Biografia Formazione e primi lavori Nasce da genitori toscani: il padre è il celebre critico letterario Emilio Cecchi, la madre la pittrice Leonetta Pieraccini. Terminato il Lycée Chateaubriand di Roma non si iscrive all'Università poiché, non avendo sostenuto il baccalauréat con latino e greco «allora per continuare gli studi potevo solo iscrivermi a una o due facoltà, come per esempio botanica, che francamente non m'interessavano».Suso Cecchi D'Amico, Storie di cinema (e d'altro) raccontate a Margherita D'Amico, Garzanti, 1996, p. 9

Dopo un soggiorno all'estero, in Svizzera e in Inghilterra, a Cambridge, decide di trovarsi un lavoro. Grazie all'intervento del ministro Giuseppe Bottai, «l'unico gerarca che avesse un qualche rapporto con gli intellettuali»,Suso Cecchi D'Amico, op. cit., p. 10 viene assunta al Ministero delle Corporazioni, poi Ministero Scambi e Valute, dove lavora per quasi sette anni come segretaria personale di Eugenio Anzilotti, direttore generale del Commercio Estero.Suso Cecchi D'Amico, op. cit., pp. 11-13 È in questo periodo che stringe un'importante amicizia con un giovane di grande talento, il futuro banchiere Enrico Cuccia.Suso Cecchi D'Amico, op. cit., pp. 18-19

Nel 1938 sposa il musicologo Fedele D'Amico, figlio di Silvio, dal quale avrà tre figli: Masolino, Silvia e Caterina.

Da sola, o insieme al padre, esegue molte traduzioni dall'inglese e dal francese, tra le altre Jude l'Oscuro di Thomas Hardy, La via del tabacco, Vita col padre, Veglia la mia casa, angelo, le opere shakespeariane Le allegre comari di Windsor e Otello, insieme al padre. Abbandona quest'attività, nella quale per altro non dimostra la facilità che avrà invece il figlio Masolino, quando comincia a lavorare per il cinema.Suso Cecchi D'Amico, op. cit., pp. 29-30

Durante la seconda guerra mondiale, mentre il marito, membro dei cattolici comunisti con Adriano Ossicini e Franco Rodano, conduce una vita clandestina a Roma e dirige il giornale Voce Operaia, si trasferisce per sei-sette mesi a Poggibonsi, nella villa dello zio Gaetano Pieraccini, medico e politico che sarà il primo sindaco di Firenze dopo la Liberazione.Suso Cecchi D'Amico, op. cit., pp. 38

Terminato il conflitto, mentre il marito è ricoverato a lungo in Svizzera per curarsi dalla tubercolosi, è «costretta ad arrabattarsi in ogni modo per mantenere se, i suoi primi due figli […] e la casa, popolata da tate e altre donne».Suso Cecchi D'Amico, op. cit., p. 36 Tra le curiose occupazioni di questo periodo, da lezioni di buone maniere a Maria Michi e di conversazione in inglese a Giovanna Galletti, entrambe interpreti in Roma città aperta (1945), diretto da Roberto Rossellini.

Le prime sceneggiature cinematografiche Lavora alla sua prima sceneggiatura, Avatar, una storia romantica ambientata a Venezia, ispirata a un racconto di Théophile Gautier, con Ennio Flaiano, Renato Castellani e Alberto Moravia, per Carlo Ponti, allora non ancora produttore importante. Ma il progetto viene abbandonato prima ancora di arrivare ad una sceneggiatura vera e propria, il solo Castellani porta a termine un trattamento.Suso Cecchi D'Amico, op. cit., pp. 22-24

Insieme a Castellani lavora a una storia tratta da un soggetto del commediografo Aldo De Benedetti, Mio figlio professore (1946), diretto dallo stesso Castellani e interpretato da Aldo Fabrizi e dalle sorelle Nava.

Insieme a Piero Tellini scrive Vivere in pace (1947) e L'onorevole Angelina (1947), entrambi diretti da Luigi Zampa, interpretati rispettivamente da Aldo Fabrizi e da Anna Magnani, con la quale comincia a frequentarsi assiduamente, stringendo uno dei suoi rari rapporti di amicizia con attori.Suso Cecchi D'Amico, op. cit., p. 27 Per il soggetto di Vivere in pace, firmato anche da Tellini e Zampa ma sostanzialmente suo, vince il Nastro d'argento per il miglior soggetto.

