La Russia (, ), ufficialmente Federazione Russa (, ), è uno Stato transcontinentale, principalmente sito nell’Asia settentrionale, che si estende per un terzo in Europa. È il più vasto Stato del mondo, con una superficie di  km², ed a inizio 2024 conta circa 144 milioni di abitanti. La capitale è Mosca. La lingua ufficiale è il russo, ma le repubbliche autonome possono avere altre lingue ufficiali. L'attuale presidente della federazione è Vladimir Putin.

Confina con Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Bielorussia, Ucraina, Georgia, Azerbaigian, Kazakistan, Cina, Corea del Nord e Mongolia; assieme alla Cina, è lo Stato con il maggior numero di Stati confinanti (quattordici).Considerando anche gli Stati con ridotto riconoscimento internazionale di Doneck, Lugansk, Abcasia e Ossezia del Sud (tutti e quattro riconosciuti dalla Russia), gli Stati confinanti diventano diciotto. Essa possiede, inoltre, confini marittimi con il Giappone (attraverso il Mare di Ochotsk) e gli Stati Uniti (attraverso lo stretto di Bering). È bagnata a nord-ovest dal Mar Baltico nel golfo di Finlandia, a nord dal Mar Glaciale Artico, a est dall'Oceano Pacifico e a sud dal Mar Nero e dal mar Caspio. Comprende anche l'exclave dell'oblast' di Kaliningrad. È tradizionalmente suddivisa tra Russia europea e Russia asiatica dalla catena montuosa degli Urali, dal corso del fiume Ural, dalla costa settentrionale del mar Caspio e dalla depressione del Kuma-Manyč.

Protagonista della storia dell'Europa fin dal XVIII secolo, la Russia, come parte dell'Impero russo, fu l'artefice principale della sconfitta del Primo Impero francese e, nel XX secolo, come parte dell'Unione Sovietica, della Germania nazista nella seconda guerra mondiale; prese parte anche al periodo successivo della cosiddetta guerra fredda fino alla dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991. È il successore legale dell'Unione Sovietica (e in quanto tale ha ereditato il seggio di membro permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite) ed è fra le quindici ex repubbliche sovietiche ad aver raccolto la maggior parte dell'eredità politica e militare sovietica. È uno Stato con una forte influenza politica all'interno della Comunità degli Stati Indipendenti, composta da nove ex repubbliche dell'Unione Sovietica; è inoltre uno degli Stati fondatori dell'Unione eurasiatica.

Nei primi anni del XXI secolo l'economia ha presentato tassi di crescita tra i più elevati a livello globale, tanto che la Russia è uno dei cinque Paesi cui ci si riferisce con l'acronimo BRICS.Relazione della banca di investimenti Goldman Sachs del 2003: La crisi finanziaria internazionale si è fatta però sentire duramente a partire dall'autunno 2008, mettendo in dubbio molte delle certezze acquisite in un decennio di espansione. in EuropaRussia 2 febbraio 2010. Dopo il referendum sull'autodeterminazione della Crimea del 2014, la Russia ha annesso quest'area, sebbene l'occupazione non sia riconosciuta dalla quasi totalità della comunità internazionale (solo 8 nazioni al mondo hanno riconosciuto come legale l'annessione russa).

A seguito dell'invasione russa dell'Ucraina nel 2022 e i conseguenti referendum sui territori occupati, tenuti nello stesso anno, la Russia ha unilateralmente annesso le oblast' di Cherson, di Zaporižžja, di Lugansk e di Doneck. Anche questa annessione è considerata illegale e illegittima dalla quasi totalità degli stati mondiali. La Russia non controlla completamente il territorio di nessuna delle 4 regioni annesse.

Storia

Prima della Rus' di Kiev

Nei secoli precedenti l'era volgare le vaste terre della Russia meridionale erano abitate da popoli indoeuropei (dei quali era probabilmente la terra d'origine) come gli sciti, cui si avvicendarono i sarmati e, nell'Alto Medioevo, gli slavi; nell'area che poi divenne il centro del futuro stato russo, vale a dire il bacino di Mosca, per lungo tempo prima del X secolo dimorarono genti di ceppo finnico o lituano.R. Pipes, La Russia, p. 9.

