Il pensionante (The Lodger: A Story of the London Fog), conosciuto anche con il nome de L'inquilino, è un film muto prodotto nel 1927 e diretto da Alfred Hitchcock.

È considerato dal suo autore "il primo vero film di Hitchcock": suspense, labilità del confine tra bene e male, semplificazione assoluta dei meccanismi narrativi sono le marche di stile che diventeranno la firma del "maestro del brivido".

Il film risente dell'influenza del cinema espressionista di Murnau.

Trama Tardo pomeriggio d'inverno a Londra. Fa già buio. La prima inquadratura è il volto di una ragazza bionda che urla. Uno stacco e si passa a un'insegna pubblicitaria che reclamizza uno spettacolo dal titolo "Riccioli d'oro". L'insegna si riflette nell'acqua. Il corpo di una donna è riverso sulla banchina del Tamigi. Si affollano intorno i passanti. Arriva la polizia, arrivano i giornalisti.

La macchina da presa segue il diffondersi della notizia: un giornalista d'agenzia telefona, la notizia è battuta a macchina, arriva alle telescriventi, è annunciata alla radio, appare sul giornale luminoso sulla strada. Ad ogni passaggio si aggiungono particolari: l'assassino uccide solo donne bionde, sempre il martedì, lascia un biglietto con disegnato un triangolo e la firma "The Avenger", "Il Vendicatore", è alto, passeggia vestito con un mantello nero, porta una valigia nera, una sciarpa gli copre la faccia.

In città i giornali della sera sono stampati e venduti nelle strade e tutti commentano le notizie. Le ragazze bionde sono impaurite e il panico si diffonde. Nei camerini delle case di moda dove le modelle si cambiano e si truccano, esse chiacchierano e scherzano sull'assassino ma hanno paura.

Una di queste, giovane e bionda, Daisy Bunting, rientra a casa, a Bloombsury. I genitori la stanno aspettando con il fidanzato, Joe Betts, poliziotto di Scotland Yard. Parlano del delitto. La luce nella stanza diminuisce a poco a poco e il padre va ad aggiungere uno scellino nel contatore del gas.

Qualcuno bussa alla porta, la madre va ad aprire. Nella nebbia appare un uomo avvolto in un mantello nero, con sciarpa davanti alla bocca e borsa nera. Chiede una stanza in affitto indicando il cartello esposto "room to let". Dice di chiamarsi Jonathan Drew. Prende alloggio nella stanza al piano superiore. Paga un mese in anticipo e si accontenta di una cena modesta: pane, burro e un bicchiere di latte. Ha tuttavia degli atteggiamenti strani: fa togliere dalle pareti i quadri che ritraggono fanciulle provocanti, è spesso agitato e nervoso, cammina avanti e indietro. Da sotto osservano il lampadario oscillare.

Daisy è incuriosita e affascinata dal misterioso pensionante e si intrattiene con lui giocando a scacchi. Nel frattempo arriva Joe per annunciare che gli è stato affidato il caso del "Vendicatore", sfoggiando le nuove manette che ha ricevuto e che appena avrà catturato il serial killer sposerà Daisy. Daisy raggiunge Joe che la ammanetta per gioco ma lei reagisce male e scappa piangendo dopo essere stata liberata. Jonathan, in cima alle scale, osserva tutta la scena con sguardo severo e di disapprovazione. Joe si scusa e si riappacificano.

Una notte, calata la nebbia, Jonathan, col cappello sugli occhi, esce furtivo ma viene notato dalla padrona di casa che insospettita ispeziona la stanza e trova le ante della credenza chiuse a chiave. Il mattino seguente un'altra donna bionda assassinata viene trovata non lontano dalla casa dei Bunting. Joe arriva a casa dei Bunting sconvolto per gli avvenimenti della notte precedente e mentre racconta i fatti ai genitori un forte rumore di stoviglie che si rompono provenire dal piano superiore. Allarmati entrano nella stanza del pensionante e trovano Jonathan e Daisy abbracciati. Daisy dice di essersi spaventata alla vista di un topo. Joe comincia a ingelosirsi e a provare antipatia per Jonathan.

