Biografia Nata a Venezia in seno a una famiglia ebraica, figlia di Riccardo Jenna e Ida Orefici. Dopo aver conseguito il diploma magistrale, si iscrisse ai corsi di scultura dell'Accademia Cignaroli di Verona. Si dedicò sia alla scultura sia alla poesia; nel salotto del palazzo di famiglia in via Emilei si organizzavano regolarmente incontri letterari ai quali partecipavano tra gli altri Umberto Zerbinati, Cesare Giardini, Ugo Veniero D'Annunzio, Vittorio Malpassuti, Eugenio Gara e Lionello Fiumi. Manteneva contatti anche con personalità come Lorenzo Montano.
Definita negli atti anagrafici "nubile, scultrice, di razza ebraica", fu un personaggio piuttosto riservato, pur mantenendo una discreta visibilità nella vita culturale e sociale di Verona: partecipò a letture pubbliche di poesia in Gran Guardia (nel 1919), a eventi di beneficenza organizzati dalla Croce Rossa, alle iniziative del Gruppo Veronese per la Rinascita dell'Arte (fondato nel 1929), all'inaugurazione della sede dell'Istituto Fascista di Cultura (1930) e ad occasioni più mondane, come far parte della giuria del carnevale del 1927 o prendere parte alle celebrazioni del centenario della morte di Cangrande della Scala, svoltosi con grande pompa a Castelvecchio il 25-26 maggio 1929, dove Lina interpretò quadri viventi in costume, rappresentando la Samaritana da Polenta, e recitò versi antichi accompagnata dal liuto.
Negli ultimi anni Trenta, dopo una lunga pausa, si hanno notizie di un suo ritorno negli ambienti culturali legati a Casimiro Adami e forse al Liceo Maffei. Come scultrice, fu in contatto con Felice Casorati; sue opere furono esposte a Napoli nel 1913, nel 1918 alla III esposizione d'Arte pro assistenza civica, nel 1921 alla XXXVII Esposizione d'arte della Società di Belle Arti di Verona, oltre che in altre rassegne nazionali, tra cui la Rassegna femminile al castello Sforzesco di Milano nel 1930.
I suoi testi poetici apparvero in antologie (Gialloblu, Abete rosso) e in riviste («Poesia ed Arte»), ma ottennero maggiore notorietà solo dopo la pubblicazione postuma, curata da Lionello Fiumi, nel volume della collana Misura del 1956.
Morte Durante il secondo conflitto mondiale rimase a Verona nel palazzo di famiglia, nonostante le raccomandazioni di allontanarsi dai rischi, per prendersi cura del padre ottantenne e malato. Qui, il 2 giugno del 1943, pochi mesi dopo la morte del padre (10 marzo), fu arrestata dai tedeschi. Dopo due giorni al forte di S. Leonardo, fu trasferita a Fossoli fino al 26 giugno, quindi deportata ad Auschwitz insieme al fratello Ruggero (un anno più giovane, arrestato contemporaneamente a Bosco Chiesanuova). I primi giorni di marzo fu ancora vista viva nel piccolo campo di Bergdorf, dove probabilmente morì. La data ufficiale presunta di morte è il 20 marzo del 1945.
Ricordi Il 26 gennaio 2026 è stata posizionata, davanti la sua abitazione, in via Emilei 24, una pietra d'inciampo in sua memoria.
Note
Bibliografia
Liriche, Bergamo, Collana di Misura, 1954 (con prefazione di Lionello Fiumi: La poetessa assassinata e una nota bibliografica; un ritratto dell'a.); Campioni senza valore, a cura di S. Marinelli e A. Contò, Verona, Colpo di Fulmine, 1996 Su di lei v. L. FIUMI, La poetessa assassinata, in Li ho veduti così. Figure ed episodi nella Verona della mia adolescenza, Verona, Edizioni di "Vita Veronese", 1952, pp. 57–64; L. Montano, Ricordo di Lina Arianna Jenna, "Bollettino della Società Letteraria di Verona". XXV-XXVI (1953-54), pp. 10–11; G. P. Marchi, Verona 1914: ut pictura poesis in Felice Casorati a Verona a cura di S.Marinelli, Milano, Scheiwiller, 1986, pp. 127–132. Molti articoli nella stampa quotidiana e specializzata all'indomani dell'uscita del volume del 1954 e altre testimonianze (soprattutto lettere) sono raccolti nell'archivio degli eredi.
Collegamenti esterni
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