Telecom Italia Lab S.p.A. (originariamente Centro Studi e Laboratori S.p.A., poi Centro Studi e Laboratori Telecomunicazioni S.p.A.) è un istituto di ricerca italiano nel campo delle telecomunicazioni, il principale del ramo in Italia e uno dei più importanti d'Europa e a livello internazionale.Virginio Cantoni, Gabriele Falciasecca, Giuseppe Pelosi, Storia delle Telecomunicazioni, vol.1, Firenze: Firenze university press, 2011, pag. 353: "[...]sotto la guida del prof. Luigi Bonavoglia che nel 1967 sostituì Guglielmo Ginocchio (già direttore dello CSEL)[...] In pochi anni lo CSELT diventò uno dei centri di avanguardia nella ricerca in Italia". Archivio Storico Fondazione Telecom: "Il 24 ottobre 1961 la Stet istituisce a Torino, presso la società telefonica Stipel, il Centro Studi e Laboratori (Csel). È questo il nucleo della futura società Cselt (oggi TiLab), istituita nel 1964, uno dei principali centri internazionali di ricerca sulle tecnologie di telecomunicazione.""La scomparsa delle Telecomunicazioni" (A.A.V.V., pref. Piero Bianucci), 1998, CSELT, ISBN 88-85404-21-9: "Lo CSELT, fondato a Torino nel 1964, ha un ruolo di primo piano nel contesto nazionale e internazionale. Con i suoi laboratori il Centro fornisce importanti contributi all'innovazione in varie aree delle telecomunicazioni: dalla tecnologia di base, alle reti, ai servizi come la Richiamata su Occupato con il numero "5" ed il televoto. Dalle ricerche sulla sintesi e il riconoscimento vocale, applicate anche nel campo delle telecomunicazioni per il sociale agli studi sulle architetture di rete e messa in campo di servizi multimediali, dalla ricerca sulla propagazione delle onde elettromagnetiche, alla pianificazione della rete cellulare radiomobile, dalla codifica del segnale video, alla televisione digitale interattiva."
Nato nel 1961 come centro di ricerca per IRI-STET,Russolillo, Franco. Storia dell'IRI. 5. Un Gruppo singolare. Settori, bilanci, presenza nell'economia italiana. Gius. Laterza & Figli Spa, 2015. l'autorevolezza del centro fu presto riconosciuta in tutto il mondo nella ricerca applicata, innovativa e spesso anche pionieristica, in molti settori delle telecomunicazioni, con particolare riguardo alla commutazione numerica, le fibre ottiche, le tecnologie vocali e la standardizzazione internazionale di protocolli e tecnologie come ad esempio, l'invenzione dell'MP3, ideata, promossa e coordinata dal centro.
La particolare attenzione alle esigenze degli utenti disabili nello sviluppo delle proprie tecnologie ha portato il Centro al riconoscimento del premio European Telework Award 1998 da parte della Commissione Europea.
Dopo il drastico ridimensionamento a cavallo degli anni duemila, la maggior parte delle strutture di CSELT sono confluite prima in Telecom Italia Lab e successivamente in Telecom Italia, oltre che in altre società nate come spin-off, quali ad esempio Loquendo nel 2001, attiva nell'ambito del riconoscimento e la sintesi vocale.
Materiale storico di CSELT è conservato nell'Archivio Storico di Telecom Italia. Elenchi di brevetti a nome CSELT sono anche disponibili sul Web.
Nel 2011 è partito il progetto CSELTMUSEUM con lo scopo di raccogliere e pubblicare sul Web documenti storici inediti, o difficilmente reperibili, relativi all'attività del Centro.