Fellini, Flaiano, Zavattini, Age e Scarpelli Partecipa insieme a Federico Fellini, benché quasi sempre assente alle riunioni,Suso Cecchi D'Amico, op. cit., p. 24 alla sceneggiatura del film Il delitto di Giovanni Episcopo (1947), tratto da un romanzo di Gabriele D'Annunzio e diretto da Alberto Lattuada.

Scrive con Ennio Flaiano la sceneggiatura di Roma città libera (1947) di Marcello Pagliero, tratto da La notte porta consiglio, un soggetto dello stesso Flaiano. Le sedute di sceneggiatura con Flaiano trascorrono «tra chiacchiere, critiche e divagazioni sul soggetto. C'era da ricavare materia per condire dieci film; e sarebbe andato tutto perduto se fosse toccato a lui cavarne il succo».Suso Cecchi D'Amico, op. cit., p. 79

Scrive con Cesare Zavattini le sceneggiature di Ladri di biciclette (1948), diretto da Vittorio De Sica, proponendo il finale con il tentativo di furto della bicicletta,Suso Cecchi D'Amico, op. cit., p. 76 delle Mura di Malapaga (1949), diretto da René Clément e premio Oscar come migliore opera straniera, inoltre collabora alla sceneggiatura di Miracolo a Milano (1951), diretto da Vittorio De Sica.

Il sodalizio professionale con Zavattini si interrompe quando lui disconosce il film È più facile che un cammello..., diretto da Zampa, di cui ha scritto il soggetto, mentre Cecchi D'Amico e Vitaliano Brancati ne hanno curato la sceneggiatura.Suso Cecchi D'Amico, op. cit., pp. 75-76

Lavora con Mario Monicelli e la coppia Age & Scarpelli alla scrittura de I soliti ignoti (1958). Le riunioni di sceneggiatura si concludono spesso con le liti tra Age e Scarpelli, da cui Monicelli e Cecchi D'Amico si tengono fuori, per non darvi importanza.Suso Cecchi D'Amico, op. cit., p. 77

Camerini e Blasetti

Collabora alla sceneggiatura del kolossal Fabiola (1949), diretto da Blasetti. Per la scena romantica tra Fabiola (Michèle Morgan) e un bellissimo gladiatore (Henri Vidal) il regista consulta decine di persone, per un totale di quarantasette versioni, e da ciascuna prende poi un gesto o una battuta. Della sua utilizza il fatto che, durante l'incontro, l'innamorato, per far stare più comoda Fabiola, le fa un cuscino con la sabbia.Suso Cecchi D'Amico, op. cit., pp. 103-104

Con Flaiano scrive per Blasetti le sceneggiature di Peccato che sia una canaglia (1955), imponendo Sophia Loren nella parte della protagonista, dopo averla vista passare per Cinecittà, «bella, eccessiva, decorativa come un albero di Natale»,Suso Cecchi D'Amico, op. cit., p. 115 e La fortuna di essere donna (1956). Per Mario Camerini, definito, al pari di Blasetti, un regista della generazione precedente, scrive la sceneggiatura di Due mogli sono troppe (1951).

Luchino Visconti Il primo lavoro da sceneggiatrice per Visconti è La carrozza del Santissimo Sacramento, «che non si fece perché lui litigò con la produzione e il progetto passò a Renoir»,Suso Cecchi D'Amico, op. cit., p. 98 poi è la volta di Bellissima (1951), con Anna Magnani e Walter Chiari. Quest'ultimo interpreta un personaggio che, appena accennato nella prima versione della sceneggiatura, viene sviluppato in seguito per motivi legati alla distribuzione del film.Suso Cecchi D'Amico, op. cit., p. 100

La sceneggiatura di Senso (1954), tratta da una novella di Camillo Boito, non viene interamente girata. Riferisce la D'Amico: «Non avevo ancora una grande esperienza cinematografica con Luchino e non previdi tutti gli indugi nelle scene della villa, tutti gli attraversamenti di stanze per andare a prendere una cosa. A un certo punto delle riprese il produttore Gualino mi chiamò e mi pregò di riferire a Visconti che avrebbe chiuso. Di metraggio ce n'era più della lunghezza del film e il budget era stato ampiamente superato. Così non si girarono mai le scene della Valli che attraversa in carrozza i campi di battaglia. Il viaggio della contessa Serpieri è ridotto a un'apparizione della donna in carrozza che sarebbe dovuta passare in mezzo alle truppe insanguinate».Suso Cecchi D'Amico, op. cit., p. 105

