Il papa (formalmente il sommo pontefice o romano pontefice) è il vescovo di Roma, massima autorità religiosa riconosciuta nella Chiesa cattolica. I suoi trattamenti possono essere Santo Padre, Sua Santità, Vostra Santità o semplicemente Santità.

Secondo il diritto canonico è il vescovo della diocesi di Roma, capo del Collegio dei vescovi, primate d'Italia, vicario di Cristo e pastore in terra della Chiesa universale,Can. 331 CIC. possedendo anche i titoli di sommo pontefice della Chiesa cattolica, Il titolo di patriarca d'Occidente è stato soppresso nel 2006; cfr. sito del Vaticano. patriarca della Chiesa latina, nonché, a seguito dei Patti Lateranensi, sovrano assoluto dello Stato della Città del Vaticano.Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano del 26 novembre 2000, art. 1, comma 1 .

Egli viene eletto dal Collegio dei cardinali durante il conclave.Can. 349 CIC. Può essere eletto papa anche un laico, per consuetudine però il papa è scelto tra i cardinali.L'ultimo papa ad essere eletto senza che facesse parte del Collegio cardinalizio fu Urbano VI nel Conclave del 1378. Il titolo di papa può essere ed è spesso abbreviato con la formula PP (Pontifex Pontificum). nei documenti scritti in lingua latina.Ad esempio all'inizio dell'enciclica Ecclesia de Eucharistia ci si riferisce così a Giovanni Paolo II (...Ioannis Pauli PP. II...)

Testo ufficiale dell'enciclica: Ecclesia de Eucaristia, Litterae Encyclicae de Eucharistia eiusque necessitudine cum Ecclesia, 17 Aprilis MMIII, Ioannes Paulus PP. II | Ioannes Paulus II L'ufficio del papa prende il nome di papato, mentre la sua giurisdizione ha il nome di Santa Sede (o Sede Apostolica) ed è ente di diritto internazionale.

La particolare preminenza del papa sulla Chiesa cattolica deriva dall'essere considerato successore dell'apostolo Pietro, al quale, secondo l'interpretazione cattolica del Vangelo, Cristo ha conferito l'incarico di pastore della Chiesa universale. Pietro, secondo la tradizione, avrebbe retto negli ultimi anni di vita la comunità cristiana di Roma, divenendone il primo vescovo e subendovi il martirio nell'anno 67.

Attualmente il 267º papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma è Leone XIV (nato Robert Francis Prevost), eletto papa l'8 maggio 2025.

Storia del titolo

Il termine papa deriva dal greco πάππας (pàppas), espressione familiare per "padre". Il titolo era già diffuso nell'antichità: in Oriente era usato indifferentemente per rivolgersi a qualsiasi membro del clero, mentre in Occidente fu usato inizialmente per rivolgersi ai soli vescovi, e in seguito esclusivamente al vescovo di Roma.

Il primo capo di una Chiesa a ricevere il titolo di papa fu in realtà non un vescovo di Roma, ma Eraclio di Alessandria (232-248). Scrive Eusebio di Cesarea:

La prima attestazione del titolo di "papa" riferito al vescovo di Roma è invece databile alla fine del III secolo, periodo a cui è fatta risalire un'epigrafe nelle catacombe di San Callisto in Roma, nella quale un certo diacono Severo, avendo scavato un cubicolo doppio per sé e la sua famiglia poiché gli era morta la figlia di dieci anni, dice di essere stato autorizzato da «p(a)p(ae) sui Marcellini», ossia il suo papa Marcellino (296-304):

Damaso I invece fu il primo vescovo di Roma a essere ufficialmente definito come "papa" dai suoi contemporanei..

In realtà anche dopo l'affermazione in Occidente del titolo di papa in riferimento al vescovo di Roma, in Oriente e nei territori bizantini dell'Italia meridionale esso verrà ancora usato, col significato di "padre", per rivolgersi anche ai semplici sacerdoti. In questa accezione il titolo è usato anche dal patriarca di Alessandria dei Copti e dal patriarca greco-ortodosso di Alessandria.

