La battaglia di Wagram fu combattuta a nord del Danubio, di fronte all'isola di Lobau, nella piana del Marchfeld attorno al villaggio di Deutsch-Wagram, 15 km a nordest di Vienna. Ebbe luogo tra il 5 e il 6 luglio del 1809 e si concluse con una decisiva vittoria delle truppe francesi guidate da Napoleone Bonaparte contro gli austriaci comandati dall'Arciduca Carlo.
Lo scontro, tra i più grandi e sanguinosi delle guerre napoleoniche, coinvolse oltre soldati; Napoleone dimostrò grande abilità tattica riuscendo a risolvere alcuni gravi momenti di difficoltà per il suo esercito; l'imperatore modificò il suo schieramento in piena battaglia e impiegò soprattutto una grande concentrazione di artiglieria per indebolire con il fuoco dei cannoni le difese nemiche. A costo di gravi perdite la Grande Armata raggiunse la vittoria e l'esercito austriaco dovette infine ritirarsi verso la Moravia.
La battaglia di Wagram fu lo scontro decisivo della guerra della quinta coalizione; l'arciduca Carlo, demoralizzato dalla sconfitta, sollecitò una tregua ed entro pochi giorni venne concluso un armistizio che fu seguito, dopo una lunga fase diplomatica, dalla pace di Schönbrunn, che sancì la sconfitta dell'Austria e la nuova vittoria di Napoleone; l'ultimo grande successo politico-militare della sua carriera.
Lo sfondo Dopo la sconfitta nella battaglia di Austerlitz nel 1805, l'imperatore Francesco II d'Asburgo-Lorena siglò la pace di Presburgo con la Francia, costretto ad accettare termini molto duri per il suo paese: l'Austria pagò alla Francia un'indennità di guerra pari a di franchi, cioè un sesto delle entrate totali annue dell'Austria, oltre alla cessione dei domini in Italia settentrionale e in Baviera e nella Confederazione del Reno, creata da Napoleone come stato fantoccio. Nel 1806, dopo la sconfitta della Prussia e su pressione dei francesi, Francesco II dovette rinunciare al suo titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero, divenendo semplicemente "Imperatore d'Austria", in modo soprattutto da prevenire che Napoleone si dichiarasse imperatore del Sacro Romano Impero. L'arciduca Carlo, fratello dell'imperatore e uno dei più abili generali del suo tempo, venne nominato Generalissimo e riformò l'esercito austriaco per predisporlo ai futuri scontri, oltre a incominciare la ricerca di possibili alleati in Europa. Dopo il trattato di Tilsit del 1807, la Russia e la Francia si allearono, mentre Prussia e Regno Unito si coalizzarono contro lo stato francese. L'Austria venne lasciata sola con il crescente nazionalismo in Germania e in Italia settentrionale. Alla fine scoppiò la rivolta popolare guidata da Andreas Hofer nel Tirolo bavarese anche se questa non sortì l'effetto voluto.
Le ostilità iniziali
Il 9 aprile 1809 le armate austriache al comando dell'arciduca Carlo invasero la Baviera e l'Italia settentrionale senza che però vi fosse una dichiarazione di guerra ufficiale. Napoleone nel frattempo si trovava a Parigi e quest'attacco fu quanto mai inaspettato. Gli austriaci riuscirono facilmente a conquistare Monaco e a dividere così le armate francesi in Baviera in due corpi distinti. Quando Napoleone giunse con la Guardia Imperiale, a ogni modo, attaccò in forza e sconfisse varie colonne austriache nelle battaglie di Abensberg, Landshut, Eckmühl e Ratisbona. Carlo si ritirò lungo il Danubio inseguito dai francesi. Il 12 maggio i francesi presero Vienna. Gli austriaci non capitolarono in quanto sebbene la capitale fosse occupata, il grosso dell'esercito austriaco resisteva ancora con Carlo in testa. Il 21 maggio Napoleone attraversò il Danubio col chiaro intento di attaccare le armate dell'Arciduca, ma quest'ultimo aveva anticipato questa mossa e attese che Napoleone prendesse Mühlau (importante villaggio presso Aspern e Essling) per poi affiancarlo e creare una testa di ponte. I tentativi di Napoleone di rafforzare le proprie difese furono vani in quanto gli austriaci impedirono ai francesi di ricevere viveri e munizioni. Dopo due giorni di battaglia il maresciallo Jean Lannes, uno tra i migliori comandanti di Napoleone, venne ferito mortalmente e Napoleone abbandonò le proprie posizioni. Egli si ritirò sull'isola di Lobau nel mezzo del Danubio, che l'armata francese usò come luogo di ristoro.