Storia Origini e anni sessanta
Il centro venne fondato a Torino il 24 ottobre 1961, inizialmente con il nome di Centro Studi e Laboratori (CSEL), come centro studi e sperimentazioni della STIPEL, in attuazione della volontà espressa fin dal 1955 dal direttore Giovanni Oglietti (che ne fu poi il primo presidente fino al 1968), iniziativa che ottenne infine il favore unanime dal consiglio STET e dal suo presidente, Guglielmo Reiss Romoli (in carica fino al 1964), favore che ebbe fortemente anche il successore di Reiss Romoli, Silvio Golzio (in carica tra il 1961 e il 1964). Dopo la nascita della SIP nel 1963, CSEL confluì nel gruppo IRI-STET e assunse il suo nome definitivo Centro Studi e Laboratori Telecomunicazioni (CSELT) il 5 dicembre 1964 occupandosi fin dall'inizio di studi sull'affidabilità degli apparati di commutazione telefonica della rete italiana che, a partire dal 1963, stava nascendo come organizzazione unificata a livello nazionaleBruno Bottiglieri, Stet: strategie e struttura delle telecomunicazioni, Vol. 1. F. Angeli, 1987..
Giovanni Oglietti pose come obbiettivo del Centro l'unificazione e l'orientamento delle scelte nel medio-lungo termine delle aziende telefoniche acquisite da STET. Nacquero così numerosi filoni di ricerca avanzata, quali la trasmissione e la commutazione numerica del segnale telefonico, lo studio del traffico della rete telefonica e della sua gestione. Il Centro, sempre per volontà del suo fondatore, nacque sul modello di riferimento dei Bell Labs, all'interno di un contesto in cui anche la capogruppo IRI si ispirava a modelli statunitensi nel settore della ricerca e sviluppo. Non sempre però il suo ruolo e il suo potere decisionale all'interno del gruppo furono definiti chiaramente, a differenza di quanto avvenne in centri di ricerca analoghi come il CNET in FranciaEdquist, Charles, and Leif Hommen. "Public technology procurement and innovation theory." Public technology procurement and innovation. Springer US, 2000. 5-70.; in particolare non gli fu assegnato del tutto chiaramente il ruolo di "Technology Transfer", per mancanza di decisioni politiche in tal sensoLlerena, Patrick, and Mireille Matt, eds. Innovation policy in a knowledge-based economy: theory and practice. Springer Science & Business Media, 2006., pag. 148, sebbene in diverse occasioni riuscì ad agire effettivamente come tale.Ad esempio verso Italtel, vedi V. Cantoni, e altri, op. cit., pag. 371, e altre società operanti come SIP, Italcable e Telespazio, e manifatturiere, come la citata Italtel e inoltre Selenia ed SGS Microelettronica, vd. Chapuis, R. J., Joel Jr, A., Joel, A. E. (2003). 100 Years of Telephone Switching. Japan: IOS Press, pag. 432.
Dopo una prima fase di espansione, Luigi Bonavoglia fu nominato primo direttore generale nel dicembre 1967, quando CSELT contava già circa 130 addetti. In quella data fu inaugurata la sede torinese principale in via Reiss Romoli, con la caratteristica torre alta 75 metri opera dell'architetto Nino Rosani"Zanocchi, Andrea. Lo CSELT di Torino: progetti e cantieri di Nino e Paolo Rosani: un modello per l'architettura delle telecomunicazioni. Rel. Roggero, Costanza and Gianasso, Elena. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura per il progetto sostenibile, 2015"Bertocci, In S., and M. A. R. C. O. Bini. "Le Ragioni del Disegno/The Reasons of Drowing." Atti del 38 Convegno.. Il centro faceva parte del gruppo STET, ma lavorava anche su committenze esterne, anche internazionali, e su progetti di grandi dimensioni. Questo accadde in particolare nel 1968 per un progetto sperimentale di comunicazione numerica via satellite con tecnica TDMA da parte della compagnia statunitense COMSAT. Questa commessa contribuì alla fama internazionale del Centro che, in questo periodo (1967-1968), partecipò attivamente anche alle specifiche di standardizzazione del PCM europeo. Il contributo tecnico alla definizione di standard di comunicazione sarà una costante per tutta la vita futura di CSELTDal PCM dalla fine degli anni Sessanta fino ai più recenti standard MPEG degli anni novanta, ma anche nell'ipv6 (cfr. testo della voce).. Tra le prime competenze riconosciute a CSELT a livello internazionale figurarono i ponti radio e la progettazione di antenne, anche nel campo delle trasmissioni satellitari come avvenne già nella commessa citata.
