La rinascita ottoniana, conosciuta anche come rinascita del X secolo, fu un periodo del medioevo e relativo all'occidente cristiano, caratterizzato da una rinascita culturale e che si estese dall'inizio del X secolo fino a circa gli anni 1030.

In tale periodo si assistette ad un'innegabile vitalità culturale, in particolare grazie all'attività delle scuole di Germania e, in modo più eterogeneo, in tutto il continente europeo. Dominato dai due protagonisti intellettuali, Abbone di Fleury e Gerberto d'Aurillac, tale contesto portò anche alla realizzazione di un notevole patrimonio artistico (costituito principalmente da manoscritti miniati) e architettonico (con l'affermarsi dell'architettura ottoniana, anticipatrice di quella romanica).

Più limitata rispetto alla precedente rinascita carolingia e in discontinuità con essa, la rinascita ottoniana può comunque essere a giusto titolo inserita tra i rinascimenti medievali individuati dalla storiografia, insieme anche al successivo, e ben più impattante, rinascimento del XII secolo.

Storiografia

Lo storico tedesco Hans Naumann è stato il primo a utilizzare il concetto di "rinascimento” al fine di caratterizzare il periodo ottoniano. Più precisamente, il suo lavoro pubblicato nel 1927 raggruppa sotto questo termine i periodi carolingio e ottoniano con il titolo Karolingische und ottonische Renaissance (Il rinascimento carolingio e ottoniano).

Questa "rinascita ottoniana" è conosciuta anche come la "rinascita del X secolo”. e talvolta viene anche considerata un tutt'uno con la "Rinascita dell'anno Mille" dal momento che si estende anche ai primi anni del secondo millennio.. In ogni caso, il rinascimento ottoniano appare più limitato rispetto alla rinascita carolingia e soprattutto, per molti storici, costituirebbe il prolungamento di quest'ultima, spingendo alcuni di essi, come Pierre Riche, a preferire di evocare un "terzo Rinascimento carolingio" che coprirebbe i decenni tra il X e il XII secolo, considerando che i primi due si sono verificarono, rispettivamente, durante il regno di Carlo Magno e sotto i suoi successori.

Contesto Eredità carolingia Effetti del Rinascimento Carolingio

La rinascita del X secolo non può essere considerata indipendentemente da quella carolingia. Con Carlo Magno e i suoi successori (in particolare Ludovico il Pio e Carlo il Calvo), il mondo cristiano occidentale conobbe davvero un periodo eccezionale di rinascita culturale che si protrasse dalla fine dell'VIII secolo a tutto quello successivo. Questo rinnovamento si manifestò prima nel mondo delle scuole, grazie ad un'ambiziosa legislazione scolastica del capitolare Admonitio Generalis del 789 e a una fitta rete di centri di studio.; . L'altra grande manifestazione della rinascita carolingia fu la cultura di corte, molto viva ad Aix-la-Chapelle dove si stabilì la Schola palatina, ma anche tra i vari principi e vescovi desiderosi di attirare studiosi competenti..

Studiando questi fenomeni non si nota una rottura significativa che segni la fine della rinascita carolingia. Lo sviluppo culturale dell'Occidente cristiano fu, in realtà, solo marginalmente frenato dalla partizione stabilita nel trattato di Verdun nel 843 e dalle invasioni vichinghe: la partizione dell'Impero in ultima analisi, ha avuto un impatto modesto sulla vita accademica e intellettuale.. Al massimo, si può osservare un semplice rallentamento nello sviluppo delle scuole..

Il regno di Germania, la rinnovazione ottoniana e imperiale

Quando nel 936 Ottone I di Sassonia venne incoronato a Aquisgrana, egli dichiarò di considerarsi il successore di Carlo Magno.. Il ritorno alla tradizione carolingia costituì infatti l'obiettivo principale di Ottone, illustrato il 2 febbraio 962 dalla sua incoronazione imperiale a Roma, da papa Giovanni XII. Senza opposizioni per via della morte di Berengario I, avvenuta nel 924, la corona imperiale rafforzò il suo prestigio grazie alle conquiste di Ottone nella Germania orientale e in Italia. Il sogno della restaurazione dell'Impero (renovatio imperii) venne riacceso da lui, che prese il titolo di Imperator Augustus, e dai suoi successori Ottone II (che preferì il titolo di Imperator Romanorum) e Ottone III.

