Biografia Felice nacque a Grottammare, piccolo villaggio di pescatori delle Marche meridionali, allora nella giurisdizione di FermoIsidoro Gatti, Sisto V papa piceno. Le testimonianze e i documenti autentici, Ripatransone, Maroni, 1990 e Isidoro Gatti - Raffaele Tassotti, Ancora su Sisto V papa piceno. Commento ad un recente opuscolo, 1999. Il padre, Peretto di Montalto, si era rifugiato a Grottammare per sfuggire alle angherie del Duca d'Urbino, trovandovi un lavoro come giardiniere. Qui conobbe Mariana, di Frontillo di Sopra di Pievebovigliana, che lavorava al servizio del possidente Ludovico De Vecchis (nobile famiglia originaria di Fermo), e la sposò.

Felice visse un'infanzia molto povera. Ultimo nato della famiglia, svolse lavori umili insieme ai genitori. A 25 km di distanza da Grottammare, sull'Appennino umbro-marchigiano, suo zio materno, Salvatore Ricci, viveva nel convento di San Francesco delle Fratte a Montalto. All'età di nove anni Felice entrò nel convento francescano. A 12 anni iniziò il noviziato. Nel 1535 vestì l'abito francescano: assunse così il nome di fra Felice, mantenendo il nome di battesimoBiografia di Papa Sisto V nell'Enciclopedia dei Papi Treccani. Da allora iniziò gli studi filosofici e teologici che lo portarono a spostarsi in diversi conventi dell'Ordine, per ascoltare i maestri migliori. Concluse gli studi nella magna domus francescana di Bologna (settembre 1544). Tre anni prima, nel 1541, era stato ordinato diacono.

Successivamente fra Felice fu “baccelliere di convento”, cioè insegnante di metafisica e diritto canonico nei monasteri dell'Ordine a Rimini e poi a Siena. Nel 1547 fu ordinato sacerdote; l'anno successivo ottenne il dottorato in teologia all'ateneo di Fermo; qui ricevette anche il titolo di maestro (1548) dal generale dell'Ordine dei Francescani conventuali, Bonaventura Fauni-Pio. Diede presto prova di una rara abilità sia come predicatore che nella dialettica. Il 14 giugno del 1551, a Montalto per affari, si dichiarò per la prima volta col cognome Peretti.

Nel 1552 si recò una prima volta a Roma su invito del cardinale Rodolfo Pio, protettore del suo ordine, per tenere alcune omelie durante la Quaresima. Come predicatore francescano tenne le omelie quaresimali nella Basilica dei Santi XII Apostoli. Ebbe modo quindi di mostrare le sue rimarchevoli abilità oratorie riscuotendo molta impressione e guadagnandosi la stima di due futuri grandi e famosi personaggi: san Filippo Neri e sant'Ignazio di Loyola. Un incontro decisivo fu quello con il cardinale Michele Ghislieri, che negli anni successivi divenne il suo grande protettore. Rimase a Roma per il resto dell'anno.

Tornò nella Città eterna nel 1556, quando fu nominato membro della commissione creata da papa Paolo IV per elaborare una riforma della Curia romana. Successivamente fu nominato reggente dell'Università di Venezia. L'anno successivo fu nominato inquisitore della città lagunare. Noto per il suo rigore, divenne inviso alle autorità locali, che ottennero che fosse richiamato a Roma; ciò avvenne effettivamente nel 1560. Tornato a Roma, padre Felice continuò l'incarico di consulente del Sant'Uffizio, ottenne la docenza all'Università La Sapienza e fu procuratore generale e vicario apostolico dei francescani conventuali.

Nel 1565 il pontefice Pio IV lo nominò membro della commissione dell'Inquisizione inviata in Spagna per il processo all'arcivescovo di Toledo, Bartolomé Carranza. Nacquero in quell'occasione delle incomprensioni con il presidente della commissione, il cardinale Ugo Boncompagni; la forte antipatia personale che ne derivò ebbe una marcata influenza sugli eventi degli anni successivi.

