Colus hirudinosus (Colus hirudinosus Cavalier & Séchier, 1835), noto come Clatro rosso deforme è un rarissimo fungo basidiomycete di origini tropicali strettamente imparentato con il più famoso e comune Clathrus ruber. Questo particolare fungo cresce principalmente in terreni sabbiosi (non di sabbia marina) o concimati nella stagione autunnale. Il carpoforo è inizialmente rinchiuso nel velo generale a forma di uovo, grande circa 2 centimetri di diametro (che ha colore biancastro) permanente nel fungo adulto come volva, con ife micelari biancastre con ife miceliari biancastre che lo collegano al substrato di crescita. Con lo sviluppo l'esoperidio si presenta in forma allungata, fino a 3–4 cm di altezza, con una serie di rami ascendenti di colore rosa-aranciato sempre più carico che partono da un gambo comune, all'interno della volva, e confluiscono in una zona apicale a forma di disco a maglie strette, di colore rossastro-rosso scuro, ricoperto dalla gleba deliquescente verdastro-oliva-nerastra, con odore repellente per attirare gli insetti che contribuiscono così alla dispersione delle spore. La carne è fragile, porosa, biancastra, con odore nauseante di feci.

Ad un esame sommario può essere confuso con Clathrus ruber, di taglia maggiore e ben diverso per la conformazione dell'esoperidio. Scoperto nel 1835 da due micologi, Colus hirudinosus è l'unico fungo al mondo ad avere questa forma così particolare. La principale attrattiva di questo particolarissimo fungo è l'aspetto, unico tra i miceti che a taluni sembra gradevole mentre alla maggior parte della gente sembra orribile.

Riconoscibile per il suo fetore di carogna o di feci e la sua forma che a maturità ricorda due palle sovrapposte, una grossa in fondo e una più piccola in alto. Questo fungo è presente in Europa e nel Nord America grazie a scambi involontari di spore, soprattutto nei tessuti e nelle stoffe in genere. Sorretto da un gambo rosso questo fungo è coperto da una bava brunastra molto attraente per gli insetti che diffondono le sue spore.

I rossi rami fusi, la struttura a doppia palla bucata e la concentrazione dell'imenio nella parte superiore ne fanno uno dei funghi più strani del mondo.

Etimologia Il nome latino di questo particolarissimo fungo deriva dalla forma strana del carpoforo, che assomiglia a due palle sovrapposte, con la gleba in quella alta. L'origine del nome "Colus" non è chiara del tutto, poiché esso è anche quello di una specie di noti molluschi marini ma, comunque, l'altra parte hirudinosus è inconfondibile perché questo fungo è l'unico nel mondo vivente ad avere quest'ultimo. La difficoltà nel pronunciare la seconda parte è dovuta al fatto di molte consonanti e s messe alternativamente. Il fungo è uno dei meno studiati e conosciuti.

Tassonomia e storia Il primo fungo formalmente descritto come Colus hirudinosus, così battezzato dal botanico che lo scoprì per la prima volta, è stato trovato nel 1835 nel sud e nel sud est dell'Australia. Fa parte della famiglia delle Phallaceae anche se collocato da alcuni micologi nella famiglia delle Clathraceae. Come queste infatti avvolge le sue spore in una bava viscida brunastra che puzza di feci o carogne per attrarre gli insetti, diffusori aerei formidabili della specie. Questo fungo venne scoperto dai due micologi Cavalier & Séchier nel 1835, anche se dopo venne studiato da Saccardo, nel 1888, Dring nel 1964 e 1980. Questo fungo non ha avuto molto interesse dai micologi perché si tratta di una specie rara, non commestibile e poco conosciuta. Nel 1980 questo fungo, che prima era stato registrato solo nell'Australia e nel pacifico tropicale umido, venne documentato in Europa, Africa e nei Caraibi. I rani fusi a gabbia sono quelli che caratterizzano il genere Colus e le specie “dalla cuticola sporca” accordati dagli esperti dello “Stinkhorn Expert D. M. Dring” (1980).

Descrizione della specie Questo tipo di fungo è comune o gregario (dipende dalle annate) nel periodo di crescita, nella segatura, nel legno o nei campi coltivati, nelle aree tropicali e sub-tropicali anche se il suo areale è incerto. Il Colus hirudinosus è ovviamente non commestibile.

