Casarano è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia, situato nel Salento sud-occidentale.

Geografia fisica Territorio Casarano sorge nel Salento meridionale, 46 chilometri a sud di Lecce, a circa 32 chilometri dalla punta estrema della Puglia, Santa Maria di Leuca, e a circa 15 chilometri dal mar Ionio.

Il territorio del Comune, che si estende per , risulta compreso tra i 52 e i L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 125 metri. L'agro casaranese è coltivato principalmente ad uliveto secolare ma insistono anche piantagioni di vitigni, agrumi, mandorli e colture di ortofrutta.

Vi sono diverse aree agrarie popolate circostanti il comune, come: località Spagnulo, Manfio, Monticelli, Parati, Formica-Memmi.

Clima

Dal punto di vista meteorologico Casarano rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai , mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui . Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai , presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.

Origini del nome Le origini del nome sono sconosciute. È possibile che derivi da un Caesar romano che si potrebbe ipotizzare sia stato assegnatario del territorio durante la conquista romana avvenuta nel III sec. a.C.

Storia Origini Le origini della città di Casarano sono altrettanto incerte quanto il toponimo. Alcune steli litiche con epigrafi in latino scoperte durante i lavori di restauro della chiesa di Santa Maria della Croce in Casaranello fanno risalire la nascita della cosiddetta "Casarano Piccola" al periodo romano, attorno al I secolo a.C., è possibile quindi che alcune terre potessero essere state assegnate ad un soldato romano Caesar, forse in pagamento delle sue prestazioni come legionario.

E' assai probabile che il primo nucleo di un borgo rurale si trovasse nei dintorni dell'attuale Chiesa di Casaranello alla periferia sud del Paese.

La fondazione Non è certa la datazione della fondazione di Casarano "grande" (Caesaranum magnum) dove nei documenti pervenutici di epoca angioina è evidente la netta distinzione fra una Casarano grande e una Casarano piccola e se la Casarano grande del periodo poteva avere non più di alcune centinaia di abitanti è desumibile che la Casarano piccola fosse un piccolo borgo rurale con pochi nuclei familiari residenti.

Probabilmente in corrispondenza dell'infeudamento normanno avvenuto intorno al 1200 gli abitanti di Casarano "piccola" si trasferirono progressivamente nei pressi del fortilizio di difesa costruito con ogni probabilità dove oggi sorge palazzo D'Aquino ed in concomitanza con l'infeudamento del territorio.

Una tomba risalente a questo periodo è stata recentemente ritrovata durante lavori di risistemazione della pavimentazione del centro storico che confermano questa ipotesi.

Comune nella zona è peraltro l'evenienza che un borgo "piccolo" sia stato poi assorbito o si sia spopolato a favore di un borgo più grande in età normanna, probabilmente per ragioni di sicurezza od anche per usufruire dell'indotto economico che la vicinanza di una struttura difensiva o un castello potevano offrire ed in funzione del sistema castellare normanno dove si sceglievano luoghi in altura per la costruzione di torri e castelli. Lo stesso fenomeno infatti è registrato nella vicina Matino dove una "Matino piccola" pur registrata negli annali fiscali ed anche in molti documenti religiosi, scompare a favore di una "Matino grande" di origine normanna situata a più alta quota sulla serra salentina, esattamente ed apparentemente con lo stesso meccanismo di Casarano.

Dai Normanni ai Veneziani Con l'avvento dei Normanni, il feudo di Casarano fu assoggettato, da Tancredi d'Altavilla nel 1189, a Ottavio Fuggetta (o Foggetta) insieme al casale di Taviano, passato poi ai Baniardo. Nel periodo Svevo appartenne a Goffredo da Cosenza che lo acquistò "maritali nomine" avendo sposato la locale feudataria Adelasia De Persona, vedova di Matteo Baniardo feudatario di Taviano e Casarano nonché sorella del barone di Matino Gervasio de Persona.

Un elemento molto interessante dal punto di vista storiografico è che Goffredo di Cosenza o in alternativa Gervasio de Matino, ambedue personaggi di gran rilievo politico e facenti parte della corte di Manfredi di Sicilia, con lo pseudonimo di Nicolaus de Jamsilla e secondo un'ipotesi prodotta dall'accademico Raffaello Morghen nel secolo scorso, siano gli autori (uno dei due ma forse tutti e due) dell'opera «Historia de rebus gestis Friderici II Imperatoris eiusque filiorum Conradi et Manfredi Apuliae et Siciliae Regum, ab anno MCCX usque ad MCCLVIII. Adnectitur Anonymi supplementum de rebus gestis eiusdem Manfredi, Caroli Andagavensis et Conradini regum ab anno MCCLVIII usque ad MCCLXV» («Storia delle imprese dell’imperatore Federico II e dei suoi figli Corrado e Manfredi, re di Apulia e di Sicilia, dall’anno 1210 al 1258; vi è allegato un Supplemento di autore anonimo sulle imprese dello stesso Manfredi, di Carlo d'Angiò e di Corradino, sovrani, dall’anno 1258 al 1265»). Si tratta di una delle maggiori opere coeve riguardanti l'assetto politico e l'opera di Federico II e di suo figlio Manfredi ad oggi conosciute.

