Unarma è un qualsiasi oggetto, dispositivo, strumento meccanico o elemento di natura chimica, nucleare o elettromagnetica che venga utilizzato allo scopo di offendere oppure sia progettato per la difesa personale dell'utilizzatore.Riccardo Busetto, Dizionario Militare, Zanichelli, 2004, p. 71. ISBN 88-08-08937-1.
In linea puramente teorica, qualunque oggetto può essere utilizzato come arma, anche se chiaramente alcuni possono risultare più efficaci o più idonei allo scopo, rispetto ad altri.
Storia Preistoria ed età della pietra
Il più antico reperto storico è la lancia di Clacton, ritrovata nel 1911 a Clacton-on-Sea e risalente a 427000 anni fa.Hugo Meijer, Aux origines de la guerre et de la paix dans l’espèce humaine, 6 giugno 2025 https://www.youtube.com/watch?v=UWW9aMu9mzI&t=3004s La clava, da molti storici viene ritenuta la prima arma e quindi la più antica arma fabbricata dall'uomo. Vennero ben presto la mazza ,un bastone appuntito con corno, e poi le scuri, i coltelli come le daghe, le lance, gli archi e le frecce costruite con selci lavorate o come in uso nelle civiltà precolombiane, in america, con schegge di ossidiana. Con l'uso dei metalli la varietà, tanto da offesa, quanto da difesa, si accrebbe rapidamente e ne nacque la prima suddivisione in difensive e offensive, le quali presero forme e i nomi più svariati. Nell'età della pietra si fabbricarono lame, coltelli, scuri di selce, e mazze semplici o formate di un bastone spaccato a una delle estremità, avente dentro lo spacco una pietra tenuta a posto con una legatura fatta di strisce di corteccia di albero o con una cordicella fatta di minugia attorcigliata.
Età antica Parecchi storici sostengono che le macchine da lancio o da getto (baliste, catapulte) furono usate per prime dalle civiltà orientali i quali già le adoperavano da parecchi secoli quando, poco prima di Pericle, i Greci ne appresero l'uso. Invece, secondo Plutarco la macchina da lancio sarebbe originaria della penisola italiana e risalirebbe al IV secolo a.C.; i Greci l'avrebbero importata dalla Sicilia, che era già allora centro di sviluppatissima civiltà, anche militare. Comunque è certo che Ciro, che fu uno dei più audaci e geniali condottieri della storia antica, adoperò ampiamente la balista.
Nell'antica Grecia le macchine da getto ebbero diffusione dopo la guerra contro Serse e quella del Peloponneso, e vennero perfezionate da Filippo II di Macedonia e Alessandro Magno, i quali adoperarono dei parchi costruiti e diretti da Polido e Diodato. Questi parchi servivano esclusivamente per gli assedi, soltanto Alessandro fece il primo tentativo per utilizzarli in operazioni di campagna contro i Traci e, nella spedizione asiatica, mise in campo un'artiglieria eccellente, baliste e catapulte, di cui erano totalmente sprovvisti i Persiani e che provò le sue alte qualità tecniche negli assedi di Alicarnasso e di Tiro. Traiano utilizzò ampiamente le macchine da guerra anche sul campo di battaglia, in particolare la carroballista.
Va rilevato che dalle macchine da getto gli Elleni trassero scarso rendimento; a ciò contribuì l'insuccesso della seconda battaglia di Mantinea, durante la guerra del Peloponneso. La hasta nella civiltà romana era lunga circa metri 1,75, quanto l'altezza di chi la portava il quale era chiamato hastatus. Nei secoli XV, XVI e XVII si chiamò picca ed era per la fanteria molto lunga, facendo riscontro all'antico contus, arma propria dei cavalieri o all'antica sarissa della fanteria dell'esercito macedone.
