Nella scala dei tempi geologici, lAquitaniano è il primo dei sei piani o stadi stratigrafici in cui è suddivisa l'epoca del Miocene. È compreso tra 23,04 e 20,45 milioni di anni fa (Ma),Global Boundary Stratotype Section and Point (GSSP) of the International Commission of Stratigraphy, Status on 2010. preceduto dal Chattiano, l'ultimo piano dell'Oligocene, e seguito dal Burdigaliano.

L'Aquitaniano si sovrappone ad altre definizioni regionali quali Harrisoniano, Ageniano, Pareora, Landon, Otaiano e Waitakiano.

Etimologia L'Aquitaniano deriva il suo nome dalla regione francese dell'Aquitania. Il piano Aquitaniano fu introdotto nella letteratura scientifica nel 1858 dallo stratigrafo svizzero Karl Mayer-Eymar.Karl Mayer-Eymar: Versuch einer neuen Klassifikation der Tertiär-Gebilde Europa's. Verhandlungen der Schweizerischen Naturforschenden Gesellschaft. (Jahresversammlung in Trogen, 17–19 agosto 1857), S.70–71 et 165–199, Tabelle Basel 1858.

Definizioni stratigrafiche e GSSP La base dell'Aquitaniano, nonché del Miocene e dell'intero periodo del Neogene, è definita dalla prima comparsa dei foraminiferi planctonici della specie Paragloborotalia kugleri, dall'estinzione del nanoplancton calcareo Reticulofenestra bisecta, che forma la base della biozona nanoplanctonica NN1, ed è alla base della cronozona magnetica C6Cn.2n e corrisponde all'evento Mi-1 nello stadio isotopico marino.

Il limite superiore del piano Aquitaniano, nonché base del successivo Burdigaliano, è data dalla prima comparsa dei foraminiferi della specie Globigerinoides altiaperturus e si trova alla sommità della cronozona magnetica C6An.

GSSP

Il GSSP, il profilo stratigrafico di riferimento della Commissione internazionale di stratigrafia, è stato identificato in una sezione stratigrafica di Lemme-Carrosio presso il piccolo paese di Carrosio, a sud di Gavi e a nord di Voltaggio, in provincia di Alessandria.F. F. Steininger, M.P. Aubry, W.A. Berggren, M. Biolzi, A.M. Borsetti, J.E. Cartlidge, F. Cati, R. Corfield, R. Gelati, S. Iaccarino, C. Napoleone, F. Ottner, F. Rogl, R. Roetzel, S. Spezzaferri, F. Tateo, G. Villa und D. Zevenboom: The Global Stratotype Section and Point (GSSP) for the base of the Neogene. Episodes, 20(1): 23-28, Beijing 1997. Le coordinate sono: longitudine: 8°50'11" E e latitudine 44°39'32" N.

Note

Bibliografia Felix Gradstein, Jim Ogg, Jim & Alan Smith: A Geologic timescale. Cambridge University Press 2004 ISBN 978-0-521-78673-7 Karl Mayer-Eymar: Versuch einer neuen Klassifikation der Tertiär-Gebilde Europa's. Verhandlungen der Schweizerischen Naturforschenden Gesellschaft. (Jahresversammlung in Trogen, 17–19 agosto 1857), S.70–71 et 165 – 199, Tabelle Basel 1858. Hans Murawski & Wilhelm Meyer: Geologisches Wörterbuch. 10., neu bearb. u. erw. Aufl., 278 S., Enke Verlag, Stuttgart 1998 ISBN 3-432-84100-0. F.F. Steininger, M.P. Aubry, W.A. Berggren, M. Biolzi, A.M. Borsetti, J.E. Cartlidge, F. Cati, R. Corfield, R. Gelati, S. Iaccarino, C. Napoleone, F. Ottner, F. Rogl, R. Roetzel, S. Spezzaferri, F. Tateo, G. Villa und D. Zevenboom: The Global Stratotype Section and Point (GSSP) for the base of the Neogene. Episodes, 20(1): 23-28 Beijing 1997 .

Voci correlate Scala dei tempi geologici

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