È conosciuta soprattutto per essere stata tra i primi artisti ad utilizzare l'arte del fotomontaggio e delle sue possibilità estetiche come tecnica e strumento di critica sociale.

Gli studi e le mostre a lei dedicate a partire dalla fine degli anni ottanta del NovecentoIl primo studio sull'opera di Höch, ancora vivente, è quello del critico d'arte tedesco Heinz Ohff, pubblicato nel 1968. Cfr.: Dalla fine degli anni ottanta diversi studi di orientamento femminista - lula Dech, Hanne Bergius ed Ellen Maurer in Germania, Maud Lavin nel Stati Uniti - avrebbero messo in discussione l'associazione quasi esclusiva fino ad allora stabilita tra l'artista e il movimento dada, indagando sulla complessità della sua opera. . hanno messo in discussione il suo confinamento a "brava ragazza",Così la definì Hans Richter, pittore e scrittore d'arte, aggiungendo: "quando è venuta a presiedere le riunioni nello studio di Hausmann si rese rapidamente indispensabile, sia per il netto contrasto tra la sua grazia leggermente da suora e la pesante sfida presentata dal suo mentore, sia per i panini, la birra e i caffè che riuscì in qualche modo a procurare nonostante la scarsità di denaro". Cfr.: "Bubikopfmuse" del movimento Dada,Bubikoft è il nome dato alla pettinatura a caschetto (o a "maschietto") che portavano le ragazze "alla moda" nei primi decenni del Novecento, e che Hannah Höch mantenne per tutta la vita. Il necrologio che Die Ziet le dedicò dopo la morte, il 9 giugno 1978, si intitolava "Zum Tod von Hanna Höch: Bubikopfmuse im Männerclub" ("Sulla morte di Hanna Höch: Bubikopfmuse nel club maschile"). Cfr.: . sottolineando la vastità e l'eterogeneità della sua produzione artistica, che si estende dalla prima guerra mondiale ai primi anni settanta del Novecento.

Dai collage dada di critica al contesto sociale ed economico della Germania di Weimar e da quelli degli anni venti incentrati sul tema dell'identità e delle rappresentazioni di genere, alle parodie antinaziste dei primi anni trenta, al surrealismo durante e oltre il Terzo Reich, all'astrattismo degli anni cinquanta e sessanta, fino alla reintroduzione delle immagini femminili negli anni sessanta,. Höch ha sperimentato stili e correnti artistiche diverse, utilizzando molteplici tecniche (stampe su linoleum, ricamo e intaglio, bambole dada, collage, acquerelli, pittura a olio, gouaches).

Nei suoi lavori ha trattato una varietà di temi, come il militarismo, l'industrializzazione e la tecnologia, le relazioni di genere, l'etnografia, con un focus particolare sul tema della donna "come spettacolo e spettatrice, come soggetto e oggetto", decostruendo nei suoi collage le immagini e gli stereotipi femminili ed esplorando le contraddittorie rappresentazioni della "donna nuova" diffuse nei mass media.

Biografia Anna Therese Johanne Höch,. nota come Hannah Höch,L'aggiunta della lettera h al suo nome sarebbe stata un'idea dell'amico dadaista Kurt Schwitters, suggerita per rendere il suo nome un palindromo. Cfr.: nacque il 1º novembre 1889 a Gotha, in Germania, da una famiglia della media borghesia composta di sette persone. Il padre Friedrich Höch lavorava in una compagnia di assicurazioni ed amava molto il giardinaggio, passione che trasmise alla figlia.. La madre Rosa Sachs, prima del suo matrimonio, aveva svolto l'attività di governante presso famiglie nobili; pittrice per diletto, incoraggiò Hannah ad intraprendere quest'arte.

Prima formazione Dal 1896 al 1904 Hannah, la maggiore di cinque fratelli, frequentò la Höhere Töchterschule a Gotha, ma all'età di 15 anni per volere dei genitori lasciò la scuola secondaria per accudire la sorella più giovane. Dopo aver lavorato un anno nell'ufficio del padre, nel 1912 si trasferì a Berlino ed iniziò la sua formazione presso la scuola privata di arti applicate a Charlottenburg, a cui i genitori l'avevano indirizzata, ritenendola, rispetto alle belle arti, un percorso professionale più sicuro e particolarmente adatto alle donne. Qui frequentò il corso di design di Harold Bengen, studiò calligrafia e pittura su vetro, decorazione su carta da parati e ricamo, ottenendo premi e riconoscimenti.. Nel 1914 visitò l'esposizione del Werkbund a Colonia; allo scoppio della prima guerra mondiale lasciò la scuola e fece ritorno a Gotha, dove per un breve periodo lavorò alla Croce Rossa..