Storia

Attestazioni nella Chiesa delle origini

Vi sono diverse ipotesi sull'esistenza di una forma di primato petrino nella Chiesa antica, sebbene alcuni storici sostengano che prima della metà del II secolo, e forse anche più tardi, non venisse riconosciuto alcun primato al vescovo di Roma.

Ireneo di Lione nell'Adversus haereses stila una lista di quelli che furono a capo di quella Chiesa «somma e antichissima e a tutti nota, fondata e costituita in Roma dai gloriosissimi Apostoli Pietro e Paolo. A questa Chiesa, per la sua peculiare principalità, è necessario che convenga ogni Chiesa, cioè i fedeli dovunque sparsi, poiché in essa la tradizione degli Apostoli è stata sempre conservata».Adversus haereses, III, 3, 2 (PG 7, 848).

Ambrogio da Milano coniò invece la famosa espressione Ubi Petrus, ibi Ecclesia (la Chiesa esiste unicamente ove è riconosciuto il primato di Pietro, cioè del papa).In Psalmum XL enarratio, 30 (PL 14, 1082).

Papa Stefano I sull'amministrazione dei sacramenti Contestualmente all'antipontificato di Novaziano (251-258), sorse in seno alla Chiesa il dibattito sulla validità dei sacramenti, in particolare il battesimo, amministrati dall'antipapa e dai suoi seguaci: mentre generalmente le chiese africane e asiatiche ritennero invalido il sacramento, il vescovo di Roma Stefano I ritenne che esso fosse valido e che fosse necessaria per gli eretici riconvertiti la sola imposizione delle mani. In merito a ciò è giunto a noi uno scambio di lettere tra Stefano e Cipriano di Cartagine, in cui il papa tentò di imporre l'uso romano e minacciò di scomunica la Chiesa d'Africa qualora essa non si fosse conformata al suo volere, richiamandosi anche al celebre passo di Matteo («[...] Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa...») per imporre il primato della Chiesa di Roma: questo è il primo caso nella storia in cui un vescovo di Roma invocò un primato su tutta Chiesa in quanto successore di Pietro.

Riconoscimento nei primi concili ecumenici Tale primazia è indicata già nei primissimi Concili della Chiesa: al Primo concilio di Nicea (19 giugno 325) venne riconosciuta la preminenza di alcune sedi patriarcali in modo canonico tra le quali Roma ha un particolare primato:

Durante il primo concilio di Costantinopoli, tenutosi dal maggio al luglio del 381, si decise che «Il vescovo di Costantinopoli avrà il primato d'onore dopo il Vescovo di Roma, perché tale città è la nuova Roma».Concilio di Costantinopoli I, canone III. Il medesimo canone venne ribadito dal Concilio di Calcedonia,Canone 28 del concilio di Calcedonia (cfr. ma non venne accettato dai papi Damaso I, Leone I e Gregorio I in quanto ritennero che l'affermazione del primato papale rispetto al patriarca di Costantinopoli fosse troppo debole. I papi cioè ritennero che la supremazia del vescovo di Roma non dovesse essere determinata da cause storiche, ma da motivazioni teologiche e dottrinali, le stesse che poi porteranno allo Scisma d'Oriente del 1054.

Il patriarcato d'Occidente

Il titolo di Patriarca d'Occidente, attribuito prima a papa Leone I, detto Magno, nel 450 dall'imperatore d'Oriente Teodosio II e poi adottato formalmente per la prima volta da papa Teodoro I (642-649), comportò un'ulteriore emancipazione della figura del vescovo di Roma rispetto alle altre sedi patriarcali, tutte ubicate nei territori dell'Impero bizantino.

Medioevo

Età moderna

Età contemporanea

Titoli e ruoli

L'Annuario pontificio del 2020, su volontà di papa Francesco, ha creato una nuova distinzione tra il titolo di Vescovo di Roma e gli altri titoli storicamente attribuiti alla figura del papa cattolico, che per l'appunto vengono denominati come Titoli storici.