Medioevo ed età moderna Durante il medioevo e nell'età moderna incominciarono ad apparire le macchine corazzate e le armi da lancio. Tra le armi di difesa, si ricordano scudi e armature: in particolare, si attribuisce al capitano di ventura Mostarda da Forlì (XIV-XV secolo) l'introduzione dell'uso di armature interamente di ferro, anziché in cuoio, come si faceva fino ad allora. Le milizie medioevali usavano anche le cosiddette chiaverine, nome dell'arma derivato da una parte di essa (l'asta) che portava in cima una cuspide di forma e materiale variabili. L'invenzione delle armi da fuoco e la loro applicazione alla guerra fece diminuire e quasi totalmente abbandonare le armi difensive personali.
Una prima grande svolta nella fabbricazione e nell'uso delle armi in Europa si ebbe nel XIV secolo con l'affermarsi dell'utilizzo bellico della polvere da sparo; vennero così costruite le prime armi da fuoco, che sfruttavano come forza propulsiva per il lancio di proiettili proprio i gas generati dalla deflagrazione della polvere da sparo quando questa veniva incendiata; uguale influsso ebbero gli approfondimenti degli studi sulla balistica. Il primo archibugio fu costruito in Spagna nel 1450., altre armi che si diffusero nel periodo furono colubrine, archibugi, moschetti, spingarde, pistole.
Tra le artiglierie del periodo, oltre ai primi tipi di armi lanciate a mano come bombe e granate, ci furono le bombarde. Le armi da fuoco portatili presero fin dall'inizio vari nomi, a seconda dell'epoca di costruzione, della forma, dei meccanismi presenti. Lo stesso avvenne per le artiglierie.
Il XIX e XX secolo Con le scoperte scientifiche del XIX secolo e del XX secolo, alle cosiddette armi convenzionali si sono via via aggiunte o sostituite armi più sofisticate che fanno ricorso a tecnologie avanzate basate sull'uso della chimica (armi chimiche, con veleni o tossine), della biologia (armi batteriologiche, con ceppi di batteri o di virus letali), dell'energia nucleare (armi nucleari, come ad esempio la bomba atomica e la bomba H).
Classificazione Con il progredire e l'evolversi delle tecnologia si sono andate sviluppando e affermando diversi tipi di armi, che possono essere variamente classificate.
Arma contundente
Sono delle armi - generalmente utilizzate nel combattimento corpo a corpo - solitamente in grado di infliggere ferite e lesioni, e solo in particolari casi di uccidere. Esse si basano sul principio dell'urto col bersaglio e per questo, sono chiamati anche armi da botta e ne sono tipici rappresentanti i bastoni, il manganello, il martello d'arme, le mazze, le clave. Altro esempio di tali armi, utilizzato in età antica e durante il medioevo, era il mazzafrusto.
Armi bianche
Sono tali armi ma anche oggetti che provocano danni al bersaglio se impugnati e azionati dall'uomo con la sola forza fisica anch'esse solitamente utilizzate nel combattimento corpo a corpo. In tale categoria possono essere ricomprese anche le armi contundenti; ma specificamente rispetto a queste incorporano lame. Quest'ultima è un pezzo di metallo di forma adeguata che presenta una o più parti affilate chiamate "filo". Le lame possono essere più adatte a tagliare (in questo caso si parla di armi da taglio e ne sono tipici rappresentanti le spade, i coltelli, le sciabole e le asce) o a colpire di punta per penetrare nel bersaglio, come i pugnali o le lance, le picche e le baionette: a questo scopo, alcune armi da punta non prevedono nemmeno la presenza del filo sulla lama, ma hanno solamente la punta acuminata necessaria per penetrare e/o sfondare (come alcuni tipi di stiletto, il fioretto o il martello d'armi a becco di corvo).
Si possono inoltre distinguere le armi bianche secondo la dimensione in corte, medie e lunghe. Le armi bianche corte sono occultabili e generalmente non superano la trentina di centimetri: in questa categoria si possono catalogare i coltelli, i pugnali, gli stiletti, le daghe corte, le accette da lancio. Le armi bianche medie erano le tipiche armi individuali da guerra da usare a corta distanza prima dell'avvento delle armi da fuoco: spade, sciabole, asce da guerra.
