San Vittorino è una frazione dell'Aquila, situata sull'omonimo colle, a circa di distanza dal centro storico del capoluogo.

Di origine antichissima – legata alle vicende della città sabina di Amiternum, storica capitale dell'alto Aterno, conosciuta nell'alto Medioevo con il nome di Amiterno – , si sviluppò nel XII secolo intorno alla chiesa di San Michele Arcangelo, che custodisce il corpo di Vittorino di Amiterno.. Nel XIII secolo fu uno dei castelli che parteciparono alla fondazione dell'Aquila. Il suo territorio è noto per la presenza di un importante sito archeologico, comprendente l'anfiteatro, le catacombe di San Vittorino e il teatro romano.

Geografia fisica Territorio San Vittorino è situato all'estremità nord-occidentale della conca aquilana, nella valle dell'Aterno, in corrispondenza dell'ingresso nell'alto Aterno e al confine con il territorio di Pizzoli. L'abitato si sviluppa sull'omonimo colle, a circa in posizione dominante sulla piana sottostante, solcata dal corso del fiume Aterno e sua volta stretta tra i prodromi del Gran Sasso e del gruppo montuoso di Monte Calvo. Situato in posizione baricentrica tra le frazioni aquilane di Arischia, Cansatessa e Preturo, dista circa di distanza dal capoluogo comunale.

Storia

Le origini di San Vittorino sono connesse a quelle della città sabina di Amiternum, il cui nucleo originario sorse intorno al X secolo a.C. proprio sul colle di San Vittorino, in corrispondenza del centro abitato contemporaneo.. Lo stesso nome della città indica la posizione nei pressi (amnis) dell'Aterno (Aternum).. Nei secoli successivi, la città divenne un importante centro di scambi commerciali tra il Tirreno e l'Adriatico, giovando della posizione strategica sulla via Cecilia. Conquistata dai romani nel 293 a.C., la città consolidò il suo indiscusso primato nell'alto Aterno divenendo prefettura e, in seguito, municipium. In età imperiale si sviluppò più a valle, dove si conservano importanti testimonianze archeologiche, come l'anfiteatro e il teatro romano.

Nell'alto Medioevo la città, che in epoca romana era stata la patria dell'illustre storico Gaio Sallustio Crispo, divenne sede vescovile, la più antica d'Abruzzo, ma cominciò progressivamente la sua decadenza: in questo periodo, la popolazione tornò a trasferirsi sulle colline circostanti, su una delle quali si sviluppò l'abitato di San Vittorino che prese il nome dall'omonimo santo, nativo del posto, martire sotto Nerva, sepolto nella chiesa di San Michele Arcangelo nel V secolo; . La ripresa sociale ed economica dell'area avvenne in età normanna. Nel 1157 San Vittorino risultava feudo di Gentile Vetoli, possessore anche dei vicini castelli di Arischia, Poggio Santa Maria e Porcinaro, che in caso di necessità potevano fornire da uno a quattro militi; .. Nel XIII secolo partecipò, con altre località del contado, alla fondazione dell'Aquila che sancì la confluenza della diocesi di Amiterno nella nascente Ecclesia Aquilensis. San Vittorino ricevette un importante locale nel quarto di San Pietro, adiacente al Duomo dell'Aquila, dove edificò la basilica di San Giuseppe Artigiano, in origine dedicata a san Vittorino. Il castello mantenne il suo prestigio anche nei primi secoli di vita della nuova città e fino al XIV secolo esercitò autonomia vescovile e diritti episcopali sulle località di Chiarino, Pizzoli, Porcinaro e Rocca delle Vene; .. Si ritiene inoltre che da San Vittorino ebbe origine la famiglia nobile dei Camponeschi, che si rese protagonista della storia dell'Aquila nel Medioevo; ; ; .. Proprie del luogo furono anche le casate Altonati, Amiternini, Crispomonti, Fuschi, Gaglioffi, Gentili, Mozzapiede, Novelli, Rustici, Taccone, Todini ed Ugolini, e correlate ad esso quelle dei Mattei, dei Migliorati e dei Preti.. Nel 1463 diede i natali a Saturnino Gatti, pittore e scultore fortemente attivo nel territorio aquilano, mentre un secolo prima vi aveva prosperato il cronista Antonio di Boetio; ..

Persa progressivamente importanza, nel XVIII secolo il centro fu ricompreso nel distretto di Aquila per poi essere aggregato al comune di Pizzoli dopo l'unità d'Italia. Nel 1927, con la creazione della cosiddetta Grande Aquila, fu riunificato alla città aquilana.

Simboli

La blasonatura dello stemma è la seguente.:

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Michele Arcangelo

Principale chiesa dell'area amiternina, fu costruita nel XII secolo sui resti di una basilica paleocristiana del V secolo, dedicata a san Vittorino di Amiterno, e consacrata al patrono san Michele Arcangelo. La parte basamentale dell'edificio religioso ospita le catacombe di San Vittorino, dichiarate monumento nazionale nel 1902, al cui interno vi è il presunto sepolcro del santo; ..

Architetture militari Torre di San Vittorino Torrione medievale del XII secolo, in origine parte del castello di San Vittorino, fabbricato con il reimpiego di materiale lapideo proveniente dal sito dell'abbandonata Amiternum; . Svolgeva inizialmente una funzione di controllo e difesa sul territorio e col tempo venne adibita a torre campanaria.

Siti archeologici Amiternum

Nella piana sottostante l'abitato di San Vittorino è presente una vasta area archeologica comprendente, oltre all'anfiteatro e al teatro di età augustea, una villa di tarda età imperiale, con mosaici ed affreschi, resti di terme e di un acquedotto risalenti anch'essi all'età di Augusto.

Note

Bibliografia

Voci correlate

Amiternum Anfiteatro romano di Amiternum Teatro romano di Amiternum Castello di San Vittorino

Chiesa di San Michele Arcangelo Basilica di San Giuseppe Artigiano Frazioni dell'Aquila

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