Le lettere di Berlicche (titolo originale The Screwtape Letters), pubblicato a Londra nel 1942 dallo scrittore C. S. Lewis, ma originariamente apparso sulle pagine del quotidiano The Guardian, è un racconto satirico in forma epistolare in cui un diavolo anziano, “sua potente Abissale Sublimità il Sottosegretario Berlicche”, istruisce suo nipote Malacoda, un giovane diavolo apprendista tentatore. Noi non vediamo le lettere di Malacoda a Berlicche, ma il loro contenuto può essere dedotto dalle risposte di Berlicche, il quale consiglia Malacoda su come assicurare la dannazione dell'anima di un giovane essere umano a lui assegnato, indicato come il “paziente”, di fronte al Nemico (Dio).

Pubblicazioni Una versione delle lettere fu originariamente pubblicata con frequenza settimanale nel quotidiano The Guardian tra maggio e novembre del 1941;Lancelyn Green e Hooper, C.S.Lewis: A Biography, London, Harper&Collins, 2005, p. 236 la prima edizione integrale conteneva un'introduzione in cui l'autore spiegava come era giunto alla decisione di scrivere questo libro.William Griffin, C.S.Lewis: The Authentic Voice, Lion Hudson, Oxford, 2005 p. 188

Lewis aveva promesso solennemente di non scrivere mai un seguito dell'opera, ma nel 1959, su invito del Saturday Evening Post, si decise a scrivere un saggio intitolato Il brindisi di Berlicche (titolo originale Screwtape proposes a toast), in cui il protagonista, Berlicche appunto, pronuncia un discorso alla fine del pranzo annuale alla “Scuola Superiore di Tentazione per Giovani Diavoli”, approfondendo alcuni aspetti che nel libro precedente erano stati solo accennati e aggiungendo nuove riflessioni e considerazioni sulla situazione attuale per quanto riguarda le possibili tentazioni e la loro efficacia nei confronti dell'uomo.C. S. Lewis nella Prefazione al Brindisi di Berlicche in Le lettere di Berlicche e il brindisi di Berlicche, 1999, p. 131 In realtà, il saggio è anche una critica delle tendenze prevalenti nell'ambito dell'istruzione pubblica dell'epoca. Un'edizione comprendente entrambe le opere con una nuova prefazione di Lewis fu pubblicata nel 1961 dalla casa editrice Bles e un'altra nel 1962 da MacMillan.

Entrambe le opere sono state pubblicate anche su audiocassette e su CD, con le voci narranti di John Cleese e Joss Ackland. Una versione audio in forma teatrale prodotta dall'organizzazione non-profit Focus on the Family è stata una delle finaliste degli Audie Award del 2010.

Tematiche Nelle Lettere di Berlicche, C.S. Lewis fornisce una serie di lezioni sull'importanza di compiere delle scelte consapevoli nella vita, descrivendo una comune esistenza umana con tutte le sue tentazioni e i suoi fallimenti dal punto di vista di un diavolo. Berlicche ricopre un ruolo amministrativo nella gerarchia dell'Inferno e agisce come guida e consigliere di un giovane e inesperto diavolo tentatore, Malacoda. Nel corso delle trentuno lettere che compongono il libro, Berlicche offre a Malacoda dei suggerimenti e consigli dettagliati sui vari metodi per minare e indebolire la fede e incoraggiare e favorire il peccato nel paziente, intervallati da osservazioni sulla natura umana e sulla dottrina cristiana. Malacoda e Berlicche vivono in un mondo dai valori morali completamente rovesciati, dove il tornaconto individuale e l'avidità sono visti come il massimo bene, e non riescono a comprendere l'amore di Dio per l'uomo (che viene giudicato "pura propaganda")C. S. Lewis, 1999, p. 77-78: "Sono arrivato a dire, per pura distrazione, che il Nemico ama veramente gli esseri umani. Ma questo, si sa, è un'impossibilità [...] Tutte le sue chiacchiere intorno all'Amore debbono essere la maschera di qualcos'altro. Egli deve avere qualche vero motivo per crearli e disturbarsi tanto per loro [...] Noi sappiamo che egli non può veramente amare; nessuno lo può; non ha senso. Se potessimo solo scoprire ciò che veramente è il suo scopo!" o a riconoscere la vera virtù umana (che viene giudicata pura, semplice e "nauseante" ipocrisia).C. S. Lewis, 1999, pp. 89-90: "In fondo [il Nemico] è un edonista. Tutti quei digiuni, quelle veglie, come i roghi e le croci, sono soltanto facciata [...] Laggiù in alto mare, nel suo mare, c'è il piacere, e sempre maggior piacere. E non ne fa un segreto; alla sua destra stanno 'piaceri per sempre'."

