Aelita (, Aėlita), uscito inizialmente con il sottotitolo Закат Марса (Zakat Marsa, "Il declino di Marte"), è un romanzo di fantascienza di Aleksej Nikolaevič Tolstoj, apparso a puntate tra il 1922 e il 1923. È il primo dei due romanzi fantascientifici di Tolstoj; il secondo è L'iperboloide dell'ingegner Garin. Nel 1924 Jakov Protazanov ne trasse il film Aėlita, considerato il primo kolossal fantascientifico del cinema sovietico. La prima traduzione italiana, di Emanuela Guercetti, uscì nel 1982 nell'antologia Noi della galassia. Cinque storie di fantascienza di Editori Riuniti.

Storia editoriale Tolstoj compose Aelita durante gli anni dell'emigrazione. Nel 1921 lasciò Parigi per Berlino, dove entrò in contatto con gli ambienti dello Smenovekhovstvo e collaborò al quotidiano Nakanune; a questi anni risale la composizione del romanzo. Tra il 1922 e il 1923 Krasnaja nov''' pubblicò Aelita in tre puntate, con il sottotitolo Zakat Marsa ("Il declino di Marte"). L'edizione in volume uscì nel 1923.

Nel 1937 Tolstoj rivedette il romanzo. La nuova versione uscì nel 1939 e fu destinata anche ai ragazzi. Una traduzione inglese di Lucy Flaxman uscì nel 1950.

In Italia Aelita uscì per la prima volta nel 1982, nella traduzione di Emanuela Guercetti inclusa nell'antologia di Editori Riuniti Noi della galassia. Cinque storie di fantascienza. La stessa traduzione tornò in volume presso Editori Riuniti nel 1996. Nel 1994 la Biblioteca del Vascello pubblicò una traduzione di Giancarlo Fazzi, ristampata nel 2001. Nel 2019 Agenzia Alcatraz pubblicò una terza traduzione italiana, firmata dal Kollektiv Ulyanov.

Trama A Pietrogrado l'ingegnere Mstislav Sergeevič Los costruisce un veicolo per raggiungere Marte e cerca con un annuncio un compagno di viaggio. Si presenta Aleksej Ivanovič Gusev, ex soldato dell'Armata Rossa, che decide di partire con lui. Raggiunto Marte, i due scoprono che il pianeta è abitato.

Los e Gusev vengono ospitati da Tuskub, membro del governo marziano e padre di Aelita. Aelita insegna loro la lingua marziana e racconta a Los il passato del pianeta. Secondo il suo racconto, alcuni antenati dei marziani erano gli ultimi abitanti di Atlantide, fuggiti dalla Terra dopo la distruzione della loro civiltà. Los e Aelita si innamorano.

Contro il governo di Tuskub scoppia una rivolta. Gusev si unisce agli insorti guidati da Gor, mentre Los cerca di restare con Aelita. Le forze governative soffocano però la rivolta: i ribelli sono sconfitti, Aelita viene catturata e Los rimane gravemente ferito. Gusev lo ritrova e riesce a ricondurlo al veicolo terrestre.

I due lasciano Marte. Los trascorre gran parte del viaggio privo di sensi. Al ritorno, i due scoprono che sulla Terra sono trascorsi quasi quattro anni dalla loro partenza. Sei mesi più tardi Los vive appartato e lavora a un nuovo motore. Gusev organizza invece un gruppo deciso a tornare su Marte. I due si recano infine in una stazione radiotelefonica che ha captato segnali provenienti dallo spazio. Los riconosce nella trasmissione la voce di Aelita, che lo chiama da Marte.

Personaggi Mstislav Sergeevič Los Ingegnere di Pietrogrado e costruttore del veicolo interplanetario. È ancora giovane, ma ha già i capelli bianchi; vive solo e dedica quasi tutto il proprio tempo al lavoro.

Aleksej Ivanovič Gusev Ex soldato dell'Armata Rossa. Ha combattuto in guerra, sa guidare automobili e ha esperienza di volo; il testo lo presenta come un uomo abituato al rischio e all'azione.

Aelita Figlia di Tuskub. Conosce la storia antica di Marte e insegna ai due terrestri la lingua del pianeta. Il suo nome dà il titolo al romanzo.

Tuskub Padre di Aelita, fa parte del governo marziano. Ritiene che la civiltà di Marte sia ormai destinata a scomparire e che ogni tentativo di salvarla sia inutile.

Accoglienza e critica Antonio Milovina riconduce il sottotitolo originario Il declino di Marte a Il tramonto dell'Occidente di Oswald Spengler e interpreta il romanzo come una risposta alla teoria della decadenza delle civiltà. Milovina associa il Marte morente all'Occidente e la vitalità dei terrestri alla Russia postrivoluzionaria e alle idee dello Smenovekhovstvo e dello Skifstvo. Riprendendo Elena Tolstaja, Milovina lega inoltre la composizione di Aelita'' al mutamento politico e culturale di Tolstoj negli anni di Berlino.

Alessandro Cifariello confronta le traduzioni italiane del 1982, 1994 e 2019 e le giudica complessivamente buone; preferisce quella di Emanuela Guercetti e considera la traduzione del Kollektiv Ulyanov la meno precisa.

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Voci correlate Aėlita (film) Atlantide Extraterrestri nella fantascienza Marte nella fantascienza

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