Erucastrum C.Presl, 1826 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Brassicacee, dall'aspetto di piccole erbacee dai tipici fiori disposti a croce.

Etimologia Il nome del genere (Erucastrum), definito dal botanico boemo Karel Borivoj Presl (1794 – 1852), è stato ripreso da un altro genere della stessa famiglia: Eruca (tipico nome latino usato da Plinio nei suoi testi).

Descrizione I dati morfologici si riferiscono soprattutto alle specie europee e in particolare a quelle spontanee italiane. L'altezza delle piante di questo genere oscilla da 20 a 80 cm. Il ciclo biologico è biennale o perenne. La forma biologica prevalente è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, dotate di un asse fiorale eretto e con poche foglie. Radici Le radici possono essere sia del tipo a fittone che di tipo rizomatoso. Fusto I fusti sono ascendenti e ramoso soprattutto nella parte alta. Foglie

Le foglie sono del tipo imparipennato con numero di segmenti per lato variabile tra 3 - 8. I segmenti sono o completamente oppure parzialmente divisi e a loro volta possono essere lobati o dentati grossolanamente. Le foglie in genere sono verdi su entrambe le facce. Foglie basali: le foglie basali sono disposte a rosetta e sono più grandi con un lungo picciolo. Foglie cauline: le foglie caulinari sono più piccole e hanno un picciolo più corto (ma non sono abbraccianti il fusto); sono inoltre disposte in modo alterno lungo il fusto. Infiorescenza L'infiorescenza è un racemo di tipo ombrellifero con fiori gialli portati da lunghi peduncoli. In alcune specie i peduncoli partono dall'ascella delle foglie, in altre no. In questa infiorescenza non esiste un fiore apicale. Durante la fruttificazione il racemo si allunga. Fiore I fiori sono ermafroditi, attinomorfi (in realtà sono fiori dissimmetrici – a due piani di simmetria) e tetrameri (calice e corolla composti da 4 parti).

Formula fiorale: * K 2+2, C 4, A 2+4, G 2 (supero)

Calice: il calice è formato da quattro sepali, eretti e a due a due ravvicinati ma divisi (dialipetali). Corolla: la corolla è composta da quattro petali normalmente gialli, alternati ai sepali, disposti in croce e tutti uguali fra di loro; la forma dei petali è obovata. Androceo: gli stami sono sei (2 corti più esterni e 4 lunghi più interni); sporgono dalla corolla (ma sono più corti dello stilo). Le antere hanno una forma ovato-cordata. I nettari si trovano alla base dell'androceo a disposizione laterale e sono bilobi. Gineceo: l'ovario è supero a forma ellittica e bi-loculare; per ogni loggia ci sono molti ovuli in posizione pendula. Lo stilo è allungato e sporge dalla corolla mentre lo stimma è a capocchia. Impollinazione: impollinazione di tipo entomofila. Frutti Il frutto è una siliqua (non divisa in logge sovrapposte) contenente numerosi semi. All'apice può essere presente un becco (quasi un uncino). Le valve del frutto sono carenate sul dorso. La siliqua è portata da un breve peduncolo. Il portamento dei frutti è più o meno divergente (quasi patente) dall'asse principale del fusto.

Distribuzione e habitat Delle 4 specie spontanee della flora italiana solo 2 vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla diffusione delle specie alpine. SpecieComunitàvegetaliPianivegetazionaliSubstratopHLivello troficoH2OAmbienteZona alpinaE. gallicum2collinareCa Ca/SibasiconeutrobassoseccoB1 B2 B5 C3AO BS TN BL UDE. nasturtiifolium3montanocollinareCa Ca/SibasiconeutromediomedioB2 B5 C3tutto l'arco alpino(escl. VA CO BG BL) Legenda e note alla tabella. Per il “substrato” con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali: 2 = comunità terofiche pioniere nitrofile 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni Ambienti: B1 = campi, colture e incolti B2 = ambienti ruderali, scarpate B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua C3 = ghiaioni, morene e pietraie

