Le mura difensive di Marino sono un'opera di architettura militare realizzata in varie epoche a difesa del centro di Marino, in provincia di Roma, nell'area dei Castelli Romani.

Vale la pena segnalare che Marino è l'unico dei centri storici dei Castelli Romani ad aver conservato praticamente intatti ampi tratti della sua cerchia muraria originaria..

Storia

Dall'alto Medioevo al Trecento

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente sopra molte strutture romane vennero edificati nuove strutture, per lo più militari: ad esempio sopra la villa di Castel de' Paolis sorse un castello, successivamente infeudato all'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata.. In luogo di Castrimoenium, nacque Marino: la prima citazione del castello risale al 1114,. volendo non considerare attendibili le menzioni fatte nel "Liber Pontificalis" al tempo di papa Silvestro I (314-335)Alberto Galieti, La Chiesa della Rotonda nella storia, in AA.VV., Il tempio di Santa Maria della Rotonda, nota 11 pp. 59-60. e nel "Chronicon Sublacense" del 1090.Giuseppe Ciaffei, Profilo storico di Monte Compatri, cap. III p. 31.

Marino, inclusa attorno all'VIII ed al IX secolo nell'ambito dei patrimonia ecclesiastici nell'ambito della Massa Marulis, il cui centro è stato localizzato al XII miglio della via Anagnina, diventò ben presto un feudo della potente famiglia baronale romana dei Conti di Tuscolo,. i quali nel XII secolo persero il feudo in favore dei Frangipane..

Il ramo cosiddetto "del Settizonio" di questa famiglia si estinse nel 1266,. e Marino venne acquisito dagli Orsini, che ne mantennero stabilmente il possesso fino al 1379.

Nel frattempo, il castello è teatro di numerosi fatti d'arme: nel 1267 il "senator" romano Arrigo di Castiglia, agguerrito ghibellino, assediò il guelfo Rainaldo Orsini a Marino senza riuscire ad espugnare il castello;.. nel novembre 1347 il tribuno romano Cola di Rienzo, nel tentativo di debellare i riottosi baroni romani, assedia nuovamente Marino dove si difendono Giordano e Rainaldo Orsini: non riuscendo ad espugnare il castello, ripiegò sul piccolo castello di Castelluccia radendolo al suolo e devastando le campagne marinesi;. infine, durante lo Scisma d'Occidente gli eserciti di papa Urbano VI e dell'antipapa Clemente VII si affrontarono nella battaglia di Marino (29 aprile 1379), e la vittoria arrise alle milizie italiane di Urbano VI comandate dal capitano di ventura Alberico da Barbiano..

Tutto il periodo dello Scisma d'Occidente (1378-1417) fu travagliatissimo per il castello di Marino, ed in generale per tutti i feudi del Lazio, a causa di un'anarchia generalizzata alimentata dalla debolezza del papa e dallo strapotere dei baroni romani. Se nel 1379 Giacomo Orsini aveva scacciato suo padre Giordano dal feudo marinese,. nel 1385 il nipote di questi, Onorato Caetani, nominato erede universale dallo zio, scacciò il cugino da Marino manu militari. Se non che papa Bonifacio IX indisse addirittura una crociata contro i Caetani, per cui nel 1399 Onorato abbandonò Marin che venne annessa ai beni della Camera Apostolica ed assegnata in castellanìa in favore di tali Pietro e Marino Passerelli: i quali nel 1404 si ribellarono al potere ecclesiastico salvo essere immediatamente schiacciati in pochi mesi.

Nel 1405 Marino venne occupato di nuovo da Giacomo Orsini, la cui sovranità non durò oltre il 1408, quando Ladislao I di Napoli, invadendo lo Stato Pontificio, occupò il castello e lo annesse ai beni della corona napoletana, prima di concederlo ai suoi alleati Giordano e Niccolò Colonna. Andati via i napoletani, Marino tornerà sotto la potestà della Camera Apostolica fino al 1413, anno in cui Giacomo Orsini provò ancora una volta ad occupare il castello, schierandosi con una nuova invasione napoletana, al termine della quale tuttavia il feudo marinese tornerà ai Caetani che lo manterranno fino al 1417, quando Cristoforo Caetani lo cedette per 12.000 fiorini a Giordano e Lorenzo Colonna. Iniziò così il dominio feudale dei Colonna, durato ininterrottamente fino al 1789 ed ufficialmente fino al 1816.

