Il Cammino neocatecumenale è un cammino di iniziazione alla fede cristiana, definito come catecumenato post-battesimale, nato in Spagna nei primi anni sessanta, per iniziativa del pittore Kiko Argüello e di Carmen Hernández; dal 1971 l'équipe responsabile a livello internazionale di questo itinerario include anche il presbitero Mario Pezzi.

Gli Statuti del Cammino neocatecumenale sono stati approvati dalla Santa Sede in via provvisoria da Giovanni Paolo II nel 2002 e poi definitivamente da Benedetto XVI nel 2008. Da febbraio 2018, María Ascensión Romero è subentrata al posto di Carmen Hernández. La nomina a responsabile dell'equipe internazionale del Cammino Neocatecumenale è avvenuta su richiesta del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita in base a quanto stabilito dagli Statuti che regolano il Cammino.

Obiettivi È costituito come fondazione autonoma di beni spirituali, dotata di personalità giuridica pubblicaStatuto del Cammino Neocatecumenale , Cammino Neocatecumenale Official Web Site., approvata dalla Chiesa cattolicaDecreto del Pontificio Consiglio per i laici - Approvazione definitiva dello Statuto del Cammino Neocatecumenale, Cammino Neocatecumenale Official Web Site..

Per Statuto è rivolto principalmente aStatuto del Cammino neocatecumenale Capitolo I: Elementi fondamentali del Neocatecumenato, Articolo 5: Destinatari, § 1. Articolo 24: I non battezzati che desiderano intraprendere un cammino di iniziazione cristiana.: coloro che pur battezzati si sono allontanati dalla Chiesa; coloro che non sono stati sufficientemente evangelizzati e catechizzati; coloro che desiderano approfondire e maturare la loro fede; coloro che non sono battezzati e che desiderano diventare cristiani; i sacerdoti ed i religiosi, nel rispetto della loro vocazione, carisma e del compito assegnato loro dal Vescovo o, nel caso dei religiosi, dal loro Superiore; i religiosi possono intraprendere il percorso solo previa esplicita autorizzazione del Superiore.

Secondo i suoi fondatori, «il Cammino Neocatecumenale non è un movimento o un'associazione, ma uno strumento nelle parrocchie al servizio dei Vescovi per riportare alla fede tanta gente che l'ha abbandonata.»Cammino Neocatecumenale Official Web Site.

Storia Origini

Nei primi anni sessanta, Francisco José Gómez Argüello Wirtz, detto Kiko, era un pittore ateo attratto dal pensiero esistenzialista di Jean-Paul SartreIl Cammino neocatecumenale. Intervista a Kiko , di Luc Baresta, tratta da France Catholique, 22 febbraio 2004, riportata sul sito Catechumenium Il Cammino neocatecumenale. Intervista a Kiko , tratta da France Catholique, 22 febbraio 2004, riportata sul sito Camino Neocatecumenal.Kiko Argüello: "La fede è incontro" , tratto da Zenit.Testimonianza di Kiko Argüello , tratta dal sito Camino Neocatecumenal.El sermón de Kiko Argüello, El Pais.KIKO "PINTARA" LA BODA, El Mundo.. La sua conversione al Cristianesimo seguì a un periodo di crisi esistenziale, durante il quale l'incontro con l'estetica e la filosofia spiritualista di Henri Bergson (che attribuisce all'intuizione un ruolo superiore alla ragione come strumento di conoscenza del reale), gli aprì la strada al dubbio religioso. Negli anni successivi, lavorando con un gruppo di artisti e architetti di arte sacra, entrò in contatto con la spiritualità di Charles de Foucauld, la quale rappresentò un momento di svolta nel suo percorso interiore, portandolo ad abbandonare il suo precedente stile di vita, le sue precedenti convinzioni filosofiche e l'attività di pittore, per andare a vivere nella baraccopoli di Palomeras Altas, alla periferia di Madrid, dove vivevano famiglie di zingari e quinquillerosIl termine indica una categoria sociale di emarginati che viveva nella baraccopoli, aveva fama di vivere di piccoli furti, ed era generalmente considerata assimilabile ai gruppi di etnia gitana. Cfr. anche:

Angus M. Fraser, The Gypsies, Blackwell Publishing, 1995. ISBN 0-631-19605-6, 9780631196051 Quinqui , dal sito NationMaster.com Romany-English Dictonary emarginati.

A Palomeras Altas, in un contesto sociale caratterizzato da forte marginalità e degrado, Kiko Argüello si trovò presto impegnato nell'opera di evangelizzazione dei baraccati, nonostante questa non fosse stata inizialmente la sua intenzione. Lì incontrò Carmen Hernández, una laureata in chimica associata per alcuni anni all'Istituto Misioneras de Cristo Jesús; tra il 1964 e il 1967 Kiko Argüello si impegnò con lei nell'elaborazione di una "sintesi kerigmatico-catechetica" ispirata al Concilio Vaticano II e fondata su un connubio tra Parola di Dio, liturgia ed esperienza comunitaria, che sarà la base dottrinale del futuro Cammino neocatecumenale. È proprio da questa loro riflessione che avrà origine l'idea di un cammino spirituale, fondato sulla creazione di piccole assemblee (le future comunità) di cristiani formate dai poveri di Madrid.Dal sito di Propaganda Fide.