Nel 1566 Michele Ghislieri, diventato papa con il nome di Pio V, lo nominò vescovo e vicario generale dei Frati conventuali e nello stesso anno, il 15 novembre, gli fu assegnata la diocesi di Sant'Agata dei Goti (nella Terra di Lavoro)Nel 1861 fu annessa alla neonata Provincia di Benevento, cui appartiene tuttora.. Nel 1570 lo creò cardinale con il titolo di San Girolamo degli Schiavoni. Nel 1572 fu eletto papa il Boncompagni. In poco tempo, il cardinal Montalto, come veniva generalmente chiamato, perse tutte le cariche fino ad allora accumulate. Dal 1571 al 1577 fu vescovo di Fermo.

Per tutto il resto del pontificato di Gregorio XIII fece una vita ritirata. Nella sua villa sull'Esquilino iniziò a scrivere un'opera su Sant'AmbrogioSisto V completò l'opera durante il suo pontificato con l'ausilio del cardinale Bellarmino.. Durante questi anni, uno dei segretari del cardinale fu il serissimo e affidabile perugino Scipione Tolomei, raccomandatogli da Fulvio Giulio della Corgna, che svolse impeccabilmente il servizio, prima di dedicarsi alla cancelleria del Marchesato di Castiglione del Lago. Conclavi Il cardinal Peretti partecipò al conclave del 1572, che elesse papa Gregorio XIII, e a quello del 1585, che lo vide eletto nonostante non fosse indicato da nessuno dei partiti dominanti nel collegio cardinalizio.

Cronologia incarichi

1541: è diacono 1547: è sacerdote 22 luglio 1548: il generale dell'Ordine francescano gli conferisce il titolo di magister (maestro) 1548-1551: è prefetto dello studium francescano di Fermo; 1551-1553: è rettore del convento francescano di Siena; 1553-1556: è rettore del convento francescano di San Lorenzo a Napoli; Luglio 1556: è rettore del convento francescano dei Frari a Venezia; 1556: è nominato membro della commissione incaricata della riforma della Curia romana; 17 gennaio 1557-1560: è inquisitore della città di Venezia; 1560-1585: è membro dell'Inquisizione romana e consulente teologico della Curia romana; 1561-1566: è Procuratore francescano; 1565: è membro distaccato della delegazione dell'Inquisizione in Spagna; 1566: è nominato vescovo; fu consacrato il 12 gennaio 1567 nella basilica di San Lorenzo a Napoli; 1566-1585: è vicario generale dell'Ordine francescano; 15 novembre 1566-17 dicembre 1571: è vescovo di Sant'Agata dei Goti; Papa Pio V lo nomina suo confessore; 15 maggio 1570: è creato cardinale presbitero; il 9 giugno assume il titolo di San Girolamo degli Schiavoni; 17 dicembre 1571 - 14 agosto 1577: è vescovo di Fermo. 24 aprile 1585: è eletto papa.

Il conclave del 21-24 aprile 1585

Il 21 aprile 1585 42 cardinali (dei 60 aventi diritto) si riunirono in conclave nel Palazzo Apostolico. Il 24 aprile il cardinale Peretti fu eletto; venne incoronato, sempre in Vaticano, il 1º maggio da Ferdinando de' Medici, cardinale protodiacono. Assunse il nome pontificale di Sisto in memoria del predecessore Sisto IV (1471-1484), appartenente anch'egli all'Ordine francescano. Uno dei fattori che favorirono la sua vittoria fu il suo vigore fisico, che sembrava promettere un lungo pontificatoEppure si diffuse la voce secondo cui egli finse di essere malato e debole al conclave allo scopo proprio di ottenere dei voti..

L'ultimo papa francescano dopo Sisto V sarà Clemente XIV (1769-1774).

Il pontificato

Relazioni con le istituzioni della Chiesa Riforma della Curia romana Il pontificato di Sisto V si inseriva nel percorso della Controriforma e dell'attuazione dei decreti emanati dal Concilio di Trento. Il 20 dicembre 1585 Sisto V pubblicò la costituzione apostolica Romanus pontifex: essa è ricordata per aver reinstaurato la prassi della Visita ad limina, dando concreto significato al principio dell'obbligo di residenza dei vescovi e della loro dipendenza dal Papa, ribadito sin dalla prima fase del Concilio. Tutti i patriarchi e vescovi, dopo la consacrazione, si dovevano impegnare a recarsi nell'Urbe, innanzitutto per visitare le tombe degli Apostoli Pietro e Paolo, indi per rappresentare alla Santa Sede la situazione della propria diocesi. Se un prelato non avesse potuto recarsi a Roma personalmente, avrebbe inviato un suo rappresentante.

