I suoi assemblage hanno avuto enorme influenza su molti artisti a lui contemporanei. Conner ha esposto nei musei di New York, Chicago, San Francisco, Los Angeles e di altre grandi città degli Stati Uniti.

Biografia

Bruce Conner nasce a McPherson, in Kansas, il 18 novembre 1933, ma trascorre l'infanzia e l'adolescenza a Wichita. Qui si iscrive alla Wichita University e, nel 1956, consegue il proprio attestato di B.F.A. (Bachelor of Fine Arts) presso l'università del Nebraska, dove incontra Jean Sandsted che sposerà nel 1957. Ricevuta una borsa di studio, frequenta per un semestre la Brooklyn Museum Art School. Successivamente, grazie all'ausilio di un'ulteriore finanziamento, studia presso l'università del Colorado. Stabilitosi con la moglie a San Francisco, diviene rapidamente un'icona della Beat Generation e, nel 1959, fonda la Rat Bastard Protective Association, una comunità nella quale militano artisti come Jay DeFeo, Joan Brown, Wallace Berman, George Herms, scrittori quali Michael McClure, Richard Brautigan, Philip Lamantia e il musicista Terry Riley.

Alla fine degli anni cinquanta Conner si cimenta nei suoi primi collage, che si sviluppano in assemblage tridimensionali, utilizzando materiali di scarto come foto, calze di nylon, chiodi, carta da parati, legname, indumenti e gioielli. Ignorando volontariamente la dimensione pittorica, Conner sviluppa la propria arte usando solo materiale preesistente, spesso consumato. Egli percepisce, per tutta la durata della sua carriera, le proprie composizioni come mutevoli e soggette naturalmente alle ingiurie del tempo, per questo stesso motivo non considera ultimato o completo alcun lavoroBruce Conner, in A Conversation with Bruce Conner and Robert Dean, exhibition catalogue (Santa Monica: Michael Kohn Gallery, 1990). Pur sembrando all'apparenza prive di significato, le opere di Bruce Conner, influenzate ingentemente anche dal Surrealismo, nascondono precisi messaggi sociali. Il consumismo, il militarismo, la violenza sulle donne risultano solo alcuni degli aspetti caratteristici dell'America del Secondo Novecento che l'autore attacca con veemenza artistica. Nello stesso periodo Conner si affaccia al mondo del cinema sperimentale e, attraverso la pellicola, sviluppa un nuovo metodo: assemblare elementi filmici e simultaneamente esaminare la natura ed il ruolo dello spettatore. In questo modo analizza in modo professionale i meccanismi cinematografici per orientare le gag che lo avevano affascinato da giovane (importante, in proposito, il contributo di Duck Soup dei fratelli Marx). Nel 1958 crea il suo primo film, A MOVIE (Conner utilizza caratteri volutamente in stampatello per denominare le sue opere), risultato dal recupero e dal montaggio di frammenti di diverse pellicole e vecchie telecronache.

Nel 1959, presso la Spatsa Gallery di San Francisco, viene tenuta la prima importante mostra a lui dedicata. Per pubblicizzare l'evento, vengono stampati dei volantini che hanno l'aspetto di manifesti luttuosi sui quali compare il titolo Works of the Late Bruce ConnerLavori del tardo Bruce Conner. L'evento che crea maggior scalpore, nello stesso anno, risulta il San Francisco Art Association Artist Member Show tenutosi presso il De Young Memorial Museum. In questa occasione, Bruce Conner presenta una piccola scultura di cera nera raffigurante un bambino. Sul volto dell'infante è dipinta una smorfia di puro terrore, mentre alcune calze di nylon lo trattengono seduto su un alto seggiolone. CHILD, questo è il nome dell'opera, spinge Alexander Fried del San Francisco Examiner a scrivere di "mostra violenta", mentre Waite Elmont, del San Francisco Chronicle, intitola il proprio articolo It's Not Murder - It's ArtNon è un omicidio - È arte.

