Funzionario del regime fascista durante la Repubblica Sociale Italiana per la quale ricoprì la carica di capo di gabinetto al Ministero della Cultura Popolare, fu esponente di spicco della Prima Repubblica mantenendo la carica di deputato dal 1948 alla sua morte.

Nel dopoguerra fu uno tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano, di cui fu segretario tra il 1947 ed il 1950 e, successivamente, tra il 1969 ed il 1987, appoggiando nel 1972 la fusione con gli esponenti monarchici che comportò la ridenominazione del partito in Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale.

Biografia Nato a Salsomaggiore Terme (Parma), apparteneva a una famiglia d'origine aristocratica molisana: gli Almirante erano stati dal 1691 i duchi di Cerza Piccola (Cercepiccola). Molti suoi parenti erano attori; come il padre Mario Almirante, attore e direttore di scena nella compagnia teatrale di Eleonora Duse e in quella di Ruggero Ruggeri, regista del cinema muto in seguito e che sposò Rita Armaroli, cosi come il nonno Nunzio e i fratelli del padre Ernesto, Giacomo e Luigi. Era inoltre cugino di secondo grado di Italia Almirante Manzini, celebre diva del cinema muto.

A causa del lavoro paterno, Almirante visse i primi 10 anni di vita in giro per l'Italia. Dopo molte vicissitudini la sua famiglia si stabilì poi a Torino e infine a Roma. Il padre lavorò in ambito cinematografico, come direttore del doppiaggio di diversi film, tra cui Luci della ribaltaCorreva l'anno: Giorgio Almirante, Rai Tre, 7 settembre 2010.. In seguito, durante il lavoro al giornale di Telesio Interlandi, Almirante si occupò anche di critica cinematografica. Inoltre, durante gli anni universitari fece brevemente parte di una compagnia teatrale studentesca.

Gli studi e gli esordi giornalistici Parallelamente agli studi, compiuti a Torino presso il Liceo classico Vincenzo Gioberti, cominciò la sua carriera come cronista presso il quotidiano fascista Il Tevere. In quegli anni s'iscrisse al Gruppi Universitari Fascisti di Roma e ne diviene fiduciario; sulle colonne del Tevere si occupò anche di pubblicizzare le attività e lo spirito dell'organizzazione giovanile fascista. Il 28 ottobre 1932 si apre la Mostra della Rivoluzione fascista in via Nazionale, in occasione del decennale della Marcia su Roma, e il giovane Almirante che avrà modo di montare come guardia d'onore nel 1933, ricorderà l'esperienza in un articolo pubblicato sul Tevere:

In questi anni si solidifica in Almirante la fede fascista, animato da una profonda lealtà verso Mussolini e il Fascismo, che non rinnegherà mai per il resto della vita. Nel 1937 Almirante si laureò in lettere con una tesi sulla fortuna di Dante Alighieri nel Settecento italiano con l'italianista Vittorio Rossi. La collaborazione con Il Tevere proseguì nel tempo; ne divenne caporedattore e vi rimase legato fino alla chiusura avvenuta nel 1943. Svolse la sua attività professionale in questo periodo prevalentemente nell'ambito giornalistico e cinematografico.

Dal 1938 al 1942 fu segretario del comitato di redazione della rivista antisemita e razzista La difesa della razza, che uscì in seguito alla pubblicazione del Manifesto della razza nel 1938 e con cui collaborò con articoli fin dal primo numero. Il 5 maggio 1942 scriveva sulla stessa rivista:

La guerra Allo scoppio della seconda guerra mondiale Almirante fu mandato come ufficiale di complemento in Sardegna, ma chiese e ottenne una promozione come corrispondente di guerra e partì per la Libia al seguito della Divisione "23 marzo" delle Camicie Nere quindi partecipò alla campagna del Nordafrica. Firmò molti articoli apparsi sul Tevere, abbandonando lo stile retorico e fascista passando a una prosa più asciutta e concisa, d'obbligo secondo lui nei resoconti di guerra. Venne decorato con la croce di guerra al valor militare per essere stato tra i primi a entrare a Sollum e Sidi Barrani, ma ricordando l'episodio non parlò mai di eroismo o di combattimenti, anzi, si schermì più volte. La sua testimonianza comparve sempre sul Tevere:

Nella Repubblica di Salò Il 3 settembre 1943 venne firmato l'armistizio di Cassibile reso noto l'8 settembre. Alla costituzione della Repubblica Sociale Italiana Giorgio Almirante vi aderì, arruolandosi nella Guardia Nazionale Repubblicana con il grado di capomanipolo, equivalente a tenente. Il 30 aprile 1944 Almirante fu nominato capo gabinetto del ministero della cultura popolare presieduto da Fernando Mezzasoma..

