Palmi (IPA: , Pàrmi in calabreseVocabolario del dialetto calabrese di Luigi Accattatis, Castrovillari, 1895) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria, in Calabria.
La città è un attivo centro agricolo, commerciale e balneare,. fra i principali dell'area piana di Gioia Tauro e della città metropolitana di Reggio Calabria.
Geografia fisica Territorio
Palmi sorge sul mar Tirreno, a ridosso delle pendici del Monte Sant'Elia, su un terrazzamento che sovrasta un tratto di Costa Viola.
Gran parte del territorio comunale consiste di una serie di terrazzamenti collinari che degradano rapidamente verso il mare tramite un sistema di falesie, piccole spiagge e scogliere. Su un terrazzamento a quota 228 metri s.l.m. si trova il centro storico con la casa comunale, mentre su un altro, posto più a nord a 100 metri s.l.m., è ubicata la frazione di Taureana. La restante parte della superficie è costituita a sud dal Monte Sant'Elia (582 metri s.l.m.) e a nord-ovest da un territorio pianeggiante su cui sorgono i quartieri balneari che formano il Lido di Palmi.
Oltre il territorio comunale, a nord, si estende la seconda per ampiezza zona pianeggiante della Calabria che prende, tra gli altri, il nome di Piana di Gioia Tauro (anche conosciuta come Piana di Palmi).
Il corso d'acqua principale è il fiume Petrace, che segna il confine nord-est del territorio comunale, dalla località Pontevecchio fino alla sua foce sul mar Tirreno. La sua portata media è di circa 8 m³/s.
La punta più ad ovest è denominata Capo Barbi, e da questo promontorio inizia la Costa Viola. Il nome deriva dal fatto che il mare, a poca distanza dalla linea di costa, raggiunge elevate profondità facendo assumere all'acqua un colore blu cupo che il sole al tramonto colora con riflessi viola. Poco più a sud di Capo Barbi vi è la punta Motta.
Tutta la costa di Palmi, nella quale si trovano la baia della Marinella e la baia della Tonnara,. è ricca di grotte marine e costiere, spiagge e scogli, tra cui la grotta delle Sirene, la grotta dell'Arcudace e la grotta Perciata, le spiagge della Marinella, di Trachini, della Tonnara e di Pietrenere-Scinà, mentre gli scogli principali sono lo scoglio Trachini, Pietra Galera, lo scoglio dell'Isola e gli scogli Agliastro. Tra questi ultimi vi è il celebre scoglio dell'Ulivo, sulla cui sommità nei secoli passati è cresciuto un albero di olivo.
Una parte del territorio rientra nell'elenco delle zone di protezione speciale e dei siti di interesse comunitario della Regione Calabria.
Classificazione sismica: zona 1 (sismicità alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Clima
Il clima di Palmi è essenzialmente di tipo mediterraneo, caratterizzato da mesi estivi siccitosi ai quali seguono quelli piovosi e nevosi della stagione invernale.
Classificazione climatica: zona B, 888 GG
Origini del nome La tradizione secolare attribuisce la denominazione alle numerose palme presenti sul territorio. Con l'indicazione De Palmis Ruggiero I conte di Calabria specificava di concedere nel 1085 la chiesa di San Georgium alla Chiesa di Santa Maria e dei XII apostoli di Bagnara Calabra.Giuseppe Pasquale Cirillo, Difesa storica del Diploma onde Ruggiero I, conte di Sicilia e di Calabria nell'anno 1085, fondò la Chiesa di Santa Maria e dei XII Apostoli di Bagnara, Napoli 1754. Dominus Palmae fu chiamata invece dal barone Iacobus De Roto di Seminara nei registri angioini dei baroni di Calabria del 1333,Vito Capialbi, Memorie per servire alla storia della santa chiesa militese, Napoli, 1835, cronologia dei vescovi pag. 19, annotaz. 3. mentre nei secoli seguenti gli antichi notari si servirono dell'espressione Civitas Palmarum per indicare Palmi. Nel secolo XVI venne chiamata Parma da Gabriele Barrio,Gabriele Barrio, De Antiquitate et situ Calabriae, Romae, 1571, Hb. II cap. XVIII Palma da Fra Lando Alberti.Frà Lando Alberti, Descrizione di tutta Italia, Venezia 1596, v. Calabria, pag. 201. Nello stesso secolo ebbe anche il nome di Carlopoli in onore del duca Carlo Spinelli, che la ricostruì fortificata dopo una devastazione saracena, tanto che nel 1567 sono riportati l'appellativo di oppidum (a conferma della fortificazione) e di Palma nunc Carlopolis in quanto la nuova Carlopoli fu costruita accanto al vecchio centro abitato.. Solamente nel 1669 si incomincia a trovare Palmi,Lorenzo Giustiniani, Dizionario geografico del regno di Napoli, Napoli 1797, v. Palma ma all'inizio del XVIII secolo la città fu detta ordinariamente Palme,Thomae Aceti, Annotationes de antiquitate et situ Colabriae, Roma, 1737 Hb. II, cap. XVIII nome che prevalseFerdinando De Luca e Raffaele Mastriani, Dizionario corografico del Regno di Napoli, Nap. 1858, v. Palme fino al nuovo assetto del regno di Casa Savoia (1860), in cui si stabilì definitivamente il nome Palmi..