La madre di Daisy è sempre più preoccupata e la sera confida al marito di sospettare che l'inquilino possa essere il "Vendicatore", è in ansia per Daisy, anche il marito è angosciato.

Ad una sfilata a cui Daisy partecipa è presente anche Jonathan che la sorprende regalandole con galanteria l'elegante abito indossato nel défilé. A casa però i genitori non consentono che lei accetti il regalo e il padre lo restituisce all'inquilino.

Un martedì Jonathan invita Daisy ad uscire con lui e sotto un lampione si scambiano effusioni. Mestre Joe perlustra le strade del quartiere, sorprende i due amanti. Scoppia una scenata fra i fidanzati e Daisy dichiara che fra loro è finita, ritornando a casa con Jonathan.

Joe, sempre più geloso e ripensando agli elementi del caso, si convince che Jonathan sia l'assassino e con un mandato di cattura e due colleghi fa irruzione nella pensione. Nella stanza affittata trovano oggetti compromettenti in un armadio chiuso a chiave: una borsa nera contenente una pistola, la mappa di Londra con i luoghi dei delitti delimitati da un triangolo, ritagli di giornali con le notizie riguardanti il "Vendicatore" e la fotografia della prima vittima. Jonathan viene ammanettato e mentre viene condotto via, approfittando di un malore della padrona di casa, fugge comunicando sotto voce a Daisy di incontrarsi al lampione del loro primo appuntamento.

Daisy lo raggiunge e lui le racconta di essere il fratello della prima ragazza uccisa durante il suo ballo di debutto e di aver promesso alla madre morente di trovare l'assassino. La giovane crede nella sua innocenza. Lo accompagna a ristorarsi con un brandy caldo in un pub ma i clienti si accorgono che ha le mani nascoste sotto il mantello, ancora ammanettate. Inseguito dalla folla che lo vuole linciare Jonathan, nel tentativo di scavalcare una ringhiera, vi rimane appeso. Appena prima di essere sopraffatto dalla folla inferocita, è raggiunto da Joe e liberato. Nello stesso momento arriva la notizia che il vero "Vendicatore" è stato arrestato.

Nel finale i genitori di Daisy accettano il pensionante, rivelatosi ricco e proprietario di una splendida casa, come pretendente della figlia. I due innamorati si abbracciano e sullo sfondo ritorna la scritta intermittente che reclamizza lo spettacolo "Riccioli d'oro".

Produzione Il film, il terzo del regista, fu prodotto da Michael Balcon per la Gainsborough Pictures. Fu distribuito da Wardour and F. Film Service Ldt..

Per la stessa casa produttrice avrebbe per contratto dovuto produrre altri due film, Il declino e Virtù facile, ma grazie al successo ottenuto il regista firmò un nuovo contratto con lo studio cinematografico rivale, la British International Pictures di John Maxwell, per la considerevole somma di sterline, il triplo di quello che lo pagava la Gainsborough.

Soggetto Il soggetto fu proposto ad Hitchcock da Michael Balcon il produttore della Gainsborough. Egli aveva ottenuto i diritti per un adattamento cinematografico di un romanzo del 1913 di Marie Adelaide Lowndes, chiamata anche Belloch Lowndes perché sorella di Hilaire Belloc. Il romanzo parlava dei delitti commessi nel 1888 da Jack lo squartatore, nella zona est di Londra, e aveva ottenuto un grande successo. Hitchcock aveva già visto il lavoro teatrale Who Is He? tratto dallo stesso romanzo. Molti aspetti lo interessarono: i delitti del serial killer e l'atmosfera di paura collettiva che si propaga per la città; l'ambiente piccolo borghese della Londra che conosceva così bene essendo quello della sua infanzia.

Sceneggiatura La sceneggiatura del film fu opera di Hitchcock e di Eliot Stannard e fu pronta all'inizio del maggio 1926. Il progetto del film era fissato nei minimi dettagli, scritto e disegnato su carta prima che si iniziasse a girare.

Cast Furono scritturati per i ruoli dei protagonisti due attori inglesi molto in vista: Ivor Novello, idolo del teatro e autore lui stesso, e June Howard Tripp, che preferiva essere chiamata col solo nome e che due anni dopo abbandonò la professione per il matrimonio con un Lord.