Ecologia Tutti i funghi sono eterotrofi, cioè ricavano le sostanze nutritive dall'ambiente esterno assorbendole attraverso le pareti; essi rivestono un ruolo ecologico importantissimo perché sono in grado di decomporre il materiale organico presente nel terreno.

Essi costituiscono un anello importantissimo dell'ecosistema, in quanto permettono la chiusura del ciclo della materia rendendola nuovamente disponibile all'organicazione da parte delle piante verdi.

L'eterotrofia dei funghi li costringe sempre ad un tipo di vita dipendente che si può differenziare in tre modalità, distinte in base ai rapporti del fungo stesso con il substrato di crescita: saprofitismo, parassitismo e mutualismo. Il clatro rosso deforme è un fungo saprofita.

Volva

Il primordio appare come una struttura a forma di uovo, detta volva (o esoperidio), marrone o marroncino-biancastro e parzialmente interrato di circa 1–2 cm di diametro e grandezza (1¼ del totale, attaccato al terreno da ife, bianche come tutto il suo apparato sotterraneo), biancastro o con sfumature giallognole, con all'interno uno strato gelatinoso e al centro l'abbozzo rosa-rosso del carpoforo che si apre ben presto. Ha alla base una piccola appendice radiciforme.

A maturità si lacera e fuoriesce un ricettacolo (endoperidio) a forma di doppia gabbia ed a larghe maglie sotto e strette sopra, di color rosa, poi rosso sangue o rosso-scarlatto; le maglie della doppia gabbia, in quella superiore, sono cosparse di mucillagine granulosa di colore olivastro o bruno-verdastro, che contiene le spore. La volva rimarrà sempre sotto forma di tessuto lacerato bianco o macchiato di diverso colore.

Corpo fruttifero

Il corpo fruttifero di questo particolarissimo fungo è a forma di doppia palla, striato, simile ad una gabbia asimmetrica (spesso schiacciata o deformata) grossa in basso e stretta in alto che si espande con dei bracci disposti ed uniti a rete (che partono dal gambo non sempre visibile) nella cui parte alta vi è una mucillagine contenente le spore. Emerge lacerando la volva e frammentandola, anche se quest'ultima rimane presente sotto. Il carpoforo è grande circa 5-8 centimetri. Diventa a forma di doppia palla quando spunta dal terreno. Il colore dei bracci è solitamente rosso o il rosa-rosso molto carico in alto mentre sotto è rosso, rosso-arancio o rosso-rosa, anche se in rarissimi casi si sono riscontrati anche l'arancione (in basso), il rosso-arancio ed addirittura il bianco (nei funghi albini). I bracci sono rugosi, fragili hanno una membrana rossa rugosa e striata e sono fusi gli uni con gli altri per formare la gabbia. Il centro del cappello è rosso carico. La gleba è contenuta nella parte superiore ed è di colore verde-marrone. Possiede un piccolo gambo, non sempre visibile, concolore (o più chiaro) al resto del corpo fruttifero, costituito da 4-6 colonne verticali. Matura in una forma a gabbia con 6-10 braccia lunghe circa da 3,5 a 7,5 cm di lunghezza misurata dal centro e larghe meno di un centimetro dalla base. Ogni braccio si divide in due appendici a forma di tentacolo. La sommità del fungo è coperta da una massa viscosa bruno-olivastra o gleba, che odora di carne putrefatta e/o di feci. Alla base del gambo presenta una volva rotonda, residuo dellovulo originale. La palla inferiore può essere più chiara. Nella fase d'invecchiamento le palle, che prima erano ben dritte e alte, possono subire un effetto di “scioglimento”, cioè di abbassamento e deformazione. Capita spesso che mosche o altri insetti possano distruggere tutto o parte del basidiomicete e che possa, quindi, presentarsi incompleto.

I bracci contengono la gleba. Le ramificazioni del corpo fruttifero si fanno sempre più fitte man mano che si alza lo sguardo verso l'alto. Questo fatto è dovuto alla necessità di tenere e procreare il maggior numero di spore nella gleba, e di tenerle più protette.