Storia
Il territorio comunale fu abitato fin dall'Età del bronzo, come testimoniato dai rinvenimenti ottenuti negli scavi condotti nella Grotta della Pietrosa o dai resti di capanne scoperti a Taureana di Palmi.
Dal IV secolo a.C., e fino al X secolo, nel territorio comunale si sviluppò la città di Tauriana. Sulla sua fondazione, alcune leggende narrano di una possibile colonizzazione achea dell'area.. Altre ipotesi storiche ricollegano la nascita della città alla seconda metà del IV secolo a.C., quando dei gruppi brettii, nello specifico i «Tauriani», si resero autonomi dai lucani, raggiungendo e conquistando una parte della Calabria meridionale. La città è segnalata in atti ufficiali di età successiva, quando Tito Livio asserisce che nel 212 a.C., in occasione della Seconda guerra punica, nel Bruttium vi fu il passaggio dei Taureani sotto la protezione di Roma. Nel 951 Tauriana venne distrutta dalle milizie dell'emiro di Palermo Hasan Ibn Alì. e, fuggendo, la parte dei taurianensi dedita ai traffici ed alle arti marinaresche si stabilì nella parte alta della costiera, tra il monte Aulinas ed il fiume Metaurus, nella contrada De Palmis dove vi erano alcune case coloniche..
Dei primi secoli di vita del piccolo villaggio di Palmi (Palmae in latinoNome ufficiale di Palmi in latino, come riportato anche nel documento "Acta Apostolicae Sedis", scritto da papa Giovanni Paolo II, nel quale viene creata la nuova diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, pag. 1360), casale di Seminara, sono giunte ai giorni nostri poche informazioni. Si narra che da Palmi il conte Ruggero I di Sicilia radunò l'armata normanna per muovere alla conquista della Sicilia. Dagli inizi della dominazione normanna, fino al principio del XIII secolo, le uniche notizie riguardano le vicende che accompagnarono i conventi di Sant'Elia lo Juniore e di San Fantino. Le dimensioni dell'abitato nel Trecento dovevano essere contenute, dato che la chiesa di San Nicola era l'unica esistente.
Si rifugiò a Palmi, nel 1495, il re Ferdinando II d'Aragona dopo aver subito una sconfitta a Seminara contro le truppe del generale Robert Stuart d'Aubigny..
Il centro abitato fu colpito nel 1549 dai pirati saraceni e distrutto interamente. Pertanto il feudatario duca Carlo Spinelli, decise di riedificare la città fortificandola. In seguito alla sua ricostruzione la città crebbe ulteriormente d'importanza attirando tutti i traffici marittimi delle coste meridionali della Calabria..
Indipendente da Seminara nel 1632, nel XVII secolo la città si sviluppò urbanisticamente ed economicamente grazie all'attività commerciale dei suoi abitanti ed al marchese Andrea Concublet che le istituì una "fiera".. Le mura ad est vennero abbattute per permettere l'unione con i nuovi agglomerati che venivano a formarsi, in conseguenza dell'aumento di popolazione. Sempre nel XVII secolo il tessuto urbano, fino a quel momento costituito da rioni distanti tra di loro, si concentrò intorno ad un nodo principale formato dalla nuova "piazza del Mercato".