Sono armi bianche lunghe, specificamente dette armi inastate (o immanicate), quelle poste al termine di un bastone (asta) che ne diventa il mezzo per impugnarle (manico) e per aumentare la distanza di efficacia delle armi stesse: la categoria ricomprende azza, berdica, picche, alabarda, giavellotto. Sono tali tutte le armi che hanno un manico lungo da due a più metri e permettono di colpire l'avversario a qualche distanza continuando a impugnarle (seppure alcune sia possibile anche lanciarle, come ad esempio il giavellotto).
Armi da lancio Sono armi da lancio quelle armi che, sempre grazie alla forza fisica dell'uomo e in abbinamento a dispositivi meccanici (ma sempre caricati dalla forza del lanciatore) servono per lanciare - anche a distanze considerevoli - proiettili di vario tipo come pietre, frecce, quadrella (arco, balestra, trabucco, fionda, scorpione, balista, carroballista), o che vengono esse stesse lanciate (giavellotto, asce da lancio, coltelli da lancio).
A seconda delle dimensioni e del numero di persone necessarie al proficuo utilizzo di queste armi, si ha la distinzione tra armi da lancio individuali (tutte quelle lanciate direttamente come giavellotto, asce da lancio, coltelli da lancio, nonché quelle che lanciano proiettili come arco, fionda, balestra, cerbottana) e armi di artiglieria (ballista, catapulta, trabucco, onagro e carroballista).
Armi da fuoco
Le armi da fuoco si possono dividere, anche in rapporto alle loro dimensioni e alla loro tipologia, in armi portatili (o leggere) (ad esempio pistola, fucile), armi di artiglieria (cannone, mortaio) e in armi esplodenti (bombe, mine, granate).
Nella categoria rientrano le armi che lanciano proiettili contenenti in sé energia propulsiva (lanciarazzi come il bazooka o il sistema MLRS, lanciamissili come il FIM-92 Stinger): tali armi sono sostanzialmente dei supporti di lancio per armi esplodenti che usano il principio del razzo per la loro stessa propulsione, altre armi da fuoco non tradizionali sono quelle elettriche, dove tramite una corrente si genera un campo elettromagnetico che accelera il proiettile, come nel caso del cannone a rotaia e del cannone di Gauss.
Armi non letali o a bassa letalità
Le armi non letali (in inglese non-lethal weapon) o inabilitanti, più propriamente definite come armi a bassa letalità (in inglese less-lethal weapon), sono particolari tipi di armi atte a fermare o comunque bloccare persone, masse di persone, materiali o mezzi minimizzando il più possibile la possibilità di causare morte o ferite permanenti, oppure danni agli oggetti e all'ambiente circostante. Solitamente questo tipo di armi utilizzano le moderne tecnologie nel campo dell'elettronica, l'optoelettronica, l'acustica, la chimica, la biologica, la medicina e la meccanica; spesso sono usate in operazioni anti-sommossa. Per quanto le armi a bassa letalità non siano progettate in partenza con lo scopo di uccidere, esse possono comunque causare in alcuni casi la morte delle persone prese a bersaglio, in particolare quando sono usate in maniera impropria (intenzionalmente o meno) e fuori dalle loro specifiche di progettazione e utilizzo, quando sono usate ripetutamente su uno stesso bersaglio, quando sono usate da personale non addestrato o quando sono usate su soggetti vulnerabili (per età o condizioni di salute).Riccardo Busetto, Dizionario Militare, Zanichelli, 2004, p. 73. ISBN 88-08-08937-1.
Alcuni esempi di queste armi sono: i vari tipi di gas lacrimogeno, il taser, pistola di stordimento che emette delle scariche elettriche, il Long Range Acoustic Device, un cannone sonoro che sfrutta le onde acustiche, i beanbags (letteralmente sacchetti di fagioli, ossia munizioni in calibro 12 il cui proietto è costituito da pallettoni in gomma), le pistole laser che causano una cecità provvisoria.
Armi esplosive e a propulsione
Sono armi che sfruttano la potenza generata dalla carica di esplosivo che incorporano, per generare danni a persone e cose.