Prima di diventare il principale proprietario dei Raiders ne è stato il capo-allenatore dal 1963 al 1965 e socio di minoranza dal 1966 al 1971, nonché general manager mentre la squadra di Oakland faceva parte dell'American Football League (AFL). È anche stato commissario della AFL nel 1966.
Conosciuto per il suo motto "Just win, Baby!" (Vinci e basta, piccola!), sotto la sua gestione i Raiders divennero una delle franchigie di maggior successo e più popolari della NFL, risultando una delle migliori squadre negli anni '70 e '80 dove furono quasi sempre presenti ai play-off e vinsero tre Super Bowl: l'XI, il XV e il XVIII. Davis è stato inserito nella Pro Football Hall of Fame nel 1992.
Davis, che per oltre 50 anni è stato protagonista del mondo del football professionistico americano, se da un lato è riconosciuto da tutti per il suo talento manageriale ed organizzativo e il suo essere un grande innovatore, è stato però un personaggio polarizzante e per molti aspetti una figura controversa, da tanti commentatori considerato con rispetto e ammirazione ma da alcuni più evidenziandone gli aspetti negativi, e così mentre per molti è stato una leggenda, il campione degli sfavoriti e dei dimenticati, per altri è stato il principale villain della NFL.
Davis fu molto attivo nel campo dei diritti civili, rifiutandosi negli anni '60 di permettere ai Raiders di giocare in qualsiasi città in cui i giocatori bianchi e di colore sarebbero dovuti soggiornare in hotel separati. Fu il primo proprietario della NFL ad assumere un capo-allenatore afroamericano, Art Shell, il primo ad assumere un amministratore delegato donna, Amy Trask, e il secondo ad assumere un capo allenatore latino-americano, Tom Flores.
Davis rimane il solo dirigente nella storia della NFL ad aver ricoperto anche i ruoli di assistente allenatore, capo-allenatore, general manager, commissario di lega e proprietario.
Nel 2019, in occasione della centesima stagione della lega, la NFL ha stilato la lista dei 100 personaggi più importanti della sua storia: Davis è stato inserito al 2º posto.
Biografia Famiglia e gioventù Davis nacque a Brockton, nel Massachusetts, da una famiglia ebrea. Il padre Louis fece vari mestieri prima di avere un certo successo nel campo della produzione di abbigliamento e trasferirsi quindi a Brooklyn, New York, nel 1934 con sua moglie Rose e i loro due figli Jerry e Allen. A New York l'attività di famiglia crebbe ancora dando sicurezza economica ai Davis.
I genitori di Davis adottarono con i figli una disciplina molto rigida e fortemente competitiva: "Se tornavi a casa da una partita e avevi perso o giocato male, erano guai", raccontò il fratello maggiore Jerry, "Arrivare secondi non era proprio previsto". Davis racconterà poi che il padre lo spronò sempre ad affrontare a viso aperto e con decisione le avversità della vita, mentre i suoi amici d'infanzia più che come un combattente descrivono Davis come un chiacchierone, bravissimo con la parlantina.
Atleta nella scuola superiore In gioventù praticò la pallacanestro dove si distinse più per la durezza del suo gioco che non per la bravura. Arrivato al momento di scegliere la scuola superiore Davis decise di andare alla Erasmus Hall High School per poter giocare per l'allenatore Al Badain, scartando scuole più vicine a casa. Qui Davis fu solo una riserva e giocò pochissimo ma questa esperienza gli permise di apprendere le tecniche di allenatore di Badain e sentì di aver imparato molto da lui: negli anni '80, con Badain malato e economicamente in difficoltà, Davis invitò l'anziano ex allenatore sulla costa ovest per fargli vedere i suoi Raiders giocare nel Super Bowl e pagò tutti i suoi debiti..
Malgrado il ruolo secondario che ebbe come sportivo durante il periodo scolastico, negli anni dei successi nella NFL fu spesso dipinto come un atleta di livello, cosa che fu in seguito ridimensionata. In particolare poi Davis giocò a football solo per la sua confraternita al college: questo fa di lui uno dei pochi ad essere diventato capo-allenatore nella NFL o nella AFL senza un'esperienza pregressa di giocatore di football alla scuola superiore o al college...