Nel XVIII secolo Palmi attraversò il periodo più florido della sua storia, fino a quando fu colpita dal Terremoto della Calabria meridionale del 1783 che la distrusse completamente provocando circa 1.400 morti. La ricostruzione della città avvenne seguendo parzialmente il Piano Regolatore redatto dall'ing. De Cosiron.
La città venne posta a capoluogo di distretto nel 1806. Nel 1860 avvenne lo sbarco di Giuseppe Garibaldi e della spedizione dei Mille e l'evento fece mettere in fuga il numeroso presidio borbonico presente in città. Con l'Unità d'Italia, il distretto venne abrogato e Palmi fu posta a capo dell'omonimo circondario (abolito nel 1927). Nel 1894 la città fu epicentro di un terremoto che produsse numerose rovine e 9 morti.A. Riccò, E. Camerana, M. Baratta, G. Di Stefano - "Il terremoto del 16 novembre 1894 in Calabria, Relazione Scientifica della comm. incaricata degli studi dal Regio Governo" pag. 33.
Nel 1908 Palmi venne nuovamente distrutta, quasi nella sua totalità, dal violento terremoto del 28 dicembre, che provocò nella sola città calabrese circa 600 morti. Il centro abitato venne ricostruito su progetto dell'ing. Pucci, stravolgendo completamente l'assetto urbano dei secoli passati. La ricostruzione, che interessò tutta la prima metà del XX secolo, rese gradevole l'aspetto della città, con l'uniformità delle volumetrie, con il gusto neoclassico dei nuovi edifici e con la realizzazione di monumenti ed opere d'arte.
Il secondo dopoguerra vide lo sviluppo cittadino nel settore terziario, ponendo Palmi come principale polo amministrativo, direzionale e scolastico del versante tirrenico della provincia grazie all'istituzione di scuole di secondo grado, strutture di forze armate, strutture sanitarie e giudiziarie e sedi di altri enti pubblici e privati. Nel 1998 fu istituito dalla Provincia di Reggio Calabria il Circondario della Piana, rinominato nel 2008 Circondario di Palmi.
Simboli
Lo stemma, come segno distintivo, e il gonfalone sono stati riconosciuti con decreto del 9 marzo 1935 e trascritti nel libro araldico degli enti morali.
Stemma Lo stemma raffigura una palma su uno sfondo azzurro, è sormontato da una corona marchionale ed è contornato da bandiere catturate ai pirati barbareschi. Alla base sono disposti due cannoni che ricordano la Cittadella fortificata e munita di mura e, sotto di esse, a sinistra, è posto un fascio di verghe che simboleggia l'unità del popolo a difesa della città, mentre la testa di moro, disegnata a destra, rammenta l'uccisione di un capo corsaro avvenuta durante una delle incursioni subite dalla cittadina.Art. 4 comma 2 dello Statuto comunale di Palmi.
Lo stemma del comune di Palmi è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 9 marzo 1935, ed è stato rinnovato secondo quanto descritto nello Statuto Comunale.Approvato con delibera del C.C. nº 42 del 30 giugno 2008, modificato con delibera del C.C. n. 81 del 29 dicembre 2008 e con delibera del Commissario prefettizio n. 119 del 29 dicembre 2011.
Gonfalone
L'attuale gonfalone della città di Palmi è stato approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 70 del 28 dicembre 2004.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Chiese
I luoghi di culto della città sono i seguenti: Concattedrale di San Nicola (1932), duomo della città e concattedrale della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi. L'edificio è in stile neoromanico ed al suo interno conserva un quadro del XVIII secolo della Madonna della Sacra Lettera e la reliquia del Sacro Capello; Chiesa di Maria Santissima del Soccorso (anni 1930), in tardo stile barocco, sull'altare maggiore custodisce la settecentesca statua della Madonna del Soccorso; Chiesa di Maria Santissima del Rosario (1937), in stile neoromanico, al suo interno contiene la venerata statua di Sant'Antonio di Padova; Chiesa della Santa Famiglia (2005), esempio di architettura moderna progettata dagli architetti Flavio Bruna, Aimaro Isola e Roberto Gabetti, ha ricevuto numerose recensioni, tra cui quella della rubrica "una chiesa del mese" della Conferenza Episcopale Italiana;