Lo Speculum musicae è un trattato musicale a carattere enciclopedico scritto nel XIV secolo dal teorico musicale Jacobus Leodiensis. I volumi da 1 a 5 sono dei trattati di teoria musicale dedicati alla musica speculativa. Gli ultimi due volumi, si occupano dell'esecuzione musicale, mettendo la pratica esecutiva sotto la lente d'ingrandimento.
Il primo volume tratta delle basi della teoria per far comprendere le consonanze musicali. Nel corso del libro fa riferimento a Boezio, Isidoro di Siviglia, Guido d'Arezzo, Aristotele, Platone e Pietro Comestore. Il volume termina con un capitolo sulla teoria dell'armonia di Pitagora. Il secondo volume tratta delle consonanze e precisamente del monocordo. I differenti intervalli sono trattati in proprie sezioni distinte. Il terzo libro tratta esclusivamente i rapporti fra musica e matematica, occupandosi di proporzioni ed intervalli. Il quarto volume si occupa delle consonanze e la rapporta fra di loro. Tratta anche delle cadenze e delle consonanze imperfette. Nel quinto libro si occupa di tre diversi tipi di tetracordo e confronta il tetracordo con l'esacordo di Guido d'Arezzo. Nel sesto libro tratta del canto gregoriano nella liturgia, ma anche di notazioni e del repertorio. Nel settimo ed ultimo volume tratta della notazione mensurale. Egli difende l'Ars antiqua senza condannare l'Ars nova.
Bibliografia
Voci correlate Ars antiqua
Categoria:Musica medievale