La fricativa velare sorda è una consonante presente in moltissime lingue, che in base all'alfabeto fonetico internazionale è rappresentata col simbolo .
Nella lingua italiana non è presente.
A [x] corrisponde la j spagnola di Juan e il ch tedesco di Bach.
Caratteristiche La fricativa velare sorda presenta le seguenti caratteristiche: il suo modo di articolazione è fricativo, perché il suo suono viene prodotto dalla frizione causata dal passaggio ininterrotto di aria attraverso un restringimento del cavo orale; il suo luogo di articolazione è velare: si produce accostando il dorso della lingua al velo del palato (in modo che l'aria, costretta dall'ostacolo, produca un rumore nella sua fuoriuscita). è una consonante sorda, in quanto l'emissione di tale suono avviene senza far vibrare le corde vocali.
In spagnolo meridionale e latinoamericano Si pronunciano così: la j (Juan Carlos); la g, ma solo nei gruppi ge e gi (gente, Argentina).
In tedesco Viene resa nella lingua scritta con il gruppo ch.
Normalmente ch si legge come fricativa velare sorda, quando è preceduto da /a/, /o/, /u/:
ach (esclamazione di sorpresa o disappunto):
D'altro canto, dopo le vocali anteriori (i, e e Umlaute) ch si legge come fricativa palatale sorda: ich ('io'): ç.
Si tratta di varianti articolatorie o regionali, di nessun ruolo per il significato della parola che si viene a formare (allofoni).
In esperanto Si pronuncia così la lettera ĥ (trascritta anche come hx o, più raramente, hh) per esempio nella parola ĥaoso ( caos). In arabo In arabo il suono è rappresentato dalla lettera ḫāʾ.
In calabrese
Nei dialetti calabresi meridionali corrisponde alla effe italiana e graficamente viene rappresentata con una ĥ.
Bibliografia L. Canepari, Avviamento alla fonetica, Torino, Einaudi, 2006
fricativa sorda velare sorda Categoria:Consonanti sorde Categoria:Consonanti centrali Categoria:Consonanti polmonari