La restaurazione imperiale non fu solo una conquista politica, ma anche culturale e religiosa. Gli studiosi protetti dagli ottoniani non mancarono di glorificare il disegno della renovatio imperii. Ottone I venne investito di una missione religiosa: proteggere la Chiesa romana, favorire la comprensione tra i cristiani, lottare contro i barbari e diffondere il cristianesimo.. Questa missione coinvolse anche i suoi successori, dando origine a quello che la storiografia designa come il Sacro Romano Impero.

I mezzi di rinnovamento Riorganizzazione delle biblioteche

Le numerose biblioteche create e ampliate, grazie all'intensa attività degli scriptorium, durante il periodo carolingio, furono oggetto di nuovi sviluppi a cavallo dell'anno mille, come testimoniano i cataloghi giunti fino a noi. Il catalogo di Bobbio elenca quasi 600 opere presenti, così come quello dell'Abbazia di Fleury.. Gerberto di Aurillac svolse un ruolo importante nelle acquisizioni e nell'inventario della biblioteca di Bobbio e dedicò i suoi averi alla costituzione di una pregevole collezione personale.. Altri studiosi del tempo hanno contribuito alla dotazione delle biblioteche del tempo, come fece Adso da Montier-en-Der che fece stilare un elenco dei suoi libri prima di partire per la Terra santa dove morì nel 992:

Crescita delle vie di comunicazione

Grazie a due secoli di relativa stabilità politica, le vie di comunicazione divennero più affidabili rispetto ai secoli precedenti: viaggiare divenne più facile e di conseguenza aree come quella bizantina-orientale tornarono ad entrare in contatto con il mondo occidentale europeo, come dimostra il matrimonio tra Ottone II e la principessa bizantina Teofano, celebrato nel 972, e gli influssi arabi sull'Europa cristiana avvenuti principalmente attraverso la Spagna musulmana. I contatti con la contea di Barcellona svolsero, in particolare, un ruolo essenziale: i letterati accorsero alla corte di Borrell II..

Scuole in Occidente

Gli studi effettuati hanno dimostrato che la dislocazione dei principali centri monastici ed episcopali in occidente è ben poco mutata tra la fine del IX secolo e l'inizio dell'XI. I principali centri rimasero gli stessi, anche se alcuni di nuovi iniziarono ad emergere, soprattutto nelle regioni con crescente attività culturale come in Germania e in Catalogna.Per la geografia delle scuole in Occidente, si veda e .

Germania

Nel sud della Germania la scuola di San Gallo mantenne la fama di importante centro dove insegnarono maestri eccezionali come Eccardo I e Eccardo II, due brillanti discepoli di quest'ultimo, Burchard, abate di San Gallo tra il 1003 e il 1022 e Notker III, che tradusse i principali classici in tedesco. A lui succedette Eccardo IV, la cui opera principale, il Casus Sancti Galli,Éd. Hans F. Haefele, Darmstadt, « Ausgewählte Quellen », 1980 riassume la storia dei maestri San Gallo dalla fine del IX secolo ai suoi tempi. Dalla metà dell'XI secolo la scuola iniziò il suo declino a causa di una riforma che la coinvolse. L'abbazia di Reichenau conobbe una storia più instabile, prima che l'abate Witigowo (soprannominato "Abbas Aureus"), tra il 985 e il 997, le consentisse di riacquistare la sua notevole reputazione, in particolare grazie alla produzione di pregevoli manoscritti sotto i regni di Ottone III ed Enrico II. Padre Bernon (1008-1048), allievo di Abbon, annoverò tra i suoi discepoli Ermanno il Contratto, uno degli studiosi più eclettici del suo tempo, i cui trattati sull'astrolabio, sul calcolo e sulla musica furono assai celebri. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1054 l'abbazia non ebbe più studiosi del suo calibro..