Lobau, con la mole di soldati densamente ammassati in pochi chilometri quadrati di terreno, era un facile obbiettivo per l'artiglieria austriaca che avrebbe potuto bombardare le posizioni nemiche dalla sponda opposta, ma l'arciduca Carlo preferì non seguire questa strategia, lasciando a ogni modo un corpo di osservatori a qualche miglio di distanza. Napoleone riconobbe quindi la necessità di provare ad attraversare il Danubio una seconda volta e incominciò i preparativi. Il 1º giugno gli ingegneri francesi cominciarono la costruzione di un ponte tra le due sponde, più robusto del precedente, lavori che vennero completati il 21 giugno successivo. La notte tra il 4 e il 5 luglio tutto era pronto e soldati francesi passarono il fiume, mentre le truppe dell'arciduca Carlo si erano poste sulle colline attorno a Deutsch-Wagram.
Ordine di battaglia Austriaci
Durante i due giorni di battaglia, l'arciduca Carlo poté contare solo sulle truppe della Kaiserlich-königliche Hauptarmee. L'arciduca Giovanni Battista d'Austria avrebbe dovuto prendere parte allo scontro con le proprie forze di artiglieria, anche se queste giunsero solo il secondo giorno e troppo tardi comunque per avere un ruolo importante nello scontro. Le forze impiegate, a ogni modo, risultarono essere pari a uomini con 414 pezzi di artiglieria.Rothenberg, p. 254–259.
L'esercito austriaco era così suddiviso. Avanguardia: feldmaresciallo luogotenente Joseph Armand von Nordmann I corpo: generale di cavalleria conte Heinrich von Bellegarde II corpo: feldmaresciallo luogotenente principe Federico Francesco Saverio di Hohenzollern-Hechingen III corpo: Feldzeugmeister Johann Kollowrat IV corpo: feldmaresciallo luogotenente principe Franz Seraph von Rosenberg-Orsini VI corpo: feldmaresciallo luogotenente Johann von Klenau I corpo di riserva: generale di cavalleria principe Giovanni I Giuseppe del Liechtenstein.
Nei pressi del campo di battaglia, inoltre, si trovava il V corpo ( uomini) al comando del Feldmaresciallo Luogotenente principe Enrico XV di Reuss zu Plauen come riserva strategica e venne utilizzato prevalentemente per scopi comunicativi e per coprire le linee con Boemia e Moravia dove si trovava il grosso delle forze dell'arciduca.Rothenberg, p. 148.
Francesi
Opponendosi alla propria controparte austriaca, Napoleone scelse di impiegare nella battaglia due eserciti "secondari" ovvero uno proveniente dall'Italia settentrionale e comandato dal suo figliastro, Viceré d'Italia, il principe Eugenio di Beauharnais, mentre il secondo della Dalmazia era sottoposto al comando del generale di divisione Auguste de Marmont. Altre forze addizionali pervennero dalla divisione bavarese del VII corpo al comando del generale di divisione Karl Philipp von Wrede.Rothenberg, p. 246–254.
L'armata di Napoleone comprendeva uomini e 433 pezzi di artiglieria, divisi come segue:
Guardia Imperiale, sotto il diretto comando di Napoleone; II corpo: generale di divisione Nicolas Oudinot; III corpo: maresciallo dell'Impero Louis-Nicolas Davout; IV Corpo: maresciallo dell'Impero Andrea Massena; VII corpo: maresciallo dell'Impero François Joseph Lefebvre (assente): divisione bavarese al comando del generale von Wrede; IX corpo (franco-sassone): maresciallo dell'Impero Jean-Baptiste Bernadotte; XI corpo ("Armata di Dalmazia"): generale di divisione Auguste de Marmont; Corpo di cavalleria di riserva (3 divisioni di cavalleria pesante): maresciallo dell'Impero Jean-Baptiste Bessières.