Quattrocento e Cinquecento

Sotto il dominio della famiglia Colonna Marino si trovò di nuovo al centro di alcuni eventi militari importanti. Nel 1434, durante la guerra tra papa Eugenio IV ed i baroni romani, il comandante pontificio Orso Orsini si spinse fin sotto le mura di Marino senza assaltarla;. da un assalto si astenne anche il cardinale arcivescovo di Firenze Giovanni Maria Vitelleschi nel maggio 1436, mentre furono rasi al suolo i feudi dei Savelli più vicini come Borghetto di Grottaferrata, Castel Gandolfo,. Albano Laziale e Castel Savello..

Marino venne occupato militarmente dall'esercito napoletano comandato dal duca di Calabria Alfonso d'Aragona nell'estate 1482, durante la guerra tra papa Sisto IV e Ferrante d'Aragona: i Colonna infatti si erano alleati con i napoletani contro il papa, salvo poi essere scaricati dagli stessi.

Dopo la sconfitta napoletana nella battaglia di Campomorto (21 agosto 1482) l'esercito pontificio occupò Marino che venne incamerato dalla Camera Apostolica, per essere graziosamente restituito da Sisto IV ai Colonna nell'inverno 1483, a condizione che i Colonna cedessero agli Orsini i feudi abruzzesi di Alba Adriatica e Celano: condizione fermamente respinta dai Colonna, per cui iniziò una nuova feroce guerra che terminò con un nulla di fatto nel gennaio 1485.

Nello stesso anno scoppiò una nuova guerra tra papa Innocenzo VIII e Ferrante d'Aragona, durante la quale, l'11 luglio 1485, il comandante napoletano Paolo Orsini si schierò per due ore in ordine di battaglia davanti alle mura di Marino senza però assaltare il castello.

Durante il pontificato di papa Alessandro VI (1492-1503) la politica spregiudicata di questo papa portò gravi rovine in tutta Italia. Se Marino, diventato ormai uno dei capisaldi dei Colonna nell'Agro Romano, riuscì a salvarsi dalla prima invasione francese di Carlo VIII di Francia nel 1494, non altrettanto sarà durante la seconda invasione francese voluta da Luigi XII di Francia nel 1501: nel novembre di quell'anno infatti Alessandro VI decretò la distruzione del castello assieme ad altri feudi colonnesi nel Lazio, operazione eseguita dall'esercito del maresciallo di Francia Robert Stuart d'Aubigny..

Dopo questo evento catastrofico, il feudo di Marino venne nuovamente raso al suolo nel dicembre 1526 durante la guerra tra papa Clemente VII e l'imperatore Carlo V d'Asburgo, per stroncare la resistenza dei Colonna filo-imperiali...

Nuovi sconvolgimenti colpirono Marino nel 1539, durante la "guerra del sale" tra papa Paolo III ed i Colonna: Pier Luigi Farnese, nipote del papa, nel mese di marzo 1541 occupò il castello e lo consegnò alla Camera Apostolica, che ne mantenne il controllo fino al 1549. Ancora nel 1556, sotto il regno di papa Paolo IV, si combatté una nuova guerra contro i Colonna, che persero tutti i loro feudi in favore del nipote del papa, Giovanni Carafa, che fino al 1559 mantenne il controllo di trentacinque feudi colonnesi raggruppati nel cosiddetto "Stato di Paliano".

In seguito a questo episodio, il ritorno di Marcantonio II Colonna nei suoi feudi segnò la definitiva pacificazione del castello, che non fu direttamente più coinvolto in episodi bellici fino agli eventi legati alla Repubblica Romana (1798-1799).

Di conseguenza in questo lungo periodo di pace la cerchia muraria venne abbandonata, in larga parte convertita ad uso civile e superata dall'espansione edilizia cinquecentesca e soprattutto seicentesca.

Descrizione

Lato meridionale

Lato occidentale

Lato settentrionale

Lato orientale

Note

Bibliografia

Voci correlate Basilica di San Barnaba Palazzo Colonna (Marino) Santuario di Santa Maria dell'Acquasanta Rocca di Papa Grottaferrata

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