In Baviera, a Tegernsee, la cui biblioteca venne arricchita da padre Gozpert, venne ospitato il poeta e traduttore Fromond de Tegernsee. Più a nord, a Ratisbona, sotto l'abate Ramwold (975–1001), vi fu un'importante scuola diretta dal monaco Hartwich (formatosi a Chartres) il cui insegnamento fu centrato intorno alle arti liberali, oltre che un importante scriptorium che produsse pregevoli manoscritti.

In Sassonia, Otric (noto per la sua polemica con Gerberto nel 980, a Ravenna, sulla classificazione dei saperi.) insegnò alla scuola episcopale di Magdeburgo mentre quella di Hildesheim fiorì sotto Bernoardo di Hildesheim, noto per le sue opere e per essere stato tutore di Ottone III. Nell'XI secolo si svilupparono le scuole situate nelle zone più meridionali, come a Bamberga (nuova sede vescovile creato da Enrico II e fin dall'inizio dotata di una ricca biblioteca) e Worms (rivale di Würzburg).

Anche la Lotaringia fu ricca di centri di studi, sia monastici che episcopali. Echternach fu celebre per la sua biblioteca e Colonia divenne un significativo centro di studi grazie a Bruno I di Colonia dove si formarono i vescovi Teodorico I di Metz, Wigfrid di Verdun e Gerardo di Toul.. Liegi (vescovado della provincia di Colonia), la cui scuola fu già attiva sotto Etienne (901-920), Raterio di Verona (953-955) e Éracle (959-971) divenne "l'Atene del Nord" sotto Notgerio (972-1008). Quest'ultimo si occupò anche dell'abbazia di Lobbes affidandone la direzione prima a Folcuin e poi a Erigerio di Lobbes, poeta, agiografo, teologo, uomo di scienza e amico di Gerberto. Il magister scholarum Egberto di Liegi compose un manuale intitolato Fecunda ratis, una raccolta di poesie religiose e morali, utilizzata come manuale per il trivio. Gli alunni di Fulberto di Chartres si stabilirono a Liegi all'inizio dell'XI secolo, dando vita ad una vivace comunità culturale di cui fecero parte, tra gli altri, Adelmanno di Liegi che cantò in una poesia la città "infermiera delle arti superiori”Legia magnarum quondam artium nutricula.... In . Wazone di Liegi che ne divenne vescovo nel 1042 e Francone di Liegi, autore di un famoso trattato sulla quadratura del cerchio.

Francia

In Francia dominarono tre scuole, ciascuna collegata a un maestro riconosciuto: Fleury, Reims e Chartres.

L'abbazia di Fleury acquisì notorietà grazie ad Abbone di Fleury, scolaro del 965 e poi abate nel 988 dopo un breve soggiorno nell'abbazia di Ramsey, in Inghilterra. A questi succedette l'abate Gauzlin, la cui vita è nota grazie a una biografia scritta dal suo discepolo Andrea di Fleury,Vita Gauzlini abbatis Floriacensis monasterii, éd. Paul Ewald in Neues Archiv der Gesellschaft für ältere deutsche Geschichtskunde, 3, Hanovre, 1878, p. 351 ; éd. et trad. Robert-Henri Bautier et Gillette Labory, Paris, CNRS éditions, 1969 secondo il quale "il suolo di Fleury non era altro che il torrente delle arti liberali e la palestra della scuola del Signore”.

A Reims l'Abbazia di Saint-Remi dovette invece la sua reputazione a Gerberto di Aurillac (futuro papa Silvestro II), che vi insegnò dal 972 prima di diventare arcivescovo dal 991 al 997.

La scuola della Cattedrale di Chartres ottenne il riconoscimento grazie all'impegno di Fulberto, maestro intorno al 1004 poi vescovo nel 1007, famoso anche per essere stato il consigliere di Ugo Capeto e di Roberto II; egli lasciò una ricca corrispondenza, numerosi sermoni e poesie.. Tra i suoi studenti vi furono Berengario di Tours, Hartwich di Sant'Emmerano e Adelmanno di Liegi, che lo ricordò come un “venerabile Socrate” a capo dell'"Académie de Chartres"."(...) in academia Carnotensi sub nostro illo venerabili Socrate iucundissime duxi (...)". In .