Set Hitchcock volle ricostruire in studio un luogo che avesse le caratteristiche di Bloomsbury. Fu curata in particolare la costruzione della casa dei Bunting, tipica abitazione della piccola borghesia.

Riprese Si incominciò a girare negli stabilimenti di Islington in maggio e si terminò all'inizio di luglio. Il film costò sterline, un bel po' di soldi per quei tempi. Nel mese d'agosto fu colorato. Proiettato ai gestori delle sale per deciderne la distribuzione incontrò l'ostilità del socio di Balcon, C.M. Woolf, che lo giudicò "spaventoso" e decise di metterlo da parte.

Adattamento e titoli di testa Balcon ricorse alla collaborazione di Ivor Montagu che ridusse le didascalie e rifece un ristretto numero di scene poco chiare; coinvolse un grande disegnatore di manifesti pubblicitari, E.McKnight Kauffer che disegnò lo sfondo dei titoli di testa giocando con il simbolo del triangolo: la presenza dell'assassino che lascia sulle vittime biglietti triangolari e la storia d'amore a tre.

Prima L'anteprima per la stampa si ebbe nel mese di settembre; la prima a Londra per il pubblico il 14 febbraio 1927.

Accoglienza Il film ebbe un'accoglienza entusiasta da parte della stampa e da parte del pubblico che faceva la coda da mezzogiorno a mezzanotte. Un importante giornale, il "Bioscope", il 16 settembre 1926, giudicava il film forse la miglior produzione britannica di tutti i tempi.

In occasione della riedizione restaurata di 10 film (1927-1932) realizzati agli esordi da Alfred Hitchcock in DVD Blu-ray Carlotta nel 2025, nonché della loro riproposizione nelle sale cinematografiche francesi nella primavera dello stesso anno, Charlotte Garson su Cahiers du cinéma ricorda che che tali opere erano una produzione della British International Pictures (BIP), società creata nel 1927. In quell'anno Il regista era già così noto proprio per il film The Lodger, per le sensazionali idee della messa in scena, che con l'inserimento nella nuova compagnia cinematografica inizia per lui una ulteriore carriera. Critica Hitchcock dichiarò: "The Lodger è il primo film nel quale ho messo in pratica ciò che avevo appreso in Germania. Il mio rapporto con questo film è stato del tutto istintivo; per la prima volta ho applicato il mio stile. In realtà, possiamo dire che The Lodger è il mio primo film".

Tecnica cinematografica Dal punto di vista tecnico il film rivela l'abilità raggiunta dal regista. Già in apertura la distribuzione della luce e delle ombre riesce a creare effetti inquietanti. Dai registi tedeschi aveva imparato l'importanza dell'"atmosfera" e come costruirla attingendo al repertorio di mezzi visivi sperimentati: ad esempio con l'uso degli specchi e dei loro riflessi, oppure sfruttando l'espressività delle scale che formano spirali verso l'alto o verso il basso e che i personaggi salgono e scendono "suggerendo sensazioni di ebbrezza o di abbattimento".

Nella fotografia inventa soluzioni originali: ad esempio riprende i capelli biondi della donna uccisa sparsi su una lastra di vetro e illuminati dal basso per farli risaltare; oppure inquadra dal basso verso l'alto attraverso l'espediente di un soffitto trasparente i piedi del pensionante per sottolinearne l'andirivieni ossessivo, ulteriormente sottolineato dal dondolio del lampadario.

MacGuffin Lo spettatore non vedrà mai Il vendicatore: se ne farà un'idea dal racconto dei media e dai commenti della gente. "Si tratta del primo MacGuffin, termine inventato da Hitchcock per indicare un vuoto pretesto narrativo che tuttavia mantiene tutto in movimento".

Temi Dal punto di vista del contenuto troviamo già i temi tipici di Hitchcock: l'innocente accusato di un delitto che non ha commesso; l'ambiguità del personaggio e la difficoltà di conoscere la verità; l'uomo qualunque che si trova a vivere un'esperienza straordinaria; la suspense; l'improvvisa incursione del terrore in una casa tranquilla, sicura, rispettabile; il triangolo amoroso; la rappresentazione di oggetti in funzione minacciosa: le manette, l'attizzatoio;