Taranto (AFI: ; Tardë in dialetto tarantino ) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Puglia.
Seconda città della regione per popolazione e terza città più popolosa dell'Italia meridionale peninsulare, con l'intera area urbanizzata di circa 260.000 abitanti, situata nel Mare Ionio sull'omonimo golfo, è soprannominata la Città dei due mari, per la sua peculiare posizione a cavallo di Mar Grande e Mar Piccolo. La città è fisicamente divisa in tre parti: il Centro storico di Taranto o città vecchia è situato su un'isola, collegata da un'estremità attraverso il ponte di pietra che dà al quartiere industriale e dall'altro estremo dell'isola attraverso il ponte girevole porta al Borgo Umbertino. Nella rada del mar Grande, nei pressi delle Isole Cheradi, antistanti la città, vive e prospera una storica popolazione di delfini e altri cetacei; nel mar Piccolo è praticata da secoli e in larga scala la mitilicoltura, i cui prodotti sono noti a livello mondiale per la loro unicità.
Fondata dagli Spartani nell'VIII secolo a.C. col nome di Taras, grazie alla sua posizione strategica al centro dell'omonimo golfo, alla fertilità del suo territorio e al commercio, la città divenne una delle più importanti póleis della Magna Grecia. Diede i natali agli intellettuali Archita, Aristosseno, Livio Andronico, Leonida ed Eraclide di Taranto nonché ad atleti le cui gesta divennero famose in tutto il mondo greco, come Icco e il cosiddetto Atleta di Taranto. Fu l'ultima città magnogreca a cadere in seguito all'espansione romana, non prima di aver ingaggiato con essa un conflitto durato 5 anni, passato alla storia col nome di Guerre Pirriche. Pur sconfitta, continuò a esercitare una importante influenza culturale sul resto dell'Italia meridionale e sulla stessa Roma, entrando a far parte dell'immaginario collettivo del tempo come luogo contraddistinto da opulenza e da grandi bellezze naturali, celebrate da Orazio, da Virgilio e numerosi altri autori. Nel periodo normanno, divenne capitale del Principato di Taranto, che durante i suoi 377 anni di storia arrivò a comprendere parte della Terra di Bari e la quasi totalità del Salento.
L’influenza della città nel basso medioevo fu notevole nel campo musicale e marinaresco, in tutto il Regno di Spagna: si riflette nel Flamenco Taranto, danza tipica di Almerìa e Siviglia, che trae origini dalla danza della Taranta, fenomeno che ebbe come epicentro il territorio Tarantino o nel “tarantello” di tonno, taglio pregiato e diffuso in tutto il Mediterraneo e soprattutto in Andalusia, originario di Taranto.
Alla città si deve l'origine dei termini Tarantola (o Taranta nella tradizione), Tarantella e Tarantismo .
La Marina Militare Italiana vede nella città una presenza storica, risalente già dalla fine del ‘800, svolgendo da sempre un ruolo primario nel tessuto economico e sociale del territorio. A Taranto, infatti, si trovano il Comando Marittimo Sud (MARISUD) ed il Comando Flottiglia Sommergibili (MARICOSOM), assieme a numerosi formativi quali la Scuola sottufficiali Marina Militare (MARISCUOLA), la Scuola sommergibili, il Centro di Addestramento Aeronavale (MARICENTADD); oltre a numerosi enti logistici ad essa collegati. La città è, d'altro canto, sede dell'Arsenale marittimo della Marina Militare (MARINARSEN), che ospita la Mostra Storica Arsenale (Mo.S.A.) e della Stazione Navale in Mar Grande.
Taranto ospita uno tra i più importanti musei archeologici d'Italia; il Museo archeologico nazionale (MArTA), notevole centro museale, dove è esposta una delle più grandi collezioni di manufatti dell'epoca della Magna Grecia. Centro industriale di rilevanza nazionale assieme al suo porto, dagli anni '60 sede dell'acciaieria di Taranto (ex Ilva), uno tra i maggiori complessi industriali d'Europa per la produzione dell'acciaio, e della Raffineria ENI, è però in declino, tanto da essere riconosciuta nel 2012 come "area di crisi industriale complessa".
