Pozzoleone è un comune italiano di abitanti della provincia di Vicenza in Veneto.
Geografia fisica Il comune originariamente si estendeva su un'area paludosa e malsana che, grazie alla paziente ma costante opera dei monaci benedettini, fu risanata e bonificata. Attualmente il terreno è particolarmente fertile e ben sfruttato in agricoltura, principalmente con prati stabili irrigui che consentono la produzione di foraggio, in funzione dell'allevamento bovino e la conseguente produzione di formaggio Grana Padano e Asiago.
Origini del nome Il paese, dalle sue origini fino metà dell'Ottocento, si chiamava semplicemente "Pozzo", traduzione del latino Putheum. Su richiesta del sindaco del tempoche lo voleva distinguere da altre località con lo stesso nomeun regio decreto del 18 agosto 1867 decretò la trasformazione del nome in Pozzoleone. L'aggiunta prese spunto dal sigillo parrocchiale che, fin dal medioevo, raffigurava un leone accanto ad un pozzo.
Storia
L'abitato di Pozzo viene citato per la prima volta molto probabilmente nella grande donazione immobiliare del 29 aprile del 1085 effettuata dai capostipiti degli Ezzelini (da Onara e da Romano) e da Camposampiero al monastero cluniacense di S.Eufemia di Villanova, ora Abbazia Pisani (PD), dove tra i destinatari veniva citato un certo “Petrum de Pozo”Storia degli ecelini di Giambattista Verci, tomo I. Più tardi invece, il 10 giugno 1180, figurano tra i componenti del consiglio dei 200 di Padova tali “Henricus e Petrus Bonus de Pozo”Storia degli ecelini di Giambattista Verci, tomo III. La data più certa di tutte invece è del 1262, quando il comune di Vicenza, per recuperare i beni che erano stati incamerati da Ezzelino, fece un elenco dei villaggi nel suo distretto. Tra le 46 ville facenti parte del quartiere di Santo Stefano si trovava anche PutheumIl Regestum possessionum del Comune di Vicenza del 1262., ovvero “Pozzo”. Verso la metà del Trecento il territorio di Pozzo fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al Vicariato civile di Marostica e tale rimase, anche sotto la dominazione viscontea e veneziana, sino alla fine del XVIII secolo.. Per la Frazione di Friola ricca di storia e legata alle vicende storiche degli Ezzelini vedi pagina apposita.
Simboli Lo stemma è stato riconosciuto con DCG del 23 dicembre 1929. È un'arma parlante e vi sono rappresentati un pozzo e un leone rampante. Il gonfalone, concesso con DPR del 1º dicembre 1983, è un drappo partito di rosso e di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Nel capoluogo, attualmente si trovano La chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria e San Valentino. Al suo interno si trovano il pregevole organo costruito da Giovanni Battista De Lorenzi nel 1883, il tabernacolo e il fonte battesimale, entrambi in marmo e costruiti nel seicento, e tre tele settecentesche: la tela raffigurante S. Valentino è del pittore veneziano Antonio Arrigoni; le altre due invece sono del pittore bassanese Francesco Trivellini raffiguranti la Risurrezione di Cristo e la Madonna Assunta. A distanza di circa un chilometro dalla parrocchiale si trova la chiesa, non più adibita al culto, dedicata a San Valentino, costruita nel XIV sec. dai monaci benedettini e ampliata nel forme attuali nel XVIII sec. Il campanile della Parrocchiale ospita un pregevole concerto di 6 campane in Mi3 (Mi3, Fa#3, Sol#3, La3, Si3, Do#4) alla veronese con il doppio sistema elettrico e manuale (la piccola completamente manuale). Furono fuse tutte da De Poli di Vittorio Veneto (TV): 1^ e 5^ nel 1997 (con 1^ rifusa nel 2002), 2^ e 4^ nel 1995, 3^ nel 1996 e piccola nel 2008. Il campanone pesa 880 kg. È presente un richiamo in Fa4 manuale, che faceva parte del concerto precedente (costituito da 3 bronzi in Mib3).
