un contesto politico.Max Nettlau, A Short History of Anarchism, p. 75

M.N. Rothbard, principale teorico del libertarismo moderno, presuppone la necessità e la possibilità di rendere soggette alla logica di mercato tutte le funzioni attribuite allo Stato (comprese la giustizia, l’ordine pubblico e la difesa) .For a new liberty. The libertarian manifesto, 1972

La più recente accezione liberista, il cosiddetto "libertarismo di destra", si caratterizza da una forte opposizione all'intervento dello Stato in economia, escludendo qualunque intervento statale in campo di Stato sociale e l'abolizione totale o parziale della tassazione, mentre il "libertarismo di sinistra", nella sua connotazione storica socialista, si focalizza sull'autogestione dei lavoratori oppure, nelle sue iterazioni più recenti, si incentra sulla giustizia distributiva ovvero sugli sforzi per l'equa distribuzione delle risorse come promosso dalla scuola di Steiner-Vallentyne.

Il socialismo libertario (1857-1980)

Il termine "libertario" fu introdotto per la prima volta in politica da Joseph Déjacque, uno scrittore e attivista comunista anarchico, nel 1857, attraverso alcune delle sue lettere pubbliche. Questo termine venne usato per descrivere una prospettiva parallela al socialismo di matrice anarchica, in cui Déjacque criticava le vedute di Proudhon riguardo all'eguaglianza di genere. L'anno seguente, Déjacque incluse il neologismo nel titolo di una pubblicazione che egli stesso curò a New York. In Italia, un settimanale anarchico con lo stesso nome, "Il Libertario", fu pubblicato per la prima volta nel 1903.

Le critiche di Déjacque a Proudhon non erano incentrate su questioni economiche, ma piuttosto sull'assenza di una prospettiva egualitaria di genere, che successivamente si trasferì nei dibattiti sulla strutturazione del lavoro durante i congressi della Prima Internazionale. Questi dibattiti portarono a una spaccatura nel mutualismo tra i seguaci di Proudhon, distinguendo tra la proprietà fondata sullo sfruttamento e quella derivata dal lavoro, quest'ultima definita "Possesso".

Il termine "comunismo libertario" fu adottato per la prima volta in Italia durante il congresso di Firenze del 1876, mentre "socialismo libertario" apparve nel 1897. Autori contemporanei come Noam Chomsky hanno espresso posizioni meno radicali sulla sovversione dello Stato, concentrandosi su temi come l'economia politica e il controllo della comunicazione di massa.

Oltre alle implicazioni politiche, gli ideali libertari e anti-autoritari hanno influenzato anche la cultura, la filosofia, la musica, la poesia e la letteratura, ispirando figure storiche come il poeta Pietro Gori e Georges Brassens, fino ad autori contemporanei e teorici come Ivan Illich e Herbert Marcuse.

L'uso del termine libertario per descrivere l'anarchismo è diventato popolare dal 1890 in Francia, inizialmente come un modo per evitare la persecuzione governativa contro gli anarchici. Da allora, il termine è stato frequentemente associato alle idee e ai movimenti anarchici, specialmente al di fuori dell'America. La visione di Déjacque, espressa inizialmente nelle sue lettere e poi nel suo periodico "Le Libertaire", delineava un'utopia libertaria che sfidava le strutture statali e promuoveva una società basata su principi anarchici.

In Francia, a seguito dell'adozione delle leggi d'emergenza dell'11 e del 15 dicembre 1893 e del 28 luglio 1894, note come "Lois scélérates" che includevano il divieto di qualsiasi forma di propaganda anarchica e che furono abrogate solo nel 1992, il termine "libertario" divenne un sinonimo di "anarchico". Per molti decenni, questi due termini furono usati in modo intercambiabile, specialmente in Francia a causa delle suddette leggi, e in altre occasioni come durante la rivoluzione anarchica spagnola del 1936 (dove la Federazione anarchica iberica aveva il movimento giovanile Federación Ibérica de Juventudes Libertarias, che esiste ancora oggi). In Italia, il termine iniziò a diffondersi all'inizio del XX secolo, con pubblicazioni come "Il Comunista Libertario" e "Il Libertario" a Milano a metà secolo, e attraverso le organizzazioni del dopoguerra, come i Gruppi Libertari dell'Italia Liberata - Alleanza Gruppi Libertari, che poi confluirono nella FAI, la federazione anarchica italiana, parte dell'internazionale anarchica, tra gli altri esempi.