Nel 1969 il Centro iniziò lo studio delle reti a commutazione di pacchetto, tecnica usata anche nei protocolli alla base della rete Internet; tuttavia l'interesse maggiore fu rivolto ai servizi propriamente telefonici della SIP piuttosto che a quelli di trasmissione dati in senso lato in quanto questi ultimi all'epoca erano assimilati ai servizi postali e quindi di competenza diretta del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni. Per questo motivo l'argomento da studiare fu considerato non tanto ciò che stava nascendo intorno al progetto originario di Internet ARPANET, ma piuttosto il protocollo X.25 in quanto ritenuto più adatto all'architettura tipicamente telefonica, con molta "intelligenza" nella rete e poca nei terminali. Inoltre, la standardizzazione dell'X.25 da parte del CCITT era a uno stadio ormai avanzato e con diverse caratteristiche tecniche già assodate, come ad esempio nel controllo degli errori di trasmissioneV. Cantoni, e altri, op. cit., pag. 382..
L'approccio dell'X.25 (detto "core and edge", ovvero con la ripartizione di funzionalità nettamente distinte tra l'insieme dei nodi di transito e l'insieme dei nodi agli estremi della rete) sarà mantenuto nei diversi protocolli concepiti per la rete fissa futura come ad esempio, nel caso di ATM. A partire da questi primi studi, CSELT diede poi in seguito il suo contributo, soprattutto in termini di progettazione, anche alla nascita della rete X.25 Italiana, chiamata ITAPAC.
Anni settanta La ricerca sulle fibre ottiche Dopo una fase di studi e sperimentazioni di trasmissione ottica di segnali numerici mediante fascio laser nello spazio libero nella seconda metà degli anni sessanta a opera di Leonardo Michetti, nel 1971 il Centro inizia l'attività sulla trasmissione guidata su fibra ottica. Questa fu preceduta anche dallo studio della trasmissione su guida d'onda metallica circolare. L'azienda statunitense Corning Glass Works nel 1970 annunciò per prima la realizzazione di fibre ottiche aventi un'attenuazione inferiore ai 20 dB/Km, un limite definito a priori per lo sfruttamento pratico di queste tecnologie nelle telecomunicazioni. È proprio un accordo con la Corning nell'ottobre 1973 che permise al Centro di avviarne la sperimentazione congiunta. Le sperimentazioni sulla fibra ottica coordinate dal Centro, in collaborazione con altre società del gruppo IRI-STET, tra cui anche SIRTI, Pirelli e SIP, fecero sì che Torino divenisse la prima città al mondo con un cablaggio in fibra otticaBuzzelli, S., Catania, B., Gagliardi, D., & Tosco, F. (1980). Optical fibre field experiments in Italy: COS1, COS2 and COS3/FOSTER. In International Conference on Communications. Seattle (pp. 38-3).Cocito, G., Costa, B., Longoni, S., Michetti, L., Silvestri, L., Tibone, D., & Tosco, F. (1978). COS 2 Experiment in Turin: Field Test on an Optical Cable in Ducts. Communications, IEEE Transactions on, 26(7), 1028-1036.Basilio Catania, Il caso CSELT, Dirigente d'Azienda n.274, ottobre 2010 nel 1977, grazie una connessione sperimentale della lunghezza di 9 km (la più lunga fino a quel momento mai sperimentata nel mondo).
Un risultato importante di quel progetto fu anche l'ideazione di un nuovo processo per giuntare i tronconi di fibra ottica in maniera semplice e rapida, alla portata di un operaio formato a tale processo, in luogo del complesso processo allora in uso e richiedente numerose e accurate misurazioni con strumentazione costosa. Tale giunto venne chiamato Springroove ed è documentato nel brevetto di Giuseppe CocitoCocito, Giuseppe. "Device for and method of splicing fiber-optical cables." U.S. Patent No. 4,171,867. 23 Oct. 1979..