Secondo Hernández, Argüello le confidò in quegli anni esperienze mistiche e apparizioni marianeIntervento di Carmen Hernández del 28 giugno 2002 alla consegna dello Statuto del Cammino neocatecumenale: «allora, in quel bar di Palomeras Altas io guardavo Kiko così, perché venivo da grandi sofferenze e lui mi sembrava un giovanotto in pieno cursillismo... e mi dice che aveva avuto una visione della Madonna che gli aveva detto di fare comunità come la Sacra Famiglia di Nazaret». nelle quali Maria, madre di Gesù, lo esortava a dar vita a «comunità come la Sacra Famiglia di Nazaret».

Kiko Argüello racconta che l'allora arcivescovo di Madrid, Casimiro Morcillo, venuto a conoscenza dei piccoli gruppi che si stavano formando nelle baraccopoli, li invitò a estendere quell'esperienza ad alcune parrocchie delle città di Madrid e di Zamora. L'esperienza delle parrocchie cittadine, generalmente benestanti, era però diversa da quelle degli emarginati delle baracche. Molti cittadini non avevano evidenti bisogni materiali e le catechesi venivano vissute come conferenze di teologia, come occasioni di crescita intellettuale e non, come nelle intenzioni degli iniziatori, come un cammino di conversione e di kenosisVedi anche alla voce Giovanni della Croce dove, gradualmente, la spiritualità dell'uomo vecchio si spogliasse per poter essere rivestita della nuova creazione nello Spirito Santo. Per tali motivi, gli iniziatori pensarono a un percorso di riscoperta del Battesimo (denominato "neo-catecumenato post-battesimale") finalizzato alla preparazione spirituale degli adulti, con l'ambizione di rispondere ai cambiamenti sociali di quegli anni. È in questo periodo che si forma la struttura del Cammino Neocatecumenale, come percorso spirituale della Chiesa cattolica rivolto non solo ai poveri ma a tutti i cristiani.

Nel 1968 Kiko Argüello e Carmen Hernández furono invitati in Italia da mons. Dino Torreggiani, fondatore della congregazione religiosa dei Servi della Chiesa, mentre lo stesso Casimiro Morcillo scrisse una lettera di presentazioneKiko, Dossetti e "le ironie della sorte" , Catechumenium.it.Intervento di Kiko Argüello al "Meeting per l'amicizia fra i popoli" , Rimini, 22 agosto 1996.Intervento di Kiko Argüello all'assemblea plenaria della Sacra Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli. diretta al cardinale Angelo Dell'Acqua, allora vicario del pontefice Paolo VI. Andarono a vivere nelle baracche del Borghetto Latino a Roma e avviarono il Cammino nella parrocchia di Nostra Signora del Santissimo Sacramento e Santi Martiri Canadesi, nel quartiere Nomentano; nel luglio del 1969 passarono poi a Firenze nella parrocchia di San Bartolomeo in Tuto (Scandicci), in seguito avviarono il Cammino nelle parrocchie romane di Santa Francesca Cabrini, di San Luigi Gonzaga e della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo e infine a Ivrea. Da Roma, Firenze e Ivrea, il Cammino si diffuse successivamente in molte altre diocesi di Italia e del mondo. Nelle Marche (si pensava a un Centro a Loreto) Kiko Argüello e Carmen Hernández vennero accolti nella Parrocchia della Sacra Famiglia di Porto San Giorgio, la quale successivamente, grazie a un fedele della parrocchia, donò una grande collina dove venne costruito il Centro Neocatecumenale Servo di Javhè di Porto San Giorgio, visitato da papa Giovanni Paolo II poco tempo dopo la sua costruzione.

Nell'aprile del 1970, a Majadahonda, nei pressi di Madrid, Kiko Argüello e Carmen Hernández, insieme ad altri responsabili e parroci, si posero il problema dell'identità delle comunità che si stavano formando nelle parrocchie. Tale riflessione confluì nella definizione delle caratteristiche fondamentali del Cammino neocatecumenale come movimento organizzato e strutturato sul territorio.

Natura e missione della comunità neocatecumenale In quell'occasione, i seguenti capisaldi furono fissati dagli iniziatori, insieme con i parroci che avevano accolto il Cammino e altri catechisti e responsabili: gli appartenenti al Cammino si chiamano fra loro fratelli e sorelle, perché tutti i cristiani sono figli di Dio la nascita di ogni singola comunità, che segue l'annuncio del kerigma, è interpretata come la Chiesa che, ogni volta, scaturisce dalla Buona Novella, Chiesa intesa dunque come Corpo mistico di Cristo, Comunità dei Santi gli aderenti al Cammino sono chiamati a essere "sacramento di salvezza" all'interno della parrocchia, in cammino verso una fede matura, sostenuti dal Tripode: Parola di Dio, Liturgia, comunione fraterna il Cammino è detto "neocatecumenato" o "catecumenato", rispettivamente a seconda del caso che l'adulto sia già battezzato o menoStatuto del Cammino neocatecumenale, rispettivamente titolo II e titolo IV. L'utilizzo del termine "catecumenato" indica la preparazione al battesimo per un adulto non battezzato, mentre con "catecumenato post-battesimale" il Catechismo della Chiesa Cattolica (al n. 1231) identifica «l'ambito proprio del catechismo». e si ispira al catecumenato antico (con tappe come gli Scrutini battesimali, l'Iniziazione alla preghiera, la Traditio Symboli, la Redditio, ecc.) compito della comunità è rendere visibile un nuovo modo di vivere il Vangelo, tenendo presenti le esigenze degli uomini contemporanei gli aderenti al Cammino sono chiamati a non distruggere niente, a rispettare tutto, presentando il frutto di una Chiesa che si rinnova le comunità sono tenute a rimanere all'interno delle parrocchie, e sono tenute alla comunione con il parroco che le ospita