La fibroina della seta è una proteina fibrosa prodotta da ragni, la larva di Bombyx mori e alcuni insetti. Rappresenta la quota proteica maggiore all'interno della fibra di seta grezza, assieme alla sericina; si dispone secondo due filamenti separati ricoperti da uno strato di sericine con funzione cementante.O. Hakimi et al., “Spider and mulberry silkworm silks as compatible biomaterials”,Composites Part B: Engineering, vol. 38 (3), pp. 324--337, article T. Dyakonov et al., “Design and Characterization of a Silk-Fibroin-Based Drug Delivery Platform Using Naproxen as a Model Drug”, Journal of Drug Delivery, vol. 2012 (2012), article ID 490514 La fibroina è costituita da catene polipeptidiche quasi totalmente in conformazione β con disposizione antiparallela.

La sua sequenza primaria è caratterizzata dalla presenza di molti residui di alanina e glicina disposti secondo la sequenza amminoacidica ricorrente (Gly-Ser-Gly-Ala-Gly-Ala)n. L'elevata percentuale di glicina permette di formare un foglietto β molto compatto, che contribuisce alla rigidità della struttura della fibroina e alla genesi della tipica forza della fibra di seta: la struttura è ulteriormente stabilizzata da legami deboli quali legami a idrogeno e legami di van der Waals, che la rendono flessibile. La combinazione di rigidità e resistenza rendono la fibroina il materiale adatto per applicazioni in aree che spaziano dalla biomedicina alla manifattura tessile.

Isoforme La fibroina è in grado di disporsi secondo tre strutture, dette seta I, II e III. La seta I è la forma della fibroina naturale, che acquisisce quando è prodotta dalle ghiandole di Bombyx mori. La seta II si riferisce ad un arrangiamento delle molecole di fibroina che si ottiene a seguito di filatura, che offre una forza maggiore ed è generalmente sfruttata in applicazioni commerciali. La seta III è una struttura di fibroina scoperta recentemente. La seta III è formata prevalentemente all'interfaccia di soluzioni di fibroina (ad esempio interfaccia aria-acqua, interfaccia acqua-olio, ecc.)

Degradazione Molte specie di batteri Amycolatopsis e Saccharotrix sono in grado di degradare sia la fibroina, sia l'acido polilattico.

Note

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