Tra il III e il VI secolo le steppe nord-orientali subirono, a ondate successive, l le razzie e le distruzioni di popoli nomadi guidati da tribù bellicose che si dirigevano verso l'Europa occidentale. Fu il caso, ad esempio, degli unni e degli avari. Un popolo turco, i cazari, governò la pianura affacciata sul Baltico e la Rus' di Kiev durante ilIX e X secolo; essi furono preziosi alleati dell'Impero romano d'Oriente (Impero bizantino) e condussero diverse guerre contro i califfati arabi.

La Rus' di Kiev

Dal VII secolo gli slavi costituirono la maggioranza della popolazione dei Poliani (proto-slavi abitanti di quella che sarà la Rus' di Kyiv) dei Variaghi]], che pian piano assimilarono le preesistenti tribù finniche, come i merja, i muromi e i mesceri. A metà del IX secolo un gruppo originario della Scandinavia, i già citati variaghi, assunse il ruolo di élite dominante anche nella capitale slava di Novgorod. Anche se l'elemento etnico dei variaghi (vichinghi orientali) si confuse abbastanza presto nella maggioritaria popolazione slava, la dinastia da loro espressa (Rjurikidi) rimase al potere diversi secoli, durante i quali si affiliò alla Chiesa ortodossa di Costantinopoli (Bisanzio). La capitale venne trasferita a Kiev nell'882.

In questo periodo il termine Rhos o Rus cominciò a essere riferito ai variaghi e in seguito anche agli slavi che popolavano la regione. Tra il X e l'XI secolo la Rus' di Kiev divenne lo Stato più grande d'Europa e uno dei più prosperi, grazie alla sua posizione commerciale tra Europa e Asia. L'apertura di nuove vie commerciali con l'Oriente al tempo delle crociate contribuì al declino e alla frammentazione dello Stato di Kiev nel corso del XII secolo, aggravatasi dopo la morte, nel 1132, del figio successo al regno della Rus' di Vladimiro II di Kiev (i cui genitori erano stati il nobile Rus' Svevolod di Kieve e una figlua dell'imperatore bizantino Costantino IX Monomaco).

Le invasioni dei popoli asiatici

Nei secoli XI e XII le sempre più frequenti incursioni di popolazioni turche, come i kipciak e i peceneghi, portarono le popolazioni slave del sud a spostarsi verso le regioni del nord, note come Zales'. Gli Stati di Novgorod e Vladimir-Suzdal emersero come eredi della Rus' di Kiev nei territori settentrionali, mentre il medio corso del Volga finì sotto il controllo dello stato islamico della Bulgaria del Volga.

Come molte altre regioni dell'Europa orientale, questi territori vennero invasi dai mongoli, i quali nel 1240 piegarono la Rus' di Kiev. Conosciuti più tardi anche con il nome indeterminato e generico di tartari, i mongoli avrebbero governato le zone meridionali e centrali dell'odierna Russia per circa tre secoli, tempo durante il quale i vari potentati locali sarebbero Stati dipendenti del loro Khanato dell'Orda d'Oro. I territori delle odierne Ucraina e Bielorussia furono inclusi nel Granducato di Lituania e poi nella Confederazione polacco-lituana o, per rapidità, Polonia, fattore che differenziò gli ucraini dai popoli a nord (attuali bielorussi) e da quelli a est nordest (attuali russi).

Come nei Balcani e in Asia Minore, il lungo governo dei nomadi avrebbe azzerato lo sviluppo economico e sociale dei popoli slavi Novgorod e Pskov riuscirono peraltro a ritagliarsi un certo grado di autonomia, che li preservò da molti problemi e molte atrocità del periodo. Nel XIII secolo il signore di Novgorod Aleksandr Nevskij respinse gli svedesi e i cavalieri teutonici che cercavano di colonizzare la regione.

La Moscovia

Con Ivan I (1332-1341), il Granducato di Mosca si avviò a divenire il più importante principato del mondo slavo. Lo Stato moscovita incentrato sulla capitale Mosca, contrariamente all'Impero bizantino, sua fonte d'ispirazione politica e religiosa, fu in grado di sopravvivere e di organizzare una propria riscossa, riuscendo infine a sottomettere i suoi nemici e a occupare i loro territori.

