Biografia Luca Cellesi nacque in una famiglia di Pistoia legata da sempre alla ChiesaLa famiglia Cellesi godeva la prerogativa di accompagnare in corteo alla cattedrale i nuovi vescovi di Pistoia il giorno in cui prendevano possesso della sede; era imparentato con Tommaso Cellesi, vescovo di Ragusa (Dalmazia) nel 1628 e col cardinale Giulio Rospigliosi, papa nel 1667 col nome di Clemente IX, un cui fratello aveva sposato Lucrezia Cellesi, sorella di LucaGaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da San Pietro ai nostri giorni, etc.. Venezia, Tipografia Emiliana, 1860, Vol. CII, p. 316 (on-line). Dopo essere stato governatore di Benevento e nunzio apostolico a NapoliFrancesco Adilardi, "Del vescovato soppresso di Martirano" in Vincenzio d'Avino, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili, e prelatizie (nullius) del regno delle due Sicilie, Napoli : Ranucci, 1848, pp. 466-470 (on-line), il 5 luglio 1627 Luca Cellesi venne nominato vescovo di Martirano, una piccola località della Calabria Citeriore sede di una diocesi suffraganea di Cosenza e il cui territorio comprendeva alcuni villaggi di montagna della Valle del Savuto, della Sila Piccola e del ReventinoGaetano Moroni, "Martorano", Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. XLIII, pp. 206-207, Venezia, Tipografia Emiliana, 1847 (on-line).

La notte del 27 marzo 1638 e il giorno successivo (domenica delle Palme) il territorio della diocesi venne colpito da un terremoto catastrofico di intensità 11 e magnitudo 7.0 di cui la Relazione ad limina del Cellesi del 1639 costituisce una delle principali fonti documentarie. In quell'occasione vennero distrutti numerosi centri abitati della diocesi (la stessa Martirano, Rogliano, Santo Stefano di Rogliano, Motta Santa Lucia, Marzi, Carpanzano, ecc.); venne distrutta fra l'altro la cattedrale dedicata all'Assunzione di Maria e lo stesso vescovo venne gravemente ferito nel crollo del palazzo vescovile. Mons. Cellesi si rifugiò a Pedivigliano, una località dell'università di Scigliano, e da lì organizzò la ricostruzione degli edifici sacri distrutti e l'organizzazione del territorio devastato.

Nella Relatio ad limina del 1639 Cellesi riferirà che il sisma aveva ridotto la popolazione della diocesi da 12.000 a abitanti. Luca Cellesi si adoperò soprattutto per costruire nuovi centri abitati in località di montagna prima di allora spopolate, per lo meno non popolate durante il periodo autunnale e invernale, concedendo in enfiteusi terreni di cui la diocesi di Martirano era proprietaria. Numerosi abitanti di Motta Santa Lucia, Martirano e altre località distrutte dal sisma si trasferirono definitivamente a Decollatura.

Cellesi rimase alla guida della diocesi di Martirano fino al 1661, anno in cui si ritirò a Pistoia per motivi di salute. Morì nella città natale nel 1661 ed è seppellito in un pregevole monumento funebre nella Chiesa di Santa Maria delle GrazieFrancesco Tolomei, Guida di Pistoia per gli amanti delle belle arti. Pistoia : Da presso gli eredi Bracali stamp., 1821, pp. 80-81 (on-line).

Genealogia episcopale La genealogia episcopale è: Cardinale Guillaume d'Estouteville, O.S.B.Clun. Papa Sisto IV Papa Giulio II Cardinale Raffaele Sansone Riario Papa Leone X Papa Paolo III Cardinale Francesco Pisani Cardinale Alfonso Gesualdo di Conza Papa Clemente VIII Papa Paolo V Cardinale Marcello Lante Vescovo Luca Cellesi

Note

Bibliografia Iacopo Brunozzi, Vita di Mons. Luca Cellesi vescovo di Martirano nel Regno di Napoli, Pistoia, 1669.

Voci correlate Cellesi (famiglia) Diocesi di Martirano Terremoto del 27 marzo 1638

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Categoria:Vescovi di Martirano