Un anno più tardi Conner conquista ancora una volta l'attenzione della stampa grazie ad una mostra di assemblage e collage alla Martha Jackson Gallery di New York e, nel mese di dicembre, dipinge di nero le pareti dell'intera Batman Gallery di San Francisco per presentare il proprio lavoro.

Nel 1961 ultima il secondo film, COSMIC RAY, un esperimento di found footage della durata di quattro minuti circa. Nonostante la popolarità crescente del proprio lavoro, Bruce Conner trascorre tutto il 1962 in Messico con sua moglie Jean a causa degli scarsi proventi che la carriera artistica gli procura. Durante questo anno pone le basi per futuri assemblage e collage. Con un figlio appena nato, la coppia fa ritorno negli Stati Uniti stabilendosi nel Massachusetts durante gli ultimi mesi del 1963. Il 22 novembre di questo stesso anno il Presidente John F. Kennedy viene assassinato e, in quest'occasione, Bruce Conner riprende il servizio televisivo riguardante l'accaduto e lo trasforma in REPORT, un'ulteriore riflessione sul ruolo della violenza nella società americana.

Nel 1964 Conner espone nuovamente alla Batman Gallery, anche se per soli tre giorni; durante questo arco di tempo l'autore non abbandonerà mai la mostra. Parte dell'evento viene ripreso per poi trovare spazio nel film VIVIAN. È durante questo periodo che l'autore decide di non dedicarsi più agli assemblage che l'avevano reso tanto conosciuto: pondera di ultimare, invece, alcuni film di breve durata. TEN SECOND FILM è un trailer che gli viene commissionato nel 1965 in occasione del New York Film Festival, ma che i promotori stessi scartano a causa della veloce successione delle immagini rappresentate. BREAKAWAY e THE WHITE ROSE, rispettivamente del 1966 e del 1967, costituiscono due dediche indirizzate a due differenti figure femminili di spicco. Il primo film in questione, infatti, celebra la musica e l'attitudine trasformista della cantante Toni Basil, mentre THE WHITE ROSE documenta la rimozione del maestoso e più celebre dipinto di Jay DeFeo dall'appartamento dell'artista. LOOKING FOR MUSHROOMS, nel formato del 16mm, si mostra come un viaggio a colori di tre minuti in cui diviene protagonista assoluta la canzone Tomorrow Never Knows dei Beatles.

Oltre ad approfondire la sua dimensione cinematografica, Conner concepisce una serie di disegni a pennarello che catalogherà come MANDALA SERIES. Trasformerà alcuni di questi lavori in litografie solo alla fine degli anni settanta. Altresì, si dedica alla composizione di collage che verranno esposti tra il 1970 e il 1973 con il titolo di THE DENNIS HOPPER ONE MAN SHOW (opera che prende il nome dal regista amico Dennis Hopper). Con il fotografo Edmund Shea crea una serie di fotografie a grandezza naturale che chiamerà ANGELS.

Nella seconda metà degli anni settanta, devoto sempre più al mondo del disegno e della fotografia, Bruce Conner documenta con alcuni importanti scatti la scena punk rock americana. Nel 1978 crea MONGOLOID, film basato sulla canzone omonima dei Devo, celebre gruppo new wave dell'Ohio. Tra il 1981 e il 1982, invece, compone due film direttamente ispirati alla musica di David Byrne e Brian EnoMy Life in the Bush of Ghosts, Sire Records, 1981: MEA CULPA e AMERICA IS WAITING sono due opere impreziosite dalle due canzoni omonime tratte da My Life in the Bush of Ghosts, uno degli album più importanti della scena musicale sperimentale.

Per tutta la durata degli anni ottanta e novanta Conner continua a creare disegni con macchie d'inchiostro (espone alcuni di essi alla Whitney Biennal del 1997) e collage, molti dei quali contenenti numerose immagini religiose.

Nel 1999 viene pubblicata dal Walker Art Center una fondamentale monografia, 2000 BC: The Bruce Conner Story, Part II, tuttora la più completa esistente. In occasione della pubblicazione del volume, Conner annuncia la fine della sua carriera artistica. Nonostante l'annuncio ufficiale, egli continua a produrre arte in quanto "Anonimo" anche poco tempo prima della morte. Una serie di disegni composti da macchie d'inchiostro, che corrisponde al nome di 9/11, viene attribuita a lui.

Bruce Conner, che ha annunciato più volte il suo decesso come un evento d'arte concettuale, muore il 7 luglio 2008.

Film Lo stile cinematografico di Bruce Conner si distingue per il montaggio dinamico dato dai frequenti tagli (A MOVIE diviene esempio concreto di questa pratica) e dalle ripetizioni ossessive di frammenti di scene, intervallati spesso da flickering, fotogrammi neri o del "conto alla rovescia". Questi espedienti interrompono la visione delle scene al fine di destare lo spettatore facendolo soffermare sul medium utilizzato per la fruizione delle immagini. In questo modo, Conner cerca di rivoluzionare la figura dello spettatore, distaccandosi da un'altra corrente di cinema sperimentale dello stesso periodo che vede in Andy Warhol il massimo esponente. Warhol, infatti, in film come Sleep ed Empire, utilizzava lunghe riprese statiche dei soggetti. Nei lavori di Conner, invece, persiste un'evidente impronta narrativa e un frenetico dinamismo delle immagini.

Anche la musica, nei film di Conner, assume un ruolo decisivo in quanto, oltre a scandire il ritmo delle immagini, indirizza e conduce per mano l'osservatore fino al momento culminante della proiezione. L'ispirazione di A MOVIE deriva da una sequenza contenuta nel film del 1933 Duck & SoupGeorges Sadoul, Dictionary of Films, ed. and trans. Peter Morris (Berkeley and Los Angeles: University of California Press, 1972), p. 94). La scena in questione presenta il Presidente di Freedonia, Rufus T. Firefly (interpretato da Groucho Marx), mentre viene attaccato dalle truppe della vicina Sylvania. Conner notò che il forte umorismo della sequenza celava un altrettanto forte senso antimilitaristicoWees, Recycled Images, pp. 78-79. Recuperando scene di vecchi filmati dallo scarso valore economico e facilmente reperibili (come Thrills and Spills, telegiornali e video commerciali rappresentanti performance di sole figure femminili), Bruce Conner utilizza l'espediente comico dei Fratelli Marx per comporre il suo personalissimo messaggio ideologico.

A MOVIEFor a close analysis of the film, see David Bordwell and Khristin Thompson, Film Art: An Introduction, Eight Edition (New York: McGraw? - Hill, 2008), pp.365-70 viene presentato nel 1958, presso il San Francisco Museum of Art per celebrare il lavoro di Walt Disney. I dodici minuti di film in bianco e nero, impressi sul formato del 16mm, vengono ripetuti ininterrottamente per tutta la durata della mostra, così da creare una sorta di anti-film che scorre sulle note della sinfonia I pini di Roma di Ottorino Respighi ("Ogni volta che il film viene proiettato risulta differente, perché l'ambiente cambia ogni volta" - dall'intervista del 26 febbraio 1997 di Bruce Jenkins). Le immagini tipiche del cinema come il "count-down" e il "The End", che solitamente scandiscono l'inizio e la fine del film, vengono utilizzate da Conner per rivoluzionare la classica struttura narrativa: il loro inserimento all'interno dell'opera le priva, dunque, del significato originario. COSMIC RAY (1961) è il primo film in cui Bruce Conner accompagna il materiale recuperato con riprese fatte da lui. In quest'opera emerge un frequente uso di loghi di marche ed elementi grafici (schizzi d'inchiostro e macchie di sostanze chimiche). COSMIC RAY alterna al montaggio due forme di contenuti grafici: da una parte testi e forme geometriche, dall'altra la performance di Beth Pewter, artista nata in Kansas, che appare spettralmente in immagini sovraesposte grazie a giochi di luci ed ombreBrakhage, Film at Wit's End, p. 143. La musica che accompagna il film è un'esecuzione dal vivo di What'd I Say di Ray Charles, al quale il titolo del film rende evidente omaggio.