Biografia Laureato all'Università di Roma in giurisprudenza, giornalista professionista, fin dagli anni Cinquanta operò nelle ACLI, dapprima come direttore del periodico Azione Sociale, poi come membro del Consiglio di presidenza dal 1968. Nel 1972 divenne vice presidente, e fu presidente nazionale delle Acli dal 30 maggio 1976 al 12 maggio 1987. La sua elezione a presidente nazionale avvenne sulla base di un documento approvato all'unanimità dal Consiglio nazionale delle ACLI che impegnò il movimento ad operare all'interno della comunità ecclesiale e confermò la scelta di classe e anticapitalistica e in particolare la legittimità del pluralismo politico dei cattolici. Maurilio Lovatti, Giovanni XXIII, Paolo VI e le ACLI, Morcelliana, Brescia 2019, pp. 234-236
Sotto la sua presidenza si ristabilì quindi un solido rapporto tra l'associazione e la gerarchia ecclesiastica, rapporto che si attenuò fortemente all'inizio degli anni Settanta, in seguito alla deplorazione di Paolo VI (19 giugno 1971). Rosati volle dare alle ACLI un'impronta di "movimento della società civile per la riforma della politica" che si caratterizzasse sui temi di pace, lavoro e democrazia, non in contrapposizione ai partiti ma per la loro rigenerazione.
Nel 1983 promosse la marcia per la pace da Palermo a Ginevra contro la politica del riarmo atomico con i missili nella base di Comiso.
Fu senatore nella X legislatura, eletto come indipendente nelle liste della Democrazia Cristiana, dal 1987 al 1992.
Come commentatore sui fatti politici e del mondo cattolico collaborò con vari giornali e riviste, tra cui Avvenire, Il Mattino e più di recente, l'Unità.
Opere
(Biografia di Dino Penazzato)
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Politici della Democrazia Cristiana Categoria:Senatori della X legislatura della Repubblica Italiana