Nonostante Le lettere di Berlicche siano una delle opere più popolari di Lewis, l'autore medesimo affermò: “sebbene non avessi scritto niente altro con tanta facilità, non ho mai scritto con meno divertimento. La facilità di scrittura derivava senza dubbio dal fatto che la trovata delle lettere diaboliche, una volta ideata, si sviluppa spontaneamente [...] Potrebbe trascinarvi con sé per mille pagine, se vi lasciaste prendere la mano. Ma per quanto fosse facile immedesimarmi nell'atteggiamento diabolico, non era una cosa divertente, e comunque non per molto. Lo sforzo mi dava una specie di crampo spirituale. [...] Ogni traccia di bellezza, freschezza e genialità doveva esserne esclusa. Ancor prima della fine del libro mi aveva quasi soffocato.”

Trama Nel libro sono dunque raccolte le lettere che Berlicche invia, in tempi diversi, al nipote Malacoda. Lo zio offre al nipote una serie di ricchi consigli per dannare le anime degli uomini, soprattutto nei riguardi dei giovani, data l'età dell'anima affidata a Malacoda. Il Nemico (Dio) e suo Figlio (Cristo) intervengono prontamente in ogni azione di Malacoda e dunque lo zio è costretto a dilungarsi più volte in tanti temi tipicamente legati allo spirito giovanile, come l'amicizia, l'amore, l'orgoglio, il legame con i genitori, la sessualità, la gola; in ciò Lewis utilizza uno stile assai vario, ma sempre incisivo, affrontando con una teologia ad un tempo benevola ed esigente tutte le tematiche sopra citate. Si evidenzia per tutto il libro uno stridente contrasto tra Berlicche e Malacoda. Quest'ultimo viene descritto assai vicino all'idea convenzionale con cui sono visti comunemente i demoni, cioè desideroso di tentare il suo paziente a compiere peccati eclatanti, abbandonandosi a perversioni stravaganti, costantemente soddisfatto della guerra che imperversa dalla metà del libro fino alla fine. Berlicche, invece, non è per nulla interessato a spingere il paziente a commettere azioni spettacolarmente malvagie, né giudica la guerra un evento particolarmente favorevole alla dannazione delle anime.

Dopo la prima lettera, il “paziente” si converte al Cristianesimo,C. S. Lewis, 1999, p. 9 e Malacoda viene severamente rimproverato e minacciato di essere sottoposto alle “punizioni abituali” presso la Casa di Correzione per Tentatori Incompetenti.C. S. Lewis, 1999, p. 89 L'obiettivo di Malacoda è ora quello di minare e indebolire la fede del paziente come anche di tentarlo a commettere esplicitamente dei peccati che possano portarlo alla sua definitiva dannazione. In ciò è riflessa la visuale Cattolico-Anglicana sul “peccato mortale” e sulla salvezza dell'anima. È tuttavia importante sottolineare che la natura dei peccati espliciti viene qui discussa in modo da compiere una profonda riflessione e una meditazione sulla natura della distanza che il peccato crea tra Dio e l'uomo, al punto che Berlicche afferma che la lenta, quasi impercettibile, discesa causata dai piccoli e quasi insignificanti peccati abituali è assai meglio di qualsiasi peccato grandioso ed evidente (come potrebbero essere omicidi, stupri, violenze, atti fortemente antisociali, guerre, ecc.) per il raggiungimento dello scopo diabolico di dannare il paziente.C. S. Lewis, 1999, pp. 51-52: "La sola cosa che importa è la distanza con la quale riusciamo a separare il giovanotto dal Nemico. La piccolezza dei peccati non ha importanza, purché il loro effetto cumulativo scacci l'uomo nel Nulla, lontano dalla Luce [...] La strada più sicura per l'Inferno, ricordalo, è quella graduale - è il dolce pendio, il soffice suolo, senza brusche voltate, senza pietre miliari, senza indicazioni."

