Acquaviva Picena è un comune italiano di abitanti della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche.
Geografia fisica Acquaviva Picena sorge in posizione collinare sul crinale che domina la valle del Tronto, a breve distanza dal litorale del mare Adriatico e dal centro urbano di San Benedetto del Tronto. Dall'altitudine medio-collinare del borgo, situato a 359 m s.l.m., la visibilità panoramica consente di scorgere verso l'interno il monte Vettore, massima elevazione della catena dei Sibillini, e verso meridione i massicci montuosi abruzzesi del Gran Sasso e della Maiella.
Storia
Origini ed epoca romana Il territorio acquavivano presenta tracce di insediamenti antropici risalenti alla protostoria. Sul suolo comunale sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici riferibili alla civiltà dei Piceni, i quali vi si insediarono stabilmente a partire dal VI secolo a.C.. A seguito della sottomissione della regione alla Repubblica romana, il comprensorio conservò la propria vitalità economica e logistica grazie alla vicinanza strategica con la città costiera di Castrum Truentinum.
L'Alto Medioevo e l'incastellamento Il crollo dell'Impero romano d'Occidente e la successiva instabilità geopolitica determinata dalle invasioni barbariche favorirono la nascita dell'attuale insediamento urbano. Tra il V e il VI secolo l'avvento dei Longobardi e le incursioni dei Saraceni indussero le popolazioni stanziate lungo il litorale ad abbandonare le pianure indifese per rifugiarsi sulle alture collinari circostanti, avviando il fenomeno dell'incastellamento.
La prima menzione documentaria del borgo risale al 947 in veste di possedimento dell'abbazia di Farfa. Successivamente il territorio divenne un feudo della famiglia degli Acquaviva (da cui il comune trae la propria denominazione), che nel XIII secolo vi edificò una prima struttura fortificata.
Il periodo fermano e lo sviluppo urbano Nel 1341 il controllo di Acquaviva passò alla città-stato di Fermo, della quale costituì un importante presidio militare avanzato in territorio nemico. Il castello assunse una funzione strategica nella protezione delle pertinenze marittime fermane (l'area di San Benedetto in Albula) dalle mire espansionistiche della vicina municipalità di Ascoli Piceno.
Nel XV secolo il nucleo fortificato conobbe una rilevante espansione demografica che portò al raddoppio del perimetro edificato. Venne così realizzato il settore orientale, denominato "Terra Nuova", in contrapposizione al nucleo originario sorto a ridosso della rocca, noto come "Terra Vecchia". L'ampliamento urbanistico rese necessaria la costruzione di un secondo caposaldo difensivo orientato verso il litorale.
Dall'epoca napoleonica all'età contemporanea Inclusa nella legazione pontificia fermana, la comunità risentì delle vicende storiche della fine del Settecento. Nel 1799, nel corso della campagna napoleonica d'Italia, le milizie antifrancesi e insorgenti guidate da Giuseppe Costantini (detto *Sciabolone*) misero a ferro e fuoco il paese, decretando la distruzione dell'archivio comunale e la conseguente perdita di gran parte delle fonti documentarie dirette di storia locale.
A seguito delle vicende risorgimentali e del plebiscito del 1860, Acquaviva Picena fu formalmente annessa al Regno d'Italia.
Durante le vicende belliche della seconda guerra mondiale, il plesso della scuola elementare "Adolfo De Carolis" assunse un ruolo di primo piano nell'accoglienza civile: a seguito dei tragici eventi legati al bombardamento aereo del 27 novembre 1943, l'istituto scolastico ospitò e offrì rifugio a oltre sfollati provenienti dal vicino centro costiero. A memoria di questa solidarietà intercomunale, il 27 novembre 2008, in occasione del sessantacinquesimo anniversario dell'attacco, è stata solennemente collocata una targa commemorativa all'interno dello stesso edificio scolastico.