Nel 1915, tornata a Berlino, riprese gli studi alla Unterrichtsanstalt des Kunstgewerbemuseums (Scuola del Museo reale di arti applicate, una delle istituzioni che precedettero l'Università delle Arti di Berlino), che proponeva l'integrazione di "belle arti" e arti applicate, e studiò grafica con Emil Orlik, un artista jugendstil il cui lavoro era ispirato alle stampe xilografiche giapponesi, approfondendo la tecnica della xilografia e dell'incisione su linoleum.. In quello stesso anno conobbe il pittore, scultore e fotografo austriaco Raoul Hausmann, che la introdusse nell'ambiente artistico berlinese e con il quale iniziò una relazione, personale e professionale, che durò sette anni..

Il rapporto con Hausmann, sposato e con una figlia, fu piuttosto turbolento e conflittuale. Il suo desiderio di poter vivere con lui non trovò realizzazione per il rifiuto di Hausmann di porre fine al suo matrimonio, istituzione alla quale, ideologicamente, egli sosteneva di opporsi.. Nel 1920 Hannah scrisse “una breve storia caustica” intitolata Der Maler (Il pittore), in cui, prendendo di mira il sessismo alla base del radicalismo dada, ma anche lo stesso atteggiamento del compagno, da lei ritenuto ipocrita nei confronti dell'emancipazione femminile, parlò di “un'artista sprofondato in un'intensa crisi spirituale quando sua moglie gli chiedeva di lavare i piatti”..

Dal 1916 al 1926 Höch lavorò tre giorni alla settimana presso l'editore Ullstein che svolgeva un ruolo importante nello sviluppo e nella divulgazione della riviste illustrate in Germania, come designer di modelli per tessuti ricamati e in pizzo, pubblicati in libri o riviste femminili di moda, fra cui Die Dame e Die Praktische Berlinerin, utilizzando spesso come base ritagli di giornali. Pubblicò anche disegni e articoli su Stickerei-und Spitzen-Rundschau (Rassegna di ricami e merletti), rivista mensile che diede un notevole contributo al riconoscimento sociale dell'artigianato femminile. L'esperienza maturata in questo ambito venne messa a frutto nelle sue successive opere, che spesso inclusero orditi, disegni di tessuti, o addirittura ricami stessi, come nel collage Staatshäupter (Capi di stato, 1919-20), uno dei collage "politici" del periodo, ritraente il ministro della Difesa Gustav Noske e il presidente del Reich Friedrich Ebert in costume da bagno, con ai bordi un ricamo termoadesivo e il disegno di una donna con parasole in mezzo ad una natura lussureggiante..

La sua prima opera astratta sopravvissuta è un collage del 1916 intitolato Weiẞe Wolke (Nuvola bianca), per la cui composizione l'artista utilizzò carta e frammenti di “Abdeckschablonen”, dei sottoprodotti del processo utilizzato nella preparazione delle xilografie.Secondo Timothy O. Benson, l'utilizzo di questa tecnica nel 1916 renderebbe Höch la prima sperimentatrice del collage con materiali diversi, principio del fotomontaggio, precedendo Raoul Hausmann e gli altri dadaisti che lo avrebbero utilizzato qualche anno dopo. Cfr.: In questo stesso periodo, l'incontro di Höch con l'espressionismo può essere colto in alcune incisioni su linoleum e nella produzione di arte decorativa, in particolare nei suoi disegni per tessuti stampati..

Il suo primo successo artistico si realizzò l'anno successivo, quando la sua incisione su legno Prophet Matthäus venne pubblicata nella rivista d'arte Das Kunstblatt, uno dei maggiori periodici espressionisti tedeschi.