Geografia fisica Territorio
Morfologia Taranto si estende per e rappresenta il naturale affaccio sull'omonimo golfo dell'arco ionico tarantino. Presentando una morfologia del territorio prevalentemente pianeggiante, la città si sviluppa lungo tre penisole naturali e un'isola, quest'ultima nucleo storico dell'abitato, formatasi durante la costruzione del fossato del Castello Aragonese. Il comune possiede sei exclavi, tra cui la frazione di San Donato. L'epiteto Città dei due mari si deve al mar Grande e al mar Piccolo, attorno ai quali si trovano la maggior parte degli insediamenti abitativi.
Mar Grande e mar Piccolo Il mar Grande bagna la costa esterna, racchiusa nella baia delimitata a nord-ovest da Punta Rondinella e a sud da Capo San Vito. L'arco ideale creato dalla baia naturale si chiude con le Isole Cheradi. Questo mare si congiunge col mar Piccolo in soli due punti, rappresentati dal canale naturale di Porta Napoli e dal canale artificiale navigabile che separa lo storico insediamento urbano dalla parte più estesa della città.
Il mar Piccolo, considerabile dunque un mare interno, è costituito da due seni idealmente divisi dal Ponte Punta Penna-Pizzone, che congiunge la Punta Penna con la Punta Pizzone: il primo seno ha la forma di un triangolo grossolano, i cui vertici meridionali sono rappresentati dall'apertura a est sul secondo seno, e da quella a ovest sul mar Grande; il secondo seno ha invece la forma di un'ellisse, il cui asse maggiore misura quasi 5 km.
Sia i venti sia le maree, insieme alle sorgenti sottomarine con diversa salinità, condizionano l'andamento delle correnti di tipo superficiale e di tipo profondo tra i due mari. Sia i due seni del mar Piccolo sia il mar Grande, potrebbero avere antichissime origini vulcaniche. Nel mar Grande e nella parte settentrionale di entrambi i seni del mar Piccolo sono localizzate alcune sorgenti come quella del Tara (a nord del mar Grande), del Galeso (primo seno del mar Piccolo), Riso e del Cervaro o Battendieri (secondo seno del mar Piccolo nei pressi della Palude La Vela) e sottomarine chiamate citri, che apportano acqua dolce non potabile mista ad acqua salmastra, creando una condizione idrobiologica ideale per la coltivazione dei mitili, comunemente chiamati «cozze».
Clima
Precipitazioni La città di Taranto è caratterizzata da precipitazioni prevalenti e organizzate nel periodo ottobre-marzo (autunno, inverno e inizi primavera: 71% delle precipitazioni annue). In estate (luglio-agosto) sono ridotte ai temporali termo-convettivi che prediligono le aree più interne e raggiungono la costa solo in parte.
In primavera le precipitazioni medie variano dai 26,7 mm di maggio ai 48,5 mm di marzo; in estate esse variano da 12,6 mm di luglio ai 19,1 mm di giugno; in autunno oscillano dai 36,5 mm di settembre ai 63,7 mm di novembre; in inverno infine sono comprese tra i 64,1 mm di dicembre ai 52,7 mm di gennaio.
In primavera le precipitazioni massime variano dai 101,2 mm di aprile ai 162,1 mm di marzo; in estate esse variano dai 126,4 mm di agosto ai 102,0 mm di giugno; in autunno oscillano dai 129,2 mm di settembre ai 295,8 mm di ottobre; in inverno infine sono comprese tra i 175,4 mm di dicembre ai 194,4 mm di gennaio.
In primavera le precipitazioni minime variano dai 0,2 mm di maggio ai 0,6 mm di aprile; in estate esse corrispondono a 0,0 mm a giugno, luglio e agosto; in autunno variano da 0,0 mm di settembre agli 0,2 mm di ottobre; in inverno infine oscillano dai 0,2 mm di febbraio ai 1,4 mm di dicembre.