Il Papa è infatti anzitutto il Vescovo di Roma, per quanto il governo pastorale della diocesi di Roma venga delegato al Cardinale vicario. L'autorità stessa del papa, come scrisse papa Giovanni Paolo I, deriva dall'essere «vescovo di Roma, cioè successore di Pietro in questa città».Ricca è la documentazione in materia. Alcuni testi: Discorso di papa Paolo VI in occasione della presentazione della costituzione apostolica Vicariae potestatis (AAS 69, 1977, p. 54): «Promulgando la nuova Costituzione, noi intendiamo attestare la nostra consapevolezza di Vescovo di Roma, che giustifica e sostiene quella Pontificia. È infatti proprio in quanto Successore del Beato Pietro in questa Sede romana che noi ci sappiamo investiti del compito formidabile di Vicario di Cristo in terra e perciò di Supremo Pastore e Capo visibile della Chiesa universale». Omelia di Giovanni Paolo I del 23 settembre 1978: «È noto a tutti che il Papa acquista autorità su tutta la Chiesa in quanto è vescovo di Roma, successore cioè, in questa città, di Pietro.» Costituzione dogmatica conciliare Pastor Aeternus, capitolo II (1870): «Egli (San Pietro), fino al presente e sempre, vive, presiede e giudica nei suoi successori, i vescovi della santa Sede Romana, da lui fondata e consacrata con il suo sangue. Ne consegue che chiunque succede a Pietro in questa Cattedra, in forza dell'istituzione dello stesso Cristo, ottiene il Primato di Pietro su tutta la Chiesa.» Discorso di Giovanni Paolo II al clero di Roma del 9 novembre 1978: «Desidero adempiere al fondamentale dovere del mio pontificato, cioè prendere possesso di Roma come diocesi, come Chiesa di questa Città, assumere ufficialmente la responsabilità di questa Comunità, di questa tradizione alle origini della quale sta San Pietro Apostolo. Sono profondamente consapevole di essere diventato Papa della Chiesa universale, perché Vescovo di Roma. Il ministero (“munus”) del Vescovo di Roma, quale Successore di Pietro, è la radice della universalità.» (): «Oggi questa basilica accoglie … tutto l'Episcopato del mondo, quasi al completo, e si apre splendida e solenne all'ultimo dei suoi Pontefici, il più piccolo e il più umile fra quanti l'hanno preceduto, che non ha alcun merito per qui incedere maestro e signore, se non quello irrefragabile d'essere stato canonicamente eletto Vescovo di Roma. Vescovo di Roma: perciò successore di San Pietro, perciò Vicario di Cristo, Pastore della Chiesa Universale, Patriarca dell'Occidente e Primate d'Italia.» Costituzione apostolica In ecclesiarum communione (2023): «Alla Chiesa di Roma appartengono a proprio titolo i membri del Collegio Cardinalizio ai quali spetta di eleggere, a norma di diritto, il Vescovo di Roma.» (cfr. la medesima espressione nella Vicariae potestatis di Paolo VI del 1977 e nella Ecclesia in Urbe di Giovanni Paolo II del 1998). Primo saluto del nuovo papa Giovanni Paolo II al fedeli riuniti in piazza San Pietro (16 ottobre 1978): «Ed ecco che gli Eminentissimi Cardinali hanno chiamato un nuovo vescovo di Roma. Lo hanno chiamato da un paese lontano...» Catechesi di Giovanni Paolo II del 27 gennaio 1993: «Il Concilio Vaticano I ha pure definito che “il Romano Pontefice è successore del Beato Pietro nel medesimo primato”. Questa definizione vincola il primato di Pietro e dei suoi successori alla sede romana, che non può essere sostituita da nessun'altra sede.» Cfr. anche Codice di diritto canonico nn. 331-332 () e Catechismo della Chiesa cattolica n. 882 (Catechismo della Chiesa Cattolica - IntraText).

I titoli definiti storici sono: il Papa è Vicario di Cristo, ossia il rappresentante di Gesù sulla terra. Nella Chiesa cattolica è quindi assegnato al Papa un ruolo universale, non accettato dalle altre Chiese;