Il 3 dicembre 1586 Sisto V pubblicò la costituzione apostolica Postquam verus, con la quale riformò il Collegio cardinalizio. Il documento conteneva le seguenti prescrizioni: la composizione del collegio cardinalizio non può superare il numero di 70 cardinali (prima non esisteva un limite massimo). Tra di essi, non ci possono essere più di 6 cardinali vescovi (o vescovi suburbicari), 50 cardinali presbiteri e 14 cardinali diaconi. In questo senso Sisto V modificò le decisioni del Concilio di Costanza (1414-1418). La norma da lui fissata rimase in vigore per oltre tre secoli, fino al pontificato di Giovanni XXIII; chi è nato da una relazione extra-coniugale non può accedere alla porpora cardinalizia; ugualmente chi ha una prole non può diventare cardinale; una persona, per essere creata cardinale, deve avere compiuto 22 anni e deve avere ricevuto gli Ordini sacri.

Al momento della sua salita al Soglio, il governo centrale della Chiesa aveva già come perno le Congregazioni permanenti. Sisto V ne aumentò il numero e ne istituì di nuove. Il pontefice ereditò dai suoi predecessori i seguenti dicasteri: Congregazione dell'Inquisizione, Congregazioni dell'Indice, del Concilio e dei Vescovi, più altre a carattere temporaneo. Il 17 maggio 1586 il pontefice creò la Congregazione per i Regolari.

Il 22 gennaio 1588 Sisto V pubblicò la costituzione apostolica Immensa Aeterni Dei, con la quale riorganizzò la Curia romana fissando in 15 il numero delle Congregazioni cardinalizie permanenti, di cui nove deputate al governo della Chiesa e le sei restanti all'amministrazione dello Stato pontificio.

In un altro provvedimento, il pontefice modificò la composizione dell'ufficio del Protonotari apostolici fissandolo in dodici membri.

Fondò infine la Stamperia vaticana, per la stampa dei documenti ufficiali della Santa Sede (breve Eam semper, 27 aprile 1587) e, l'anno successivo, la Congregazione della stamperia vaticana (22 gennaio 1588).

Provvedimenti relativi alle Congregazioni Il pontefice: Approvò i Foglianti, una diramazione dei Cistercensi, ed assegnò loro un convento a Roma presso Santa Pudenziana (breve Religiosos viros del 5 maggio 1586); Riconobbe come ordine religioso propriamente detto gli Ospedalieri fondati da Giovanni di Dio, chiamati popolarmente Fatebenefratelli (breve Etsi pro debito, 1º ottobre 1586); Concesse l'approvazione pontificia agli Agostiniani scalzi, istituto religioso sviluppatosi da un ramo degli Eremiti di Centorbi, nei pressi di Catania (19 aprile 1587); Il 10 luglio 1587 fu eretta in Congregazione la provincia dei Carmelitani Scalzi, fondati in Spagna da Teresa di Gesù nel 1562 e 1568. Approvò i Chierici regolari minori, fondati da Francesco Caracciolo (bolla Sacrae religionis del 1º luglio 1588); Sostenne l'Ordine francescano approvando la fondazione del collegio di San Bonaventura a Roma (oggi Pontificia facoltà teologica San Bonaventura) presso il convento dei SS. Apostoli (18 dicembre 1587).

Decisioni in materia liturgica

Sisto V nominò una Commissione incaricata di studiare e revisionare la Vulgata (ovvero la Bibbia in latino, lingua ufficiale della Chiesa). Per il pontefice si trattava di portare a compimento gli atti del Concilio di Trento. La commissione, presieduta dal cardinale Antonio Carafa, dopo due anni presentò il proprio lavoro al pontefice (novembre 1588), che però si dichiarò insoddisfatto. Sisto V decise di procedere autonomamente, coadiuvato da alcuni collaboratori. Scelse, tra gli altri, il gesuita Francisco de Toledo predicatore pontificio, e l'agostiniano Angelo Rocca, correttore della Biblioteca e della Tipografia Vaticana. La versione approvata dal pontefice, però, presentò numerosi errori, che risultarono evidenti ancora prima della sua pubblicazione. A tutt'oggi non è certo che l'edizione sistina della Vulgata sia mai andata in stampa Nel 1585 il pontefice istituì la festa della Presentazione della Beata Vergine Maria.