In qualità di Capo di Gabinetto del Ministro della Repubblica sociale italiana Mezzasoma, firmò un bando in cui fra l’altro si ribadiva la pena di morte per i giovani che non avessero risposto alla chiamata alle armi nell’esercito repubblichino.

Il dopoguerra e la fondazione del MSI

Dal 25 aprile 1945 fino al settembre 1946, pur non essendo ufficialmente ricercato, rimase in clandestinità. In tale periodo, secondo numerose testimonianze, trovò rifugio presso un amico ebreo, Emanuele Levi, che poteva così sdebitarsi per il fatto di essere stato a sua volta salvato durante la guerra proprio da Almirante, il quale aveva nascosto lui e la sua famiglia nella foresteria del Ministero della cultura popolare durante i rastrellamenti.:"... pensò di nascondersi presso l'amico ebreo che aveva salvato un anno prima e ospitato nella foresteria del suo Ministero, a Salò" Nell'autunno 1946 Almirante partecipò alla fondazione dei Fasci di Azione Rivoluzionaria insieme con Pino Romualdi e Clemente Graziani. Cominciò inoltre a scrivere sul settimanale Rivolta Ideale, una delle maggiori riviste della politica di destra di quegli anni e insieme con Cesco Giulio Baghino si avvicinò al Movimento italiano di unità sociale.

Il 26 dicembre 1946 Almirante partecipò a Roma alla riunione costitutiva del Movimento Sociale Italiano (MSI) facendo parte della prima giunta esecutiva. Ne divenne il 15 giugno 1947 segretario della giunta esecutiva, dal 1948 segretario nazionaleGiuliana de' Medici, Le origini del M.S.I. (1943-1948), ISC, Roma, 1986, pag. 61 e mantenne la carica fino al gennaio 1950. Da segretario del partito, Almirante si spese in modo notevole tanto da rimanere il ricordo di quando, non disdegnando viaggiare per l'intera penisola, dormiva in treni di terza classe («come un apostolo», secondo le parole di Assunta Almirante) e fondando sedi locali del MSI.

Le elezioni comunali di Roma del 1947

Nel 1947 il MSI partecipò alle elezioni comunali di Roma. Il 17 settembre Almirante tenne un comizio in piazza Ungheria. Esso fu interrotto dall'intervento di esponenti politici oppositori, che assaltarono il palco; ne scaturì una violenta rissa,:"Alla fine, alle comunali, l'MSI ottiene tre seggi con un totale di 24.903 preferenze. Voti comunque determinanti per l'ascesa a sindaco del democristiano Rebecchini, che ottiene 41 preferenze su 80." sedata dalle forze dell'ordine. Ma il clima politico, viste le vicissitudini della guerra portata dal fascismo, era fortemente ostile ai partiti di destra e il 10 ottobre, in piazza Colonna, nel corso del comizio di chiusura si ripeterono i disordini. Nei tumulti scoppiati tra gli oppositori e durante l'intervento della polizia si sentì male e poi morì l'ex federale di Rieti del PNF Pasquale LuginiAndrea Di Nicola (2011). "Pasquale Lugini, un medico gerarca". Comune di Rieti.

Alle elezioni il MSI ottenne un discreto successo, risultando eletti tre consiglieri comunali che poi appoggiarono l'elezione a sindaco del democristiano Salvatore Rebecchini, contrapposto al candidato delle sinistre. Poche ore prima dell'insediamento a sindaco di Rebecchini fu diffuso un comunicato della Questura di Roma che riguardava Almirante:

Almirante, per i fatti di piazza Colonna, fu accusato di apologia del fascismo e il 4 novembre 1947 gli fu inflitta una condanna di 12 mesi di confino. Almirante era destinato a Salerno e giunto a destinazione, il questore della città gli comunicò la sospensione del provvedimento disposta dal questore di Roma.