Nel corso del XX secolo, la forte espansione di San Benedetto del Tronto nel settore della pesca commerciale e del turismo balneare ha esercitato una profonda influenza sulla crescita economica, sull'assetto urbanistico e sul profilo occupazionale dei residenti del comune acquavivano.
Monumenti e luoghi d'interesse
Il tessuto urbano del vecchio incasato e il territorio suburbano circostante conservano importanti testimonianze dell'architettura militare e religiosa di epoca medievale e moderna:
Architetture militari Fortezza degli Acquaviva (XIII secolo-XIV secolo): imponente fortificazione medievale, considerata tra i più vasti e meglio conservati complessi difensivi delle Marche. Venne radicalmente riprogettata e riedificata alla fine del XV secolo dall'architetto militare Baccio Pontelli, per adeguarla all'avvento delle armi da fuoco; Torre dell'orologio: torre civica monumentale e dispositivo di misurazione del tempo meccanico da torre, situata all'interno del borgo antico.
Architetture religiose Chiesa matrice di San Nicolò: edificata nel XVI secolo e parzialmente rimaneggiata nel corso del XIX secolo, presenta un impianto monumentale in laterizio. Il prospetto principale, scandito da una facciata a cornice orizzontale con timpano, accoglie un portale in travertino scolpito da lapicidi di scuola ascolana. Il campanile a base quadrilatera è coronato da una terrazza con balaustra sormontata da una cuspide piramidale. Lo spazio interno si sviluppa su una pianta a croce latina a navata unica, e custodisce diverse opere d'arte di epoca barocca e manierista, tra le quali spiccano le tele dell'Invenzione della Croce e del Compianto sul Cristo morto, eseguite dai fratelli pittori Cesare e Vincenzo Conti;Alessandro Delpriori, «Fecerunt pictura et scultura». Il percorso dell'arte nelle Marche picene nella seconda metà del Cinquecento, in Anna Maria Ambrosini Massari, Alessandro Delpriori (a cura di), Capriccio e natura. Arte nelle Marche del secondo Cinquecento. Percorsi di rinascita, catalogo di mostra, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2017, p. 124. Chiesa di San Rocco: risalente al XIII secolo ed edificata in stile romanico, costituisce il luogo di culto più antico conservatosi all'interno delle mura urbiche; lo spazio interno mostra un apparato decorativo interamente rinnovato nel corso dell'Ottocento; Chiesa di San Lorenzo: tempio agostiniano fondato nel 1613 unitamente all'annesso complesso conventuale, del quale si conserva lo storico chiostro quadrangolare ad arcate in muratura; Chiesa di San Giuseppe: luogo di culto urbano provvisto di arredi sacri storici e tele devozionali barocche; Chiesa della Madonna della Pietà: piccola chiesa rurale situata lungo le antiche vie d'accesso al borgo; Chiesa di San Francesco: santuario suburbano annesso al preesistente convento dell'Ordine dei Frati Minori. Il complesso monastico, provvisto di chiostro, costituisce il più antico insediamento francescano della Marca Fermana, storicamente fondato dallo stesso Francesco d'Assisi; l'immobile versa in stato di degrado strutturale ed è sottoposto a vincolo di tutela; Chiesa di Santa Maria delle Palme e Chiesa di Santa Maria in Accubitu: cappelle rustiche e storici santuari rurali sparsi lungo l'agro centuriato del territorio comunale.
Società Evoluzione demografica
Dialetto Il dialetto acquavivano è parlato nel comune di Acquaviva Picena, è di tipo basso-truentino e presenta dunque molte affinità con quello sambenedettese, pur discostandosi significativamente per alcune caratteristiche. Le caratteristiche comuni a tutti gli altri dialetti della zona costiera sono: Metafonesi sannita monottongata (alcuni esempi: tìmbë per "tempo", fùchë per "fuoco"); Monottongazione (alcuni esempi: mëstìrë per "mestiere", vàttë vì per "vattene via"); Assimilazione dei nessi consonantici "-l + consonante" senza sonorizzazione (alcuni esempi: atë per "alto", fazë per "falso", pucì per "pulcino").