Il fotomontaggio e l'esperienza dada (1918-1922) Nell'agosto del 1918 Höch e Hausmann fecero un viaggio ad Heidebrink, un piccolo villaggio di pescatori nell'isola di Usedom sul mar Baltico, dove vennero attratti da un tipo popolare di litografia a colori presente in molte case; per personalizzare una generica foto che riprendeva un granatiere sullo sfondo di una caserma, vigeva l'usanza di incollare, al posto della testa, il ritratto di coloro che avevano svolto il servizio militare. Questo lavoro di assemblaggio, a detta di Hausmann, li avrebbe ispirati all'idea del fotomontaggio, così chiamato "di comune accordo con George Grosz, John Heartfield, Johannes Baader e Hannah Höch"; sempre a detta di Hausmann, tale tecnica sarebbe stata impiegata e diffusa in seguito soprattutto dagli ultimi due artisti, mentre Grosz e Heartfield ne avrebbero fatto uso solo fino al 1920.

Dal 1918 cominciarono a circolare i primi fotomontaggi di Höch, la forma di espressione che l'avrebbe resa famosa e che avrebbe maggiormente connotato la sua carriera artistica. In uno di questi, una combinazione di ritagli di immagini di riviste, Dada-Rundschau (1919), una critica/parodia dell'establishment politico e militare tedesco, l'artista riutilizzò le fotografie dei volti di Friedrich Ebert e Gustav Noske, ritagliate da BIZ (Berliner Illustrirte Zeitung), che in Staatshäupter (Capi di Stato, 1919-20) aveva collocato su corpi di bagnanti, circondandole in questo caso da una famosa immagine delle truppe governative posizionate in cima alla Porta di Brandeburgo durante la rivolta spartachista.

Das schöne Mädchen(La bella ragazza, 1919-1920) rappresentò la sua risposta alla rappresentazione femminile della "donna nuova" presente nella stampa illustrata, un tema che avrebbe caratterizzato i suoi fotomontaggi negli anni venti..

L'inizio della sua partecipazione pubblica agli eventi dada si colloca nell'aprile 1919, quando prese parte alla prima mostra che il circolo berlinese organizzò presso lo studio del mercante d'arte ed editore Israel Ber Neumann, in cui vennero esposte opere di diversi artisti, fra cui Hausmann, Grosz, Walter Mehring, Jefim Golyscheff, Erika Deetjen. Höch espose alcuni dei suoi acquerelli astratti, Bild XIII: Rot-Gelb (1919) e Konstruktion mit Blau (1919) e nell'ultimo giorno della mostra, il Dada-Soiree, suonò con coperchi di pentole un'antisinfonia composta da Golyscheff...

Prima mostra internazionale Dada a Berlino

Nel 1920 partecipò alla prima mostra internazionale Dada di Berlino (Erste Internationale Dada-Messe), nella quale vennero presentate al pubblico 174 opere dada - dipinti, stampe, sculture, oggetti, opuscoli e poster - di oltre venticinque artisti, compresi dadaisti non berlinesi, come Max Ernst, Francis Picabia e Hans Arp..

Höch espose due bambole dada (Dadapuppen) realizzate con diversi tessuti, cartoni, perline; un poster, Ali Baba-Diele (Sala Ali Baba), andato perduto; quattro collage, fra cui Dada-Rundschau (Rassegna Dada, 1919) e Taglio con coltello da cucina Dada attraverso il ventre gonfio di birra della Repubblica di Weimar (Schnitt mit dem Küchenmesser Dada durch die letzte weimarer Bierbauchkulturepoche Deutschlands, 1919-1920), successivamente acquisiti dalla Berlinische Galerie e dalla Neue Nationalgalerie di Berlino, e due "collage a rilievo", Diktaturder Dadaisten (La dittatura dei dadaisti) e Mechanisches Brautpaar (Sposi meccanici), andati perduti.. La presenza di Höch alla mostra, unica donna nel gruppo di Berlino, venne osteggiata da George Grosz e John Heartfield che diedero infine il loro consenso solo dietro minaccia di Hausmann di ritirare il proprio lavoro..

Sempre nel 1920 l'artista espose anche alla prima mostra annuale del Novembergruppe, un'associazione di artisti, architetti e designer tedeschi legati agli ideali del socialismo. Höch, con Raoul Hausmann, Hans Richter e George Grosz ne diventò membro e partecipò alle mostre del gruppo dal 1920 al 1931.. Viaggio in Italia