Temperature La temperatura media estiva (giugno-luglio-agosto) si attesta a 25,5 °C, quella invernale (dicembre-gennaio-febbraio) a 10,3 °C, le massime estive superano quasi sempre i 30 °C; talvolta possono verificarsi vere e proprie giornate roventi con valori superiori ai 35-36 le minime invernali scendono sotto 2-3 °C, ma durante le ondate gelide possono scendere a valori prossimi agli 0 °C (record storico -3,8 °C). Il clima di Taranto si può definire un clima mediterraneo.
In primavera le temperature medie variano da 12,0 °C di marzo a 19,3 °C di maggio; in estate esse variano da 26,5 °C a 26,6 °C di luglio e agosto; in autunno esse oscillano da 18,8 °C di ottobre a 14,5 °C di novembre; in inverno infine esse sono comprese tra 9,6 °C di gennaio e 11,1 °C di dicembre.
Fattori climatici Il clima di Taranto dipende da diversi fattori climatici: la latitudine, l'altitudine sul mare, la posizione su due mari e l'orografia.
Latitudine Taranto è a 40° 25′ 05″ N e questo, data la posizione rispetto all'Equatore, rende il clima mite (con estati calde-secche e inverni con freddo moderato).
Altitudine Taranto si trova a un'altitudine media di con un profilo altimetrico pianeggiante e con variazioni minime, che vanno dagli ai circa
Correnti umide, venti freddi e brezze Le masse d'aria provenienti dai quadranti meridionali in origine secche, si caricano di umidità al passaggio sul mar Ionio, determinando forte umidità relativa. Le condizioni meteo in questi frangenti risultano con cielo coperto, vento molto forte e nubi basse e veloci che scorrono con direttrice S/E-N/O. Rappresentano le condizioni ideali per forti precipitazioni dovute allo stau murgiano e qualche volta la presenza di nebbia d'avvezione. Le correnti gelide, tuttavia, portano notevoli crolli termici e venti sostenuti, ma vista la presenza dell'altopiano murgiano, determinano cielo sostanzialmente sereno o poco nuvoloso. La neve cade in presenza di una ciclogenesi ionica e venti da est/nord-est e/o in presenza di ASE con accumuli più casuali e meno duraturi. Durante il giorno, in assenza di vento sinottico, si verifica una piacevole brezza da sud, sostituita da una leggera brezza da est/nord-est dopo il tramonto del Sole.
Medie mensili Medie mensili elaborate in base alle rilevazioni termometriche relative al periodo 1930-2019 e relative al periodo 1921-2019 per quelle pluviometriche:
Climogramma
Classificazione climatica: Zona climatica C; Gradi giorno 1071.
Origini del nome L'inquadramento etimologico del nome della città di Taranto è tutt'altro che facile. Il toponimo Taras (), primo nome della città, è strettamente collegato alla colonizzazione ellenica della Magna Grecia che si ebbe a partire dall'VIII-VII secolo a.C. con le colonie ioniche e doriche: oltre che sulle monete magno-greche risalenti al periodo di massimo splendore della città, il toponimo compare anche sulla mappa di Soleto, incisa su un piccolo frammento di un vaso attico smaltato di nero, ma la sua autenticità è molto dubbia.Taras era una figura della mitologia greca, figlio di Poseidone e della ninfa Satyria, il cui nome è ascrivibile ad una radice protoindoeuropea dal significato di "albero".Tuttavia, non è possibile del tutto escludere la derivazione del toponimo dal nome del fiume Tara.
Storia
Antichità La cronologia tradizionale assegna la data della fondazione di Taranto al 706 a.C. Le fonti tramandate dallo storico Eusebio di Cesarea, parlano del trasferimento in questa zona dello spartano Falanto, figlio del nobile Arato e discendente di Eracle di VIII generazione, e di altri compatrioti detti Parteni, per necessità di espansione o per questioni commerciali. Questi, approdando sul promontorio di Saturo e fissando i primi insediamenti portarono una nuova linfa di civiltà e di tradizioni.