Gli anni al college (1947-1950) Davis concluse la scuola superiore nel gennaio 1947, iscrivendosi immediatamente dopo al Wittenberg College di Springfield, Ohio all'età di 17 anni. Davis, reclutato dalla scuola ma senza aver ricevuto una borsa di studio, trascorse lì solo un semestre per trasferirsi poi, a metà 1947, ad un college di più alto livello come la Syracuse University a New York. Qui provò a far parte delle varie squadre sportive dell'università ma il massimo della sua carriera fu fare la riserva nella squadra junior di baseball. Frustrato da non riuscire ad imporsi nello sport, Davis nel 1948 si trasferì brevemente all'Hartwick College, sempre nello Stato di New York, per poi far ritorno a Syracuse. Nonostante la mancanza di successo come atleta Davis si mescolava comunemente con gli atleti dell'università, molti dei quali pensavano che fosse anche lui un giocatore ma di un'altra squadra del college.. Davis non riuscì infine ad entrare nella squadra maschile di pallacanestro e passò ad interessarsi al football e alle sue strategie, seguendo anche gli allenamenti della squadra finché l'allenatore, insospettito dal fatto che Davis prendesse appunti, gli chiese di andarsene. Davis seguì anche i corsi accademici sulle strategie del football tenuti dagli assistenti allenatori e di solito frequentati solo dai giocatori.. Nel 1950 prese a Syracuse la laurea triennale in lingua inglese.
Prime esperienze da allenatore (1950-1962) All'Adelphi University Davis, fallito il percorso di atleta, cominciò a cercare impiego come allenatore di football nei college. Ai colloqui si presentava come "Davis di Syracuse", giocando sul fatto che a Syracuse giocava il noto halfback George Davis. Dopo essere stato rifiutato dalla Hofstra University andò a proporsi all'Adelphi, entrambe a Long Island, dove ricevette un nuovo rifiuto da parte del direttore atletico dell'università, Bill Altenberg. Subito dopo però Davis si presentò dal preside dell'Adelphi: non è noto cosa gli disse, anche se si ipotizza una combinazione di bugie e bluff, ma mezz'ora dopo Altenberg ricevette una chiamata dal preside che gli comunicava che aveva un nuovo assistente allenatore junior.. Davis ricoprì il ruolo dal 1950 al 1952.
A Fort Belvoir Nel 1952 Davis concluse gli studi prendendo il master in lingua inglese e fu quindi chiamato a prestare servizio militare nell'Esercito degli Stati Uniti. Davis seppe rapidamente assicurarsi un posto tranquillo presso un'unità di pubbliche relazioni vicino a Syracuse ed entrò nel gruppo degli allenatori delle squadre di football. Verso la fine del 1952, fu chiamato a testimoniare davanti a un comitato del Congresso che indagava sul fatto che gli atleti avessero un trattamento di favore nell'esercito. Nel 1953 Davis fu chiamato dal generale Stanley Scott di Fort Belvoir in Virginia, appena a sud di Washington, per fare l'allenatore della squadra di football. In quegli anni il football militare era di alto livello, con giocatori provenienti sia dalle squadre di college che da quelle della NFL. Davis allenò la squadra di Fort Belvoir portandola ad un record di 8 vittorie, 2 sconfitte ed 1 pareggio, sfiorando di poco la possibilità di giocarsi la finale stagionale. Essendo soldato di prima classe, allenò spesso giocatori di grado superiore, compresi ufficiali. Anche se la maggior parte della squadra di Davis fu inviata in Corea, rimase a Fort Belvoir fino al suo congedo nel 1954... Mentre allenava nell'esercito, Davis dava informazioni, dietro pagamento, sui suoi giocatori alle squadre della NFL.. Uno dei dirigenti della NFL che contattò Davis fu Pete Rozelle allora con i Los Angeles Rams, ma dato che Rozelle non gli diede denaro Davis gli rifiutò qualsiasi informazione..