Collabora con Vasco Pratolini alla stesura del soggetto di Rocco e i suoi fratelli (1960). Scrive la sceneggiatura con Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa, che entrambi, meridionali, si rivelano molto utili per la psicologia dei personaggi e per il tono dei dialoghi.Suso Cecchi D'Amico, op. cit., p. 148

Nella sceneggiatura de Il Gattopardo (1963), dietro suggerimento di Visconti, taglia tutta la parte finale del romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa per dare nel ballo il senso della morte del Principe e lo sfacelo della società nobiliare dei Gattopardi.Suso Cecchi D'Amico, op. cit., pp. 155-156 Per la sceneggiatura del film Vaghe stelle dell'Orsa... (1965), prende spunto dalla tragedia di Elettra. Per la realizzazione del film Lo straniero (1967) è obbligata a una trasposizione fedele del libro di Albert Camus. Prima della fase di montaggio del film Ludwig (1973), è insieme a Visconti quando il regista viene colpito da un ictus che lo rende invalido per il resto della vita. Lavora a Gruppo di famiglia in un interno (1974) e L'innocente (1976).

Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi, Luigi Comencini Con Antonioni realizza I vinti (1952), ispirato a fatti di cronaca, effettuando sopralluoghi e raccogliendo materiale reperibile sulla stampa e negli atti giudiziari,Suso Cecchi D'Amico, op. cit., p. 142 La signora senza camelie (1953) e Le amiche (1955), vincitore del Leone d'argento al Festival di Venezia. Collabora alla sceneggiatura del film Camicie rosse (Anita Garibaldi) (1952), diretto da Goffredo Alessandrini, terminato da Francesco Rosi, con Anna Magnani, ma il film fu definito da Cecchi D'Amico un'«avventura insensata».Suso Cecchi D'Amico, op. cit., p. 119 Con Francesco Rosi lavora in altri tre film: La sfida (1957), I magliari (1959) e Salvatore Giuliano (1962).

Con Luigi Comencini lavora al film Proibito rubare (1948), La finestra sul Luna Park (1956), Le avventure di Pinocchio (1972), scritto per la televisione, Cuore (1984) e Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano (1969). Nel 1988 l'Università degli Studi di Bari le assegna una laurea honoris causa in Lingue e Letterature straniere con la seguente motivazione: «La sua tecnica agguerrita e la sua vasta cultura sono stati preziosi nel lavoro letterario del film... Ha rielaborato i soggetti originali con profondo intuito letterario e straordinario senso cinematografico». Nel 1994 la 51ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia le assegna il Leone d'oro alla carriera.

Morte Muore a Roma dopo una lunga malattia il 31 luglio 2010. I funerali si svolgono, dopo due giorni, presso la basilica di Santa Maria del Popolo in piazza del Popolo a Roma; è sepolta nella tomba della famiglia D'Amico al cimitero del Verano di Roma.

Filmografia Cinema Mio figlio professore, regia di Renato Castellani (1946) Roma città libera, regia di Marcello Pagliero (1946) Vivere in pace, regia di Luigi Zampa (1947) Il delitto di Giovanni Episcopo, regia di Alberto Lattuada (1947) L'onorevole Angelina, regia di Luigi Zampa (1947) Proibito rubare, regia di Luigi Comencini (1948) Ladri di biciclette, regia di Vittorio De Sica (1948) Fabiola, regia di Alessandro Blasetti – non accreditata (1949) Le mura di Malapaga, regia di René Clément (1949) Cielo sulla palude, regia di Augusto Genina (1949) Due mogli sono troppe, regia di Mario Camerini (1950) È primavera..., regia di Renato Castellani (1950) Prima comunione, regia di Alessandro Blasetti (1950) È più facile che un cammello..., regia di Luigi Zampa (1950) Romanzo d'amore, regia di Duilio Coletti (1950) Miracolo a Milano, regia di Vittorio De Sica (1951) Bellissima, regia di Luchino Visconti (1951) Processo alla città, regia di Luigi Zampa (1952) Buongiorno, elefante!, regia di Gianni Franciolini (1952) Camicie rosse, regia di Goffredo Alessandrini (1952) Altri tempi - Zibaldone n. 1, regia di Alessandro Blasetti (1952) Febbre di vivere, regia di Claudio Gora (1953) Il sole negli occhi, regia di Antonio Pietrangeli (1953) La signora senza camelie, regia di Michelangelo Antonioni (1953)