Imenio Gleba verde-marrone da giovane, verde oliva scura-marrone e nera/verde brillante da vecchia, mucillaginosa, a forma di palla compressa, fedida, viscida, come squagliata, molle e disposta nella parte superiore del carpoforo (la palla superiore) e un poco in quella inferiore, anche se può coprirle del tutto o quasi (il fungo può alzarsi anche molto dal terreno). A volte degli insetti, attirati dalla gleba, depositano le proprie uova all'interno dei rami, che sono cavi a nido d'ape, del fungo stesso, in modo che le piccole larve abbiano il cibo necessario al loro sviluppo.

Gambo Questo fungo ha gambo rosso/rosa o rosa/bianco, a volte striato (a volte con macchioline marroni, rosse o rosa/bianco), lungo circa 8 centimetri che a maturità diventerà rosso più o meno acceso, cavo internamente quando matura (o direttamente da giovane). La base è gelatinosa e flaccida, si espande in contemporanea ai bracci. Può essere rigata di blu-azzurro. Sia l'interno, il gambo, i bracci con la loro gleba, il centro e la gleba stessa sono rugosi. Nella parte inferiore può rimanere un resto del velo detto volva. Sulla parte inferiore dei bracci e intorno al centro ci può essere della gleba sterile che rimane rossa e squamosa. L'intero corpo fruttifero si può disidratare prima di morire.

Micelio Questo fungo ha micelio bianco o giallognolo.

Carne

La carne di questo particolarissimo fungo è rosso/rosa nel gambo (dove è più fibrosa) immaturo e rosso vivo in quello adulto e vecchio, nelle ife è bianco-giallastra mentre nel cappello ed all'attaccatura è rossa. Fragile, a nido d'ape, elastica, non cessante, questo fungo ha carne virante lievemente al blu al tatto, allo sfregamento o al danneggiamento. Non si conoscono notizie sul sapore della carne in quanto nessuno ha mai assaggiato questo fungo. Non si conoscono reazioni chimiche Fragile, fetida.

Odore: caratteristico, complesso, come di carogna e/o feci fresche. Sapore: non particolarmente gradevole.

Odore Questo fungo emana un odore nauseante, derivato dalla gleba, come di carne putrida. Odore: cadaverico, fecale, insopportabile, percepibile anche a distanza.

Microscopia Spore: 3.5-6.5 x 1-2 µm, cilindriche, lisce, oliva in massa. Basidi: cilindrici, lunghi sino a 70 µm, settati trasversalmente, con 4 lunghi sterigmi curvi. Ife: ramificate, nodose, con diametro di 1-4 µm, bianche. Pleurocistidi: assenti. Cheilocistidi: 40-110 x 15-40 µm, ellissoidali, ovoidali, oblunghi, utriformi o subcilindrici.

Spore Questo fungo ha spore di 3.5-6.5 x 1-2 µm, cilindriche, lisce, inglobate nella gleba. Sporata oliva-marrone. Spore di colore bruno-verdastro.

Le spore vengono disperse da insetti, lumache e chiocciole attratte dall'odore fetido che emana la gleba. Queste spore vanno con la speranza di nascere in un nuovo areale.

Non è raro vedere questo fungo invaso da mosche che lo divorano interamente.

Molte spore si trovano nelle feci o nelle carogne di animali che attraggono gli insetti che spargono queste ultime.

Habitat e distribuzione Su terreno umido con detriti legnosi marcescenti (fungo saprotrofo), nelle regioni tropicali o sub-tropicali nei prati e boschi alpini e sub-alpini. È comparsa (probabilmente trasportata) nei Royal Botanic Gardens di Kew nel 1829 ed in tutta la California ed il Nord America. In occidente vi è arrivato tramite trasporto involontario delle spore tramite terra e materiali organici. Più comune nelle serre ma comunque rarissimo, è presente nei giardini, nei campi coltivati a graminacee (i lawns),nelle aree coltivate in genere e nei ceppi degli alberi. Nella Victoria questo fungo occupa quasi esclusivamente areali alpini, in Tasmania si limita nei siti del nord. E comune in Africa tropicale, Australia, Oceania e altri areali tropicali. È presente anche nella Carolina del Sud e nelle isole del pacifico.