Nel dialetto acquavivano generalmente la -a finale cade, come in tutti gli altri dialetti costieri (alcuni esempi: issë parlë per "lei parla") tuttavia ultimamente, per influenza dell'italiano, la -a finale è stata reintrodotta soprattutto nei sostantivi e negli aggettivi, per cui mentre in sambenedettese "buona" si dice bbònë in acquavivano si dice bbòna, in sambenedettese "casa" si dice casë mentre in acquavivano rimane casa.
Alcuni vecchi documenti, come quelli del linguista tedesco Neumann, testimoniano come in passato, agli inizi del '900, il dialetto acquavivano presentasse metafonesi ascendente dittongata, come nei dialetti di tipo ascolano e offidano, e che solo successivamente abbia ridotto a monottongo l'esito metafonetico, forse per influenza sambenedettese. Inoltre in passato anche nel dialetto acquavivano esistevano dei frangimenti vocalici molto particolari, ormai del tutto estinti.
Cultura
Cucina Pesche dolci di Acquaviva Picena: specialità della pasticceria locale costituita da due mezze sfere di pasta biscotto o pasta lievitata, bagnate nell'alchermes, farcite con un ripieno di cioccolato o crema pasticciera e unite a evocare la morfologia del frutto omonimo.
Eventi Acquaviva Comics Academy: storica manifestazione nazionale dedicata all'arte del fumetto e dell'illustrazione contemporanea. Nata nel 1996 con la denominazione di Acquaviva nei fumetti, la rassegna si è svolta con cadenza annuale nel mese di agosto fino alla sua definitiva conclusione, avvenuta nel 2006; Sponsalia: rievocazione storica in costume d'epoca che commemora il matrimonio tra Forasteria d'Acquaviva e il vicario imperiale Rainaldo di Brunforte, celebrato nel 1234. La manifestazione, organizzata stabilmente dal 1988 a cavallo tra i mesi di luglio e agosto, prevede nel proprio programma la disputa del Palio del Duca, competizione cavalleresca e di destrezza che vede contrapposti i due storici rioni cittadini dell'Aquila e della Civetta. Nel medesimo contesto viene indetto il Palio dei bambini, esteso alle quattro contrade dell'Aquila, della Civetta, del Falco e del Picchio.
Economia
Artigianato Il comparto economico locale conserva un consolidato patrimonio di attività legate all'artigianato manifatturiero e artistico. La produzione tradizionale di maggior rilievo è costituita dalle storiche pajarole (o pagliarole), tipici cesti e bagnarole realizzati mediante l'intreccio manuale di steli di paglia di frumento, raccordati con fili di salice o di vimine e decorati con inserti di lana policroma. Il settore manifatturiero conta inoltre storiche botteghe dedite alla lavorazione del midollino, all'arredamento in giunco e all'arte del merletto a fuselli.
Turismo Il comune presenta una spiccata vocazione turistica legata ai flussi collinari, rurali e culturali. In virtù della conservazione del proprio patrimonio architettonico e paesaggistico, la cittadina è inserita nell'associazione de I borghi più belli d'Italia ed è insignita del marchio di qualità turistico-ambientale della Bandiera arancione, conferito dal Touring Club Italiano. L'economia dei servizi ricettivi e d'accoglienza è storicamente integrata dalla vicinanza geografica con la pianura costiera di San Benedetto del Tronto e della Riviera delle Palme, comprensorio del quale il borgo costituisce l'immediato avamposto collinare.
Amministrazione
Sport
La squadra di calcio locale è l'Acquaviva calcio che disputa la Seconda Categoria delle Marche, ma il paese ha anche una seconda squadra che gioca in Terza Categoria e sì chiama F.C.D. River. Nella stagione 2013-2014 per la prima volta si è iscritta al campionato di Serie D una squadra di calcio a 5, l'Acquavivana C5, ottenendo buoni risultati.
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Note
Voci correlate Stele di Acquaviva Picena
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