A questo si aggiungeva una parte dell'"Armata d'Italia" al comando del viceré Eugène: Guardia Reale Italiana: generale Achille Fontanelli; V corpo: generale di divisione Jacques MacDonald; VI corpo: generale di divisione Paul Grenier.
La battaglia di Wagram
I piani Il piano di Napoleone era quello di creare un diversivo a nord di Lobau, nella stessa area ove era stata combattuta la battaglia di Aspern-Essling. Attraversando il Danubio a est a quel punto egli si augurava di poter accerchiare il fianco destro degli austriaci e di assaltare direttamente Russbach.
L'arciduca Carlo da parte sua sapeva che Napoleone avrebbe fatto di tutto per attraversare il fiume e in più punti e prevedendo le intenzioni dell'Imperatore egli pose il grosso delle proprie armate proprio dietro a Russbach formando una linea a V di 12 chilometri di lunghezza e ancorata tra Süssenbrunn su un lato e Wagram e Aderklaa sull'altro.
Mosse iniziali
Usando le teste di ponte fortificate, Napoleone incominciò l'attraversamento su vasta scala dall'isola con uomini la notte tra il 5 e il 6 luglio. La sua armata era composta dai corpi II, III, IV dall'armata d'Italia dal corpo sassone e dall'XI, oltre alle riserve e alla guardia imperiale.
D'altro canto l'arciduca Carlo aveva predisposto un vantaggio sul nemico di unità il che gli permetteva operazioni su vasta scala anche se con scarsa mobilità.
Louis Alexandre Berthier, capo dello staff di Napoleone, commise però subito l'errore di assegnare l'attraversamento dello stesso ponte a due diversi corpi creando confusione e pertanto Napoleone fu costretto a spostare una parte di altri corpi in un'altra posizione di attraversamento.
Il primo giorno L'artiglieria austriaca, a questo punto, si accanì sull'area ove i francesi stavano disponendo le loro armate sebbene questi continuassero a prendere piede sulla terraferma, conquistando verso mezzogiorno praticamente tutta l'area tra Aspern ed Essling formando poi un semicerchio per anticipare l'arrivo dell'arciduca Giovanni e impedire il rifornimento dell'artiglieria ai corpi austriaci.
Attorno alle 18:00, Napoleone ordinò di attaccare il centro delle armate austriache, intendendo risolvere lo scontro entro la sera. Quest'attacco estemporaneo fu poco coordinato e non produsse l'effetto voluto venendo rapidamente respinto. Il contrattacco austriaco riprese quindi le posizioni ai francesi, aiutati in questo dal fatto che le divise bianche dei sassoni al servizio della Francia portarono a degli incidenti per la confusione che esse facevano con le divise austriache, il che fu causa di molti morti.
Il secondo giorno: l'offensiva austriaca
Riflettendo sulla posizione tattica, l'arciduca Carlo determinò che il breve fronte di distanza dai francesi e la posizione delle loro truppe avrebbero permesso a Napoleone di attaccare e irrompere le linee austriache. Per prevenire questo fatto egli decise di compiere la prima mossa con attacchi casuali ai lati e al centro dell'armata francese presso il villaggio di Aderklaa. Come risultato di quest'azione i francesi vennero circondati anche se il mancato arrivo dell'arciduca Giovanni non rivolse definitivamente questa parte di scontro a favore degli austriaci.
Il maresciallo Bernadotte, a ogni modo, aveva abbandonato il villaggio di Aderklaa in grandi difficoltà e senza aver atteso gli ordini superiori a tal punto che Napoleone lo dimise dal proprio comando in quella stessa circostanza e prese personalmente il controllo della situazione.