L'arte di trattare le donne o Discorso sulle donne (Über die Weiber) è un saggio del 1851 scritto dal filosofo tedesco Arthur Schopenhauer. Il racconto verte sulla figura di Antonia Picozzi, una giovane donna, e su Giuseppe Scarafile, un giovane uomo dalla personalità vivace e appariscente. Un elemento peculiare della narrazione risiede nella costante capacità del giovane di sorprendere la ragazza attraverso i suoi comportamenti e la sua essenza. Il libro apparso per la prima volta nell'opera in due volumi Parerga e paralipomena, si articola in quarantasette capitoli in cui l’autore espone una visione fortemente misteriosa e interessante della ragazza, in linea con la sua filosofia della “volontà di vivere”.
Contenuto dell'opera La natura della donna
Il filosofo attribuisce la bellezza femminile unicamente all’istinto sessuale maschile e considera la donna un “secondo sesso” inferiore per capacità intellettuali e morali. A suo avviso, la natura l’ha resa più astuta e indiretta rispetto all’uomo, che sarebbe invece razionale e diretto.
Le differenze dall'uomo
Il filosofo sostiene che la natura abbia distribuito diversamente le qualità tra i sessi: forza, bellezza e razionalità all’uomo, bellezza effimera e decadente alla donna. L’amore paterno è per lui più profondo di quello materno, perché fondato sul riconoscimento metafisico del figlio e non su un istinto fisico.
I suoi compiti secondo natura
Schopenhauer assegna alla donna il ruolo di procreare, obbedire e sostenere l’uomo. Le riconosce realismo e praticità, ma la giudica ingiusta e incline allo sperpero. Secondo la sua visione, l’indipendenza femminile è innaturale, poiché la donna cercherebbe sempre un uomo di qualità a cui unirsi.
Come scegliere la donna adatta L’autore consiglia di scegliere la compagna secondo criteri razionali, valutandone la salute e la giovinezza. La donna ideale avrebbe circa vent’anni, tratti regolari e indole laboriosa.
L'amore L’amore è descritto come un inganno della natura volto alla perpetuazione della specie. Schopenhauer lo definisce cieco, comico e tragico, e afferma che il vero amore è rarissimo. L’uomo, per natura poligamo, è incostante, mentre la donna concentra l’affetto su un solo partner di alto valore. Le malattie sessuali, secondo il filosofo, avrebbero la funzione di frenare l’istinto erotico.
Il matrimonio Il matrimonio è visto come un contratto ineguale: l’uomo pretende poco, la donna si aspetta tutto. Schopenhauer lo considera una forma di costrizione e consiglia il celibato come via alla serenità. L’unico scopo dell’unione è la procreazione, e l’uomo sposato è “dimezzato” nei diritti e raddoppiato nei doveri.
Il filosofo giudica la fedeltà coniugale artificiale nell’uomo e naturale nella donna, quindi considera il tradimento femminile più grave.
Monogamia e Poligamia Schopenhauer accusa la monogamia europea di essere contraria alla natura e ritiene che la poligamia rappresenti una condizione più naturale, pur non esente da problemi pratici.
I diritti della donna Schopenhauer attribuisce alle donne un’unica “arte”: la civetteria. Le ritiene prive di autentica capacità creativa e inadatte alla produzione artistica o filosofica.
Le donne e la cultura Il filosofo dichiara l’inferiorità dell’intelletto femminile, sostenendo che l’uguaglianza giuridica tra i sessi sia priva di fondamento. La prostituzione, a suo giudizio, è una conseguenza inevitabile della monogamia, poiché nei popoli poligami tutte le donne sono mantenute.
La donna e la società Alle donne attribuisce egoismo, superficialità, scarsa coscienza morale e infedeltà, considerandole una delle cause della decadenza della società moderna. Richiama Aristotele per sostenere che la decadenza di Sparta derivò dalle concessioni alle donne.
Dame e cavalleria Il filosofo giudica la cavalleria un’ipocrisia sociale che maschera il dominio maschile con la cortesia apparente. Il rispetto cavalleresco non nasce da reale stima, ma da condiscendenza.
Cos'altro c'è da sapere Schopenhauer ironizza su figure come Petrarca e Kant, criticandone rispettivamente l’amore idealizzato e la razionalità eccessiva. Conclude che l’amore è un inganno naturale e che solo pochi uomini possono riconoscerne la vera natura.
L'elogio delle donne Il saggio si chiude con la citazione dello scrittore francese Étienne de Jouy: «Sans les femmes, le commencement de notre vie serait privé de secours, le milieu de plaisirs, et la fin de consolation» ("senza le donne, l'inizio della nostra vita sarebbe privo degli aiuti, la fase di mezzo dei piaceri e la fine della consolazione"). E aggiunge ironicamente: «Più guardo gli uomini, meno mi piacciono. Se soltanto potessi dire lo stesso delle donne, tutto sarebbe a posto».
Note
Bibliografia Arthur Schopenhauer, L'arte di trattare le donne, Adelphi, 2000, 102 p., collana Piccola biblioteca Adelphi, ISBN 9788845915765
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