Goffredo morì nell'aprile del 1269 nell'Assedio di Gallipoli impiccato dagli Angioini dopo la conquista della città. Il feudo in un primo momento confiscato fu restituito in usufrutto ad Adelasia fino alla morte.

Il feudo di Caesaranum Magnum, nel convulso periodo dei primi decenni del '300 segnati da una violenta crisi economica seguita poi da una epidemia di peste, passò dunque nelle mani di diverse casate nobiliari fino a pervenire alla casata napoletana dei Tomacelli nel 1378. Nel 1484, durante il periodo aragonese i veneziani, che avevano espugnato la città di Gallipoli, si insediarono a Casarano e in altri centri vicini per alcuni mesi.

Dal Cinquecento ai nostri giorni Dopo il brevissimo periodo dei veneziani, il feudo passò nelle mani dei Filomarino, dei Conca e dei D'Aquino. Nel 1639 era feudatario Matteo D'Aquino che restaurò e ingrandì la chiesa della Madonna della Campana. Il XVIII secolo fu un periodo di rinascita sociale con la creazione di enti assistenziali e la costruzione di varie chiese. Nel 1717, con il duca Giacinto D'Aquino, venne eretto l'austero castello, oggi di proprietà dei De Lorenzi. Nel Novecento si assiste al passaggio dall'economia prevalentemente agricola a quella artigianale ed industriale.

Il 14 agosto 1943, durante la seconda guerra mondiale, viene sganciata una bomba sulla città da parte dell'aviazione inglese, che provoca 6 morti e 17 feriti tra i civili.

Simboli

Descrizione araldica dello stemma:

Blasonatura del Gonfalone:

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa di Santa Maria della Croce

Cripta del Crocifisso Situata in aperta campagna, nel territorio del comune di Ruffano, la cripta basiliana del Crocifisso o di Santa Costantina è un ambiente ipogeo naturale trasformato in luogo di culto dai bizantini nell'XI secolo. Nonostante ricada in territorio ruffanese e sotto la giurisdizione ecclesiale della Chiesa Madre di Ruffano, la cripta è stata da sempre ritenuta parte integrante della città di Casarano.

La zona circostante la cripta, nelle cui vicinanze sono ancora presenti i ruderi dell'antico convento appartenuto dapprima ai monaci basiliani e successivamente agli Olivetani, rappresenta un importante sito preistorico, storico e naturalistico. Graffiti di epoca paleolitica e fossili risalenti a comunità del periodo Neolitico convivono con le affrescate pareti della grotta. Degli affreschi bizantini si ricordano quello del Cristo crocifisso con San Giovanni Apostolo e Maria Addolorata e quello raffigurante Santa Costantina. Da ammirare anche le numerose masserie e ripari trulliformi presenti su tutto il territorio di Casarano soprattutto in Contrada Palla situata a 160 metri s.l.m. raggiungibile dalla strada prov.per Supersano.

Chiesa madre

La chiesa matrice, edificata nel tipico barocco leccese nei primi anni del XVIII secolo, è dedicata a Maria SS. Annunziata. Sorge sulle fondamenta di un preesistente edificio, risalente al Cinquecento e di cui rimangono i caratteristici archetti.

L'elegante facciata è caratterizzata da una balaustra e dalla presenza di tre nicchie; la prima, centrale e sovrastante il portale, ospita la statua di San Giovanni l'Elemosiniere; le altre, poste ai lati, conservano le statue di San Pietro e di San Paolo.

All'interno, a croce latina, si possono ammirare numerosi dipinti tra cui alcuni del leccese Oronzo Tiso e del Coppola. L'altare maggiore è in marmi policromi così come la balaustra. Dietro l'altare maggiore si colloca il coro ligneo del 1700; della stessa epoca è la balaustra della cantoria e l'organo a canne. Nella parete di controfacciata, vi è collocato un dipinto di che raffigura l'episodio biblico della fornace di Babilonia, realizzato nel 1763 dal Tiso. Nove sono gli altari laterali finemente lavorati e scolpiti nella tenera pietra leccese. Alcuni di essi, così come il portale d'ingresso, provengono dalla Chiesa di San Francesco della Scarpa di Lecce e furono trasportati nel 1874 allo scopo di arricchire la decorazione dell'edificio. Nel 1911 venne poi realizzato il timpano dell'ingresso della chiesa da uno degli ebanisti più apprezzati del luogo (medaglia d'oro all'esposizione internazionale di Genova del 1913) Plantera Pasquale di Casarano.

Chiesa di San Domenico La chiesa di San Domenico è una struttura barocca edificata nel XVII secolo. Sorge sui resti di una chiesa precedente, forse del Quattrocento e assunse il nuovo aspetto solo nel 1738 in seguito all'ampliamento absidale. La dedicazione dell'edificio non è stata sempre la stessa. Dapprima dedicata a Santa Maria delle Grazie, fu in seguito intitolata a San Tommaso d'Aquino e infine a san Domenico. Addirittura la prima chiesa quattrocentesca era dedicata a Santo Stefano.