Tassonomia Il genere comprende le seguenti specie: Erucastrum abyssinicum (A.Rich.) O.E.Schulz, 1916 Erucastrum arabicum Fisch. & C.A.Mey., 1839 Erucastrum austroafricanum Al-Shehbaz & Warwick, 2003 Erucastrum brevirostre (Maire) Gomez-Campo, 1984 Erucastrum canariense Webb & Berthel., 1836 Erucastrum cardaminoides (Webb ex H.Christ) O.E.Schulz, 1916 Erucastrum elatum (Ball) O.E.Schulz, 1916 Erucastrum elgonense Jonsell, 1979 Erucastrum erigavicum Jonsell, 1993 Erucastrum gallicum (Willd.) O.E.Schulz, 1916 Erucastrum griquense (N.E.Br.) O.E.Schulz, 1916 Erucastrum ifniense Gomez-Campo, 1984 Erucastrum lasiocalycinum Boiss., 1867 Erucastrum leucanthum Coss. & Durieu, 1855 Erucastrum littoreum (Pau & Font Quer) Maire, 1929 Erucastrum meruense Jonsell, 1979 Erucastrum nasturtiifolium (Poir.) O.E.Schulz, 1916 Erucastrum pachypodum (Chiov.) Jonsell, 1976 Erucastrum palustre (Biv.) Vis., 1857 Erucastrum rifanum (Emb. & Maire) Gomez-Campo, 1982 Erucastrum rostratum (Balf.f.) Gomez-Campo, 1998 Erucastrum strigosum (Thunb.) O.E.Schulz, 1916 Erucastrum supinum (L.) Al-Shehbaz & Warwick, 2003 Erucastrum varium (Durieu) Durand, 1849 Erucastrum virgatum C.Presl, 1826 Erucastrum woodiorum Jonsell, 1993

Specie spontanee della flora italiana L'elenco che segue utilizza il sistema delle chiavi analitiche.

Gruppo 1A: le foglie basali sono imparipennate e il lobo apicale è molto più grande di quelli laterali; il colore della pagina inferiore è glauco; Erucastrum virgatum (Presl.) Presl.: l'altezza della pianta va a 30 a 60 cm; il ciclo biologico è bienne; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap); il tipo corologico è Endemico; l'habitat tipico sono le zone ruderali, gli incolti e i pascoli; la diffusione sul territorio italiano è solo al sud (e non molto frequentemente) ad una altitudine fino a 600 . Gruppo 1B: le foglie basali sono imparipennate e il lobo apicale è appena più grande di quelli laterali; il colore della pagina inferiore è verde; Gruppo 2A: i peduncoli dei fiori inferiori nascono all'ascella di una foglia bratteale; Erucastrum gallicum (Willd.) O.E.Schulz – Erucastro francese: l'altezza della pianta va a 20 a 50 cm; il ciclo biologico è bienne o perenne; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap); il tipo corologico è Ovest Europeo (Subatlantico); l'habitat tipico sono le zone ruderali, i greti dei fiumi e le scarpate ferroviarie; sul territorio italiano questa pianta è rara ed è presente solo nella provincia di Aosta ad una altitudine fino a 1500 . Gruppo 2B: i peduncoli dei fiori sono privi di foglie bratteale ascellanti; Erucastrum nasturtiifolium (Poiret.) O.E.Schulz – Erucastro comune: la parte bassa del fusto è ispida; le foglie basali hanno 3 – 5 segmenti per lato. L'altezza della pianta va a 20 a 50 cm; il ciclo biologico è bienne; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap); il tipo corologico è Endemico; l'habitat tipico sono i greti dei fiumi, le zone ghiaiose e ruderali; la diffusione sul territorio italiano è solo al nord ad una altitudine dai 200 fino a 2000 . Erucastrum palustre (Pirona) Vis. – Erucastro friulano: tutto il fusto è glabro; le foglie basali hanno 10 - 13 segmenti per lato. L'altezza della pianta va a 60 a 80 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap); il tipo corologico è Endemico; l'habitat tipico sono le paludi e le torbiere; sul territorio italiano si trova solo nei Friuli ed è molto rara.

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Flora Europaea (Royal Botanic Garden Edinburgh) Database

Categoria:Brassicaceae Categoria:Taxa descritti nel 1826