Per esempio, nella quinta lettera Berlicche distoglie Malacoda dal lasciarsi prendere dall'entusiasmo circa la guerra (è in corso la Seconda guerra mondiale, con i bombardamenti della città di Londra ad opera dei Tedeschi). “Naturalmente, una guerra è divertente. L'immediato terrore e la sofferenza immediata degli esseri umani sono un ristoro legittimo e piacevole per le miriadi dei nostri affaticati lavoratori. Ma quale beneficio permanente ci può dare, a meno che noi non ne facciamo uso per portare anime al Nostro Padre di Laggiù? Quando vedo la sofferenza temporale degli esseri umani che poi, alla fine, ci sfuggono, provo una sensazione come se mi fosse stato permesso di gustare la prima portata di un ricco banchetto, e poi mi fosse stato negato il resto. È peggio che non aver gustato nulla.”. In realtà, Berlicche afferma che il costante e continuo richiamo alla morte offerto dalla guerra ha effetti disastrosi per le anime, spingendole a riflettere e meditare sulla caducità della vita e a ricercare ciò per cui valga la pena vivere e morire, e per ciò stesso viene vanificata e resa inservibile una delle migliori armi diaboliche, la “mondanità soddisfatta”.C. S. Lewis, 1999, pp. 21-24

Nell'ottava lettera Berlicche spiega al suo allievo i differenti progetti che Dio e i diavoli hanno relativamente all'umanità: "Noi vogliamo mandrie che finiranno per diventare cibo; Egli vuole servi che alla fine diverranno figli."C. S. Lewis, 1999, p. 34 Con questo scopo in mente, nella sesta lettera Berlicche incita Malacoda a favorire la passività e l'irresponsabilità nel paziente: "Il Nemico vuole uomini che si preoccupino di quello che fanno; nostro compito è invece di farli pensare sempre a ciò che capiterà loro."C. S. Lewis, 1999, p. 25

L'autore, che all'epoca era docente all'University College di Oxford, suggerisce che neppure gli intellettuali sono immuni dall'influenza dei demoni, specialmente quando si lasciano irretire ed accettano pacificamente il punto di vista storico; nella lettera ventisettesima Berlicche afferma che "quando un uomo dotto incontra una qualsiasi affermazione in un libro vecchio, la domanda che non si farà mai è se tale affermazione sia vera." Egli si chiederà invece tutta una serie di cose relative allinflusso che ha provocato l'affermazione suddetta, alla concordanza con ciò che appare in altri libri dello stesso autore, a quale fase occupi tale affermazione nello sviluppo dell'autore o nella storia generale del pensiero, o come abbia inciso su scrittori più recenti, a quale sia stata la tendenza generale della critica negli ultimi anni, e quale sia l'attuale stato della questione in riferimento a quel concetto.C. S. Lewis, 1999, pp. 111-112

Nella lettera ventiduesima, dopo diversi tentativi di trovare una donna compiacente e licenziosa per il paziente, Berlicche rileva adirato che il paziente si è innamorato di una ragazza cristiana dalle ferme convinzioni. Verso la fine della lettera egli diventa così esasperato da trasformarsi suo malgrado in un millepiedi gigante, parodiando una trasformazione simile descritta da John Milton nel decimo libro del Paradiso perduto, dove i demoni scoprono di essere stati trasformati in serpenti.C. S. Lewis, 1999, pp. 89-92