Le bambole è un film in quattro episodi, del 1965, diretti da Dino Risi, Luigi Comencini, Franco Rossi e Mauro Bolognini.

Trama Film a sketch in cui si raccontano storie di amori, tradimenti e litigi.

La telefonata

Regia: Dino Risi Sceneggiatura: Rodolfo Sonego Giorgio e Luisa sono giovani sposi innamoratissimi. In un caldo pomeriggio estivo, Giorgio cerca di convincere la moglie a fare l'amore, ma i preliminari sono interrotti da una telefonata della madre di lei. Luisa, malgrado le proteste di Giorgio, resta a lungo a chiacchierare con la madre, passando da argomenti futili a discussioni risentite (e dalla telefonata si deduce la scarsa opinione che la suocera ha del genero). Giorgio adocchia nel palazzo di fronte la nuova inquilina, una ragazza procace e, stando alle voci che gli sono giunte, molto disinibita, e si finge un venditore di enciclopedie per entrare nel suo appartamento. Luisa, senza accorgersi di nulla, continua la telefonata.

Il trattamento di eugenetica Regia: Luigi Comencini Soggetto: Luciano Salce e Steno Sceneggiatura: Tullio Pinelli Ulla è una ragazza tedesca dalle idee molto chiare. Non crede nell'amore e nel sentimento, non desidera sposarsi per non perdere la sua indipendenza, ma vorrebbe un figlio con un perfetto esemplare di maschio latino. Per questo passa un periodo di tempo a Roma sottoponendo tutti gli uomini che incontra a esami di ogni tipo. Finirà però per sposare il suo autista, uomo simpatico, ma ben lontano dai suoi ideali fisici e intellettivi, e per diventare una classica madre di famiglia italiana.

La minestra Regia: Franco Rossi Soggetto: Rodolfo Sonego Sceneggiatura: Luigi Magni Giovanna, borgatara romana, è sposata infelicemente con Alfonso, uomo rozzo, manesco e più vecchio di lei, e progetta di ucciderlo gettandolo in un canale per rifarsi una vita. Incarica dell'omicidio prima un vecchio camionista che fallisce nell'intento; poi assolda dei criminali specializzati che, dopo aver incassato un congruo anticipo vengono meno all'accordo; anche l'amante di Giovanna per errore getta lei stessa nel canale invece di Alfonso, e la donna si salva per miracolo. Giovanna è costretta a tornare a mangiare la solita minestra con il marito e a sopportare gli sgradevoli rumori che lui produce sorbendola

Monsignor Cupido

Regia: Mauro Bolognini Sceneggiatura: Leonardo Benvenuti e Piero De Bernardi, da una novella di Boccaccio (Decameron, Terza giornata, terza novellaIl titolo originale/sinossi recita così: Sotto spezie di confessione e di purissima conscienza una donna innamorata d'un giovane induce un solenne frate, senza avvedersene egli, a dar modo che 'l piacer di lei avesse intero effetto.; vd. pag.191 del Decameron a cura di Cesare Segre, edizione integrale commentata, Grande Universale Mursia, Dodicesima edizione.) Un Monsignore veneto si reca a un convegno a Roma accompagnato dal nipote Vincenzo, un bel giovane timido che lavora come segretario dello zio. Nell'albergo in cui alloggiano, Beatrice, la moglie del proprietario, si incapriccia del ragazzo e cerca di sedurlo in ogni modo, ma Vincenzo sembra indifferente al suo fascino. Beatrice, pur di farsi notare, protesta vivamente col monsignore, lamentandosi di presunte molestie nei suoi confronti da parte del nipote. Vincenzo inizialmente rimane sconcertato di fronte alle ramanzine dello zio, ma a poco a poco finisce per capire, finché Beatrice riesce nel suo proposito senza che il monsignore sospetti nulla.

Distribuzione Il film, vietato ai minori di diciotto anni, fu denunciato per oscenità a causa del I e del IV episodio. Il 5 ottobre 1966 Gina Lollobrigida e Jean Sorel, insieme con il regista Mauro Bolognini e il produttore Gianni Hecht Lucari, vennero condannati a due mesi di reclusione e a 30000 lire di multa per oscenità e offesa del comune senso del pudore.

Note

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