Il Ducato di Mosca ancora sotto il dominio indiretto dei mongoli, cui pagava un tributo annuale (avendo l'obbligo di riscuotere detto tributo da tutte le altre città-Stato feudali slave) all'inizio del XIV secolo cominciò ad affermare la sua influenza sulle altre città-stato slave. Una parte di questo tributo veniva trattenuta e questo permise la crescita economica, sociale e militare del Ducato moscovita e la sua capacità di guidare la liberazione dalla supremazia del Kanato tataro. Assistita dalla Chiesa ortodossa russa e dalla rinascita spirituale portata da San Sergio di Radonež, nel 1380 la Moscovia sconfisse i tatari nella battaglia di Kulikovo.

Dopo la Caduta di Costantinopoli da parte dei Turchi Ottomani nel 1453, il Granducato moscovita rimase l'unico Stato cristiano sulla frontiera orientale dell'Europa, ed Ivan III di Moscovia rivendicò l'eredità dell'Impero romano d'Oriente paragonando Mosca ad una Terza Roma.

All'inizio del XVI secolo, il granducato moscovita era riuscito ad annettersi tutti i territori della Rus' di Kiev che erano stati oggetti delle invasioni dei tartari. Nel contempo, riuscì a proteggere le regioni ai confini meridionali dagli attacchi portati dai tatari di Crimea e dalle altre popolazioni turche. I nobili, a cui era concessa una tenuta dai sovrani, furono obbligati a servire nell'esercito. Il sistema delle concessioni diventò una delle basi dell'esercito nobiliare a cavallo.

La Russia degli zar

Il matrimonio di Sophia Paleologa (anche conosciuta con l'originale nome greco e ortodosso di Zoe), figlia di Tommaso Paleologo, despota di Morea, il quale rivendicava il trono di Costantinopoli in quanto fratello di Costantino XI, ultimo imperatore bizantino, con Ivan III "il Grande" condusse a Mosca quanto restava della Corte di Costantinopoli con il suo cerimoniale e tutto il suo apparato (così come l'aquila bicipite). Ivan III fu il primo a fregiarsi del titolo di Zar (la parola zar deriva dal latino Caesar, cognomen di Gaio Giulio Cesare), cioè Imperatore Romano d'Oriente (mantenne una regolare corrispondenza con l'Imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano I d'Asburgo che era solito chiamarlo "fratello") ed assieme alla moglie decise che la sua capitale doveva succedere a Costantinopoli e diventare la Terza Roma, per questo invitò a Mosca un gran numero di artisti e iniziò la costruzione del Cremlino con la direzione di Ridolfo (Aristotele) Fioravanti da Bologna.

Fu sotto il regno di Ivan III che il nuovo Sudebnik russo, o codice di leggi, fu redatto da Vladimir Gusev. Fu sotto il regno di Ivan III che la Russia si liberò definitivamente dal giogo tartaro e cessò di pagare l'ordinario tributo richiesto dal Khan. Durante il regno di Ivan III il tipo di governo nella Moscovia cambiò radicalmente mutando in autocrazia. Suo nipote Ivan IV (detto dai russi "Groznyj" cioè il "temibile o il tonante" e dagli occidentali il "Terribile", 1533-1584) proseguì con determinazione la politica dell'avo di rafforzare la monarchia assoluta a detrimento dell'alta nobiltà dei boiardi (analogamente a quanto faceva con gli stessi mezzi e metodi Elisabetta I Tudor in Gran Bretagna o Enrico IV in Francia). Venne incoronato ufficialmente come primo Zar di Russia nel 1547. Lo zar promulgò un nuovo codice di leggi (Sudebnik del 1550) istituendo il primo organo di rappresentanza russo su base feudale (zemskij sobor) e introducendo un'autogestione locale nelle zone rurali.

Durante il proprio lungo regno Ivan IV raddoppiò il già vasto territorio russo annettendo i tre khanati tatari (parti della dissolta Orda d'Oro): Kazan' e Astrachan' lungo il Volga, e il Khanato di Sibir nel sud-ovest della Siberia. Entro la fine del XVI secolo la Russia aveva consolidato e cementato la natura dello stato coerentemente "romano" in quanto Stato multiconfessionale, multietnico e transcontinentale.