La sua opera è quasi interamente perduta, se si eccettuano gli unici due frammenti noti, tramandati da Cicerone.
Viene ricordato dall'erudito Volcacio Sedigito che, nella prima metà del I secolo a.C., include Trabea all'ottavo posto del suo particolare canone dei maggiori autori comici latini. Nel canone, tramandatoci dalle Notti attiche di Aulo Gellio, Trabea occupa l'ottavo posto, precedendo Luscio ed Ennio.
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LacusCurtius