Nella frazione Scaldaferro vi è il santuario della Madonna Salute degli Infermi (Virgo Salus Infirmorum). La sua origine risale ad un piccolo affresco del 1665, dipinto sul muro esterno di una stalla, che raffigura la Vergine con il grembiule viola - come un'infermiera celeste - che copre il manto da regina. La devozione popolare fece sì che la nicchia con l'affresco venisse trasformata in una piccola edicola e successivamente, nel 1715, in un tempietto ottagonale edificato dalla famiglia veneziana dei nobili Venier, che avevano i loro possedimenti in queste terre. Tra il 1910 e il 1923, in seguito all'afflusso dei pellegrini richiamati dalla fama dei miracoli, la chiesa fu ingrandita. Nel 1954 fu eretta in parrocchia autonoma e dal 1993 affidata alla congregazione dei padri marianisti. Degni di rilievo sono il noto Presepio Biblico Don Giulio dall'Olmo ed il Mosaico di Padre Rupnik.
Architetture civili
Sotto il profilo artistico nel capoluogo è ancora oggi possibile vedere, in via Vittorio Emanuele, la villa seicentesca dei conti Capra, la quale per trapassi ereditari fu divisa in due blocchi già nel Settecento ed è ora di proprietà delle famiglie Carli e Seganfreddo. In via Vegra di sopra si trova Villa Gonzato, interessante dal punto di vista storico e artistico in quanto è ancora ben visibile la ex torre ghibellina della seconda metà del '300, modificata nella seconda metà del '500 per trasformarla da uso difensivo ad uso abitativo; da notare che sono ancora ben visibili le merlature ghibelline, inglobate nella struttura attuale e coperte da un tetto; interessanti gli affreschi interni.
In Località Belvedere degna di nota è la villa Condestaule.
Società Evoluzione demografica
Cultura Istruzione Nella frazione di Friola vi è una scuola dell'infanzia (privata), nel capoluogo una primaria e una secondaria inferiore.
Nel capoluogo vi è anche la Biblioteca civica, che fa parte della rete di biblioteche vicentine (RBV)
Geografia antropica Frazioni Scaldaferro è nota per il presepio che rappresenta fedelmente la scenografia della Palestina nel periodo della nascita di Gesù. Il presepio viene allestito nel locale santuario mariano dedicato a "Maria salute degli infermi".
Scaldaferro è situata nella parte ovest del territorio comunale e una piccola parte del paese si trova in territorio dei comuni confinanti di Sandrigo, Bressanvido e Schiavon.
Friola si trova nella parte settentrionale del territorio, al confine con i comuni di Nove, Tezze sul Brenta e Cartigliano. Con quest'ultimo comune non c'è un collegamento stradale diretto e il confine corre lungo il fiume Brenta. Belvedere è una piccola località tra Friola e Pozzoleone, nella quale si trova la Villa Condestaule, restaurata da poco, un interessante edificio appartenuto ai Benedettini e ora tornato a nuovo splendore.
Amministrazione
Gemellaggi
Note
Bibliografia AA.VV., Pozzoleone: briciole di storia di paese, i due conflitti mondiali, Vicenza, La serenissima, 2007
Salvatore Santacroce (a cura di), Santuario Madonna di Scaldaferro: fede arte storia, Cartigliano, 2009 Giordano Dellai, Pozzo la Friola e la contrada degli Scaldaferro, Amministrazione comunale di Pozzoleone, 2008 Alberto Golin, Ghiaia Brenta nel territorio della Friola, Carmignano di Brenta, Artegrafica Munari, 2000 Arianna Franzan, [romanzo] Andrà tutto abbastanza bene, Priamo Ed. Meligrana, 2016 Moreno Cuccarollo / con una prefazione di Benito Gramola, Quando il mondo si fa paese : Tezze sul Brenta, frazioni e dintorni nel triennio 1943-45, (Tezze sul Brenta : Novaprint, srl, 2020) GPS (Giovani Produttori di Significati), Viaggiare scambiando: guida ai gemellaggi del Vicentino, Regione Veneto
Voci correlate Friola
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