Scout per i Baltimore Colts Davis, terminato il servizio militare, si sposò con la fidanzata Carol Sagal in una sinagoga di Brooklyn e andò a vivere vicino ai genitori ad Atlantic Beach. Davis lavorò quindi per un anno come scout freelance per i Baltimore Colts della NFL. Sfruttando la sua conoscenza sia dei giocatori che aveva allenato che di quelli contro cui aveva giocato, consigliò ai Colts quali giocatore mettere sotto contratto una volta che questi terminavano il servizio di leva. Nel frattempo Davis strinse contatti con il capo-allenatore dei Colts, Weeb Ewbank, sperando così di rientrare nel mondo degli allenatori.
Alla The Citadel Grazie alla conoscenza di Ewbank nel gennaio 1955 Davis fu assunto come assistente allenatore dalla The Citadel, il college militare della Carolina del Sud a Charleston, che aveva chiuso la stagione precedente con solo sconfitte. Nel suo primo anno mostrò subito le sue capacità di reclutare nuovi giocatori in un contesto dove, a causa della rigidità dello stile di vita militare, era stato praticamente impossibile negli anni precedenti portare giocatori di primo piano.. Durante le partite Davis era fisso in tribuna stampa da dove chiamava i giochi d'attacco che venivano puntualmente eseguiti dal quarterback. Al termine della stagione la squadra chiuse con un record positivo di 5 vittorie e 4 sconfitte e grande merito fu dato proprio a Davis, mentre il capo-allenatore riteneva che Davis esagerasse nell'autopromuoversi verso la stampa e gli altri addetti ai lavori. La stagione 1956 fu meno positiva con la squadra che chiuse con un record negativo 3-5-1 che portò alle dimissioni del capo-allenatore: Davis si propose per sostituirlo ma fu scartato e si licenziò. Ribowsky nella sua biografia riporta che in quel periodo ci furono accuse a Davis per premi in denaro e altri benefit offerti ai giocatori in violazione delle regole della NCAA e che Davis faceva pressione ai docenti per alzare i voti ai suoi giocatori per permettergli di continuare a giocare.
Con gli USC Trojans Davis passò quindi a lavorare per gli USC Trojans dell'Università della California del Sud (USC) di Los Angeles dove fu assistente allenatore nonché effettivo responsabile per il reclutamento di nuovi giocatori.. Nelle due prime stagioni con i Trojans, nel 1957 e 1958, la squadra raccolse complessivamente un record negativo 4-15-1 anche perché dal 1956 la USC era stata sanzionata dalla NCAA per pagamenti non ammessi ai giocatori e non poteva quindi disputare le partite finali della stagione (i bowl game). Tale impedimento fu prolungato anche per la stagione 1959 in quanto la USC fu nuovamente accusata dalla NCAA di nuove irregolarità, nel caso di convincere i giocatori reclutati a non rispettare le lettere di intenti già sottoscritte con altri college. La USC inoltre non poteva avere le proprie partite trasmesse in televisione, con i conseguenti minori introiti. La squadra guidata dal capo-allenatore Don Clark e da Davis però ebbe un'annata molto positiva, vincendo 8 partite su 10 e diventando campione della Pacific Coast Conference. Al termine della stagione Clark si dimise mentre Davis si candidò per la posizione ma gli fu preferito un altro assistente allenatore, John McKay, che poi non lo riconfermò nello staff..
Assistente nei Chargers Davis aveva incontrato Sid Gillman, allora allenatore dei Los Angeles Rams della NFL, in un convegno dove Gillman lo aveva notato per essersi messo in prima fila, aver preso continuamente appunti e fatto alla fine moltissime domande. Licenziato al termine della stagione 1959 dai Rams, Gillman passò ai Los Angeles Chargers della neonata American Football League (AFL) per la loro stagione di debutto del 1960 e qui chiamò Davis come allenatore dei ricevitori. In seguito Gillman dichiarò di aver assunto Davis per i suoi successi da allenatore e da reclutatore e perché "Al aveva quellabilità di dire alla persone quello che volevano sentire. Era molto persuasivo"...