Il dialetto alvernese o alverniate (nome nativo auvernhat, in francese auvergnat) è un dialetto della lingua occitana parlato nella maggior parte dell'Alvernia, nella sezione centrale della Francia, ovvero una parte del Massiccio CentraleLarousse online, articolo occitan. Per alcuni linguisti e ricercatori potrebbe essere un linguaggio separato.

Il dialetto ha assunto notorietà internazionale attraverso le composizioni folk di Joseph Canteloube.

Il dialetto viene collocato tra i dialetti del gruppo nord occitano, insieme al limosino e al vivaro-alpino.

Si distinguono due sottodialetti dell'alvernese: Alvernese settentrionale, o bas-auvernhat Alvernese meridionale, o haut-auvergnat

La definizione di « lingua d'Alvernia » era peraltro utilizzata nel Medioevo, dall'università di Parigi, per designare gli scolari; dall'Ordine del Tempio, poi di Malta per raggruppare i cavalieri del nord e dell'est del Massiccio centrale.

Classificazione

L'alverniate è un dialetto dell'occitano Pierre Bec, La langue occitane, Paris, PUF, 1994 classificato nell'insieme occitanico settentrionale: in effetti condivide con il limosino e il vivaro-alpino parecchie caratteristiche, tra cui la palatalizzazione di ca/ga in cha/ja. Alcuni linguisti includono l'alveniate in un gruppo dialettale alverno-limosino in comune con il limosino Jules Ronjat, Grammaire istorique des parlers provençaux modernes, Montpellier, 1930-1941 Jacques Allières, Manuel de linguistique romane, Paris, Honoré Champion, 2001 A. Dauzat, Étymologie des patronymes de France A. Dauzat, Les patois.

Esiste nell'Alvernia una corrente regionalista, intorno al Cercle Terre d'Auvergne Precedentemente Cercle occitan d'Auvergne Auvernhà Tarà d'Oc, poi Cercle terre d'Auvergne, cfr. Presentazione del CTA sul sito del CTHS, che difende la tesi in base alla quale l'alverniate sarebbe una lingua a sé stante, fortemente differenziata dall'occitano. Tale corrente ha sviluppato una specifica ortografia, la cosiddetta norma bonnaudiana.