Attività parlamentare

Nel marzo 1948, in vista delle elezioni politiche Almirante tenne diversi comizi in giro per l'Italia ma la maggior parte di questi gli fu impedita per l'ostracismo degli interventi violenti di militanti comunisti. Solo nel sud la situazione risultò più tranquilla. Il clima politico portò anche ad altri candidati del MSI l'impedimento a effettuare comizi in pubblico.:"Marzo del 1948 è funestato dagli scontri di piazza, che scoppiano ogni volta che i candidati missini provano a tenere un comizio. Aggressioni e incidenti avvengono a Brescia, Livorno, Milano, Sesto San Giovanni e Desio. A Napoli sei giovani missini vengono feriti gravemente dopo aver partecipato ad un comizio. A Cuneo il candidato Tullio Abelli si salva a stento da un'aggressione comunista." Ciononostante, Almirante riuscì eletto in Parlamento fin dalla prima legislatura (1948) e fu sempre rieletto alla Camera dei deputati. Il 10 ottobre 1948 nel corso di un nuovo comizio, nuovamente in piazza Colonna, si accesero violenti scontri questa volta con le forze dell'ordine.

Nel 1950 Almirante fu sostituito alla guida del MSI da Augusto De Marsanich e guidò, con Ernesto Massi, la corrente della "sinistra" missina contrapposta al nuovo segretario.

Nel maggio 1952, in occasione di scontri avvenuti a Trieste, Almirante scese in campo in difesa dell'italianità della città che, ancora sotto amministrazione Alleata con la denominazione di Territorio Libero di Trieste, era reclamata dalla Jugoslavia, che nel frattempo aveva già attuato l'annessione della zona B. Nel 1953 avvenne la cosiddetta rivolta di Trieste.

Nel Congresso del partito tenutosi a Viareggio nel gennaio del 1954, con il suo gruppo si schierò contro la scelta moderata e filoborghese che porterà Arturo Michelini alla segreteria del MSI. Nel 1960 il VI Congresso del MSI, organizzato a Genova, venne annullato sempre per la reazione dei partiti politici opposti che fecero insorgere violenti tumulti di piazza, a fatica controllati dalle forze dell'ordine.

Nel 1959 si attiva contro il regime di autonomia vigente in Provincia di Bolzano, in applicazione dell'accordo Degasperi-Gruber del 1946, sostenendo invece una politica di assimilazione della minoranza di lingua tedesca ivi presente, pretendendo da essa testualmente «fedeltà assoluta all'Italia» e affermando che il problema dell'Alto Adige sarà risolto solo quando qui «il numero degli italiani sarà pari a quello dei tedeschi»Giorgio Almirante, La verità sull'Alto Adige, a cura del Movimento sociale italiano, Tipografia A. Tambone, Roma, 1959, p. 84 e 88..

Nel 1963 prese parte al VII Congresso, tenutosi a Roma. In questa occasione Almirante guidò la minoranza di sinistra organizzata nella nuova corrente "Rinnovamento" in contrapposizione a Michelini. La corrente guidata da Almirante uscì sconfitta dal Congresso.Vincenzo La Russa, Giorgio Almirante. Da Mussolini a Fini, Mursia, Milano, 2009, p. 63.

Indetto l'VIII Congresso a Pescara nel 1965, con la dissidenza di Pino Romualdi che presentò una propria mozione, Almirante chiuse un accordo con Michelini votando una mozione unitaria, e Michelini con l'appoggio degli almirantiani fu riconfermato segretario.. Michelini e Almirante costituirono "de facto" una corrente unica e l'opposizione interna fu occupata dalla corrente spiritualista di Pino Romualdi.: "La nuova corrente di Michelini e Almirante domina ora il partito con una larga maggioranza sui neo-oppositori capitanati da Romualdi"

Seconda segreteria del MSI La politica del doppiopetto