Negli Stati Uniti il termine venne popolarizzato da Benjamin Ricketson Tucker, il primo cittadino statunitense di nascitaSi intende natural-born citizen. ad utilizzare il termine. Tra il 1920 e il 1950 del, il termine rimase di utilizzo quasi esclusivamente socialista, con l'organizzazione socialista libertaria e anarchica, la Libertarian League ("La Lega Libertaria"), fondata a Los Angeles tra le due guerre mondiali. Nel 1954, a New York City, fu fondata una seconda Libertarian League come organizzazione politica basata sul Libertarian Book Club, con membri come Sam Dolgoff, Russell Blackwell, Dave Van Ronk, Enrico Arrigoni e Murray Bookchin. Questa Lega Libertaria aveva un obiettivo politico più ristretto rispetto alla prima, promuovendo l'anarchismo e il sindacalismo. Il suo principio centrale, enunciato nella rivista Views and Comments, era "uguale libertà per tutti in una società socialista libera". Filiali della Lega libertaria aprirono in diverse altre città statunitensi, tra cui Detroit e San Francisco. Alla fine degli anni Sessanta la lega si sciolse.

Il libertarismo pro-capitalista negli Stati Uniti (1943-1980) A partire dal 1943, negli Stati Uniti emerse un nuovo uso del termine "libertarismo", incentrato sul laissez-faire e sul capitalismo. Nonostante i gruppi socialisti continuarono a utilizzare il termine "libertario", è interessante notare che i liberali classici, specialmente nel mondo anglosassone, iniziarono a adottare il termine "libertarismo". Questa denominazione, secondo Piero Vernaglione, fu utilizzata per la prima volta nel 1946 da Leonard Read, l'economista statunitense fondatore della Foundation for Economic Education (FEE). Il libertarismo come sinonimo di alcune correnti del liberalismo fu reso popolare nel maggio 1955 dallo scrittore Dean Russell, collega di Leonard Read e lui stesso liberale classico. Russell giustificò la scelta del termine come segue:

Nel corso dei primi decenni del Novecento, coloro che si richiamavano in modo radicale al liberalismo classico furono costretti ad abbandonare il termine "liberale". Ciò fu necessario in quanto i sostenitori dell'intervento statale, come i promotori del New Deal negli Stati Uniti e dello Stato sociale nel Regno Unito, ma anche i sostenitori della concezione positiva dei diritti civili, si identificavano come liberali.

In seguito, un numero crescente di americani con convinzioni vicine al liberalismo classico ha iniziato a definirsi libertario e negli anni Sessanta, Murray Rothbard iniziò a promuovere concetti correlati alla destra politica sotto l'etichetta del libertarismo.Paul Cantor, The Invisible Hand in Popular Culture: Liberty Vs. Authority in American Film and TV, University Press of Kentucky, 2012, p. 353, n. 2.

Rothbard descrisse questo uso della parola come una "cattura" dai suoi nemici, scrivendo che "per la prima volta a mia memoria, noi, la 'nostra parte', avevamo catturato una parola cruciale dal nemico. 'Libertari' era stata a lungo una parola educata per indicare gli anarchici di sinistra, cioè gli anarchici contrari alla proprietà privata, sia della varietà comunista che sindacalista. Ma ora l'avevamo conquistata". Inizialmente, il liberalismo classico e il libertarismo erano considerati sinonimi. Tuttavia, in seguito, i libertari di destra si distaccarono dalla corrente del liberalismo classico.

Questo percorso mostra chiaramente come il termine "libertario" abbia avuto diverse interpretazioni nel corso della storia, riflettendo l'evoluzione delle idee politiche e filosofiche associate ad esso e comportando che filosofi e politici definiti libertari sono di diverse tradizioni culturali e ideologiche.

H. L. Mencken e Albert Jay Nock furono le prime figure prominenti negli Stati Uniti a definirsi libertari, usando il termine come sinonimo di liberali. Ritenevano che Franklin D. Roosevelt avesse appropriato indebitamente della parola liberale per le sue politiche del New Deal, che essi contrastavano, e utilizzarono il termine libertario per indicare la loro adesione al liberalismo classico, all'individualismo e al governo limitato.

Secondo David Boaz, nel 1943 tre donne "pubblicarono libri che si possono considerare i precursori del movimento libertario moderno". Isabel Paterson con "The God of the Machine", Rose Wilder Lane con "The Discovery of Freedom" e Ayn Rand con "The Fountainhead" promossero l'individualismo e il capitalismo. Nessuna delle tre usò il termine libertarianismo per descrivere le proprie idee e Rand specificatamente rifiutò l'etichetta, criticando il nascente movimento libertario americano come i "hippies di destra". Rand accusò i libertari di plagiarismo riguardo alle idee relative alla sua filosofia dell'Oggettivismo, attaccando contemporaneamente altri aspetti di essa.

Karl Hess, uno scrittore di discorsi per Barry Goldwater e principale autore delle piattaforme del Partito Repubblicano nel 1960 e 1964, si disilluse dalla politica tradizionale dopo la campagna presidenziale del 1964, nella quale Goldwater perse contro Lyndon B. Johnson. Lui e il suo amico Murray Rothbard, un economista della Scuola Austriaca, fondarono la rivista "Left and Right: A Journal of Libertarian Thought", pubblicata dal 1965 al 1968 con George Resch e Leonard P. Liggio. Nel 1969, curarono "The Libertarian Forum" che Hess lasciò nel 1971.