Estensione e variazione interna

I confini dell'alverniate non coincidono con quelli dell'attuale regione d'Alvernia, né con quelli della tradizionale provincia d'Alvernia. Se la frontiera linguistica con le parlate d'oïl a Nord, e il francoprovenzale, a Est, è stata chiaramente delimitata Charles de Tourtoulon e Octavien Bringuier, Étude sur la limite géographique de la langue d'oc et de la langue d'oïl (avec une carte), Paris: Imprimerie Nationale - rééd. 2004, Masseret-Meuzac: Institut d'Estudis Occitans de Lemosin/Lo Chamin de Sent Jaume Simone Escoffier, La rencontre de la langue d'oïl, de la langue d'oc et du franco-provençal entre Loire et Allier: limites phonétiques et morphologiques [thèse], Mâcon: impr. Protat [ed. identica dello stesso anno: coll. Publications de l'Institut de Linguistique Romane de Lyon-vol. 11, Paris: Les Belles Lettres] Dany Hadjadj, Parlers en contact aux confins de l'Auvergne et du Forez, Presses universitaires Blaise Pascal, Clermont-Ferrand, 1983, ISBN 978-2-87741-023-6, quella con gli altri dialetti o variazioni del diasistema occitano varia a seconda degli autori: Jules Ronjat Jules Ronjat, Grammaire istorique des parlers provençaux modernes, tome IV : Dialectes, Montpellier : Société d'études romanes, 1941 raggruppa l'alverniate con il limosino (seguito in questo dominio da Jacques Allières Jacques Allières, Manuel de linguistique romane, Paris : Honoré Champion, 2001), ritagliando immediatamente questo insieme in tre sottogruppi: basso alverniate, alto alverniate e limosino. Questo raggruppamento tra alverniate e limosino può essere discutibile, in modo particolare in termini di dialettrometria : gli studi di Hans Goebl separano nettamente il limosino da un insieme raggruppando l'alverniate e una parte del vivaro-alpino Hans Goebl, Regards dialectrométirques sur les données de l'Atlas linguistique de France (ALF): relations quantitatives et structures de profondeur et Site sur la dialectrométrie à l'Université de Salzbourg . Roger Teulat Roger Teulat, "Per una definicion d'un espaci occitan del centre-nòrd (auvernhat)", Quasèrns de Lingüistica Occitana 10, Beaumont d'Auvergne, 1981, ISSN 0338-2419 insiste sul fatto che la denominazione alverniate alimenta la confusione con il nome dell'antica provincia, e tenta di definire un “occitano del centro-nord” secondo le isoglosse (zone 1 e 2 sulla carta). Pierre Bonnaud si basa sulla geografia (toponomastica, confini amministrativi) per definire uno spazio alverniate ben più esteso (linea arancione sulla carta) Pierre Bonnaud, "Géographie linguistique. L'exemple de l'Auvergne" in Revue d'Auvergne, 87, 4, 1973 pp 287-339. Egli ha suggerito particolarmente la nozione di “croissant alla rovescia” Pierre Bonnaud, le “Nord-Occitan”, in Notre langue maternelle, Orthez: Per Noste, 1975 per includere nell'alverniate, similmente alle parlate del Croissant del Burbonese, un insieme di dialetti generalmente classificati nel linguadociano (essenziale del gevaudanese) Charles Camproux, Essai de géographie linguistique du Gévaudan, Publications de la Faculté des lettres et sciences humaines de l'Université de Montpellier, 1962 malgrado la loro posizione a nord dell'isoglossa ca~cha. Egli annette anche all'alverniate il vivaro-alpino parlato nella regione d'Yssingeaux (Alta-Loira) e la regione limitrofa della Loira (altopiano di St Bonnet). Dopo aver presentato l'alverniate come un mosaico di dialetti per esempio nell'introduzione del suo Grand dictionnaire français-auvergnat, vedere la bibliografia, li divide, nelle sue ultime pubblicazioni in Pierre-François Aleil, Pierre Bonnaud, Eric Bordessoule, Caroline Roux, Pierre Charbonnier, Auvergne, Bonneton, 2005, in tre sotto-dialetti : alverniate del nord, del centro e del sud. Jean Roux Jean Roux, Vocabulaire occitan d'Auvergne et du Velay, Clermont-Ferrand : IEO et CREO Auvergne, 1984 Jean Roux, L'auvergnat de poche, Chennevières-sur-Marne : Assimil, 2005 da parte sua ritorna sulla bipartizione tra basso e alto alverniate. La sua delimitazione, che è la stessa di Étienne Coudert Étienne Coudert, Parlem occitan, Aurillac : Ostal del libre, 2005, riprende quella di R. Teulat estendendola verso sud (zone 1, 2 e 2a della cartina). Fa anche discutere la delimitazione con il limosino. Mentre la maggior parte delle pubblicazioni includono nell'alverniate un terzo del sud-est della Creuse Atlante della Creuse, online su sito del Consiglio generale della Creuse, la regionalizzazione spinge i movimenti per il rinascimento del Limosino a includere tutto il dipartimento sotto la denominazione di limosinoVedere il numero speciale sulla letteratura occitana nel Limousin di la Machine à feuilles, pubblicato dal centro regionale del libro nel Limosino.

Vi è dunque consenso sull'inclusione nell'alverniate delle zone seguenti : tutto il dipartimento del Puy-de-Dôme ; una parte del dipartimento del Cantal : nel grosso distretto di Saint-Flour e Murat, la valle di Cheylade, le planèzes la maggior parte dell'Alta-Loira i comuni di Noirétable e La Chamba, à ovest del dipartimento della Loira ; il nord-ovest del dipartimento dell'Ardèche. La maggioranza dei linguisti vi aggiungono : un terzo del sud-est del dipartimento della Creuse il nord-est della Corrèze (Ussel, Bort-les-Orgues) una frangia settentrionale della Lozère Pierre Bonnaud include anche nell'alverniate : una parte più grande della Lozère e dell'Ardèche l'Yssingelais (Alta-Loira) la regione di Saint Bonnet (Loira) Vi vede inoltre anche un prolungamento dell'alverniate nel Croissant.

L'attuale regione d'Alvernia è dunque interamente di lingua d'oc, salvo il nord dell'Allier che è di lingua d'oïl.

