La campagna del Caucaso comprende l'insieme degli eventi accaduti sul fronte del Caucaso durante la prima guerra mondiale, eventi che coinvolsero in primo luogo dapprima l'Impero ottomano e l'Impero russo, e poi, dopo la dissoluzione dell'Impero russo nel 1917, anche la Prima Repubblica di Armenia, la Dittatura Centrocaspiana e l'Impero britannico. La campagna del Caucaso può essere considerata sia come una parte del teatro di guerra del Medio Oriente sia, in alternativa, come parte del Fronte del Caucaso. Lo svolgimento della campagna interessò un'area molto vasta che si estendeva dalla catena del Caucaso all'Anatolia Orientale, un'area che comprendeva anche Trebisonda, Bitlis, Muş e Van. Accanto al conflitto principale, combattuto su terra, vi furono anche attacchi della Marina Russa nella regione del Mar Nero dell'Impero ottomano.

Durante il 1915 ed il 1916 i russi avanzarono in profondità nel territorio ottomano, ma le offensive russe sul Caucaso terminarono a causa degli eventi legati alla Rivoluzione russa, cominciata il 3 febbraio 1917, visto che i reparti dell'Armata del Caucaso abbandonarono le posizioni sul fronte. Le truppe ottomane, pesantemente logorate da oltre due anni di guerra, inizialmente non furono in grado di approfittare del vuoto lasciato dai russi.

La fine dell'Impero russo portò con sé la nascita di nuove entità politiche indipendenti nei territori della ex Transcaucasia russa, dapprima il Comitato speciale per la Transcaucasia e poi la Repubblica Federale Democratica Transcaucasica, che ebbe breve vita e si divise in tre repubbliche democratiche indipendenti (Armenia, Georgia e Azerbaigian).

Il conflitto con gli ottomani non era tuttavia terminato, pertanto, al fine di contrastare la probabile controffensiva del nemico, furono create dalle unità militari appartenenti agli stati di nuova formazione, unità che comprendevano anche gli irregolari ed i volontari armeni, veterani della campagna del Caucaso. Durante il 1918 dal caos politico-militare che stava sconvolgendo la Russia sorsero anche altri stati indipendenti, fra cui la Dittatura Centrocaspiana e la Repubblica dell'Armenia montanara.

Inoltre cambiarono le alleanze sul campo di battaglia e giunsero nella regione forze militari schierate dalle grandi potenze i cui interessi strategici passavano per il Caucaso, per esempio la Dunsterforce britannica.

Non esiste una data unica per la fine della campagna: il conflitto fra l'Impero ottomano e l'Impero russo, si concluse con il trattato di Brest-Litovsk del 3 marzo 1918, mentre lo scontro fra l'Impero ottomano e la Prima Repubblica di Armenia terminò con il trattato di Batumi del 4 giugno 1918. Anche le altre repubbliche indipendenti firmarono dei trattati di pace con gli ottomani.

Le forze turche rimasero impegnate nella guerra contro la Dittatura Centrocaspiana, la Repubblica dell'Armenia montanara e la Dunsterforce britannica fino alla firma dell'armistizio di Mudros del 30 ottobre 1918. I turchi avevano riconquistato dalla Russia tutti i territori che avevano perso nell'Anatolia Orientale.

Contesto politico-economico Impero Ottomano e Germania L'Impero ottomano si unì agli Imperi centrali nell'ottobre - novembre 1914 dopo la firma del trattato segreto con la GermaniaSi veda Il trattato di alleanza fra Germania ed Impero ottomano (2 agosto 1914) su The Avalon Project URL consultato il 27 luglio 2022.. .

Un successo degli ottomani avrebbe comportato lo spostamento in questa regione di un numero significativo di forze russe operanti sul fronte polacco e galiziano., pertanto una efficace campagna turca sul Caucaso era vista con gran favore dai consiglieri militari tedeschi. A tale scopo, fin dallo scoppio delle ostilità, i tedeschi fornirono le risorse necessarie per rinforzare la Terza armata ottomana, schierata sul fronte del Caucaso, in modo tale che si potesse mettere in pratica questa "strategia di distrazione".. Il ministro della guerra Enver Pascià sperava inoltre che un immediato successo degli ottomani avrebbe dapprima aperto la strada verso Tbilisi e poi sarebbe stato da innesco per la rivolta dei popoli musulmani del Caucaso. Altro fattore strategico di grande importanza, soprattutto per i tedeschi, era la possibilità di avere libero accesso alle enormi risorse di idrocarburi nell'area del Mar Caspio

Impero Russo

La Russia aveva conquistato nel 1877 la città fortezza di Kars durante la guerra russo-turca e temeva una campagna degli ottomani sul Caucaso che puntasse alla riconquista di Kars e del porto di Batumi. Il 4 marzo 1915, durante un incontro con l'ambasciatore britannico George Buchanan e con l'ambasciatore francese Maurice Paléologue, il ministro degli esteri russo Sergej Dmitrievič Sazonov, dichiarò che un durevole accordo per il dopo-guerra avrebbe dovuto contemplare il passaggio ai russi di Costantinopoli, dello stretto del Bosforo e dei Dardanelli, del mar di Marmara, della Tracia meridionale fino alla linea Enos-Midia e di parte della regione costiera turca sul mar Nero fra il Bosforo, il fiume Sakarya ed un punto da determinarsi vicino alla baia di İzmit. Il piano del governo zarista prevedeva inoltre la sostituzione della popolazione musulmana dell'Anatolia settentrionale e di Istanbul con i più affidabili coloni cosacchi.

Armenia

Allo scoppio della prima guerra mondiale all'interno dell'Impero ottomano viveva una grande comunità armena, diffusa su gran parte del territorio, ma concentrata soprattutto nella regione di confine con la Russia. Fra i numerosi popoli che abitavano la regione del Caucaso, il popolo armeno fu quello che ebbe certamente il ruolo più attivo durante la grande guerra. Fin già dal 1915, nei territori ottomani conquistati dai russi e abitati da una popolazione in maggioranza armena, come forma di governo provvisorio fu costituita l'Amministrazione dell'Armenia occidentale.

Il Movimento di Liberazione Nazionale dell'Armenia aveva come obiettivo finale la costituzione di una repubblica in Armenia. La Federazione Rivoluzionaria Armena, storico partito politico armeno, raggiunse l'obiettivo quando venne riconosciuta a livello internazionale la nuova Prima Repubblica di Armenia nel maggio 1918, dopo il collasso dell'Impero russo e i caotici eventi seguiti alla rivoluzione.

Fra gli altri stati formatisi nella regione alla fine del conflitto vi furono la Dittatura Centrocaspiana, costituita nel 1918 anche con la partecipazione degli armeni, e la Repubblica dell'Armenia montanara (giugno-ottobre 1918), guidata dal generale Andranik Ozanian.

Impero Britannico Alla fine della guerra i britannici si trovarono a cooperare con i rivoluzionari russi per impedire il piano di Enver per una Transcaucasia indipendente. Per quanto riguarda il fattore economico, la sfera di attività esclusiva della Anglo-Persian Oil Company si trovava sulla direttrice delle ambizioni ottomane, dato che la compagnia possedeva il diritto esclusivo di sfruttamento dei giacimenti petroliferi dell'Impero Persiano, tranne le province dell'Azerbaigian, di Ghilan, di Mazendaran, di Asdrabad e di Khorasan. Nel 1914, prima dell'inizio della guerra, il governo britannico aveva firmato un contratto con la compagnia per il rifornimento di carburante delle navi della Royal Navy.

Gli schieramenti militari All'inizio della guerra gli ottomani avevano una sola armata, la Terza, schierata nella regione del Caucaso, pertanto il numero di truppe effettivamente disponibili al combattimento in quest'area può essere stimato fra e , anche se il livello di equipaggiamento era in larga parte poco adatto. Nel 1916 lo stato maggiore ottomano decise il ridispiegamento di un'altra armata, la Seconda armata ottomana, sul fronte del Caucaso. L'efficienza della struttura di comando e controllo delle forze armate ottomane era notevolmente inferiore rispetto allo standard degli alleati

Fin da prima dello scoppio della guerra la Russia schierava sul confine con l'Impero ottomano l'Armata del Caucaso, forte di circa uomini sotto il comando del governatore generale e viceré del Caucaso Illarion Voroncov-Daškov e del generale Nikolaj Judenič, capo di stato maggiore. Tuttavia, subito dopo l'inizio della campagna del Caucaso, i russi furono costretti a spostare circa la metà delle forze sul fronte prussiano, a causa delle pesanti sconfitte subite contro i tedeschi nella battaglia di Tannenberg e nella Prima battaglia dei laghi Masuri, lasciando così un solo Corpo d'armata (circa uomini) a fronteggiare gli ottomani. L'Armata russa del Caucaso si dissolse nel 1917, quando tutti i reggimenti regolari russi disertarono e abbandonarono il fronte a seguito dell'inizio della rivoluzione russa.

Fin dall'estate del 1914 erano state create delle unità di volontari armeni a supporto delle forze regolari russe. Visto che i coscritti russi di nazionalità armena erano già stati arruolati e mandati sul fronte europeo, queste nuove unità furono formate esclusivamente da armeni non di cittadinanza russa o non obbligati a servire nell'esercito.

Un'altra organizzazione militari che partecipò al conflitto furono i fedayyin armeni (in lingua armena Ֆէտայի), controllati dal Movimento di Liberazione Nazionale dell'Armenia. I fedayyin erano forze composte da civili e coordinate da famosi leader quali Murad di Sebastia (in armeno Սեբաստացի Մուրատ); il termine utilizzato per distinguere queste forze era milizia armena, irregolari armeni, oppure distaccamenti di guerriglia partigiana.

Dopo la dissoluzione dell'Impero Russo, nel dicembre 1917, il Dashnak, uno dei partiti appartenenti al Movimento di Liberazione Nazionale dell'Armenia che aveva aderito anche al Congresso degli armeni orientali, organizzò una nuova forza militare sotto il comando del generale Tovmas Nazarbekian, già appartenente all'armata russa, e la supervisione del commissario civile Drastamat Kanayan. Sul campo di battaglia, il territorio fra Van ed Erzincan, furono schierate tre divisioni poste sotto il comando di Movses Silikyan, Andranik Ozanian e Mikhail Areshian; al colonnello Korganian fu assegnata un'altra unità regolare.

Dopo la proclamazione della Prima Repubblica di Armenia (28 maggio 1918) Nazarbekian divenne il comandante in capo dello stato armeno.

Anche milizie curde parteciparono alla campagna del Caucaso, alcune a fianco degli ottomani, altre invece combatterono per i russi.

Per quanto riguarda la partecipazione militare sul teatro del Caucaso di truppe dell'Impero britannico, a Lionel Dunsterville fu assegnato nel 1917 il comando di una forza di spedizione alleata formata da circa 1000 veterani (australiani, britannici, canadesi e neozelandesi) supportati da autoblindo.

La campagna Preludio Nel corso del mese di luglio del 1914, vi furono negoziati fra il Comitato di Unione e Progresso (CUP) e i rappresentanti degli armeni durante il Congresso Armeno di Erzurum. La conclusione pubblica del congresso fu di "portare avanti in modo pacifico e con mezzi legittimi le aspirazioni degli armeni".. Il CUP considerò il risultato del congresso come un via libera alla insurrezione.. Lo storico Erikson ritiene che dopo questo incontro il CUP si convinse di un forte legame fra armeni e russi con piani dettagliati finalizzati alla secessione del territorio armeno dall'impero ottomano.

1914

Inizio delle ostilità cominciò l'offensiva Bergmann, . I russi attraversarono il confine con l'obiettivo di conquistare Doğubeyazıt e Köprüköy. L'insieme di forze assegnate all'operazione era composto da 25 battaglioni di fanteria, 37 unità di cavalleria e 120 pezzi di artiglieria ed era diviso in due ali. Sull'ala destra il I Corpo Russo mosse da Sarıkamış in direzione di Köprüköy, che fu raggiunta il 4 novembre.