Variazione

Si distinguono in generale due varietà principali d'alverniate : il nord-alverniate (o basso-alverniate) nel Puy-de-Dôme e l'Allier (Burbonese) e l'Alta-Loira al nord di Brioude. Il sud dell'Allier (Burbonese) costituisce la parte orientale del Croissant, zona interferenziale che ha ricevuto influenze particolarmente forti dal francese. A parte l'accento tonico e la fonetica, i tratti linguistici alverniati vi restano dominanti. Il Croissant ingloba anche la frangia nord del dominio limosino. Vedi anche dialetto burbonese. l'alverniate meridionale (o alto-alverniate) nel Cantal, l'Alta-Loira (con una parte dell'Ardèche e quella più grande della Lozère) Nella sua grammatica, Jules Ronjat insiste sul carattere di transizione, verso il linguadociano (aurillacois) e il limosino (basso-limosino), del dialetto di Pleaux. Pierre Bonnaud, da parte sua, propone una tripartizione tra alverniate settentrionale, mediano e meridionale.

Storia

Le tracce di un dialetto celtico, comunemente denominato gallico (gaulois), in epoca romana, sono numerose nella toponomastica del Puy-de-Dôme e del Cantal Albert Dauzat gli dedica molti capitoli in La Toponymie française. Il substrato celtico è pertanto più importante che nel resto dell'Occitania.

Vitalità e consapevolezza linguistiche

L'UNESCO la classifica come "seriamente in pericolo" nel suo Atlante delle lingue minacciate UNESCO Interactive Atlas of the World's Languages in Danger . Ci si può fare un'idea del grado di vitalità dell'alverniate in seguito a un sondaggio del 2006, realizzato nella regione Alvernia Inchiesta dell'IFOP nel 2006 per conto dell'Istituto di Studi Occitani della Regione Alvernia..

La denominazione più diffusa per l'una o l'altra delle due lingue parlate nella regione di Alvernia è il termine patois (78 % delle persone interpellate) a fianco ai termini più regionalizzati; una certa consapevolezza delle identità culturali emerge attraverso termini come alverniate (10 %), occitano (8 %), borbonese (5 %) o lingua d'oc (4 %).

La lingua regionale, che sia d'oc (nell'insieme della regione d'Alvernia) o d'oïl (a nord dell'Allier), rappresenta una realtà radicata: Il 61 % dichiara di comprendere più o meno bene la loro lingua regionale di cui il 22 % facilmente o perfettamente; Il 42 % dichiara di saper parlare più o meno bene di cui il 12 % facilmente; Il 29 % dichiara di leggerla più o meno bene di cui il 10 % molto facilmente; Il 17 % dichiara di scriverla più o meno bene di cui il 4 % facilmente.

Sfortunatamente buona parte della popolazione che comprende o parla un po' o correntemente, non sa leggere né tantomeno scrivere.

La trasmissione della lingua avviene essenzialmente nell'ambito familiare (genitori al 61 %, o ambiente al 50 %) e in minima parte per mezzo della rete istituzionalizzata che è la scuola (10 %). Qui si pone il problema del ruolo dello Stato in quanto il 40 % delle persone che non hanno insegnato la lingua ai loro figli rimpiangono di non averlo fatto. Questo rimpianto è ancora più forte nelle generazioni più giovani (il 58 % con meno di 35 anni). Inoltre, il desiderio di imparare è molto presente ed è più forte negli individui con meno di 35 anni di età (23 %). Il sogno di vedere la lingua proposta a scuola è più forte nei seguenti dipartimenti : Alta-Loira (53 %), Puy-de-Dôme (51 %) e Cantal (74 %). Il desiderio che i propri figli apprendano la lingua è molto forte (41 %) e si rafforza nelle giovani generazioni (il 58 % con meno di 35 anni). Il 71 % degli abitanti della regione, in buona parte al di sotto dei 35 anni (76 %), si dichiara favorevole al mantenimento e allo sviluppo della lingua e della cultura regionali. A tale scopo, essi desiderano che le istituzioni svolgano il loro ruolo: France 3 Auvergne dovrebbe proporre trasmissioni in lingua regionale al 54 %; la regione (54 %), l'educazione nazionale (43 %), il ministero della cultura (42 %) e i comuni sono visti dagli abitanti dell'Alvernia come gli attori legittimi che hanno il dovere di trasmettere e sviluppare la loro lingua e cultura.

Ortografie

L'alverniate utilizza diverse grafie , projet Multext-Cataloc: